Giovedì della II settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Giovedì 20 Marzo 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».” (Mt 6,1-6)

L’importanza del motivo per cui si fanno le cose. C’è sempre un motivo per cui faccio una determinata azione, o addirittura la scelta di una direzione di vita.
Se il motivo è essere superiore, essere ammirato, raggiungere una buona posizione sociale per avere un certo potere, oppure fare molte azioni di carità per essere lodato, allora non sono su una via della felicità, dell’interiore gioia e vivo probabilmente una vita recitata.
Ma se il motivo è essere con le persone cui sono vicino, essere attento ad alcune situazioni di crisi e povertà, essere in qualche modo di aiuto senza cercare alcun tipo di torna conto, allora probabilmente sto vivendo una vita vera fatta d’amore.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 6,1-6– Giovedì 20 Marzo 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

San Giuseppe, sposo della B.V. Maria

Solennità
Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Mercoledì 19 Marzo 2025

“In quel tempo. Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino». Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».” (Mt 2,19-23)

Giuseppe con Maria e Gesù bambino si è rifugiato in Egitto per via di Erode che voleva uccidere il Re dei Giudei, Gesù. Questo lo ha fatto per un ordine di un un angelo del Signore Dio ricevuto in sogno.
Una volta morti tutti coloro che volevano il bambino Gesù morto, in sogno Giuseppe riceve l’indicazione di tornare nella terra d’Israele. Giuseppe con Maria e Gesù bambino rientrano nella loro patria ma poiché Giuseppe aveva paura del successore di Erode, Archelao, il Signore viene incontro alla sua debolezza e gli viene indicato di andare a Nàzaret.
L’umanità di Giuseppe, il fatto di essere un uomo con le sue paure, non impedisce la sua missione come sposo di Maria e la compie nella fedeltà.
Giuseppe è l’ultimo patriarca che riceve le indicazioni del Signore nei sogni. L’uomo giusto e fedele, custode della santa Famiglia.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 2,19-23 – Mercoledì 19 Marzo 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Martedì della II settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Martedì 18 Marzo 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”, “No, no”; il di più viene dal Maligno».” (Mt 5,31-37)

Il ritorno al matrimonio come era in origine. Non si dovrebbe interrompere la promessa di una vita da passare assieme, non si dovrebbe mandare via il proprio coniuge, non ci si dovrebbe separare.
Oggi vi è molta difficoltà nei rapporti umani e di coppia. Il valore della comprensione dell’altra persona, accettare per quello che è in un cammino assieme, è troppo spesso caduto. Il Signore nella sua misericordia guarda i tanti cuori feriti e non si allontana da essi perché vuole curare i molti fallimenti.
Si può iniziare con un parlare schietto dove il sì vuol dire sì, e no, no.
«Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”, “No, no”; il di più viene dal Maligno».


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 5,31-37 – Martedì 18 Marzo 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Lunedì della II settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Lunedì 17 Marzo 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore. Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna».” (Mt 5,27-30)

Se il cuore è diretto verso percorsi non belli pieni di peccato, conviene la faticosa via della rinuncia. Or quando il cuore si appoggia su desideri che recano danno ad altre persone, è meglio rinunciare per non inserirsi in una via che ha difficili uscite.
Piuttosto è meglio impegnarsi in altre cose che siano di aiuto ad altre persone per essere testimoni veri del Signore Gesù.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 5,27-30 4,5-42 – Lunedì 17 Marzo 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

II Domenica di Quaresima

Domenica della Samaritana
Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Domenica 16 Marzo 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù giunse a una città della Samaria chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».
In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». Uscirono dalla città e andavano da lui.
Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». Ma egli rispose loro: «Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete ». E i discepoli si domandavano l’un l’altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. Voi non dite forse: “Ancora quattro mesi e poi viene la mietitura”? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l’altro miete. Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica».
Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».” (Gv 4,5-42)

La speranza attinge dall’acqua viva.
Nell’ora calda di mezzogiorno, Gesù chiede acqua a una donna samaritana. La cosa ha una sua straordinarietà, la donna è una straniera, disprezzata dai giudei poiché samaritana e donna cui non si rivolgeva la parola.
Gesù invece inizia un dialogo per far riaccendere la speranza in questa donna. La conduce attraverso la presa di coscienza della verità della sua vita, un cuore ferito, 5 mariti, fallimenti e l’attuale convivenza. Poi vuole condurla verso l’incontro con il Messia e in una nuova rinascita di speranza e di fede.
Gesù vuole donare l’acqua viva perché ella stessa possa diventare una nuova sorgente d’acqua viva per altre persone, una testimone di speranza.
«chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna»
La donna lascia l’anfora che avrebbe dovuto portare a casa con l’acqua del pozzo e torna alla sua città per annunciare il Messia: «Che sia lui il Cristo?»
La donna ha portato e annunciato alla gente della città l’acqua viva donata da Gesù, è diventata missionaria e testimone pur avendo una vita di fallimenti, diversi mariti e una convivenza. L’azione del Signore è sempre unica e colma d’amore, molto differente da quella umana.
È Quaresima, tempo favorevole per ricevere l’acqua viva da Gesù impegnandosi con la preghiera, il digiuno dalle cose sbagliate, la penitenza come gesti di carità. Qui c’è la speranza che apre al futuro


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 4,5-42 – Domenica 16 Marzo 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Sabato della I settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Sabato 15 Marzo 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle. Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato». Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato».” (Mt 5,20-26)

