Martedì della settimana della VI Domenica dopo l’Epifania

san Patrizio, vescovo
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Martedì 18 Febbraio 2025

”In quel tempo. Il Signore Gesù con Pietro, Giacomo e Giovanni, arrivando presso i discepoli, videro attorno a loro molta folla e alcuni scribi che discutevano con loro. E subito tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo. Ed egli li interrogò: «Di che cosa discutete con loro?». E dalla folla uno gli rispose: «Maestro, ho portato da te mio figlio, che ha uno spirito muto. Dovunque lo afferri, lo getta a terra ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti». Egli allora disse loro: «O generazione incredula! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me». E glielo portarono. Alla vista di Gesù, subito lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava schiumando. Gesù interrogò il padre: «Da quanto tempo gli accade questo? ». Ed egli rispose: «Dall’infanzia; anzi, spesso lo ha buttato anche nel fuoco e nell’acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci». Gesù gli disse: «Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede». Il padre del fanciullo rispose subito ad alta voce: «Credo; aiuta la mia incredulità!». Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito impuro dicendogli: «Spirito muto e sordo, io ti ordino, esci da lui e non vi rientrare più». Gridando e scuotendolo fortemente, uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: «È morto». Ma Gesù lo prese per mano, lo fece alzare ed egli stette in piedi.
Entrato in casa, i suoi discepoli gli domandavano in privato: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli disse loro: «Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera».” (Mc 9,14-29)

Gesù affronta un caso difficile, un figlio muto in balia di una forza maligna. Gesù agisce, guarisce e ridona la vita attraverso la liberazione dal male. Perché questo possa accadere vi dev’essere la fede, la ricerca della fede dal parte del padre che chiede aiuto a Gesù:«Credo; aiuta la mia incredulità!»
L’anno giubilare della Speranza è occasione di rilanciare la fede, di far ritornare nei cuori la fiducia nel Signore Gesù per essere guariti nel profondo dell’anima.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 9,14-29 – Martedì 18 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della VI Domenica dopo l’Epifania

santi Sette fondatori dell’ordine della B.V. Maria
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Lunedì 17 Febbraio 2025

”In quel tempo. Il Signore Gesù cominciò a insegnare ai discepoli che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».” (Mc 8,31-33)

Gesù confida per la prima volta ai suoi discepoli riguardo la sua passione che avrebbe vissuto. Pietro lo rimprovera. Non vuole che Gesù si sacrifichi ma che si imponga per liberare Israele da ogni male. Tuttavia questa prospettiva è molto umana e non avrebbe rispettato la libertà di ogni uomo. Il Signore vuole essere scelto liberamente e la via fu quella di offrire se stesso per la salvezza dell’uomo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Mc 8,31-33 – Lunedì 17 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

VI Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Domenica 16 Febbraio 2025

”In quel tempo. Lungo il cammino verso Gerusalemme, il Signore Gesù attraversava la Samaria e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».” (Lc 17,11-19)

Gesù accoglie l’appello dei dieci lebbrosi che a distanza come prescrive la Legge chiedono di essere guariti. Lo chiedono così: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!»
Gesù esprime immediatamente e intensamente la sua solidarietà nei confronti dei lebbrosi e senza alcun dubbio gli invia per presentarsi davanti ai sacerdoti.
Infatti la Legge prescriveva che chi è purificato dalla malattia di presentarsi da un sacerdote per verificare la guarigione e riammetterlo nella comunità.
Tutti sono guariti. Però solo un straniero inviso agli ebrei, un samaritano, ritorna per ringraziare. Solo quest’ultimo è veramente liberato dal male, oltre la guarigione del corpo è liberato anche nell’anima in una rinnovata comunione con il Signore Gesù, Nulla di più grande poteva accadere a questo samaritano in una vita rinnovata dove può vivere la sua esistenza in modo pieno.
«Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 17,11-19– Domenica 16 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della V Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Sabato 15 Febbraio 2025

”In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».” (Gv 16,13-15)

Lo Spirito della verità, è Colui che riattiverà la memoria dei discepoli di Gesù perché possano testimoniare il vissuto con Lui. Non sarà un ricordo condizionato dalle convinzioni o dei pensieri di ognuno, sarà una vera memoria a tal punto che alcuni scriveranno dei racconti ben ordinati che si chiamano Vangeli.
In questo modo il Signore ci vuole regalare la via della gioia, quella vera perché c’è Dio con noi, in noi, che vuole il nostro bene.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 16,13-15– Sabato 15 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Santi Cirillo, monaco e Metodio, vescovo

Festa
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Venerdì 14 Febbraio 2025

”In quel tempo. Apparendo agli Undici, il Signore Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.” (Mc 16,15-20)

Oggi è la festa dei santi Cirillo e Metodio patroni d’Europa.
Cirillo compose un nuovo alfabeto per le popolazioni slave e si dedicò alle traduzioni dei testi sacri. L’alfabeto usato ancora oggi è il Cirillico.
In questo modo poté diffondere i testi sacri, il Vangelo alle popolazioni e diffondere la buona novella agli slavi.
Suo fratello Metodio fu vescovo e fu presente nelle aree slave sostenendo il fratello.
La diffusione del Vangelo si è realizzata anche con la composizione di un nuovo alfabeto adattandosi alla lingua locale dando la possibilità alla popolazione di conoscere il Vangelo e di evolversi verso una società civile.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 16,15-20– Venerdì 14 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della V Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Giovedì 13 Febbraio 2025

