Mercoledì della settimana della IV Domenica dopo il martirio di san Giovanni il precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Vincenzo de’ Paoli, sacerdote
Mercoledì 27 Settembre 2023

“In quel tempo. Mentre stavano ad ascoltare queste cose, il Signore Gesù disse ancora una parabola, perché era vicino a Gerusalemme ed essi pensavano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all’altro. Disse dunque: «Un uomo di nobile famiglia partì per un paese lontano, per ricevere il titolo di re e poi ritornare. Chiamati dieci dei suoi servi, consegnò loro dieci monete d’oro, dicendo: “Fatele fruttare fino al mio ritorno”. Ma i suoi cittadini lo odiavano e mandarono dietro di lui una delegazione a dire: “Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi”. Dopo aver ricevuto il titolo di re, egli ritornò e fece chiamare quei servi a cui aveva consegnato il denaro, per sapere quanto ciascuno avesse guadagnato. Si presentò il primo e disse: “Signore, la tua moneta d’oro ne ha fruttate dieci”. Gli disse: “Bene, servo buono! Poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città”. Poi si presentò il secondo e disse: “Signore, la tua moneta d’oro ne ha fruttate cinque”. Anche a questo disse: “Tu pure sarai a capo di cinque città”. Venne poi anche un altro e disse: “Signore, ecco la tua moneta d’oro, che ho tenuto nascosta in un fazzoletto; avevo paura di te, che sei un uomo severo: prendi quello che non hai messo in deposito e mieti quello che non hai seminato”. Gli rispose: “Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato: perché allora non hai consegnato il mio denaro a una banca? Al mio ritorno l’avrei riscosso con gli interessi”. Disse poi ai presenti: “Toglietegli la moneta d’oro e datela a colui che ne ha dieci”. Gli risposero: “Signore, ne ha già dieci!”. “Io vi dico: A chi ha, sarà dato; invece a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha. E quei miei nemici, che non volevano che io diventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a me”».” (Lc 19,11-27)

I discepoli pensavano che dovesse manifestarsi il regno di Dio, molto presto. Credevano che fosse molto vicina la fine dei tempi e per questo Gesù racconta loro la parabola delle monete d’oro consegnate ad alcuni servi da un uomo nobile. Cose preziose vengono affidate a persone che dovrebbero essere fedeli al mandato loro consegnato. Chi è rimasto fedele riceve tantissimo, chi non è rimasto fedele viene privato anche di quello che gli fu consegnato all’inizio.
La paura qui fa da padrona, poiché quel servo che riconsegna la moneta d’oro si era fatto una immagine del nobile come una persona severa e inflessibile. Ma in realtà invece è generosa. Per paura quel servo perde tutto.
Non avere paura! Con Gesù è possibile affrontare cose umanamente poco percorribili. Non avere paura!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 19,11-27 Mercoledì 27 Settembre 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della IV Domenica dopo il martirio di san Giovanni il precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santi Cosma e Damiano, martiri
Martedì 26 Settembre 2023

“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù si avvicinava a Gerico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!». Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato». Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.” (Lc 18,35-43)

Il coraggioso grido di un cieco controcorrente lo salva. Ha il coraggio di esclamare a gran voce nonostante che le persone gli chiedessero di tacere. Il grido che viene da un cuore sofferente è ascoltato da Gesù il quale si ferma e lo fa condurre a sé, probabilmente dalle stesse persone che prima gli avevano chiesto di tacere.
Gesù vede la sua fede, il cieco è sanato, il popolo dà lode Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 18,35-43 martedì 26 Settembre 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sant’Anàtalo e tutti i santi vescovi milanesi

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Festa
Lunedì 25 Settembre 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande». ” (Mt 7,24-27)

Una casa viene costruita con materiali scadenti, fondamenta scarse. Chi ha costruito questa casa è una azienda poco seria, disonesta che mette in pericolo le persone che poi la abiteranno. Così una persona se si trascura non è salda nei propri propositi e alle prime tentazioni o difficoltà cade, e lascia da parte le buone intenzioni; quelle parole di Gesù non sono state messe in pratica.
Una casa viene costruita con buoni materiali e fondamenta a regola d’arte. Chi ha costruito questa casa è una azienda seria, onesta che vuole che le persone che poi la abiteranno siano anche in sicurezza. Così una persona attenta e vigilie raggiunta da tentazioni e difficoltà, rimarrà salda nelle buone intenzioni; quelle parole di Gesù sono state messe nel cuore, sono presenti nella quotidianità.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 7,24-27 Lunedì 25 Settembre 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

IV Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 24 Settembre 2023

“In quel tempo. Quando la folla vide che il Signore Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».
Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».” (Gv 6,24-35)

