III feria prenatalizia “dell’Accolto”

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Martedì 20 Dicembre

“In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore».” (Lc 1,39-46)

La gioia inizia a essere presente per un piccolo bambino che è Dio ed è nel grembo di Maria. Si avvicina il Natale, Elisabetta e il bambino che ha nel suo grembo hanno gioia.
«Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo.»
La letizia dovrebbe accompagnare il Natale, dovremmo avere uno sguardo di speranza da annunciare e portare a chi è vicino.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,39-46 Martedì 20 Dicembre 2022 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

II feria prenatalizia “dell’Accolto”

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Lunedì 19 Dicembre

“In quel tempo. L’angelo disse a Zaccaria: «Io sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annuncio. Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo». Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto. Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: «Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna fra gli uomini».” (Lc 1,19-25)

Zaccaria ha dubitato invece di affidarsi alla parola portata dall’angelo Gabriele. Non ha creduto per via di un ragionamento umano, in tarda età per entrambi i coniugi non è possibile avere un figlio.
Il silenzio in cui cala Zaccaria è anche una meditazione sulla grazia e sulla potenza divina, nulla è nascosto al Signore e nulla è impossibile.
La grazia giunge anche ad Elisabetta che concepisce e rimane in silenzio a riguardo per cinque mesi.
In preparazione al Natale del Signore siamo chiamati ad esprimere lo stupore anche contemplando in silenzio la nascita di Gesù
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,19-25 Lunedì 19 Dicembre 2022 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Domenica dell’Incarnazione o della Divina maternità della Beata Sempre vergine Maria

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Domenica 18 Dicembre

“In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».” (Lc 1,26-38a)

La Domenica dell’Incarnazione non è la festa dell’Annunciazione, quella del 25 marzo. Oggi, la Domenica prima del Natale del Signore, si mette alla luce l’incarnazione di Gesù nel seno immacolato di Maria dopo il suo sì. È la Divina maternità della Beata sempre Vergine Maria.
E’ il via dell’opera della redenzione generando nel grembo di Maria il Figlio di Dio.
Nel Credo diciamo: “Per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo”.
L’incarnazione di Gesù è nel seno di Maria, Gesù viene generato come uomo in Maria. Colui che è grande nel salvare inizia dall’atto di umiltà per eccellenza, si incarna come ogni creatura iniziando dal concepimento come qualsiasi uomo. La delicatezza del Signore Gesù è il volersi incarnare e nascere come qualsiasi neonato con quella umiltà divina che fa trasparire la sua onnipotenza. Colui che può tutto si fa piccolo per salvarci, Colui che è onnipotente sceglie la via del diventare un neonato bisognoso di attenzioni, amore, cura da parte di Maria.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,26-38a Domenica 18 Dicembre 2022 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

I feria prenatalizia “dell’Accolto”

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Sabato 17 Dicembre

“Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.
Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccaria, della classe di Abia, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta. Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni.
Avvenne che, mentre Zaccaria svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso. Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando nell’ora dell’incenso. Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto».” (Lc 1,1-17)

Nelle ferie pre natalizie ci accompagna il Vangelo di Luca raccontando gli avvenimenti che precedono il Natale del Signore.
Luca tiene molto ad una descrizione precisa partendo dall’annuncio della nascita di Giovanni il Battista, il Precursore del Signore Gesù. Questa nascita ha in se un segno del Signore sia perché annunciata da un angelo a Zaccaria in un momento importante di preghiera, sia perché entrambi i genitori, Zaccaria e Elisabetta, erano avanti nell’età e Elisabetta era detta sterile.
L’angelo del Signore, oltre la nascita, annuncia anche l’importante ruolo del nascituro nella preparazione della venuta di Gesù con quella potenza di Elia di cui il ritorno era atteso prima della venuta del Cristo.
Inizia così a prendere corpo l’idea di Dio di mandare il suo unico Figlio in mezzo agli uomini con quest’annuncio della nascita prodigiosa di Giovanni il Battista.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
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(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,1-17 Sabato 17 Dicembre 2022 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Venerdì della V settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Commemorazione dell’annuncio a san Giuseppe
Venerdì 16 Dicembre

“In quel tempo. Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.” (Mt 1,18b-24)

Il Signore comunica a Giuseppe, lo sposo di Maria, attraverso l’annuncio di un angelo e sempre in sogno. Giuseppe nella sua fedeltà e fiducia crede all’annuncio dell’angelo e prende come sua sposa Maria rimasta incinta per opera dello Spirito Santo.
Questa giornata è dedicata alla commemorazione dell’annuncio a san Giuseppe, si ricorda che l’opera fedele e silenziosa dello sposo di Maria si basa sulla fiducia e sula fede salda nel Signore Dio.
Giuseppe ascolta con attenzione e obbedisce ai comandi del Signore perché sono parole d’amore. Così anche attraverso l’opera di san Giuseppe si compie l’idea di Dio, il suo unico Figlio che si incarna per noi.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 1,18b-24 Venerdì 16 Dicembre 2022 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Giovedì della V settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
san Giovanni di Kety, sacerdote
Giovedì 15 Dicembre

“In quel tempo. Il Signore Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».” (Mt 23,1-12)

Gesù invita a osservare e praticare tutto quello che viene detto dagli scribi e dai farisei:
Però invita a non essere come loro, a non agire secondo le loro opere. Questo ” perché essi dicono e non fanno”.
Da una parte essi hanno comunque un ruolo di autorità religiosa ma non ne sono testimoni. Hanno il bagaglio della conoscenza di tutte le norme ma non le mettono in pratica secondo la carità, l’amore.
In questo dovrebbe essere presente nel cuore ldi ognuno ‘amore per il Signore Gesù, l’attesa della sua venuta, per un Natale diverso.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
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(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 23,1-12 Giovedì 15 Dicembre 2022 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della V settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
san Giovanni della Croce, sacerdote e dottore della Chiesa
Mercoledì 14 Dicembre

