Mercoledì della settimana dell’ultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Mercoledì 17 Febbraio
Ss. Sette fondatori dell’Ordine dei Servi della B.V. Maria

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa». Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo. Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere». ” (Mc 12,38-44)

Una donna vedova mette tutto quello che possiede nel tesoro del tempio, simile una cassetta di elemosina. Mette tutto quanto perché crede veramente nel Signore Dio e non ha nulla, è nella povertà. Guadagna un tesoro nel regno dei cieli.
Come questa vedova è osservata dal Signore Gesù, così anche ogni gesto di bontà che scaturisce dal cuore è guardato e ricordato dal Signore. Dovremmo essere sempre persone che hanno in animo un qualche gesto di bontà, anche se è piccolo questo non sarà scordato.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Marco 12,38-44 di Mercoledì 17 febbraio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana dell’ultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Martedì 16 Febbraio
Feria

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Vennero dal Signore Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo ugualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”? Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».” (Mc 12,18-27)

Questa volta, i sadducei, non vogliono prendere in castagna Gesù ma dicono quello che credono e sono in errore per loro ignoranza. Non avendo bene interpretato o studiato le scritture, credevano che non ci fosse la risurrezione dai morti. La domanda a Gesù fu fatta probabilmente per capire da che parte stava Gesù, e anche per approfondire la non possibilità della risurrezione.
La risposta di Gesù si basa sulle scritture, e non su lui stesso che è Dio per cui questa cosa la consce molto bene. Nel libro dell’Esodo Dio appare a Mosè e parla dei suoi predecessori ormai morti da tempo, come fossero persone vive, e lo sono realmente: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”. C’è la risurrezione, le persone non terminano la loro vita qui su questa terra ma la continuano per l’eternità. È cardine della fede cristiana e non solo.
C’è il Signore nostro Dio che è dei viventi e vuole noi tutti in cammino verso la direzione della vita. Dipende sempre da ognuno, dalla scelta che vuole fare e quella consigliata e mai forzata è la vita nella fede cristiana.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Marco 12,18-27 di Martedì 16 febbraio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana dell’ultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Lunedì 15 Febbraio
Feria

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. I capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani mandarono dal Signore Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso. Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?». Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono. Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio». E rimasero ammirati di lui.” (Mc 12,13-17)

Nell’ultima settimana del Tempo dopo l’Epifania prima dell’inizio della Quaresima, troviamo alcuni versetti dei capitoli 12 e 13 del Vangelo di Marco.
L’immagine di quella moneta consegnata dai capi dei sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani, riporta la figura di Cesare. L’effige dice l’importanza della persona e costoro avevano timore di Cesare, della sua potenza. Per questo erano ridotti a compromessi ed era molto diffuso il malumore per il tributo da dare a Roma.
L’intenzione dei capi dei sacerdoti, degli scribi e degli anziani, era quella di prendere in castagna Gesù facendogli dire che necessita pagare il tributo così da metterlo contro la folla e poterlo accusare ad esempio di idolatria.
Al contrario, se avesse risposto che non bisogna pagare il tributo a Cesare, lo avrebbero fatto probabilmente arrestare dalle guardie romane.
Ma Gesù mette tutti a posto: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio».
Gesù, aiuta l’onestà del pensiero per diventare ricercatori della verità e non artefici di inganni.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Marco 12,13-17 di Lunedì 15 febbraio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Ultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Domenica 14 Febbraio
Domenica Del Perdono

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”. Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece chi si umilia sarà esaltato».” (Lc 18,9-14)

Con questa Dominica inizia l’ultima settimana prima dell’inizio della Quaresima e si conclude il Tempo dopo l’Epifania nel Mistero dell’Incarnazione del Signore. Similmente a Domenica scorsa detta “Della Divina Clemenza”, questa Domenica detta “Del Perdono” induce a una riflessione sulla preferenza di Dio nel perdonare piuttosto che condannare una persona o una comunità che esprime il proprio pentimento.
La preferenza consiste nel non tenere in considerazione il male ricevuto, l’offesa ricevuta dall’uomo, non agendo come vorrebbe la giustizia con una giusta e severa punizione ma donando la grazia della ripartenza per vivere in modo nuovo grazie al perdono ricevuto da Dio.
Perdono deriva dal latino condonare, cambia il prefisso che da con passa a per. Attraverso il dono, un pieno, completo dono. Quello che vuole fare il Sigmore con noi, vorrebbe tanto perdonare.
Serve l’umiltà del pubblicano peccatore che in fondo alla sinagoga non si sentiva degno neanche di avvicinarsi un poco oltre poiché aveva coscienza della sua imperfezione e della sua fragilità. Esso sarà giustificato, perdonato.
Se al contrario c’è la convinzione personale di essere perfetto o comunque persona buona con pochi difetti meritevole delle grazie del Signore Dio, probabilmente si è su una strada di esaltazione personale dove difficilmente si può trovare un percorso di giustificazione e perdono.
L’umiltà è cosa fondamentale per essere buoni cristiani e non solo.
Signore, aiutaci a entrare nella Quaresima come persone umili, disposte a ricevere la novità gioiosa del perdono di Dio.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Luca 18,9-14 di Domenica 14 febbraio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della penultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Sabato 13 Febbraio
Feria

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse alla donna samaritana: «Viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».” (Gv 4,23-26)

“Dio è spirito”. Non è un idolo da usare come si vuole. Non è un oggetto. È persona. L’adorazione è in “spirito e verità”, dove lo spirito in questo caso è quello del credente, cioè il suo totale coinvolgimento in una vita nuova che inizia. La verità è la rivelazione di Gesù che ha donato quando è venuto nel mondo.
Gesù aiuta il cammino di conversione, di gioia.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Giovanni 4,23-26 di Sabato 13 febbraio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della penultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Venerdì 12 Febbraio
Feria

Lettura e commento del Vangelo.

