Giovedì della settimana della I Domenica dopo il martirio di san Giovanni il precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Beata Eugenia Picco
Giovedì 7 Settembre 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «La Legge e i Profeti fino a Giovanni: da allora in poi viene annunciato il regno di Dio e ognuno si sforza di entrarvi. È più facile che passino il cielo e la terra, anziché cada un solo trattino della Legge. Chiunque ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio; chi sposa una donna ripudiata dal marito, commette adulterio».” (Lc 16,16-18)

«La Legge e i Profeti fino a Giovanni».
Giovanni il Battista è l’ultimo dei profeti. Non ve ne sarà più alcuno nella storia della salvezza, e da duemila anni a oggi non ne è sorto uno. La profezia fa parte di ogni cristiano, ognuno è un profeta nel discernere dai segni dei tempi una possibile realizzazione di eventi futuri. Si tratta di uno sguardo attento alla realtà che è in evoluzione e da questo si possono dedurre eventi futuri. Non dunque una visione del futuro così come accadrà ma la possibile evoluzione di una realtà nel tempo avvenire. Questa è profezia tipica di ogni cristiano che si adopera perché via sia un migliore futuro arginando le possibili conseguenze di tanti comportamenti troppo spesso sbagliati.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 16,16-18 Giovedì 7 Settembre 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della I Domenica dopo il martirio di san Giovanni il precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Mercoledì 6 Settembre 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.
Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».
I farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si facevano beffe di lui. Egli disse loro: «Voi siete quelli che si ritengono giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che fra gli uomini viene esaltato, davanti a Dio è cosa abominevole».” (Lc 16,9-15)

Esiste una ricchezza diversa da quella del possedere cose, fondi, diversa nell’oggetto della ricchezza: l’amore, l’essere in relazione con la bontà.
Se non si riesce ad essere onesti nelle cose di questo mondo, tanto meno sarà possibile nelle cose infinitamente più importanti. Così come potrà essere possibile vivere in una nuova realtà che non sarà più basata sulle cose ma sull’amore?
Necessita una conversione del cuore per staccarsi dalle cose di questo mondo pur vivendole, usandole come mezzo per mirare alla vera ricchezza, quella della beatitudine celeste.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 16,9-15 Mercoledì 6 Settembre 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della I Domenica dopo il martirio di san Giovanni il precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Martedì 5 Settembre 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai discepoli: «Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”. L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”. Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”. Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce».” (Lc 16,1-8)

Un amministratore agì con astuzia arricchendosi con la gestione degli averi del suo padrone che gli erano stati affidati. Disattese la fiducia del padrone, fu disonesto per avere molti benefici personali. Ma la perdita non era solo una questione di puro guadagno, vi era anche un disonorare il padrone stesso preso in giro dal suo amministratore e il disagio di coloro che commerciavo in modo onesto con il padrone. Dunque, la situazione era grave e il padrone chiede conto dell’amministrazione. Ma non c’è la fuga dell’amministratore con quello che era riuscito a mettere da parte ma compine un investimento per il suo futuro scontando debiti. Così facendo si mette in buona luce nei confronti di chi commerciava con il suo padrone aprendo qualche strada per il suo avvenire. La scaltrezza è d’esempio e in questo caso è calata in una situazione di peccato. Si pensi alla stessa scaltrezza in una situazione di bene, e quanto bene si potrebbe fare con quelle scaltrezze invece usate per il male.
«I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce».

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 16,1-8 Martedì 5 Settembre 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della I Domenica dopo il martirio di san Giovanni il precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Lunedì 4 Settembre 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».” (Lc 15,8-10)

Può capitare gioia nel vedere una persona che cambia la sua vita per sua decisione senza essere costretta da altre persone. Si tratta di un cambiamento nel bene lasciando alle spalle la dispersione, la cecità, l’adesione superficiale al male. È una vera conversione con la presenza misteriosa, invisibile e rispettosa del Signore Gesù attraverso lo Spirito Santo. La trasformazione nel bene è solo gioia verso la concordia, la giustizia, il perdono, la pace. Non può che esserci gioia profonda nel cuore. È tornata alla vita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 15,8-12 Lunedì 4 Settembre 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

I Domenica dopo il martirio di san Giovanni il precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 3 Settembre 2023

“In quel tempo. Il tetrarca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elia», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti». Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo. Al loro ritorno, gli apostoli raccontarono a Gesù tutto quello che avevano fatto. Allora li prese con sé e si ritirò in disparte, verso una città chiamata Betsàida. Ma le folle vennero a saperlo e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlare loro del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure.” (Lc 9,7-11)

