Sabato della settimana della II Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
sant’Eustorgio I, vescovo
Sabato 18 Settembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno. Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore».” (Lc 12,32-34)

Una fiducia posta nell’uomo da Dio.
Un invito all’uomo di dare in elemosina i possedimenti.
La considerazione che dove è il cuore è anche l’attenzione sulle cose cui l’uomo tiene veramente.
Un breve brano evangelico di tre versetti ma ricco di spiritualità come ogni versetto di ogni Vangelo.
Dio ha dato all’uomo molta considerazione e fiducia, lasciandolo libero su ogni decisione anche su quelle assai problematiche lontane da Dio stesso.
Ma se si è vicini al Signore Dio si scopre che nella vita spirituale le cose terrene sono spesso d’impiccio più che d’aiuto poiché si tende a possederle come uso esclusivo in modo egoistico. C’è in realtà la possibilità di possedere le cose se sono ben gestite, in un uso che diventa evangelico nella carità, pietà, condivisione, elemosina. Quando si hanno molti beni diventa difficile riuscire a essere equilibrati ma si può essere molto generosi.
La via maestra per una seria sequela al Signore Gesù è l’abbandono dei beni, il non possedimento degli stessi che possono essere alienati, in questo caso donati a fine di carità e elemosina. Una scelta importante di alcune congregazioni religiose maschili e femminili dove ognuno è nullatenente. Il cuore ha la possibilità d’essere tutto con il Signore in una vita che diventa diversa, piena di fiducia in Dio e nella considerazione e certezza dell’aiuto fraterno reciproco.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,32-34 di Sabato 18 Settembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della II Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Satiro
Venerdì 17 Settembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete. Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione».” (Lc 17,22-25)

Alcuni vogliono essere protagonisti indicando che c’è la venuta del Signore. Altri dicono che è vicina la fine dei tempi, la fine del mondo.
Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli.
Nessuno è a conoscenza del giorno in cui verrà il Signore nella gloria, proprio nessuno. Non cadiamo nella curiosità oppure nella convinzione che i tempi stanno finendo perché lo ha detto oppure lo ha fatto capire fra le righe, quel sacerdote o quel religioso o quella persona che ha le visioni private, o quello/a che crede di vedere o sentire la soprannaturalità.
Spesso questi fenomeni non sono veritieri e comunque devono sempre essere vagliati dalla Chiesa.
Affidiamoci con fiducia al Signore vivendo nella speranza e non preoccupandoci affatto di quando capiterà la fine dei tempi.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 17,22-25 di venerdì 17 Settembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della II Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santi Cornelio, papa e Cipriano, vescovo, martiri
Giovedì 16 Settembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Lungo il cammino verso Gerusalemme, il Signore Gesù attraversava la Samaria e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».” (Lc 17,11-19)

I lebbrosi dovevano rimanere a distanza da ogni città e villaggio. Questi dieci invece furono incontrati da Gesù in un villaggio ma si fermarono a distanza per rispetto del Signore. Gesù risponde al loro appello di pietà, con una commossa e intensa partecipazione e di solidarietà, li guarisce.
«Andate a presentarvi ai sacerdoti»
La guarigione avviene attraverso una presentazione ai sacerdoti. Chi era guarito da una malattia considerata impura e di isolamento come la lebbra, doveva poi presentarsi ai sacerdoti per essere riammesso nella comunità, guarito e non più isolato. La guarigione avviene con semplicità, senza cose eclatanti, semplicemente i dieci guariscono.
Solo uno straniero ritorna lodando Dio per ringraziare Gesù. Lui e lui solo è veramente guarito, nel corpo e nello spirito:
«Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!»
Guariamo otre il nostro corpo, il nostro spirito, la nostra anima.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 17,11-19 di Giovedì 16 Settembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

B.V. Maria addolorata

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
B.V. Maria addolorata
Mercoledì 15 Settembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quell’ora. Stavano presso la croce del Signore Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.” (Gv 19,25-27)