Il sabato, giorno di riposo per i fratelli e le sorelle ebrei, non è l’esecuzione di una serie di normative che l’uomo deve rispettare per essere rispettoso del riposo. È l’uomo che coglie il sabato per riposare con quella attenzione che si chiama amore. Chi ha fame può cogliere delle spighe per mangiarle perché anche se viola la legge per cui non bisogna lavorare, la carità supera la legge e non si commette alcun peccato.
Bisogna imparare a interpretare le cose con amore evitando di applicare le regole alla lettera senza uno sguardo verso il fratello e la sorella.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 5,17-19 – Sabato 15 Marzo 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Venerdì della I settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Venerdì 14 Marzo 2025

VENERDÌ DI QUARESIMA IN RITO AMBROSIANO
Nel Rito Ambrosiano la Quaresima dura 40 giorni dalla 1° Domenica di Quaresima (9 marzo 2025) a Giovedì Santo (17 aprile 2025). I Venerdì di Quaresima sono senza l’Eucarestia (aliturgici o anaeucarisitci, non vengono celebrate Messe e non si distribuisce la Comunione) per vivere in modo profondo la Passione e morte del Signore. Vengono di norma celebrate comunitariamente una o più VIA CRUCIS e si prega davanti alla Croce del Signore.

PREGHIERA A GESÙ CROCIFISSO
Eccomi, o mio amato e buon Gesù che alla tua Santissima presenza prostrato, ti prego con il fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza, di carità, di dolore dei miei peccati, e di proponimento di non offenderti, mentre io con tutto l’amore e la compassione vado considerando le tue cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di Te, o Gesù mio, il santo profeta Davide: «Hanno trapassato le mie mani e i miei piedi, hanno contato tutte le mie ossa».

Dal Messaggio di Papa Francesco per la Quaresima parte prima
In questa Quaresima, arricchita dalla grazia dell’Anno Giubilare, desidero offrirvi alcune riflessioni su cosa significa camminare insieme nella speranza, e scoprire gli appelli alla conversione che la misericordia di Dio rivolge a tutti noi, come persone e come comunità.
Prima di tutto, camminare. Il motto del Giubileo “Pellegrini di speranza” fa pensare al lungo viaggio del popolo d’Israele verso la terra promessa, narrato nel libro dell’Esodo: il difficile cammino dalla schiavitù alla libertà, voluto e guidato dal Signore, che ama il suo popolo e sempre gli è fedele. E non possiamo ricordare l’esodo biblico senza pensare a tanti fratelli e sorelle che oggi fuggono da situazioni di miseria e di violenza e vanno in cerca di una vita migliore per sé e i propri cari. Qui sorge un primo richiamo alla conversione, perché siamo tutti pellegrini nella vita, ma ognuno può chiedersi: come mi lascio interpellare da questa condizione? Sono veramente in cammino o piuttosto paralizzato, statico, con la paura e la mancanza di speranza, oppure adagiato nella mia zona di comodità? Cerco percorsi di liberazione dalle situazioni di peccato e di mancanza di dignità? Sarebbe un buon esercizio quaresimale confrontarsi con la realtà concreta di qualche migrante o pellegrino e lasciare che ci coinvolga, in modo da scoprire che cosa Dio ci chiede per essere viaggiatori migliori verso la casa del Padre. Questo è un buon “esame” per il viandante.


A cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
Venerdì 14 Marzo 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Giovedì della I settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Giovedì 13 Marzo 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!».” (Mt 5,20-26)

Gesù chiede un passo avanti ai suoi discepoli, di essere persone che giudichino non in modo formale ma in modo nuovo, diverso da quello degli scribi e farisei. Si tratta di uno stile di vita sincero che non vuole nascondere interessi personali ma esprimere il bene.
Chiede di metterci il cuore, dove la prima cosa è il profondo rispetto dell’altrui persona. Cosa fondamentale è spegnere i dissidi, promuovere la riconciliazione e il dialogo. Per questo necessita innanzitutto una via di perdono per iniziare una riconciliazione, cioè il sedersi attorno a un tavolo per poter comporre giustizia vicina alla verità. Questo dona speranza e futuro. Lo sguardo verso l’altro cambia, si riconosce una persona con la propria dignità che ha sbagliato o che è stata danneggiata. Con questo riconoscimento è possibile costruire giustizia e sciogliere le tensioni verso un cammino di pace. Il rispetto dell’altrui persona è uno dei principali fondamenti del cristiano e dona speranza.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 5,17-19 – Giovedì 13 Marzo 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della I settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Mercoledì 12 Marzo 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli»” (Mt 5,17-19)

Alcuni pensavano che Gesù avesse portato la novità della buona novella, il Vangelo, cancellando l’Antico Testamento, cioè gran parte della Bibbia. Invece Gesù è venuto per chiamare i peccatori e a dare pieno compimento all’Antico Testamento.
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.»
Si tratta del proseguo della storia della salvezza senza eliminare il passato ma valorizzandolo alla luce di Cristo, della sua venuta.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 5,17-19 – Mercoledì 12 Marzo 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Martedì della I settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Martedì 11 Marzo 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».” (Mt 5,13-16)

I discepoli hanno il compito di riportare nel mondo, la fede, la speranza e la carità. Questo dà all’esistenza umana significato, senso della vita. Ma se si perde la gioia dell’annuncio e della testimonianza allora si rischia di cadere in una vita senza senso, senza sapore.
Le opere buone dei discepoli sono la loro luce che risplende perché le persone che le vedano possano lodare Dio e non i discepoli.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 4,1-11 – Martedì 11 Marzo 2025 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)