Venerdì della settimana della I Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Venerdì 4 Giugno

Lettiura e cvommento del Vangelo

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Sul far del giorno il Signore Gesù uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via. Egli però disse loro: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato». E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.” (Lc 4,42-44)

Il desiderio delle folle è che Gesù rimanga. Con la presenza del Signore le cose vanno in modo diverso, migliore. Un bel desiderio, a volte un po’ utilitaristico per avere con se una persona che guarisca da malattie e scacci il male, oggi diremmo meglio del migliore degli ospedali.
Lo scopo del Signore non era quello di portare una soluzione alle malattie ma dare una notizia di salvezza che è per ogni uomo e ogni donna che vuole aderirvi. Le guarigioni sono solo dei segni per dire che c’è veramente Gesù che è il Cristo.
“La buona notizia del regno di Dio” è un regno non di questo mondo, è la possibilità di ognuno di approdare dopo il passaggio terreno in uno stato di vita finalmente privo di morte, malattie, drammi: è il regno di Dio.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 4,42-44 di Venerdì 4 giugno 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Ss. Corpo e sangue di Cristo

Tempo dopo Pentecoste
solennità

Giovedì 3 Giugno

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO DEL GIORNO
“Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero al Signore Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi». I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.
E, mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».
Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.” (Mc 14,12-16.22-26)

La solennità del Corpo e Sangue di Cristo nasce dalla debolezza di fede dell’uomo. Non pochi sacerdoti avevano dubbi sulla presenza reale di Cristo nell’Eucarestia. La misericordia del Signore agisce con alcuni miracoli eucaristici per fugare questi dubbi, correggere e indurre a celebrare la presenza reale di Cristo nella Eucarestia.
Corpo donato, sangue versato.
Gesù offre la sua esistenza in modo completo per la salvezza delle sue creature, è il corpo donato di Cristo.
Gesù immola la sua vita per essere luogo d’amore dove l’uomo fragile e peccatore possa guardare con viva speranza la Croce che salva, è il sangue versato di Cristo.
Il Corpo e il Sangue di Cristo vengono donati in ogni celebrazione eucaristica, è la presenza del Signore Gesù che accompagna e nutre. Se solo intuissimo una piccola frazione della realtà eucaristica, rimarremo certamente immobilizzati da una grande gioia nel cuore.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 14,12-16.22-26 Giovedì 3 giugno 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della I Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
santi Marcellino e Pietro, martiri

Mercoledì 2 Giugno

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Uscito dalla sinagoga, il Signore Gesù entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva. Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo.” (Lc 4,38-41)

Gesù guariva dalle malattie del corpo e dall’invasione del male nello spirito.
Lo scopo era quello di indicare una direzione che portasse verso una situazione dove la malattia, il peccato, la morte non ci sono più. Il riposo delle anime buone è questo, nella beatitudine celeste dopo l’esperienza terrena.
La fede in Gesù è il grande mezzo d’amore per provare già qui qualche traccia di beatitudine, è quell’infusione d’amore che solo il Signore può donare.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 4,38-41 di mercoledì 2 giugno 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della I Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
san Giustino, martire

Martedì 1° Giugno

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «In verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova a Sarepta di Sidone. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro». All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.” (Lc 4,25-30)

Prima di Gesù, alcuni profeti importanti fecero dei segni, dei miracoli, ma limitati a situazioni particolari. Elia e Eliseo fecero qualche miracolo. Gesù ne fece molti.
Questo per chi lo assisteva e per chi lo seguiva, era la certezza che Gesù avesse quanto meno una particolare attenzione da parte di Dio. I miracoli da lui compiuti significano la signoria sulla natura che si modifica a suo comando, la benevolenza verso il creato nella salvezza di tantissime persone.
Ma i cuori non lo accettano, sono duri.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 4,25-30 di Martedì 1° giugno 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

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Visitazione della B.V. Maria

Tempo dopo Pentecoste
Festa del Signore

Lunedì 31 Maggio

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO DEL GIORNO
“In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.” (Lc 1,39-56)

Maria visita l’anziana Santa Elisabetta che era in cinta da sei mesi. Entrambe avevano ricevuto una visita angelica che annunciava una nascita particolare. Elisabetta avrebbe partorito in tarda età San Giovanni Battista il Precursore, Maria invece avrebbe messo alla luce il Figlio di Dio, Gesù.
La gioia di Maria e Elisabetta è ampia e anche il bambino nel grembo di Elisabetta sussulta Vi è la consapevolezza del disegno divino che si sta realizzando. Da qui il cantico di Maria, il Magnificat.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,39-56 di Lunedì 31 Maggio 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

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Santissima Trinità

Tempo dopo Pentecoste
Solennità

Domenica 30 Maggio

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se non avessi compiuto in mezzo a loro opere che nessun altro ha mai compiuto, non avrebbero alcun peccato; ora invece hanno visto e hanno odiato me e il Padre mio. Ma questo, perché si compisse la parola che sta scritta nella loro Legge: “Mi hanno odiato senza ragione”.
Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio».” (Gv 15,24-27)

