III Domenica di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Domenica 4 Maggio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù parlò agli scribi e ai farisei e disse: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». Gli dissero allora i farisei: «Tu dai testimonianza di te stesso; la tua testimonianza non è vera». Gesù rispose loro: «Anche se io do testimonianza di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove sono venuto e dove vado. Voi invece non sapete da dove vengo o dove vado. Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno. E anche se io giudico, il mio giudizio è vero, perché non sono solo, ma io e il Padre che mi ha mandato. E nella vostra Legge sta scritto che la testimonianza di due persone è vera. Sono io che do testimonianza di me stesso, e anche il Padre, che mi ha mandato, dà testimonianza di me». Gli dissero allora: «Dov’è tuo padre?». Rispose Gesù: «Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio».” (Gv 8,12-19)

«Io sono la luce del mondo;»
Gesù dice questo ai quei scribi e farisei durante la festa dell Capente che nella tradizione ebraica è piena di luce in ricordo della colonna di fuoco che era di riferimento per la via da percorrere durante la notte per il popolo di Israele liberato alla schiavitù dell’Egitto.
Durante questa festa Gesù proclama di essere lui la vera luce che libera dalle tenebre, è la vera liberazione dell’anima di ogni persona. Non si tratta solamente di una salvezza terrena che può indicare vie di riconciliazione, di pace, ma anche e soprattutto una salvezza eterna che si cala nella Speranza. Una luce interiore, forte, di vita, luce della fede e di Speranza.
Ma è possibile essere nelle tenebre in una qualche sorta di cecità, una illusione di vita, fatta di cose sfuggevoli, temporanee e spesso con una caratteristica comune: l’egoismo. Si cerca di procurarsi gioia effimera, che dura poco, lascia l’amaro in bocca. Questa non è la via dell’amore e non è la via della felicità, è invece la via dell’oscurità dell’essere ciechi, di voler esserlo nel restare nelle tenebre.
Esiste un desiderio dell’uomo nella direzione tenebrosa e spesso rimane in questa condizione per sua scelta libera.
Per uscire da questa illusione vi è l’affidamento al Signore Gesù, luce del mondo, offerta a ogni persona che voglia uscire dalla sua pochezza ed essere finalmente illuminata dalla grazia del Signore. Ci si apre alla Speranza, alle scoperte non hanno mai fine in un cammino fatto con perseveranza e umiltà, qui c’è il Signore che illumina la strada.
«Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita»
Quei scribi e quei farisei che contestano Gesù purtroppo sono fra quelle persone che decidono di rimanere nelle tenebre pur avendo visto i molti segni (miracoli) di Gesù. È una libera scelta che viene sostenuta vicendevolmente, l’un l’altro in una misteriosa spirale oscura, è un rifiuto della evidenza che era davanti ai loro occhi. Gesù offre comunque luce anche per coloro che lo contestano o non credono in lui: «Io sono la luce del mondo»
È universale, offerta alle persone che sono nella cecità! Signore aiutaci a togliere le nostre piccole e grandi cecità, Luce del mondo aiutaci a percorrere luminosi cammini di pace, di Speranza.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 8,12-19 – Domenica 4 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Santi Filippo e Giacomo, apostoli

Festa
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Sabato 3 Maggio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò».” (Gv 14,1-14)

Oggi è la festa degli apostoli Filippo e Giacomo detto il minore. Filippo è ricordato nel Vangelo e come gli altri apostoli aveva dubbi sulla identità di Gesù. «Signore, mostraci il Padre e ci basta»
Come gli altri apostoli tutto diventerà chiaro nella Pentecoste, non vi saranno più dubbi sulla identità di Gesù.
Giacomo figlio di Alfeo lo troviamo in preghiera con tutti gli altri apostoli: «Tutti questi erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la madre di Gesù, e ai fratelli di lui.»(Atti degli Apostoli 1,14)
Entrambi gli Apostoli sono accomunati dalla preghiera e dall’essere stati con Gesù. Questo non elimina dubbi, incertezze umane ma garantisce la presenza del Signore che continua ad accompagnare i cuori dei credenti. La preghiera è modo per essere in contatto con il Signore Dio per non perdersi e essere testimoni del suo amore, testimoni della Speranza.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 14,1-14 – Sabato 3 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Venerdì della II settimana di Pasqua

sant’Atanasio, vescovo e martire
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Venerdì 2 Maggio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù andò con i suoi discepoli nella regione della Giudea, e là si tratteneva con loro e battezzava. Anche Giovanni battezzava a Ennòn, vicino a Salìm, perché là c’era molta acqua; e la gente andava a farsi battezzare. Giovanni, infatti, non era ancora stato gettato in prigione. Nacque allora una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo riguardo alla purificazione rituale. Andarono da Giovanni e gli dissero: «Rabbì, colui che era con te dall’altra parte del Giordano e al quale hai dato testimonianza, ecco, sta battezzando e tutti accorrono a lui». Giovanni rispose: «Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stata data dal cielo. Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: “Non sono io il Cristo”, ma: “Sono stato mandato avanti a lui”. Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena. Lui deve crescere; io, invece, diminuire».” (Gv 3,22-30)