La madre vicina al capezzale del suo figlio. È il martirio spirituale. Vi è intensità, silenzio, dolore. Quel dolore che investe tutta la persona e la associa alla passione del suo Figlio.
Maria ha vissuto la sua passione nell’anima straziata dal dolore della Passione del suo Figlio. La scelta di Gesù di offrirsi completamente alla salvezza dell’uomo è anche offerta di Maria che si offre completamente al suo Figlio sotto la Croce.
Quest’offerta viene estesa a tutta la futura Chiesa di Gesù dove Maria ne diventerà la Madre.
«Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.»
Maria diventa la Madre della Chiesa, madre dei discepoli del Signore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 19,25-27 di Mercoledì 15 Settembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Esaltazione della Santa Croce

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Festa del Signore
Martedì 14 Settembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Nicodèmo: «Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui». ” (Gv 3,13-17)

La croce era lo strumento di supplizio per i condannati a morte. Vi era una umiliazione tramite l’esposizione del condannato in luogo pubblico, crocifisso. Esposto davanti alle persone subiva offese, ingiurie, insulti. Vi era nel contempo la sofferenza nelle membra del corpo, appeso al legno e lasciato morire spesso soffocato dal suo stesso peso.
La croce, strumento di tortura e morte. Su quella Croce fu crocifisso un innocente, il Figlio di Dio.
Un supplizio annunciato e accettato dal Signore per una salvezza che poi sarebbe stata donata e resa disponibile per tutti coloro che innalzano lo sguardo verso il Crocefisso.
«E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna»
Davanti alla Croce c’è il silenzio del fedele.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 3,13-17 di Martedì 14 Settembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della II Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Giovanni Crisostomo, vescovo e dottore della Chiesa
Lunedì 13 Settembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «È inevitabile che vengano scandali, ma guai a colui a causa del quale vengono. È meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State attenti a voi stessi!».” (Lc 17,1-3a)

Un appello del Vangelo di oggi sembra essere la presa di coscienza di comportamenti sbagliati, gravemente errati.
Per i piccoli probabilmente Gesù si riferisce a coloro che hanno iniziato da poco un nuovo cammino di fede. Lo scandalo, l’inciampo che si provoca a costoro, i piccoli, può essere talmente grave da distoglierli dalla grazia appena ricevuta. Qui grave è la colpa di chi provoca uno scandalo di simile misura, impedisce la strada della possibilità della pienezza di vita nel Signore Gesù.
Un’altra interpretazione per i piccoli può essere le persone fragili, o minorenni, o in tenera età, cui una persona, ad esempio, sapiente e dotta ne approfitta. Anche qui la colpa è gravissima, si usa una persona per i propri scopi, di potere, dominio, sessuali, circonvenzione solo per una soddisfazione personale annichilendo e uccidendo l’anima dell’altro, dell’altra.
«È meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli.»
La vigilanza su se stessi è la via per non cadere in comportamenti così gravi.
Il coraggio della denuncia è una forma di carità per chi commette tali cose.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 17,1-3a di Lunedì 13 Settembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

II Domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 12 Settembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato. Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita.
Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l’amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio?
Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».” (Gv 5,37-47)

«Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna»
La Parola limitata alla studio approfondito e accurato rischia di essere un grande esercizio intellettuale e di ricerca con il rischio di perderne il significato profondo a favore dell’uomo. Questo è stato il rischio vissuto dagli scribi e farisei dell’epoca ma è anche attuale oggi quando ci si limita alla Parola perdendo il contatto con il suo Autore, Dio.
L’amore di Dio non rimane in queste persone, sia quelle dell’epoca che disputavano con Gesù ma lo rifiutavano rimanendo solo sulle scritture e non cogliendone il senso, sia quelle d’oggi dove c’è spesso mancanza di umiltà e pretesa della conoscenza facendosi una certa immagine di Dio cui difficilmente poi si riesce a staccarsi impedendo così di conoscerlo veramente.
Il rapporto con il Signore Gesù è fondamentale unito alle Scritture, al Vangelo dove, se si esercita ogni volta l’umiltà, si riesce ad ascoltare e a far agire in noi lo Spirito Santo che induce a un rapporto profondo e genuino con il Signore. Allora riusciremo ad avere fede in Colui che Dio ha mandato in mezzo a noi e ad accoglierlo nella nostra quotidianità.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 5,37-47 di Domenica 12 Settembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della I Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Sabato 11 Settembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Pietro disse al Signore Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele». ” (Mt 19,27-28)