Nella prima lettura della solennità della Santissima Trinità, Mosè chiede al Signore Dio, la prima Persona della Trinità, di mostrare la sua gloria. Il Signore mostra tutta la sua bontà, e la promessa di effondere su chi vuole grazie e misericordia.
“Mosè disse al Signore: «Mostrami la tua gloria!». Rispose: «Farò passare davanti a te tutta la mia bontà e proclamerò il mio nome, Signore, davanti a te. A chi vorrò far grazia farò grazia e di chi vorrò aver misericordia avrò misericordia»” (Esodo 33,18)
La gloria di Dio la esprime come bontà, grazia e misericordia. Un gloria molto differente da quella terrena dove si manifesta quando si vince, si diventa ricchi, si esercita il potere, quando si domina una situazione primeggiando sulle altre persone.
La gloria di Dio è differente e con occhi trasformati dalla Parola di Dio si capisce che è quella vera. L’altra è solo illusione temporanea.
La seconda persona della santissima Trinità ha fatto questo percorso, di bontà con la sua infinita pazienza venendo incontro ad ogni situazione, di grazie con i molti segni di guarigione, e di misericordia entrando nella miseria dei cuori.
La terza persona della Santissima Trinità entra in gioco dapprima come promessa fatta da Gesù perché sia fatta chiarezza sulla verità tutta intera riguardo Gesù stesso.
Gesù è Dio assieme a Dio Padre e allo Spirito Santo. Non tre modi di esprimere un solo Dio, ma veramente un solo Dio in tre persone uguali e distinte. Veramente tre Persone, veramente un solo Dio. È la grandezza di Dio che vuole esprimere in se la gioia dell’essere in comunione perfetta.
Santissima Trinità, aiutaci a essere persone che confidano sempre in te, gioiose nella speranza.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 15,24-27di Domenica 30 Maggio 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

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Sabato della settimana dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
santi Sisinio, Martirio e Alessandro, martiri e Vigilio, vescovo

Sabato 29 Maggio

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù, alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio. Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine, e disse: «In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere».” (Lc 21,1-4)

La vedova senza alcun reddito, getta nel tesoro del tempio tutto ciò che aveva, molto poco, due monetine. Il tesoro del tempio era come una cassetta per le offerte dove molti deponevano una parte del loro superfluo per finanziare le opere dei sacerdoti del tempio.
La vedova ha messo più di tutti, poiché la valutazione del Signore è sull’intenzione e non sul valore economico dell’offerta. L’intenzione della vedova è stata di versare tutto quello in suo possesso, di dare tutto al Signore mettendolo nel ”tesoro del tempio” sperando che quelle due monetine siano poi usate bene.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 21,1-4 di Sabato 29 Maggio 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

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Venerdì della settimana dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
beato Luigi Biraghi, sacerdote

Venerdì 28 Maggio

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato». ” (Mt 10,18-22)

Gesù è rifiutato dalla religione e dalla politica, gli apostoli e i discepoli hanno timore. Allora Gesù profetizza anche per loro future persecuzioni ma con l’accompagnamento intenso e deciso dello Spirito Santo che sarà presente nei momenti più critici.
Lo Spirito Santo accompagna sempre coloro che sono credenti e anche nei momenti più bui aiuta a viverli, a “starci dentro” senza essere sopraffatti dalla paura.
C’è qualche cosa nel credente che è più grande della paura, è la presenza di amore, è lo Spirito del Signore.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 10,18-22 di Venerdì 28 Maggio 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

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Giovedì della settimana dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
san Lodovico Pavoni, sacerdote

Giovedì 27 Maggio

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Quando fu vicino, alla vista della città, il Signore Gesù pianse su di essa dicendo: «Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi. Per te verranno giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno di trincee, ti assedieranno e ti stringeranno da ogni parte; distruggeranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata».
Ed entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano, dicendo loro: «Sta scritto:
La mia casa sarà casa di preghiera”.
Voi invece ne avete fatto un covo di ladri».
Ogni giorno insegnava nel tempio. I capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo morire e così anche i capi del popolo; ma non sapevano che cosa fare, perché tutto il popolo pendeva dalle sue labbra nell’ascoltarlo.” (Lc 19,41-48)

Gesù è nei pressi della sua città amata Gerusalemme, ed è rattristato, non è stato riconosciuto, la sua visita, la visita di Dio in terra, non è stata accolta. Se accolta, questa visita divina avrebbe portato pace nei cuori ma ormai tutto ciò non poteva più realizzarsi.
I cuori lontani da Dio non avevano trovato pace, erano presi da come risolvere il problema Gesù pensando di ucciderlo. Ma Gesù è uomo di pace ed è amore. Con la sua azione darà la possibilità di salvezza anche a queste persone con il cuore indurito.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 19,41-48 di Giovedì 27 Maggio 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

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Mercoledì della settimana dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
san Filippo Neri, sacerdote

Mercoledì 26 Maggio

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Si avvicinò al Signore Gesù uno degli scribi che gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi». Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici». Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.” (Mc 12,28a.d-34)

Vi sono delle dimensioni che rasentano la volontarietà nel fare sacrifici, fioretti, penitenze personali. Spesso queste pratiche nascondono una fragilità umana, quella di non voler essere a servizio di carità verso altre persone. Si tratta della dimensione d’amore che vale molto di più di qualsiasi sacrificio e fioretto. Una opera di carità espressa ad esempio nella vicinanza ad una persona malata, ha un valore assai maggiore di molti fioretti, novene e sacrifici.
Da qui i comandamenti dell’amore espressi da uno degli scribi nel Vangelo: «Egli (Dio) è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici»
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo marco 12,28a.d-34 di Mercoledì 26 Maggio 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

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