Giovanni battezzava e anche Gesù dall’altra parte del del fiume Giordano battezzava.
Qui c’è occasione per testimoniare Gesù. È la missione di Giovanni Battista di preparazione dell’accoglienza del Signore Gesù nei cuori delle persone. Vuole anche essere chiaro per fugare dubbi più che leciti indicando lui come il Cristo atteso invece di Gesù.
«“Non sono io il Cristo”, ma: “Sono stato mandato avanti a lui”»
Nel concretizzarsi dell’annuncio Giovanni il Battista trova il compimento della sua missione, vede con i suoi occhi l’inizio della manifestazione di Gesù fra la gente. Si riaccende la Speranza ed è piena la gioia del cuore.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 3,22-30 – Vnerdì 2 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Giovedì della II settimana di Pasqua

san Giuseppe lavoratore
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Giovedì 1° Maggio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Nicodèmo: «Dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito». Gli replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?». Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro d’Israele e non conosci queste cose? In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».” (Gv 3,7b-15)

Nicodemo, fariseo e membro del Sinedrio, continua la sua ricerca per capire chi è Gesù. Lo Spirito Santo già donato nel Battesimo ha una importanza fondante. Il credente si affida ma non sa dove lo porterà, simile al vento cui non si conosce la provenienza, e non ne conosce la destinazione. Se ci si lascia guidare dallo Spirito del Signore vi è sapore e stupore lungo la vita perché il Signore vuole il bene e la pienezza di vita della persona.
Questo dono dello Spirito è grazie alla venuta di Gesù il quale si offre nella sua passione, morte e risurrezione «perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna»


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 3,7b-15 – Giovedì 1° Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della II settimana di Pasqua

san Pio V, papa
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Mercoledì 30 Aprile 2025

“In quel tempo. Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò dal Signore Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio». Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto».” (Gv 3,1-7)

Nicodèmo era uno dei capi dei Giudei, persona di una certa importanza facente parte del Sinedro, il tribunale dei Giudei. Vuole capire chi è Gesù. Per questo va da Gesù di notte per non essere visto dai suoi e inizia un dialogo con Gesù. Il dialogo è importante e permette di capire tante cose se si lascia parlare fino in fondo l’interlocutore. In questo dialogo coglie la novità, nascere dall’alto. Si tratta del Battesimo, una vera nascita spirituale.
Dovremmo ricordarci spesso di essere persone battezzate, rinate dall’alto, persone che hanno in sé la presenza dello Spirito Santo e in esso la Speranza.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 3,1-7 – Mercoledì 30 Aprile 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Santa Caterina da Siena

Festa
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Martedì 29 Aprile 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora». (Mt 25,1-13)

Santa Caterina da Siena patrona d’Italia. È la santa che ha convinto il papa Gregorio X ad Avignone a ritornare a Roma nel 1337. Santa Caterina da Siena non aveva ricevuto istruzione da uomini ma aveva lo Spirito di Dio in sé e per questo era una santa ascoltata per la sua saggezza da dotti e sapienti.
Ascoltò fin da piccola quella chiamata dal Signore, per questo non volle maritarsi e andò con tutta se stessa in una piccola stanza di un convento.
La saggezza e la Speranza consiste in uno sguardo fermo sulla propria vocazione in modo che nulla la possa distogliere, come quelle vergini che hanno fatto scorta di olio per le loro lampade affinché rimanessero salde nell’attesa e nella speranza dell’incontro con lo sposo.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 25,1-13 – Martedì 29 Aprile 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Lunedì della II settimana di Pasqua

santa Gianna Beretta Molla
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Lunedì 28 Aprile 2025

“In quel tempo. Giovanni stava là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo sul Signore Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa Maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.(Gv 1,35-42)

L’incontro con il Signore Gesù con i suoi primi discepoli parte dalla testimonianza di Giovanni il Battista che lo indica: «Ecco l’agnello di Dio!».
Due dei discepoli di Giovanni Battista allora seguono Gesù. Da questo incontro nasce la vocazione di questi due discepoli fra cui il fratello di Simon Pietro che lo fa incontrare con Gesù: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa»
L’essere testimoni di Gesù è essere diffusori del bene per suscitare in alcune persone il desiderio di approfondire e magari seguire il Signore facendo rinascere la Speranza. Giovanni il Battista compie la sua missione testimoniando il Cristo, e così facendo iniziano a esserci discepoli di Gesù che a loro volta diventeranno testimoni che susciteranno altri testimoni ancora.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 1,35-42 – Lunedì 28 Aprile 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

II Domenica di Pasqua

Domenica in Albis depositis
Tempo di Pasqua

Rito Ambrosiano
Domenica 27 Aprile 2025

“In quel tempo. La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.”(Gv 20,19-31)