Una domanda: «che cosa dunque ne avremo?»
Una risposta: «siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele»
La domanda di Pietro rappresenta un poco la fragilità umana in cerca sempre di compensi, retribuzioni, gratificazioni, senza le quali l’uomo tende a bloccarsi scordandosi di cose molto importanti come l’attenzione e l’amore di Dio nei suoi confronti.
Dunque l’uomo dovrebbe in realtà vivere senza farsi questa domanda perché dovrebbe essere certo nella fede che c’è un Dio che non mancherà mai del suo amore.
La risposta di Gesù rappresenta l’amore di Dio per l’uomo fragile e bisognoso, tutti noi. È la riassicurazione di un futuro nella beatitudine di chi segue il Signore Gesù.
Rafforza la nostra fede!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 19,27-28 di Sabato 11 Settembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della I Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
beato Giovanni Mazzucconi, sacerdote e martire
Venerdì 10 Settembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”. Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”. E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».” (Lc 16,19-31)

Un uomo ricco usa la sua ricchezza per suo esclusivo benessere. Non vuole condividere nulla, e nell’occasione di poter essere un poco caritatevole si dimostra indifferente.
Ha avuto l’occasione di essere generoso e di dare un briciolo della sua ricchezza al povero Lazzaro in modo che il suo cuore potesse aprirsi e provare finalmente la gioia del donare e del donarsi. Nulla di tutto ciò. Il suo cuore è rimasto chiuso.
Qui si corre il rischio di un indirizzo scelto dallo stesso uomo ricco, di perdersi per sempre lontano dalla fonte d’amore, Dio.
Un buon uso delle ricchezze sta nell’aver premura dei bisognosi, e dovrebbe essere un insegnamento da mettere nel cuore tentando di sconfiggere l’indifferenza.
Il giudizio cui si va incontro è individuale e pienamente rispettoso delle scelte consapevoli che ognuno fa nella propria esistenza terrena. Esso è definitivo.
Il tempo per convertirsi, di gioire nell’amare, è questo passaggio terreno e segni straordinari come l’apparizione di un defunto o effetti speciali miracolosi non giovano a nulla, spesso sono controproducenti. Il bello è essere persone che provano se pur nella grande difficoltà di essere amate e d’amare.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 16,19-31 di Venerdì 10 Settembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della I Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Pietro Claver, sacerdote
Giovedì 9 Settembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «La Legge e i Profeti fino a Giovanni: da allora in poi viene annunciato il regno di Dio e ognuno si sforza di entrarvi. È più facile che passino il cielo e la terra, anziché cada un solo trattino della Legge. Chiunque ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio; chi sposa una donna ripudiata dal marito, commette adulterio».” (Lc 16,16-18)

La Legge e il riferimento ai Profeti sono fondamenti della fede ebraica. Questo fino a Giovanni il Battista. Dopo di lui il regno di Dio viene annunciato con la possibilità che ognuno possa entrarvi.
C’è differenza, una possibilità universale data a ogni uomo e a ogni donna di entrarvi.
Con questa novità annunciata da Gesù però non sono da cancellare la Legge e i Profeti poiché Gesù è venuto a dare compimento a tutto ciò senza che nulla venga ripudiato o cancellato.
Si entra nell’epoca della legge del comandamento dell’amore che raccoglie tutti i comandamenti, poiché se si ama non si tradisce, non si uccide, non si ruba non si commette falsa testimonianza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 16,16-18 di Giovedì 9 Settembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)