Natività della B.V. Maria

Festa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Lunedì 8 Settembre 2025

“Così fu generato il Signore Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa Dio con noi.” (Mt 1,18-23)

Oggi si festeggia la ricorrenza della nascita della Beata Vergine Maria non solo momento di gioia ma di speranza. Qui c’è il disegno di Dio che vuole essere nella sua creazione e la nascita di Maria è la realizzazione della possibilità di Dio che si fa uomo fra gli uomini.
La natività di Maria ha un qualche cosa di speciale, viene al la Madre di Dio, la Madre della Chiesa, colei che è sempre ascoltata dal suo Figlio Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 1,18-23 – Lunedì 8 Settembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

II Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 7 Settembre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».” (Mt 21,28-32)

Il primo figlio si pente di aver detto no a suo padre e fa quello che gli è stato richiesto, va a lavorare nella vigna. La strada del pentimento riconduce la persona alla comunione con il Signore, ad una nuova e più intensa esperienza d’amore che si riceve grazie alla misericordia di Dio.
Questo figlio se pur dopo un iniziale no è nella verità, una persona che sembra onesta. Si rimette in gioco in una nuova condizione lasciando dietro di se alcune posizioni egoistiche di cui si è reso conto, cogliendo la bellezza d’essere persona perdonata e amata dal padre.
Il secondo figlio pronto nella risposta decisa con il suo “Sì, signore”, non esegue quello che ha chiesto suo padre. Falso, solo parole e apparenza, vi è ipocrisia. Questo figlio non è affidabile perché è apparenza, inganno.
Il Signore vorrebbe invece quell’impegno fatto sia di azioni e di parole che sono vere. Le belle parole non servono a nulla se non si riscontrano con quello che si vive. È necessario rispondere con la propria vita e con fedeltà, e poi anche con le parole che diventano vere, diventano speranza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 21,28-32 – Domenica 7 Settembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della I Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Sabato 6 Settembre 2025

“In quel tempo. Pietro disse al Signore Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele».” (Mt 19,27-28)

Pietro avendo seguito il Signore Gesù lasciando tutto, il lavoro, le famiglie, le amicizie, a nome degli Apostoli domanda “che cosa dunque ne avremo?”.
Stavano peregrinando con il Signore Gesù, seguendolo nelle sue predicazioni, guardando con stupore i molti segni (miracoli) che compiva fatti sopratutto di guarigioni. Ma questo non bastava, quasi fosse diventato una routine quotidiana dove ci si chiede per il proprio futuro. Ma hanno già molto, sono con il Signore Gesù, il Dio che si è fatto uomo, sono stati scelti perché nella loro gioia possano testimoniare alle genti il Signore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 19,27-28 – Sabato 6 Settembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della I Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

santa Teresa di Calcutta
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Venerdì 5 Settembre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”. Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”. E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».” (Lc 16,19-31)

Un uomo ricco usa la sua ricchezza per suo esclusivo benessere. Non vuole condividere nulla, ha anche una occasione sotto casa per dare un briciolo della sua ricchezza al povero Lazzaro. Il suo cuore avrebbe potuto aprirsi e provare finalmente la gioia del donare e del donarsi. Nulla di tutto ciò. Il suo cuore è rimasto chiuso.
Qui si corre il rischio di perdersi per sempre lontano dalla fonte d’amore, Dio.
Un buon uso delle ricchezze sta nell’aver premura dei bisognosi, e dovrebbe essere un insegnamento da mettere nel cuore tentando di sconfiggere l’indifferenza.
Il giudizio al termine della esistenza terrena è individuale e pienamente rispettoso delle scelte consapevoli che ognuno fa. Esso è definitivo.
Questo è il tempo per convertirsi, di gioire nell’amare, essere persone che provano se pur in grandi difficoltà di essere amate e amare.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 16,19-31 – Venerdì 5 Settembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della I Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Giovedì 4 Settembre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «La Legge e i Profeti fino a Giovanni: da allora in poi viene annunciato il regno di Dio e ognuno si sforza di entrarvi.
È più facile che passino il cielo e la terra, anziché cada un solo trattino della Legge.
Chiunque ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio; chi sposa una donna ripudiata dal marito, commette adulterio».” (Lc 16,16-18)

Fino a Giovanni il Battista vi furono i Profeti. L’ultimo indica il Cristo venuto fra le sue creature come uomo. Inizia l’era dell’annuncio del regno di Dio che è vicino, solidale con l’uomo perché possa salvarsi.
La novità di Cristo non cancella la Legge ma la completa in una direzione che salva guarda anche la donna che non dev’essere ripudiata dal marito.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 16,16-18 – Giovedì 4 Settembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della I Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

san Gregorio Magno, papa e dottore della Chiesa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
mercoledì 3 Settembre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.
Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».
I farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si facevano beffe di lui. Egli disse loro: «Voi siete quelli che si ritengono giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che fra gli uomini viene esaltato, davanti a Dio è cosa abominevole».” (Lc 16,9-15)