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù e i suoi discepoli andarono di nuovo a Gerusalemme. E, mentre Gesù camminava nel tempio, vennero da lui i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero: «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?». Ma Gesù disse loro: «Vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi». Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Diciamo dunque: “Dagli uomini”?». Ma temevano la folla, perché tutti ritenevano che Giovanni fosse veramente un profeta. Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo». E Gesù disse loro: «Neanche io vi dico con quale autorità faccio queste cose».” (Mc 11,27-33)

L’incredulità nel Signore Gesù, porta ad alcuni capi dei sacerdoti, scribi e anziani, ad agire in modo ostile nei suoi confronti. Non vi è la ricerca della verità, la pazienza di capire e approfondire chi è Gesù. Vi è la contrapposizione perché il problema Gesù venga risolto al più presto. Per ottenere questo necessita un capo d’accusa, come una bestemmia o una azione che violi la legge.
Gesù fa venire alla luce le loro intenzioni con il loro modo di agire che si rifugia dietro un consenso popolare e le loro decisioni sono prese in base a questo. Per questo non sono neanche in grado di dire quello che pensano ma dicono quello che è opportuno secondo la situazione in cui si trovano. Gesù insegnaci a essere persone schiette, vere.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Marco 11,27-33 di Venerdì 12 febbraio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della penultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Giovedì 11 Febbraio
B.V. Maria di Lourdes

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù e i suoi discepoli giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, Gesù si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le nazioni”? Voi invece ne avete fatto un covo di ladri». Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città” (Mc 11,15-19)

I capi dei sacerdoti e gli scribi avevano paura di Gesù. Come è possibile? La paura era motivata per via della folla era attratta da Gesù, meravigliata dal suo insegnamento molto diverso dal loro. L’insegnamento del Signore non era paragonabile a quello dei farisei e scribi. Vero, schietto, attento alla salvezza dell’uomo. La paura probabilmente riguardava un solo uomo che superava tutti loro. Questo non era accettabile e non era un caso poiché si tratta del Signore Gesù. Invece di essere attratti anche loro dal suo insegnamento, si oppongono e decidono di non capire e di andare verso la strada della eliminazione del Signore.
Signore aiutaci a essere umili per capire e essere diretti verso la strada della vita e dell’amore.
Beata Vergine Maria di Lourdes, prega per noi!
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Marco 11,15-19 di Giovedì 11 febbraio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della penultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
mercoledì 10 Febbraio
Santa Scolastica

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, il Signore Gesù ebbe fame. Avendo visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi. Rivolto all’albero, disse: «Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!». E i suoi discepoli l’udirono. La mattina seguente, passando, videro l’albero di fichi seccato fin dalle radici. Pietro si ricordò e gli disse: «Maestro, guarda: l’albero di fichi che hai maledetto è seccato». Rispose loro Gesù: «Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico: se uno dicesse a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe».” (Mc 11,12-14.20-25)

Gesù in Israele non trovò molti frutti di fede, trovò una carità tiepida, poca fratellanza, i sacerdoti non custodivano l’amore per i fedeli loro affidati. Come un albero che avrebbe dovuto dare molti frutti e di buona qualità, invece questi frutti non c’erano, c’erano solo foglie. Quest’albero è destinato a seccare.
Gesù chiede fede, ferma, convinta.
Se c’è fede si riavvia la speranza e la carità. Si cambia e ci si apre a novità d’amore.
Se c’è fede nella preghiera, quello che si chiede accadrà. Certo non nella modalità e nei tempi che vorremmo ma accadrà.
Gesù aumenta la nostra fede!
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Marco 10,46b-52 di Martedì 9 febbraio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della penultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Martedì 9 Febbraio
S. Giuseppina Bakhita

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.” (Mc 10,46b-52)

«Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Il grido del cieco Bartimeo, il suo coraggio di essere fuori dalla corrente del pensiero comune. Non tace ma grida ancora più forte. Bartimeo amcor prima di essere davanti a Gesù, getta via il suo mantello, quello usato per mendicare. Getta via la sua vecchia vita fatta di cecità e immobilismo e si adopera affinché possa essere con Gesù. La sua fede lo ha salvato e con la vista ridonata da Gesù diventa una persona in cammino dietro il Signore.
Potremmo diventare persone un po’ più coraggiose, facendoci togliere via quelle cecità e facendoci raggiungere da un rinnovato slancio per seguire il Signore Gesù.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Marco 10,46b-52 di Martedì 9 febbraio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della penultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Lunedì 8 Febbraio
S. Girolamo Emiliani

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Si avvicinarono al Signore Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».” (Mc 10,35-45)

In questa penultima settimana del Tempo dopo l’Epifania troviamo un duplice peccato dei discepoli.
Il primo quello di erigersi al di sopra degli altri per ottenere un posto migliore nel Regno dei cieli. Giacomo e Giovanni forse non sono pienamente consapevoli. Gesù chiarisce subito che la via per i discepoli è bere quel calice che Gesù stesso sta bevendo, un calice spesso amaro fatto di delusioni, di contrarietà da parte dei sacerdoti che avrebbero dovuto pascolare il gregge.
Il secondo peccato è quello degli altri dieci discepoli che, scandalizzati, si indignano verso gli altri due. Gesù rovescia il pensiero dei discepoli indicando la grandezza cristiana: colui che si fa servo , schiavo di tutti, questo è il più grande.
‘esempio lo ha dato Gesù stesso, servendo anche i dodici.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Marco 10,35-45 di Lunedì 8 febbraio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)