Gesù appare a dieci Apostoli, Tommaso è assente. Erano riuniti nel Cenacolo a porte chiuse per paura, temevano l’arrivo dei Giudei per arrestarli e processarli. La paura si muta in stupore e gioia al vedere apparire il Signore Gesù in mezzo a loro con i segni delle ferite subite durante la passione. Gesù conferisce un potere che sembra sproporzionato, immenso, riguarda il futuro nell’eternità delle persone:
«Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Questa possibilità di rimettere o meno i peccati delle persone è mediato dallo Spirito Santo ricevuto dagli Apostoli e con una esplicita missione data dallo stesso Gesù. Gli stessi Apostoli e i loro successori, i Vescovi, continueranno a trasmettere ciò perché la Chiesa si formasse e trasmettesse anche la Divina Misericordia con il perdono dei peccati.
Oggi ricordiamo anche la Divina Misericordia, l’espressione dell’amore più alto del Signore per ogni sua creatura. Papa Francesco ha lasciato di perdonare sempre ogni persona che si presenti alla Confessione, perché Dio vuole il perdono.
“Dobbiamo distinguere, una cosa è perdonare, un’altra cosa è dimenticare. Non si può dimenticare. Ma perdonare nel ricordo è molto importante” (Papa Francesco aprile 2025)
Ciò apre ad futuro che può diventare diverso in una via di perdono che apre alla pace.
Papa Francesco ci ha lasciato anche l’esempio del dialogo, dell’ascolto anche di opinioni molto differenti. Il dialogo può aprire anche alla collaborazione se pur non facile e apre a vie inaspettate. Ecco dunque una via che qui nello nostra città di Casorezzo è da tenere sempre viva con il nostro Comune e tutte le realtà del territorio. Credo che vi siano molte possibilità di dialogo, collaborazione in uno sguardo che ci accomuna verso i nostri giovani.
Capita che ci siano persone che non erano presenti quando accadono eventi importanti e Tommaso non era presente, si è perso una grande cosa, ma pur riferendogli l’accaduto da parte dei suoi amici Apostoli non crede. Eppure ha vissuto con loro per tre anni seguendo Gesù, li conosceva e sapeva bene che non potevano inventare una cosa così importante.
Dopo una settimana comunque Tommaso va anche lui nel Cenacolo ed è assieme con tutti gli altri Apostoli. Gesù appare ed esprime la Divina Misericordia e Tommaso non può che dire: «Mio Signore e mio Dio!»
Cristo Signore è risorto, Alleluia!


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 20,19-31 – Domenica 27 Aprile 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

VII Giorno dell’Ottava di Pasqua

Sabato in Albis depositis
Tempo di Pasqua

Rito Ambrosiano
Sabato 26 Aprile 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla. Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.”(Gv 21,1-14)

Fra i discepoli vi è un clima di adagiamento, quasi che il Signore Gesù da Risorto non si fosse fatto ancora vedere. In realtà secondo il Vangelo di Giovanni era già apparso loro nel cenacolo a porte chiuse e per due volte. Sembra che con il passare del tempo la gioia e l’entusiasmo di Gesù Risorto dai morti si sia attenuato.
Giunge la Luce, Giovanni riconosce il Signore sulla riva, Pietro riacquista tutta la sua forza per raggiungerlo. Rinasce la Speranza e anche oggi è l’Anno Giubilare della Speranza. Papa Francesco ha terminato il suo percorso terreno lunedì scorso e ha lasciato una traccia viva di speranza a tutti i credenti cattolici indicando la via della solidarietà dello spegnere le guerre, della vicinanza ai più bisognosi. La Speranza è viva anche grazie a Papa Francesco, e nella Speranza sia nell’abbraccio con il nostro Signore Gesù.
Cristo Signore è risorto, Alleluia!


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 21,1-14 – Sabato 26 Aprile 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

VI Giorno dell’Ottava di Pasqua

Venerdì in Albis
Tempo di Pasqua

Rito Ambrosiano
Venerdì 25 Aprile 2025

“In quel tempo. Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a ungere il corpo di Gesù. Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole. Dicevano tra loro: «Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?». Alzando lo sguardo, osservarono che la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande. Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto. Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: “Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”».(Mc 16,1-7)

«Non abbiate paura!»
Accade un evento inatteso e inconsueto: un giovane è nel sepolcro in veste bianca. Le donne hanno paura ma questa dev’essere sconfitta per portare l’annuncio ai discepoli e a Pietro.
Il Signore Gesù Risorto dà la forza di essere testimoni senza aver paura di chi non crede, di chi prende in giro, di chi sbeffeggia e di chi considera la fede come cosa da superstiziosi. La fede nel Risorto è una grande risorsa qui sulla terra e la grande Speranza della vita eterna, dono d’amore.
Cristo Signore è risorto, Alleluia!


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 24,36b-49 – Venerdì 25 Aprile 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)