“In quello stesso giorno vennero dal Signore Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogarono: «Maestro, Mosè disse: “Se uno muore senza figli, suo fratello ne sposerà la moglie e darà una discendenza al proprio fratello”. Ora, c’erano tra noi sette fratelli; il primo, appena sposato, morì e, non avendo discendenza, lasciò la moglie a suo fratello. Così anche il secondo, e il terzo, fino al settimo. Alla fine, dopo tutti, morì la donna. Alla risurrezione, dunque, di quale dei sette lei sarà moglie? Poiché tutti l’hanno avuta in moglie». E Gesù rispose loro: «Vi ingannate, perché non conoscete le Scritture e neppure la potenza di Dio. Alla risurrezione infatti non si prende né moglie né marito, ma si è come angeli nel cielo. Quanto poi alla risurrezione dei morti, non avete letto quello che vi è stato detto da Dio: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”? Non è il Dio dei morti, ma dei viventi!». La folla, udendo ciò, era stupita dal suo insegnamento.” (Mt 22,23-33)

Al termine del passaggio terreno c’è la possibilità di risorgere. Il Signore Dio è dei viventi e il suo desiderio è la vita. Al contrario dei sadducei, la nostra fede riguarda una vita che non ha mai termine e afferma anche l’esistenza degli angeli anch’essi non creduti dai sadducei.
L’incredulità porta a percorsi poco felici e a una esistenza povera. La fede apre alla speranza di una vita che non ha mai termine.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 22,23-33 mercoledì 14 Dicembre 2022 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Martedì della V settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
santa Lucia, martire
Martedì 13 Dicembre

“In quel tempo. I farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come coglierlo in fallo nei suoi discorsi. Mandarono dunque dal Signore Gesù i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». A queste parole rimasero meravigliati, lo lasciarono e se ne andarono.” (Mt 22,15-22)

Una domanda rivolta a Gesù da quei farisei che lo volevano cogliere in fallo. Una falsa domanda che era solo in attesa di una risposta che potesse essere usata per denunciare Gesù come un falso profeta e che certamente non era lui il Cristo.
La risposta di Gesù: restituire alla stato (a Cesare) quello che si è ricevuto e, nonostante i molti lamentii, si è ricevuto e si riceve tantissimo dalla stato in cui si vive. E’ giusto restituire qualche cosa allo stato, il giusto senza fare i furbi a scapito del prossimo, perché lo stato continui la sua opera.
Restituire a Dio quel che è di Dio è più problematico perché la creazione è sua, ogni persona ha il dono della vita che viene da Dio e dunque? E’ impossibile restituire a Dio, sarebbe sempre insufficiente e poi con quale modalità? Forse una vita spesa bene con amore è già un’ottima restituzione.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
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Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 22,15-22 Martedì 13 Dicembre 2022 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Lunedì della V settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
B.V. Maria di Guadalupe
Lunedì 12 Dicembre

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai capi dei sacerdoti ed agli anziani del popolo: «Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo». E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”? Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti. Chi cadrà sopra questa pietra si sfracellerà; e colui sul quale essa cadrà, verrà stritolato». Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta.” (Mt 21,33-46)

Un padrone concede la responsabilità ad alcune persone per gestire bene la sua vigna. A queste persone è stata data fiducia e il padrone della vigna non li tratta come dei servi ma li lascia liberi di agire perché ha fiducia in loro. Ma queste persone ne approfittano e prendono possesso del suo possedimento facendone quello che vogliono.
Il padrone reagisce ma in modo inaspettato: dopo alcuni tentativi fatti dai suoi servi, per ultimo manda il suo unico figlio pensando che queste persone si ravvedessero al vedere l’estremo gesto di fiducia e di attenzione.
Il figlio viene ucciso. La cattiveria umana a volte assume delle proporzioni enormi pensando di essere padroni di quello che non si possiede. Così i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo agivano in modo similare come se il gregge loro affidato fosse di loro proprietà approfittandone per scopi personali e di categoria. C’è solo la vergogna di fronte a tanta malvagità e al male che ne consegue. Ma c’è la misericordia di Dio che è più grande di queste cattiverie, astuzie, falsità. Scaturisce da quella Croce che dona salvezza.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 21,33-46 Lunedì 12 Dicembre 2022 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

V Domenica di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Il Precursore
Domenica 11 Dicembre

“In quel tempo.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Giovanni proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.” (Gv 1,6-8.15-18)

Il precursore, il battistrada del Signore è Giovanni il Battista, colui che annuncia la venuta di Gesù.
Un uomo, una creatura di Dio ha il compito di testimoniare alla luce. Diventa strumento di Dio perché per mezzo del suo annuncio tutti credessero alla venuta del Signore Gesù.
Giovanni Battista non è la luce che annuncia, lui non è parte della luce ma la annuncia. È l’importante testimonianza, è il fondamentale ruolo del testimone che dirige i cuori delle persone verso il Signore Gesù e non verso se stesso, non è una persona che vuole promuovere se stessa, non è auto referenziale ma si riferisce unicamente a Gesù.
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».

Così siamo tutti raggiunti dalla grazia del Signore dalla sua verità che edifica, ridona dignità, ridona speranza in questo periodo buio.
Uno spiraglio di luce raggiunge ognuno perché possiamo tutti rialzare lo sguardo guardando e costruendo un futuro che c’è, e ci sarà se confidiamo veramente nella venuta del Signore, se ci crediamo e se ci affidiamo alla testimonianza che annuncia la venuta del Signore che dona grazia e verità.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 1,6-8.15-18 Domenica 11 Dicembre 2022 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)