Mercoledì della settimana della IX Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito ambrosiano
san Charbel Makhlu, sacerdote
Mercoledì 24 Luglio 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù aggiunse: «Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».” (Lc 11,9-13)

Chiedere, cercare, bussare. Gesù chiede di essere persone in azione, non di buttarsi nel fare altrimenti si sarebbe come Marta, ma agire per approfondire, per essere in relazione con altre persone, per aumentare la fede che si incontra.
Questo nella certezza che c’è Dio Padre che vuole dare la possibilità ad ognuno di sceglierlo e di donare lo Spirito Santo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,9-13 – Mercoledì 24 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Santa Brigida, religiosa

Tempo dopo Pentecoste
Rito ambrosiano
Festa
Martedì 23 Luglio 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».” (Mt 5,13-16)

La vita di santa Brigida fu prima di sposa e poi si dedicò con tutte se stessa alla formazione di un nuovo ordine monastico. È stata il sale della terra per molti, luce che ha illuminato molti cuori.
Oggi c’è bisogno di molta luce che illumini i cuori dispersi, disillusi, che non sanno cosa cercare in una vita che diventa quasi un nulla. La luce, il sale della terra portato da veri testimoni del Signore fanno rinascere la vita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 5,13-16 – Martedì 23 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Santa Maria Maddalena

Tempo dopo Pentecoste
Rito ambrosiano
Festa
Lunedì 22 Luglio 2024

“In quel tempo. Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!» –. Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto. ” (Gv 20,1.11-18)

Maria di Màgdala, Maria Maddalena per prima vide il Signore Gesù risorto. Lo vide perché lo cercava dopo che vi era stata la sua passione e morte, lo vide perché gli voleva bene.
Gesù vede i cuori e conosce quelli che veramente gli vogliono bene. Ancor prima di presentarsi agli Apostoli da risorto, si fa vedere da Maria Maddalena dando importanza a chi gli vuole veramente bene. Poi solo dopo si presenterà algi Apostoli che dovranno istituire la sua Chiesa.
Prima viene l’amore, la carità, poi viene l’istituzione cioè tutto quello che gli Apostoli dovranno fare per istituire la Chiesa perché possa dire l’amore di Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo marco 8,34-38 – Lunedì 22 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

IX Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito ambrosiano
Domenica 21 Luglio 2024

“In quel tempo. Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, il Signore Gesù disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà. Infatti quale vantaggio c’è che un uomo guadagni il mondo intero e perda la propria vita? Che cosa potrebbe dare un uomo in cambio della propria vita? Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi».” (Mc 8,34-38)

Rinnegare se stessi: può significare mettere in discussione le proprie convinzioni non considerandole più assolutamente vere e inviolabili. Si tratta di iniziare ad ascoltare, scendere dal trono del “io so”, e del “sono gli altri che non capiscono”. Rinnegare se stessi è lo sguardo che inizia a guardare per vedere per poter capire.
Quell’uscita dall’io costa, è uscire dal proprio guscio fatto di indifferenza e disinteresse. Allora si prende la propria croce non evitando quel problema o quei problemi che fanno parte della vita ma affrontandoli tentando di risolverli, portandoli con se come cosa importante seguendo Gesù. Il Signore aiuta a renderli trasportabili.
«Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo marco 8,34-38 – Domenica 21 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della VIII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito ambrosiano
Venerdì 19 Luglio 2024

“In quel tempo. Mentre erano in cammino, il Signore Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».” (Lc 10,38-42)

Marta ha la preoccupazione di un servizio fatto bene ma è tutta indaffarata e concentrata solo su questo e per far piacere al Signore. La sorella, Maria, invece sta ad ascoltare il Signore ascoltando la sua Parola.
Marta rimane scandalizzata da questo atteggiamento, non lo comprende, sua sorella dovrebbe aiutarla. Ma in questo perde la cosa importante, l’equilibrio fra il fare e la fonte del fare bene che è Gesù.
Bisogna attuare momenti nella giornata dedicati all’ascolto di quella Parola che può indirizzare bene la vita: è la Parola del Signore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 10,38-42 – Venerdì 19 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della VIII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito ambrosiano
Giovedì 18 Luglio 2024