Esiste una ricchezza diversa da quella del possedere cose, persone. Si tratta dell’amore, l’essere in relazione con la bontà.
Se non si riesce ad essere onesti nelle cose di questo mondo, tanto meno sarà possibile nelle cose infinitamente più importanti. Così come potrà essere possibile vivere in una nuova realtà che non sarà più basata sulle cose, sul possesso?
Necessita una conversione del cuore per staccarsi dalle cose di questo mondo pur vivendole, usandole come mezzo per mirare alla vera ricchezza, quella della beatitudine celeste.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 16,9-16 – Mercoledì 3 Settembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della I Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Martedì 2 Settembre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai discepoli: «Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”. L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”. Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”. Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce».” (Lc 16,1-8)

Un amministratore con astuzia si arricchisce in modo disonesto con la gestione degli averi del suo padrone.. Disattese la fiducia del padrone, fu disonesto per avere molti benefici personali. Ma la perdita non era solo una questione di puro guadagno, vi era anche un disonorare il padrone stesso preso in giro e vi era il disagio di coloro che commerciavano in modo onesto. Una volta scoperto l’amministratore non fugge via con quello che era riuscito a mettere da parte ma compie un investimento per il suo futuro scontando debiti. Così facendo si mette in buona luce nei confronti di chi commerciava con il suo padrone aprendo qualche strada per il suo avvenire. La scaltrezza è d’esempio e in questo caso è calata in una situazione di peccato. Si pensi alla stessa scaltrezza in una situazione di bene, e quanto bene si potrebbe fare con quelle scaltrezze invece usate per il male.
«I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce».

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 16,1-8 – Martedì 2 Settembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della I Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Lunedì 1° Settembre 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».” (Lc 15,8-10)

All’epoca di Gesù una moneta corrisponde alla paga di una intera giornata lavorativa. Una donna perde una di queste monete motivo di preoccupazione non solo per il valore della moneta ma anche perché frutto del lavoro di un uomo, probabilmente suo marito.
Il sollievo per il ritrovo del perduto è notevole, è da condividere con le amiche e vicine di casa.
Similmente il sollievo per il ritorno a Dio di una persona che si era perduta nelle preoccupazioni, nei drammi oppure anche aderendo alle cose del mondo, è motivo di grande gioia, è la conversione.
Ora è momento di ritornare al Signore Dio, è il momento di vivere nella pienezza la Speranza in quest’Anno Giubilare, è la direzione della gioia nel cuore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 15,8-10 – Lunedì 1° Settembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

I Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 31 Agosto 2025

“In quel tempo. Quando il Signore Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:
«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta».

Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».” (Mt 4,12-17)

La predicazione di Gesù inizia con l’annuncio della vicinanza di Dio all’uomo: «il regno dei cieli è vicino». Non sono lontane e irraggiungibili le cose di Dio, in un percorso di guarigione del cuore, la conversione. Esse diventano accessibili con quei doni, quelle grazie che la misericordia di Dio vuole donare a piene mani. «il regno dei cieli è vicino»
Gesù porta la grande luce che vuole finalmente illuminare l’uomo traendolo dalle tenebre da lui stesso scelte. Sono quelle regioni oggi molto presenti di ombra di morte, dove le persone vivono ma con l’anima mortificata dalle tante sofferenze e allontanamenti da Dio.
L’appello di Gesù è chiaro e forte: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino»
La conversione è rinuncia del brutto, della tristezza, con uno sforzo verso la bellezza e la gioia che ha un costo: fatica, forza di volontà, preghiera. Prima necessita prendere coscienza di quelle cose che impediscono la gioia, quella vera che dona serenità nell’animo. Poi la decisione del cambiamento, della conversione con uno sguardo che diventa benevolo che vuole cercare la fraternità, abbattere le divisioni e perseguire l’armonia del creato. Percorso difficile, costellato di incomprensioni e impedimenti ma nel contempo entusiasmante con la fede nel Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 4,12-17 – Domenica 31 Agosto 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della Domenica che precede il martirio di san Giovanni il Precursore

Beato Alfonso Schuster, vescovo
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Sabato 30 Agosto 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà».” (Gv 12,24-26)

Un chicco di grano nel terreno se rimane integro non produce nulla e rimane finché marcisce. Se invece nel terreno si sfalda, lo concima, cresce una nuova pianta di grano perché produca altri chicchi.
Così per l’uomo. Se rimane chiuso in se stesso per conservarsi e proteggersi da ogni cosa e persona rimane solo, vive una esistenza illusoria, non felice fata di mancanza d’amore. Se invece vive l’amore rischiando esponendosi ad altre persone e cose mettendo da parte se stesso come se morisse a se stesso, si apre e scopre la vita, l’amore la felicità pur rischiando. Scopre Gesù che è colui che è morto per ognuno di noi ed è il datore di vita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 12,24-26 – Sabato 30 Agosto 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)