Giovedì della settimana dopo la Dedicazione

Tempo dopo Pentecoste
san Luigi Guanella, sacerdote
Rito ambrosiano
Giovedì 24 Ottobre 2024

“IIn quel tempo. Il Signore Gesù designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».” (Lc 10,1b-12)

Gesù manda in missione settantadue discepoli. Li sceglie e anche in questo caso dà chiare istruzioni loro. Vi è sempre la semplicità e l’essere libero da ogni impiccio di cose per ogni discepolo inviato. La missione consiste nel portare pace nelle case visitate con un rispetto profondo di quanti vi sono.
Ma vi è anche la richiesta di essere molto rispettosi anche in caso di rifiuto con un annuncio: “È vicino a voi il regno di Dio”

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 10,1b-12 – Gioovedì 24 Ottobre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana dopo la Dedicazione

Tempo dopo Pentecoste
san Giovanni da Capestrano, sacerdote
Rito ambrosiano
Mercoledì 23 Ottobre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.” (Mc 6,7-13)

Gesù attento verso i suoi discepoli, li manda in missione con precise istruzioni. La semplicità e nel contempo anche l’attenzione verso loro: «calzare sandali e di non portare due tuniche» fanno parte degli ordini di Gesù.
Gesù vuole bene ai sui discepoli e anche oggi vuole bene e il bene degli uomini e delle donne.
I discepoli hanno il compito dall’annuncio di salvezza giunto da Dio per l’umanità e dell’azione liberatrice dal male.
Oggi i discepoli di Gesù hanno sempre più il compito di portare il messaggio di salvezza e pace per l’uomo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 6,7-13 – Mercoledì 23 Ottobre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana dopo la Dedicazione

Tempo dopo Pentecoste
san Giovanni Paolo II, papa
Rito ambrosiano
Martedì 22 Ottobre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici – che chiamò apostoli –, perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni. Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro, poi Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè «figli del tuono»; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, il quale poi lo tradì.” (Mc 3,13-19)

Gesù sceglie in particolare dodici persone perché stessero con lui. La volontà del Signore è la vicinanza con i suoi apostoli perché possano imparare da lui e diventare messaggeri di salvezza.
La prima cosa che dovranno fare dopo un periodo di istruzione di circa tre anni è quella di predicare, di annunciare la buona novella portata da Gesù. Con questa dovranno anche liberare dal male le persone che incontreranno, scacciare i demoni.
L’affidamento a Gesù allontana il male.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 3,13-19 – Martedì 22 Ottobre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana dopo la Dedicazione

Tempo dopo Pentecoste
Lunedì 21 Ottobre 2024

“In quel tempo. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.
Il giorno dopo Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo e gli disse: «Seguimi!». Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro. Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaele gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi». Gesù intanto, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaele gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaele: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».” (Gv 1,40-51)

Gesù chiama Pietro e il giorno successivo Filippo. Entrambi lo seguono e diventano suoi discepoli. Filippo però compie una missione e riferisce a Natanaele chi aveva incontrato. Natanaele però rimane perplesso anche per la provenienza di Gesù, Nàzaret, piccolo villaggio ignorato dalle Scritture. Natanaele però vuole approfondire e segue Filippo e incontra Gesù. Natanaele non vuole mentire a se stesso indurendo il cuore rifiutando la possibilità di conoscere una persona che potrebbe essere importante. Mentre gli altri rifiutavano Gesù Natanaele lo conosce e rimane stupito:
«Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!»
Conoscere cose nuove è importante per crescere e la via è l’umiltà.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 1,40-51 – Lunedì 21 Ottobre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Dedicazione del Duomo di Milano, Chiesa madre di tutti i fedeli ambrosiani

Tempo dopo Pentecoste
Solennità del Signore
Domenica 20 Ottobre 2024

“In quel tempo. Ricorreva a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell’incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente». Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».” (Gv 10,22-30)

La dedicazione di una chiesa o di un importante edificio come il Duomo di Milano consiste in importante rito con l’unzione dell’altare (con l’offerta dell’incenso) e dei muri. Questo richiama una cosa importante: la chiesa è «segno visibile dell’unico vero tempio che è il corpo di Cristo formato dai battezzati».
La Dedicazione del Duomo a Maria nascente ha questo significato: “Chiesa madre di tutti i fedeli ambrosiani”.
Il Duomo è un grande edificio, molto interessante da un punto di vista culturale con le moltissime opere presenti. Ma se fosse solo questo sarebbe un bel museo già visitato da molti turisti in maggioranza non credenti.
Il Duomo è vivo, è pietre vive che sono le persone che vi entrano e si rivolgono al Signore con semplicità di cuore innalzando quella piccola ma preziosa preghiera. Così è casa di preghiera dove l’anima si conforta e riprende contatto con Dio. La chiesa è i battezzati che vivificano l’edifico grazie alla loro presenza, grazie alle celebrazioni comunitarie che si vivono assieme.
Facciamo assieme veivere la nostra Chiesa nel giorno in cui ricordiamo il Duomo di Milano, Chiesa madre di tutti i fedeli ambrosiani dedicato a Maria nascente.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 10,22-30 – Domenica 20 Ottobre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della VII Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Santi Giovanni de Brébeuf e Isacco Jogues, sacerdoti e compagni martiri
Sabato 19 Ottobre 2024