“Se tu squarciassi i cieli e scendessi!”, così iniziano oggi le letture con il profeta Isaia. Un grande bisogno di Dio, un grande bisogno di una alterità di qualcuno che è altro e sia presente lungo la nostra esistenza. Una persona giusta che vuole il bene. Dio.
Un Dio forse più veloce dei neutrini nel vedere e cogliere i bisogni dell’uomo. Un uomo che calato nelle cose del mondo non riesce più a cogliere un frammento di Dio.
“Tu sei nostro Padre e noi siamo argilla e tu colui che ci plasma”, sempre il profeta Isaia. Quanto oggi sarebbe necessario questo tipo di affidamento: Signore io dipendo da te come l’argilla dipende dal vasaio. Allontanare da se la pretesa della autosufficienza è un passo per iniziare a aprire il cuore a altre persone e soprattutto al Signore.
Come confidare nel Signore? Quali mezzi abbiamo per poter essere argilla nelle sue mani?
Gli antichi avevano il Tempio, luogo della presenza di Dio. E prima della costruzione del Tempio c’era la Tenda dove si facevano le offerte per il culto. Attraverso poi sacrifici di animali si offriva al Signore una espiazione dei propri peccati per tornare in comunione, per tornare a confidare nel Signore a essere argilla nelle sue mani.
Nel Vangelo Gesù aveva appena sfamato 5000 uomini con la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Dopo questo segno molti cercavano Gesù perché avevano trovato un modo per sfamarsi.
Il Signore incalza subito: “datevi da fare non per un cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà”
Un cibo diverso che per ottenerlo è necessario credere in colui che Dio ha mandato. E’ affidarsi al Signore Gesù, credere in lui.
Allora il mezzo per eccellenza nella nuova alleanza per essere argilla nella mani di Dio è credere in Gesù. C’è un cambiamento sostanziale, non sacrifici di animali e non un culto dove necessita una tenda o un Tempio, ma credere nel Signore Gesù.
Ed ecco che la fame di Dio, il grande bisogno di Dio, “Se tu squarciassi i cieli e scendessi!”, si realizza con “il pane di Dio (che) è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo”.
Gesù colui che dà la vita, colui che è il pane essenziale e fondamentale per l’uomo.
La fame di Dio, l’affidarsi a Dio, diventare argilla nelle sue mani lo si ottiene credendo in Gesù.
“Io sono il pane della vita, chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà più sete, mai!”

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,24-35 Domenica 24 Settembre 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della III Domenica dopo il martirio di san Giovanni il precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Pio da Pietralcina, sacerdote
Sabato 23 Settembre 2023

“In quel tempo. Molti seguirono il Signore Gesù ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:
«Ecco il mio servo, che io ho scelto;
il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento.
Porrò il mio spirito sopra di lui
e annuncerà alle nazioni la giustizia.
Non contesterà né griderà
né si udrà nelle piazze la sua voce.
Non spezzerà una canna già incrinata,
non spegnerà una fiamma smorta,
finché non abbia fatto trionfare la giustizia;
nel suo nome spereranno le nazioni».

In quel tempo fu portato a Gesù un indemoniato, cieco e muto, ed egli lo guarì, sicché il muto parlava e vedeva. Tutta la folla era  sbalordita e diceva: «Che non sia costui il figlio di Davide?». Ma i farisei, udendo questo, dissero: «Costui non scaccia i demòni se non per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni».
Egli però, conosciuti i loro pensieri, disse loro: «Ogni regno diviso in se stesso cade in rovina e nessuna città o famiglia divisa in se stessa potrà restare in piedi. Ora, se Satana scaccia Satana, è diviso in se stesso; come dunque il suo regno potrà restare in piedi? E se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Ma, se io scaccio i demòni per mezzo dello Spirito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio».” (Mt 12,15b-28)

Gesù fa dei grandi gesti, guarisce tutti ma non vuole che si dica in giro. Questa è una grande persona che non vuole essere messa in gloria per le sue gesta, vuole dare gratuitamente a chi si rivolge a lui. E perché fa questo? Perché ha vera compassione, perché ama veramente. La strada dell’umiltà è grande se vissuta con naturalezza e amore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 2,15b-28 Sabato 23 Settembre 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della III Domenica dopo il martirio di san Giovanni il precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
beato Luigi Maria Monti, religioso
Venerdì 22 Settembre 2023

“In quel tempo. Quando il Signore Gesù vide il notabile ricco così triste, disse: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio. È più facile infatti per un cammello passare per la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio!». Quelli che ascoltavano dissero: «E chi può essere salvato?». Rispose: «Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio».” (Mt 18,24-27)