In quel tempo. Il Signore Gesù salì sulla barca con i suoi discepoli e subito andò dalle parti di Dalmanutà.
Vennero i farisei e si misero a discutere con lui, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova. Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno». Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva.
Avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un solo pane. Allora egli li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane. Si accorse di questo e disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non capite ancora e non comprendete? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici». «E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette». E disse loro: «Non comprendete ancora?».” (Mc 8,10-21)

Alcuni farisei chiedono un segno dal cielo a Gesù, chiedono un fenomeno sovrannaturale di una certa evidenza come dimostrazione della potenza divina di Gesù. Ma questo non sarebbe bastato e la richiesta di costoro fa emergere l’incredulità e durezza del loro cuore.
Gesù insegna poi ai suoi discepoli di essere attenti dalle conseguenze dei farisei e di Erode. Ma i discepoli faticano a capire forse per un Dio che è con loro così vicino, per questo non riescono a vedere e a cogliere il significato di tutte le cose che capitano a loro con Gesù a fianco.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 8,10-21 – Giovedì 13 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della V Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Mercoledì 12 Febbraio 2025

“In quei giorni, poiché vi era di nuovo molta folla e non avevano da mangiare, il Signore Gesù chiamò a sé i discepoli e disse loro: «Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino; e alcuni di loro sono venuti da lontano». Gli risposero i suoi discepoli: «Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?». Domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette». Ordinò alla folla di sedersi per terra. Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla. Avevano anche pochi pesciolini; recitò la benedizione su di essi e fece distribuire anche quelli. Mangiarono a sazietà e portarono via i pezzi avanzati: sette sporte. Erano circa quattromila. E li congedò.” (Mc 8,1-9)

Gesù sente compassione per la folla. Nel seguire il Signore Gesù e per tre giorni non avevano più da mangiare. Gesù compie il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci. A differenza del precedente racconto della moltiplicazione dei pani e dei pesci, questa volta avanzano sette sporte, sette ceste di cibo invece di dodici. Sette rappresenta il compiuto, la pienezza.
Gesù nel suo operare dona sempre in abbondanza, come la sua Parola, ogni suo gesto di guarigione che è sempre perfetto, e qui nel miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci dove tutti mangiano a sazietà.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 8,1-9 – Mercoledì 12 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della V Domenica dopo l’Epifania

B.V. Maria di Lourdes
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Martedì 11 Febbraio 2025

“In quel tempo. Uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidone, il Signore Gesù venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli. Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».” (Mc 7,31-37)

Gesù dona un segno importante. Si tratta di una guarigione speciale, non riguarda solo il fatto di poter sentire e di parlare. La grandezza di questo miracolo è nel parlare subito correttamente.
Normalmente ci vorrebbe una rieducazione o una educazione se l’ex sordomuto non parlava dalla nascita. Questo aspetto è nel miracolo stesso, non solo riesce a udire e a pronunciare suoni ma gli è stato donato come pronunciare bene le parole.
«E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.»
Gli è stata donata la possibilità di comunicare e di testimoniare la salvezza
Nella Giornata Mondiale del Malato, l’intercessione della Beata Vergine di Lourdes doni ai nostri fratelli e sorelle nella malattia la grazia della consolazione e di essere alleviati dalla malattia .

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 7,31-37 – Martedì 11 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

V Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Domenica 9 Febbraio 2025

“In quel tempo. Quando il Signore Gesù fu entrato in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».
Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori, nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti». E Gesù disse al centurione: «Va’, avvenga per te come hai creduto». In quell’istante il suo servo fu guarito.” (Mt 8,5-13)

“Signore non sono degno”. Quando ci si accorge un poco della propria indegnità nei confronti del Signore vuol dire che si è presa coscienza della grandezza d’amore che il Signore ha per noi, per ogni sua creatura. C’è gioia nel Signore quando vede fiorire la fede e nel Vangelo il centurione capì l’importanza di Gesù e manifestò la sua fede riconoscendo nel contempo la grandezza di Gesù
«Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto.»
Il centurione pur senza vedere comprese che il Signore Gesù aveva molti subalterni che erano ai suoi ordini ed aveva la possibilità di agire come e quando voleva. Una fede così grande Gesù non la trovò fino a quel momento.
Nell’Anno giubilare della Speranza i nostri cuori dovrebbero aprirsi alla fiducia nel Signore Gesù perché un briciolo vero di fede muove tante cose, tante situazioni verso il bene.
Signore, aumenta la nostra fede!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 8,5-13 – Domenica 9 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della IV Domenica dopo l’Epifania

Beato Gerolamo Emiliani
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Sabato 8 Febbraio 2025

“In quel tempo. Un dottore della Legge, interrogò il Signore Gesù per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».” (Mt 22,35-40)

Il comandamento dell’amore raccoglie tutte le normative della Legge.
Se ami onori tuo padre e tua madre,
se ami non uccidi alcuna persona escludendola dalla tua vita o eliminandola,
se ami non commetti adulterio, non tradisci,
se ami non commetti falsa testimonianza, non spergiuri, non commetti disonestà intellettuali,
se ami metti da parte ogni desiderio di donna o uomo già impegnati,
se ami metti da parte ogni desiderio di cose che non ti appartengono.
Se ami, ami Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 22,35-40 – Sabato 8 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)