“In quel tempo. Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e il Signore Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà». Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.” (Gv 2,13-22)

Il denaro dei cambiamonete è gettato in terra da Gesù. Buoi, pecore e colombe assieme ai loro venditori sono mandati via dal tempio. Quel luogo che doveva essere di ingresso alla preghiera era diventato un mercato, dove regnavano affari e guadagni approfittando del pellegrinaggio di numerosi fedeli. Questo poteva essere al di fuori del tempio.
Gesù per far ritornare il significato alla casa di preghiera agisce con fermezza.
«Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!»
La casa di preghiera è luogo dove l’uomo trova ristoro per l’anima e non un affare per un buon acquisto di articoli religiosi o alcuni souvenir.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 2,13-22 – Sabato 19 Ottobre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

San Luca evangelista

Tempo dopo Pentecoste
Festa
Venerdì 18 Ottobre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».” (Lc 10,1-9)

Nel Vangelo vi sono delle istruzioni per i discepoli per far bene la loro missione.
Vi è un annuncio importante di pace, di perdono portato dal Signore Gesù. Questo annuncio perché sia credibile deve essere visto nella persona che lo annuncia, che ci creda veramente. Per questo bisogna essere semplici senza la ricerca di beni terreni e nel contempo rispettosi di tutti, soprattutto verso coloro che rifiutano il messaggio di salvezza.
Oggi abbiamo bisogno di salvezza, di riprendere in mano la vita, e la via è Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 10,1-9 – Venerdì 18 Ottobre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della VII Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
sant’Ignazio di Antiochia, vescovo e martire
Giovedì 17 Ottobre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».” (Lc 24,44-48)

Gesù si riferisce a Mosè, ai Profeti e ai Salmi. In queste parti della Bibbia si parla di Gesù, sono i capisaldi della fede ebraica. Per il sacrificio di Gesù a tutti i popoli sarà predicato il Vangelo facendo riferimento alla Bibbia ebraica che ha preannunciato il Signore e la sua passione.
Salvaci Signore dall’arroganza, dall’egoismo e portaci verso vie di solidarietà per costruire fratellanza fra i popoli.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 22,67-70 – Giovedì 17 Ottobre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della VII Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
beato Contardo Ferrini
Mercoledì 16 Ottobre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù, voltandosi verso le donne, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: “Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato”. Allora cominceranno a dire ai monti: “Cadete su di noi!”, e alle colline: “Copriteci!”. Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?».” (Lc 23,28-31)

Il legno verde è vivo, cresce e rappresenta la parte innocente, Gesù. Il legno secco non può che essere tagliato o bruciato e rappresenta coloro che hanno condannato Gesù. Questi hanno un destino infausto ma c’è sempre la misericordia di Dio per chi si pente.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 22,67-70 – Mercoledì 16 Ottobre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della VII Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
santa Teresa di Gesù, dottore della Chiesa
Rito ambrosiano
Martedì 15 Ottobre 2024

“In quel tempo. Gli anziani del popolo, con i capi dei sacerdoti e gli scribi, dissero al Signore Gesù: «Se tu sei il Cristo, dillo a noi». Rispose loro: «Anche se ve lo dico, non mi crederete; se vi interrogo, non mi risponderete. Ma d’ora in poi il Figlio dell’uomo siederà alla destra della potenza di Dio». Allora tutti dissero: «Tu dunque sei il Figlio di Dio?». Ed egli rispose loro: «Voi stessi dite che io lo sono».” (Lc 22,67-70)

Gesù è al processo davanti al tribunale ebraico e questo diventa occasione per le risposte che esprimono l’identità di Gesù: è il Cristo (Messia), il Figlio dell’uomo, il Figlio di Dio.
L’incredulità degli anziani del popolo è grande a tal punto da negare l’evidenza dei segni, i miracoli, che il Signore Gesù aveva compiuto e confermavano la sua identità: il Messia, il Figlio di Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 22,67-70 – Martedì 15 Ottobre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)