Venerdì della settimana della penultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Venerdì 28 Febbraio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù e i suoi discepoli andarono di nuovo a Gerusalemme. E, mentre Gesù camminava nel tempio, vennero da lui i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero: «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?». Ma Gesù disse loro: «Vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi». Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Diciamo dunque: “Dagli uomini”?». Ma temevano la folla, perché tutti ritenevano che Giovanni fosse veramente un profeta. Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo». E Gesù disse loro: «Neanche io vi dico con quale autorità faccio queste cose».” (Mc 11,27-35)

Gesù aveva fatto cessare il mercato dentro il tempio a Gerusalemme. Aveva interrotto affari e convenienze economiche anche per i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani che lo interrogano a riguardo chiedendogli «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?»
La domanda viene da persone che in realtà desiderano una risposta per poterlo criticare e avere una giustificazione per poterlo condannare.
Conoscendo la loro ipocrisia Gesù fa emergere il loro modo di agire molto opportunistico. La domanda di Gesù riguarda il Giovanni il Battista se è o meno un profeta. Se la risposta è sì darebbero ragione a Gesù, se è no c’è il timore della folle che credeva profeta il Giovanni Battista.
La risposta è di convenienza e non dicono quello che veramente pensano. Dal loro cuore emerge un atteggiamento povero e per nulla coraggioso, non dicono quello che credono.
La schiettezza e la verità sono valori da non trascurare per essere persone vere.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 11,15-19 – Venerdì 28 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della penultima Domenica dopo l’Epifania

Gregorio di Narek, abate e dottore della Chiesa
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Giovedì 27 Febbraio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù e i suoi discepoli giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, Gesù si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le nazioni”? Voi invece ne avete fatto un covo di ladri». Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città.” (Mc 11,15-19)

Gesù era passato davanti alla pianta di fico vedendo che era senza alcun frutto, e Gesù aveva camminato in lungo e largo in Israele vedendo che non aveva alcun frutto di solidarietà, carità, annuncio del Signore Dio. Giungendo a Gerusalemme entra nel Tempio e fa terminare la compra vendita dentro di esso in un vero e proprio mercato. Gesù è sconfortato e deluso da coloro che avrebbero dovuto testimoniare il Signore Dio e invece ne hanno fatto quello che volevano per i loro interessi personali e di corporazione. Gesù continuerà con la sua forza la testimonianza della buona novella nella speranza che molti si accorgano di Dio.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 11,15-19 – Giovedì 27 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della penultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Mercoledì 26 Febbraio 2025

“La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, il Signore Gesù ebbe fame. Avendo visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi. Rivolto all’albero, disse: «Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!». E i suoi discepoli l’udirono.
La mattina seguente, passando, videro l’albero di fichi seccato fin dalle radici. Pietro si ricordò e gli disse: «Maestro, guarda: l’albero di fichi che hai maledetto è seccato». Rispose loro Gesù: «Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico: se uno dicesse a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe».” (Mc 11,12-14.20-25)

Il grande valore della fede e la necessità del perdono.
La fede veramente presente può essere la grande forza spirituale che fa compiere l’impossibile. Gesù afferma che con una fede perfetta senza alcun dubbio nel cuore, possono essere fatte cose grandi paragonandole a spostare una montagna. Quale è la mia montagna da spostare perché possa essere un vero testimone di Gesù? Se faccio vivere la fede in me posso abbattere quegli ostacoli che impediscono l’essere vero discepolo, vera discepola di Gesù.
Così è il grande valore della preghiera fatta con fede e si ottiene quello che si chiede con la gioia di voler perdonare.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 11,12-14.20-25 – Mercoledì 26 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della penultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Martedì 25 Febbraio 2025

“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.” (Mc 10,46b-52)

Bartimeo cieco sente che sta arrivando Gesù. Lo chiama e grida ancora più forte poiché le persone lo rimproveravano.
Appena Gesù lo chiama si alza, getta il mantello. Bartimeo dallo stare fermo inizia a muoversi, a vivere e getta via quello che impediva il movimento, il mantello.
Riacquista la vista, riacquista la speranza e segue Gesù.
«Va’, la tua fede ti ha salvato»
Il coraggio di essere vero, di staccarsi dalla opinione di coloro che lo circondavano, la forza di esprimere la fede ha cambiato la vita del ex cieco in una nuova e viva persona.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 10,46b-52 – Martedì 25 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della penultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Lunedì 24 Febbraio 2025

“In quel tempo. Si avvicinarono al Signore Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».” (Mc 10,35-45)

Giacomo e Giovanni chiedono a Gesù un privilegio rispetto agli altri dieci Apostoli. Forse perché Giovanni sapeva di essere il prediletto da Gesù e Giacomo suo fratello. Per questo confidavano in una risposta positiva di Gesù. Ma Il Signore Gesù non agisce secondo preferenze personali ma secondo la missione per cui è stato inviato.
Prende questo episodio come una occasione per istruire i suoi discepoli riguardo il servizio. Chi vuole essere veramente grande deve diventare un ottimo servitore di tutti.
«chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore»
Nel servizio c’è fatica e nel contempo gioia poiché è più bello donare che ricevere.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 10,35-45 – Lunedì 24 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Penultima Domenica dopo l’Epifania

della Divina Clemenza
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Domenica 23 Febbraio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre stava a tavola in casa di lui, anche molti pubblicani e peccatori erano a tavola con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Perché mangia e beve insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».” (Mc 2,13-17)