In quel tempo. Un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova il Signore Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così». ” (Lc 10,25-37)

«E chi è mio prossimo?»
Tante persone anonime che si incontrano, si incrociano per strada ognuna con la sua storia, il suo vissuto, ed alcune di esse con una eventuale spesso ben celata richiesta d’aiuto. Queste persone sono il mio prossimo.
A volte basta una semplice vicinanza, un semplice saluto e tutto cambia, perché si è vicini. A volte l’ascolto è scoperta dell’altro e novità di qualche cosa che si può realizzare perché possa migliorare la sua vita.
A volte basta uno sguardo benevolo con gli occhi che guardano e vedono.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 10,25-37 – Giovedì 18 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della VIII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
santa Marcellina
Mercoledì 17 Luglio 2024

In quel tempo. I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».
In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».” (Lc 10,17-24)

«Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi.»
Nulla potrà mai danneggiare lo spirito, l’anima di chi è con il Signore Gesù. E’ la grazia profonda della fede, quella sita nell’intimo dell’anima fatta non di parole o di auto convinzioni ma di essere veramente parte con Gesù.
Dove non c’è malizia, inganno, maldicenza, dove c’è la voglia del bene e perseguire perché si realizzi, allora i demòni cadono. Nulla potrà danneggiare l’anima, lo spirito. I piccoli grandi egoismi personali cadono, l’approfittarsi del prossimo cade, le violenze altrui cadono. Si inizia a costruire un mondo nuovo basato sull’economia della gioia, della solidarietà. La fede, la speranza e la carità sono le basi per essere persone veramente libere.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 10,17-24 – Mercoledì 17 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della VIII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
B.V. del monte Carmelo
Martedì 16 Luglio 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù parlava ai settantadue discepoli e disse: «Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidone fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, nel giudizio, Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato».” (Lc 10,13-16)

La festa della Beata vergine Maria del Monte Carmelo ha origine dal monte Carmelo dove il profeta Elia nel IX secolo avanti Cristo si fece riferire dal suo servo: “Ecco, una nuvola, piccola come una mano d’uomo, sale dal mare” (1Re, 18,44)
Il lungo periodo di siccità cessò portando fecondità alla terra. Così la Vergine Maria ha dato vita e fecondità al mondo, lei genitrice di Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 10,8-12 – Martedì 16 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della VIII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
san Bonaventura, vescovo e dottore della Chiesa
Rito Ambrosiano
Lunedì 15 Luglio 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai settantadue discepoli: «Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».” (Lc 10,8-12)

Anche per chi non accoglie il Signore è vicino il Regno di Dio. Una vicinanza che potrebbe poi compiersi in un giudizio severo quanto è duro il cuore dell’uomo nella sua incredulità. Da qui una preghiera per chi non crede, per chi è disilluso e solo la parola fede è per lui cosa senza significato.
Signore illumina i cuori induriti nella loro incredulità, perché possano accogliere la novità di una vita che si apre verso l’eternità.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 10,8-12 – Lunedì 15 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

VIII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 14 Luglio 2024

“In quel tempo. Si avvicinarono al Signore Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato? ». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».” (Mc 10,35-45)

Il più grande diviene il servitore, lo schiavo di tutti. Questa logica si contrappone a quella comunemente condivisa, dove il più grande è la persona che ha molti servitori e comanda a molte persone che gli obbediscono. Ma la grandezza evangelica sta nell’attenzione al prossimo, il più grande diviene colui che non vuole conquistare delle posizioni sociali di preminenza ma è colui che si domanda “Che cosa posso fare per te?”. Il più grande è colui che vuole bene al prossimo e vuole il suo bene. Non esprime un diritto magari anche dovuto ma esprime la vicinanza uscendo da se stesso preoccupandosi della salute spirituale dell’altro, dell’altra. Il più grande ama gratuitamente.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 10,35-45 – Domenica 14 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)