Dopo la decapitazione di Giovanni il Battista, il Signore Gesù annunciava la buona notizia del Vangelo e operava molti miracoli di guarigione. Fra l’altro inviò anche “i Dodici e diede loro forza e potere su tutti i demòni e di guarire le malattie” (Lc 9,1).
Erode rimane perplesso e vuole capire e vorrebbe conoscere chi è costui di cui si diceva fra le altre cose che fosse Giovanni il Battista risorto. Erode rimane con la perplessità e sa bene che la sua decisione di decapitare san Giovanni Battista era quanto meno eccessiva ma non se ne pente. Sembra spinto da una curiosità per capire chi è veramente questa persona ma non riesce ad andare oltre, disponibile a convertirsi, troppo legato alla gloria terrena. Preferisce il potere, essere qualcuno fra i potenti, attraverso la menzogna, l’iniquità.
Intanto i Dodici tornano dalla loro missione e stando con Gesù osservano il suo instancabile annuncio del regno di Dio e le sue guarigioni dei malati. La storia della salvezza va avanti nonostante persone che si mettano per traverso.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 9,7-11 Domenica 3 Settembre 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della Domenica che precede il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Sabato 2 Settembre 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà».” (Gv 12,24-26)

Un chicco di grano nel terreno si sfalda, lo concima e cresce una nuova pianta perché produca altri chicchi di grano.
Così per l’uomo. Se rimane chiuso in se stesso per conservare ogni cosa per se rimane solo, vive una esistenza illusoria, non felice. Se invece muore a se stesso, si apre scopre la vita, l’amore la felicità. Scopre Gesù che è il datore di vita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 12,24-26 Sabato 2 Settembre 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della Domenica che precede il martirio di san Giovanni il Precursore.

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Venerdì 1° Settembre 2023

“In quel tempo. Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo sul Signore Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa Maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.” (Gv 1,35-42)

Giovanni il Battista compie la sua missione, prepara una buona disposizione alle persone che lo ascoltavano per il Signore Gesù. Due suoi discepoli attenti alla parola di Giovanni il Battista, sentendolo dire «Ecco l’agnello di Dio!» seguono Gesù.
La testimonianza ha un importante ruolo nell’orientare bene le persone verso Gesù. Andrea a sua volta testimonia a suo fratello di Simon Pietro di aver incontrato il Messia.
Forse oggi più che mai abbiamo bisogno di testimoni di gioia, che indichino Gesù come strada di salvezza e dignità dell’uomo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 1,35-42 Venerdì 1° Settembre 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della Domenica che precede il martirio di san Giovanni il Precursore.

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santi Felice e Abbondio, vescovi
Giovedì 31 Agosto 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui. Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono. Tutti i Profeti e la Legge infatti hanno profetato fino a Giovanni. E, se volete comprendere, è lui quell’Elia che deve venire. Chi ha orecchi, ascolti!».” (Mt 11,7b.11-15)

Fra i nati da donna il più grande da sempre è Giovanni il Battista. Non si tratta dunque di una creatura angelica ma di una creatura umana come tutti e incline a tutte le tentazioni, drammi, gioie e dolori della vita. Questo è anche indicazione dell’esistenza di creature non nate da donna, creature angeliche, che fanno parte della creazione e del bagaglio della fede di ognuno perché non visibili e non percepibili da quasi tutti.
Da Giovanni il Battista il regno dei cieli subisce violenza. I violenti se ne impadroniscono. I violenti impongono una loro visione del regno dei cieli e impediscono ad altri di vederne la bellezza. Ma la speranza è accesa da Giovanni il Battista che è “quell’Elia che deve venire” prima della venuta di Cristo, di Gesù che porterà la salvezza, la possibilità della redenzione.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Mt 11,7b.11-15, Giovedì 31 Agosto 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della Domenica che precede il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
beato Alfredo Ildefonso Schuster, vescovo
Mercoledì 30 Agosto 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno nei palazzi dei re. Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”».” (Lc 7,24b-27)

Più che un profeta. Giovanni il Battista dice qualche cosa di più dei profeti che lo hanno preceduto. Indica che è presente il Signore Gesù, non dà una indicazione di un futuro non meglio determinato ma dice che c’è il Signore Gesù, che è presente. La salvezza di Israele è giunta e non solo per Israele ma per per il mondo intero.
Molto di più che un profeta:
«Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 7,24b-27, Mercoledì 30 Agosto 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Festa
Martedì 29 Agosto 2023

“In quel tempo. Erode aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri.
Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto. E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.” (Mc 6,17-29)

Giovanni il Battista uomo tenace nella verità, non nasconde il peccato di Erode: aveva sposato la moglie di suo fratello: Erodiade. Quest’ultima lo odiava e Erode era in dubbio.
Ma durante un banchetto per non sfigurare con dei suoi commensali concede alla figlia di Erodiade la testa di Giovanni il Battista.
Questo è il martirio di san Giovanni il Precursore, dove la verità gli costa la vita. Prevale la debolezza umana: Erode non è in grado di esprimere la sua volontà, Erodiade non frena il suo odio e sua figlia è succube della madre.
Una sinergia di male che porta alla morte.
Ma Gesù porta la vita e il martirio di Giovanni il Battista ne è la sua viva santificazione.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 6,17-29, Martedì 29 Agosto 2023 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)