Gesù chiama Levi, probabilmente è il secondo nome di Matteo l’apostolo. È un pubblicano e esattore delle imposte, una figura non certo onesta visto che lavorava per conto dei romani e gli esattori trattenevano per sé una parte delle imposte.
Matteo non ha dubbi sembra che aspettasse questo gesto di misericordia e perdono di Gesù nei suoi confronti e si alza senza alcun indugio abbandonando l’ufficio di esattore. Matteo ha trovato una via di vita rinnovata seguendo Gesù.
In questa Domenica della divina Clemenza siamo chiamati a guardare con speranza il nostro Signore che vuole perdonare, punire con mitezza, essere indulgente, benigno nell’accogliere le preghiere, appunto la divina Clemenza. È la prima delle tre Messe in Rito ambrosiano dedicate alla misericordia di Dio, la Domenica della divina Clemenza, la prossima Domenica del Perdono e infine la Domenica successiva alla Pasqua della divina Misericordia.
Quando sembra che non vi sia più una via di uscita, dove non è possibile umanamente alcuna clemenza, perdono, misericordia, questo è invece possibile sempre a Dio. Non scoraggiamoci mai anche se c’è una vita dietro le spalle molto disordinata ed egoistica. C’è la via dell’amore di Dio che viene incontro quando si riesce a prendere coscienza del molto disamore vissuto. Ed ecco che si affaccia la Clemenza, il Perdono, la Misericordia. La speranza si riaccende.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 2,13-17 – Domenica 23 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della VI Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Sabato 22 Febbraio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».” (Gv 14,1-6)

Via verità e Vita. Se si crede nel Signore Gesù non dovrebbe essere turbato il cuore. La fede in Gesù è la speranza di una vita che non finisce con la prospettiva di una profondità di pace e gioia nell’eternità.
«Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me.»
Via, verità e vita è il Signore Gesù, è una persona che vuole la nostra felicità e comunica la sua totalità nell’essere quell’unica direzione vera perché si compia nella pienezza la propria esistenza.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 14,1-6 – Sabato 22 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della VI Domenica dopo l’Epifania

san Pier Damiani, vescovo e dottore della Chiesa
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Venerdì 21 Febbraio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue. Ognuno infatti sarà salato con il fuoco. Buona cosa è il sale; ma se il sale diventa insipido, con che cosa gli darete sapore? Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri».” (Mc 9,42-50)

Nel vangelo i piccoli che credono in Gesù sono coloro che da poco si sono affacciati alla fede nella scoperta del Signore Gesù. Non sono i bambini ma persone che da poco tempo stanno scoprendo la gioia di un uovo annuncio di speranza. In questa fase se qualche d’uno scandalizza queste persone perché si comporta in maniera sbagliata pur essendo un discepolo di Gesù, è molto probabile che queste persone si allontanino e cerchino altre strade spesso non buone.
Un testimone di Gesù dev’essere sempre vigile nei confronti di chi ha iniziato da poco o è da poco ritornato alla fede. Gentilezza, ascolto, comprensione e non esclusione o comportamenti cattivi che farebbero fuggire via con un grave danno.
L’Anno giubilare della Speranza è anche motivo di conversione e testimonianza con un buon comportamento di accoglienza e gentilezza.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 9,42-50 – Venerdì 21 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della VI Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Giovedì 20 Febbraio 2025

”In quel tempo. Giovanni disse al Signore Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi.
Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa»..” (Mc 9,38-41)

Una persona che non seguiva Gesù con i suoi discepoli, in suo nome cacciava via il male da alcuna persone.
Per questa ragione i discepoli volevano impedirglielo.
Ma chi agisce nel nome di Gesù almeno in quel momento non è contro il Signore ma ne è testimone.
Oggi abbiamo bisogno di quel bicchiere d’acqua che disseta la sete della Parola, della speranza, della fede. C’è bisogno del Signore Gesù, c’è bisogno di riavviare la speranza in quest’Anno giubilare.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 9,33-37 – Giovedì 20 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della VI Domenica dopo l’Epifania

san Turibio da Mogrovejo, vescovo
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Mercoledì 19 Febbraio 2025

”In quel tempo. Il Signore Gesù e i discepoli giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti». E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».” (Mc 9,33-37)

Chi è il più grande? I discepoli discutevano fra loro chi fosse probabilmente il capo, colui che avrebbe dovuto essere meritevole di obbedienza e rispetto dagli altri.
Ma il più grande nella Chiesa di Gesù è colui che è a servizio di tutti.
«Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti»
La bellezza di questa affermazione di Gesù accade quando una persona ha in sé quell’umiltà ed è naturalmente a servizio di tutti perché vuole il bene di tutti.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 9,33-37 – Mercoledì 19 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)