Natività di san Giovanni Battista

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Solennità

Giovedì 24 Giugno

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.
Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccaria. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante si aprirono la sua bocca e la sua lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose.
Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.
Zaccaria, suo padre, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo:
«Benedetto il Signore, Dio d’Israele,
perché ha visitato e redento il suo popolo». ” (Lc 1,57-68)

La nascita di san Giovanni Battista è occasione di gioia, per Elisabetta poiché ebbe un figlio in tarda età, per Zaccaria che ricompone la sua fede, aveva infatti dubitato dell’annuncio riguardo alla nascita di un figlio e per questo rimase muto. Ora Zaccaria riprende a parlare lodando Dio, le sue prime parole secondo l’Evangelista Luca sono una benedizione:
«Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo».
È l’inizio del Cantico di Zaccaria, ogni mattina i religiosi, le religiose, i diaconi, sacerdoti e vescovi lo leggono in preghiera per aprire la giornata con una benedizione.
Il Signore interviene nella storia della salvezza dell’uomo con una nascita per ridare speranza e fiducia in un futuro che potrebbe essere senza termine.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,57-68 di Giovedì 24 giugno 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della IV Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano

Mercoledì 23 Giugno

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla. Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei. Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre. Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo». Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.” (Lc 7,11-17)

Un “unico figlio di una madre rimasta vedova” era morto. Gesù ebbe compassione di questa donna, rimasta sola, e risuscita il ragazzo. L’azione di Gesù è per questa vedova che altrimenti aveva solo il lutto dell’ultimo suo familiare defunto, ed anche il disagio della povertà; nessuno avrebbe dato credito e avrebbe avuto solo un destino di accattonaggio cui erano destinate le vedove senza prole e parenti vicini.
Gesù restituisce alla madre la fonte della vita, suo figlio che riprende a parlare. Gesù vuole ridonare la vita, vuole donare la vitalità in ogni persona che voglia incontrarlo anche oggi. Gesù aiutaci a incontrarti ogni giorno.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 7,11-17 di Mercoledì 23 giugno 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della IV Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Paolino di Nola, vescovo

Martedì 22 Giugno

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Quando ebbe terminato di rivolgere tutte le sue parole al popolo che stava in ascolto, il Signore Gesù entrò in Cafàrnao. Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l’aveva molto caro. Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo. Costoro, giunti da Gesù, lo supplicavano con insistenza: «Egli merita che tu gli conceda quello che chiede – dicevano –, perché ama il nostro popolo ed è stato lui a costruirci la sinagoga». Gesù si incamminò con loro. Non era ormai molto distante dalla casa, quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli: «Signore, non disturbarti! Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo io stesso non mi sono ritenuto degno di venire da te; ma di’ una parola e il mio servo sarà guarito. Anch’io infatti sono nella condizione di subalterno e ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa». All’udire questo, Gesù lo ammirò e, volgendosi alla folla che lo seguiva, disse: «Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!». E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito..” (Lc 7,1-10)

L’azione efficace di Gesù si realizza quando c’è la fede. Non quella fatta di parole e poco radicata nella persona. Si tratta di una vera fede che espone la persona nei confronto del prossimo. Si è disposti a essere giudicati, condannati, persi in giro per la propria fede di cui non ci si vergogna affatto.
Così quel Centurione a capo di un centinaio di soldati, non ha alcun timore di essere giudicato a causa della sua fede che è ben radicata. Crede veramente che Gesù è a capo di molti subalterni (angeli) e ha un potere di guarigione.
Signore aumenta la nostra fede.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 7,1-10 di Martedì 22 giugno 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della IV Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Luigi Gonzaga, religioso

Lunedì 21 Giugno

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro.
Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.” (Lc 6,39-45)

Una situazione molto diffusa è nel porsi come giudici di ogni situazione che è accaduta. Si giudica, si indica la strada da percorrere in alternativa da quella percorsa credendo di dare un serio e corretto pensiero riguardo ad ogni situazione che possa capitare.
Peccato che non si è perfetti e si è protagonisti di molte situazioni sbagliate. È una pretesa quella di essere persone che diano consigli e giudizi quando non ci si rende conto della propria cecità.
«Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso?»
Sì, prima bisogna togliere quella trave che è nel proprio occhio, per fare questo necessita l’umiltà e il riconoscersi come non superiori agli altri. Solo dopo, forse, si è in grado di correggere il fratello ma con delicatezza, riservatezza e dolcezza.
«Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 6,39-45 di Lunedì 21 giugno 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

IV Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 20 Giugno

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù riprese a parlare loro con parabole e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: “Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andaròno chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».” (Mt 22,1-14)

Il regno dei cieli assomiglia a un re che ha il desiderio di condividere la festa con i suoi sudditi. Vi sono dapprima gli invitati scelti in modo accurato ma nessuno di essi accettò l’invito. È un grave sgarbo il rifiuto, il non essere nella festa organizzata dal proprio re, e poi anche uccidere chi ha portato l’ambasciata dell’invito. Assomiglia molto ai responsabili di Israelite, scribi, farisei, capi dei sacerdoti, notabili, che rifiutarono Gesù, e uccisero profeti.
L’invito del re si allarga a tutti poiché gli invitati precedenti non ne erano degni. Assomiglia molto all’annuncio della salvezza che si espande a tutti i popoli.
Ma per andare alla festa bisogna prepararsi, non è possibile andare senza l’abito nuziale, cioè senza essere puliti in spirito e corpo. Non basta solo la volontà di andarci ma bisogna essere pronti per andarci. Con una vita onesta e cristiana è possibile essere pronti per partecipare alla festa nel regno dei cieli.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 22,1-14 di Domenica 20 giugno 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Santi Gervaso e Protaso, martiri