Chi possiede molte ricchezze può essere appagato da esse, sembra che sia felice e invidiabile per la sua condizione d’agiatezza. Me è così? Chi ha molti beni è vigile su di essi e la sua esistenza è nel vigilare e espandere ancora di più la ricchezza. Spesso manca l’amore, la generosità per cui si da un poco, il superfluo, manca l’attenzione verso il prossimo e verso Dio.
«Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio.»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 18,24-27 venerdì 22 Settembre 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

San Matteo apostolo ed evangelista

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Festa
Giovedì 21 Settembre 2023

“In quel tempo. Andando via, il Signore Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: Misericordia io voglio e non sacrifici. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».
Allora gli si avvicinarono i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno. Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano».” (Mt 9,9-17)

Matteo era seduto al banco delle imposte. Era anche spiritualmente seduto, schiacciato dal suo ruolo non certo onesto. Gesù passa, lo vede, lo chiama. Matteo inaspettatamente si alza e inizia a seguirlo. Abbandona il suo lavoro e la sua disonestà perché chiamato da Gesù, la sua vita inizia a essere non più seduta ma in cammino, Matteo inizia a vivere.
Gesù poi va a mangiare a casa sua con molti peccatori che siedono con lui a tavola. Questo porta scompiglio in coloro che si consideravano giusti e ne rimangono scandalizzati. Ma Gesù è venuto per salvare, per condannare il peccato ma non il peccatore che può essere liberato dal peccato.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 9,9-17 Giovedì 21 Settembre 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della III Domenica dopo il martirio di san Giovanni il precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santi Andrea Kim Taegon, sacerdote, Paolo Chong Hasang e compagni, martiri
mercoledì 20 Settembre 2023

“In quel tempo. Presentavano al Signore Gesù anche i bambini piccoli perché li toccasse, ma i discepoli, vedendo ciò, li rimproveravano. Allora Gesù li chiamò a sé e disse: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come l’accoglie un bambino, non entrerà in esso».” (Lc 18,15-17)

La semplicità, l’innocenza e la schiettezza di un bambino sono da prendere sul serio. È il mondo dell’innocenza quando senza alcun timore si dice quello che si è visto, quello che si è sentito, è quell’età nella quale non si è ancora coinvolti e si è ancora innocenti. Sarebbe questo il modo per rivolgersi e accogliere il regno di Dio nella esistenza e nella fede. Non certo i molti ragionamenti possono giovare alla fede, ad accogliere il Signore Gesù nella vita ma è la semplicità, la fiducia come quella di un bambino piccolo verso i suoi genitori.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 18,15-17 Mercoledì 20 Settembre 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della III Domenica dopo il martirio di san Giovanni il precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Gennaro, vescovo e martire
Martedì 19 Settembre 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”». E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».” (Lc 18,1-8)

Una vedova all’epoca quasi certamente nulla tenente è in cerca di giustizia presso un giudice, duro di cuore e poco disposto a offrire il suo servizio gratuitamente.
L’insistenza di una persona onesta fa in modo che la giustizia si compia da una persona disonesta se non altro per essere liberata dal fastidio di una continua insistenza. La giustizia si può perseguire nonostante giudici disonesti, il grido di persone oneste è sempre più forte di quelle disoneste perché non c’è nulla da nascondere. Impariamo a gridare l’onestà e a mettere nell’angolo la disonestà. Impariamo a dire cose giuste contro le innumerevoli ingiustizie.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 18,1-8 Martedì 19 Settembre 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della III Domenica dopo il martirio di san Giovanni il precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
sant’Eustorgio I, vescovo
Lunedì 18 Settembre 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti. Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà. In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza e avrà lasciato le sue cose in casa, non scenda a prenderle; così, chi si troverà nel campo, non torni indietro. Ricordatevi della moglie di Lot. Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva».” (Lc 17,26-33)

Mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, ma non vi era giustizia e l’approfittarsi dell’uno verso l’altro portò ad una unica espressione di egoismo, non vi era attenzione verso il prossimo e verso Dio.
Più in la nel tempo: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano e vi era solo la preoccupazione di possedere e sfruttare le persone in un continuo disamore, non vi era vita.
Perdere la propria vita nell’uscire dal guscio del se stesso fa scoprire un nuovo pianeta che è in ognuna delle altre persone con le loro sofferenze, gioie, problemi e soluzioni. Allora si inizia a vivere, ad amare ad accorgersi di non essere il centro del mondo ma di far parte di una comunità in cammino verso la salvezza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 17,26-33 Lunedì 18 Settembre 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)