Tempo dopo Pentecoste
Festa
Rito Ambrosiano
Sabato 19 Giugno

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli: «Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze. Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete costui. Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri! Io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio».” (Lc 12,1b.8)

S. Ambrogio rinvenne i resti dei due martiri Gervaso e Protaso vissuti circa due secoli prima di lui davanti alla basilica dei santi Nabore e Felice.
Gervasio e Protasio gemelli, vendettero i beni di famiglia, diedero il ricavato ai poveri e si ritirarono in una casa e per dieci anni stettero in preghiera e meditazione. Furono denunciati e uccisi.
Essi vissero nella verità delle fede cristiana, e all’epoca era eroico il solo praticarla con discrezione, c’era il rischio di denuncia e di essere uccisi come capitò. Non ebbero dubbi e stettero lontani dalla ipocrisia confessando la loro fede con il martirio.
Non ipocrisia e superficialità come quel lievito dei farisei, ma profondità di fede nel cuore come la cosa più importante:
«chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,1b-8 di Sabato 19 giugno 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della III Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
san Romualdo, abate

Venerdì 18 Giugno

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».” (Lc 6,20a.36-38)

Dopo le beatitudini e i guai, il Signore Gesù da alcune indicazioni per essere persone felici.
La misericordia e il non giudizio sono due pilastri per ogni cristiano per essere persone nella grazia di Dio.
La misericordia consiste nel guardare i fratelli e le sorelle (il prossimo in generale) come persone da amare e dare quella opportunità di riscatto, aiuto e perdono. Questo in un contesto di non giudizio che diventa aiuto. Il non sentirsi giudicato da altre persone per i propri sbagli è già una partenza per riparare, se è possibile, e cambiare il percorso della vita.
C’è gioia nel dare, nel donarsi e «una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 20a.36-38 di Venerdì 18 giugno 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della III Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Giovedì 17 Giugno

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: «Guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione. Guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi, che ora ridete, perché sarete nel dolore e piangerete. Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».” (Lc 6,20a.24-26)

I guai seguono le beatitudini dette dal Signore Gesù. Si tratta di un avvertimento per quelle persone che hanno preso dei cammini egoistici, lontani dalla carità e dall’amore. Gesù indica sopratutto chi è nell’agiatezza senza che condiva nulla con le persone bisognose, chi è sazio e probabilmente ozioso, chi basa la propria vita su un divertimento e per chi va alla ricerca di glorificazioni e lodi da parte di altri uomini.
Sono cammini pericolosi che portano già qui su questa terra a una vita poco felice, fatta di emozioni effimere. La gioia si trova nel donare e nel donarsi.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 20a.24-26 di Giovedì 17 giugno 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della III Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Mercoledì 16 Giugno

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Disceso con i dodici, il Signore Gesù si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.
Ed egli, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:
«Beati voi, poveri,
perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi, che ora avete fame,
perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete, perché riderete.
Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti».” (Lc 6,17-23)

Dal Signore Gesù ” usciva una forza che guariva tutti”, per questo accorrevano da tutte le direzioni molte persone, una moltitudine di gente, per essere sanata.
Gesù è venuto a portare la salvezza e lo dimostra con questi molteplici segni di guarigione: sono gratuiti e nulla viene richiesto. Questa enorme gratuità è per ogni persona che si affida al Signore Gesù. Viene donata la salvezza.
La richiesta di Gesù è quella della pazienza, e lo fa con le beatitudini riguardo a chi è nell’indigenza, e a chi è perseguitato. Sono situazioni di ingiustizia ma l’assicurazione è che sarà fatta giustizia, non in questo mondo ma nei cieli.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 6,17-23 di mercoledì 16 giugno 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della III Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Beato Clemente Vismara

Martedì 15 Giugno

VANGELO DEL GIORNO
“Un altro sabato il Signore Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo. Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!». Si alzò e si mise in mezzo. Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?». E guardandoli tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!». Egli lo fece e la sua mano fu guarita. Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.” (Lc 6,6-11)

Sempre nel giorno del riposo sabbatico, Gesù compie una guarigione sanando una mano paralizzata.
Questa attività non era nell’elenco dei lavori che si potevano fare nel giorno di riposo e dunque era da considerarsi illecita, un peccato perché la Legge era stata violata. Questo per i gli scribi e i farisei era motivo di scandalo e condanna.
«Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?»
Gesù tenta di muovere le coscienze, di uscire dalla formalità della Legge e di capire cosa sta per accadere. Non dice di violare la Legge ma di completarla, di viverla nella pienezza e dove c’è da fare della carità, questa può essere senz’altro fatta nel giorno del riposo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 6,6-11 di martedì 15 giugno 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)