Venerdì della settimana della IV Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santa Teresa di Gesù Bambino, dottore della Chiesa
Venerdì 1° Ottobre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù istruiva il popolo nel tempio e annunciava il Vangelo, sopraggiunsero i capi dei sacerdoti e gli scribi con gli anziani e si rivolsero a lui dicendo: «Spiegaci con quale autorità fai queste cose o chi è che ti ha dato questa autorità». E Gesù rispose loro: «Anch’io vi farò una domanda. Ditemi: il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini?». Allora essi ragionavano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché non gli avete creduto?”. Se invece diciamo: “Dagli uomini”, tutto il popolo ci lapiderà, perché è convinto che Giovanni sia un profeta». Risposero quindi di non saperlo. E Gesù disse loro: «Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose».” (Lc 20,1-8)

Con quale autorità una persona insegna ad altre? I capi dei sacerdoti e gli scribi con gli anziani gli pongono questa domanda, ma quale è il motivo? Volevano sapere? Oppure volevano sentire da Gesù che era mandato da Dio e aveva questa missione per salvare il popolo d’Israele per poterlo accusare, condannare e imprigionare?
Una stessa domanda può avere sfaccettature differenti: si può fare per conoscere, per tentare di ingannare, per ridicolizzare, per far cadere in fallo, per gratificare e così via.
Quale domanda potrei fare a Gesù? Se essa è sincera potrebbe avere anche una risposta di vicinanza, amore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 20,1-8 di Venerdì 1° Ottobre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della IV Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Girolamo, sacerdote e dottore della Chiesa
Giovedì 30 Settembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo: «Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore. Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli!». Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli». Ma egli rispose: «Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre».” (Lc 19,37-40)

Molti erano stupiti dei prodigi compiuti da Gesù e riconoscevano in essi l’azione di Dio. La gioia si era diffusa, era evidente la volontà di Dio di essere in mezzo alle sue creature seminando benevolenza e azioni di guarigione.
C’è chi non crede e rimane legato alla formalità: nessuno può dire che c’è una persona che viene nel nome del Signore perché lo farebbe Dio. Questa è la verità non accettata da alcuni farisei e così facendo si tolgono dalla possibilità di gioire in un cammino verso una nuova e profonda comunione con il Signore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 19,37-40 di Giovedì 30 Settembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Santi Michele, Gabriele e Raffaele, arcangeli

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Festa
Mercoledì 29 Settembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaele gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaele: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».” (Gv 1,47-51)

La festa dei santi Michele, Gabriele e Raffaele Arcangeli, esprime la particolarità di tre creature angeliche con ruoli importanti nella storia della salvezza da cui deriva il titolo di Arcangeli.
Michele (Chi è come Dio?) è l’arcangelo capo delle milizie celesti che combatte contro il male, Satana, difende chi è con Dio.
Gabriele (Forza di Dio) è l’Arcangelo che sta davanti a Dio, porta annunci importanti che esprimono la vicinanza e la misericordia di Dio per le sue creature, annunzia a Zaccaria la nascita del Precursore di Giovanni Battista e a Maria la nascita del Figlio di Dio, Gesù.
Raffaele (Dio ha guarito), l’Arcangelo che porta la guarigione e custodisce lungo il cammino.
Nel creato fanno parte anche gli angeli, anch’essi creature.
«In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 1,47-51 di Mercoledì 29 Settembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della IV Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
beato Luigi Monza, sacerdote
Martedì 28 Settembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù si avvicinava a Gerico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!». Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato». Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.” (Lc 18,35-43)

Certo e fermo nella sua convinzione un cieco grida e poi grida ancora più forte:
«Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!»
Il cieco esprime il suo coraggio conscio di andare contro corrente nei confronti di quanti gli chiedevano di tacere, di non disturbare il passaggio di Gesù. Ma Gesù vuole essere disturbato da chi ha fede in lui, da chi spera in lui, da chi è caduto nel peccato e non spera più di rialzarsi. Qui viene disturbato da un cieco, Gesù lo ascolta e percepisce la sua fede, gli ridona la speranza e lo guarisce:
«Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato».
Gesù aiutaci a guarire dalle nostre cecità, dona una sguardo benevolo fatto di comprensione e condivisione.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 18,35-43 di Martedì 28 Settembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della IV Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Vincenzo de’ Paoli, sacerdote
Lunedì 27 Settembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Pietro disse: «Noi abbiamo lasciato i nostri beni e ti abbiamo seguito». Ed egli rispose: «In verità io vi dico, non c’è nessuno che abbia lasciato casa o moglie o fratelli o genitori o figli per il regno di Dio, che non riceva molto di più nel tempo presente e la vita eterna nel tempo che verrà».” (Lc 18,28-30)

Qualcuno veramente ha lasciato tutto per il regno di Dio. Sono persone che hanno scoperto una grande attrattiva verso Gesù, la Chiesa di Gesù, nella certezza di approfondire e testimoniare l’amore di Dio per l’uomo.
Ma come è possibile lasciare tutto? Come è possibile lasciare gli affetti della propria casa come i nonni, genitori, fratelli, sorelle, e le cose di proprietà? Si tratta di un nuovo stile di vita dove gli affetti familiari non vengono eliminati ma cambiati, non c’è più la costante presenza fisica ma c’è quella presenza viva, c’è un impegno molto più grande che coinvolge molti fratelli e sorelle.
Poi il distaccarsi dalle cose è solo un grande beneficio di liberazione dalle molte preoccupazioni che ne deriverebbero.
Il grande guadagno è che si riceve molto ma molto di più nella gioia della fede e nell’essere persona consacrata e dedicata all’annuncio della salvezza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 18,28-30 di Lunedì 27 Settembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

IV Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 26 Settembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. I Giudei si misero a mormorare contro il Signore Gesù perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?».
Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».” (Gv 6,41-51)

I farisei ed oggi una moltitudine di persone, non credono che Gesù sia stato inviato da Dio e quindi “disceso dal cielo”. Fra queste persone quasi tutti credono nella verità storica di Gesù più che documentata, ma viene considerato solo come una persona importante di particolare carisma ma non certo il Figlio di Dio.
Il mormorio è purtroppo un veicolo non buono che convinse e convince anche persone inizialmente estranee a questa idea, e così oggi come allora molti si distaccano e non credono.
La fede ha un grande valore, chi crede allarga l’orizzonte perché si affacciano le cose del cielo, l’amore di Dio, la misericordia divina, l’essere non più solo e accompagnato da questa presenza benevola.
«In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Gesù è il pane della vita, vero nutrimento, si scopre di avere un cuore che vuole amare ed essere amato. Ci si accorge che l’essere in comunione con Gesù, vuol dire essere in comunione con i fratelli e le sorelle e che c’è una comunità. Il Pane della vita accende l’amore, la carità, la voglia d’essere assieme in un nuovo cammino che non sai dove ti porterà ma sai chi lo proporrà nelle fede: il Pane della vita: Gesù.
«Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,41-51 di Domenica 26 Settembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sant’Anàtalo e tutti i santi vescovi milanesi

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Festa
Sabato 25 Settembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».” (Mt 7,24-27)

Anatalone ricordato come Sant’Anàtalo, fu probabilmente un discepolo di Pietro che questi aveva inviato a Milano come primo vescovo. Siamo nei primi passi della Chiesa di Gesù e l’attuale Arcidiocesi di Milano ha questa origine antichissima quando Pietro era ancora in vita.
Si ricorda dunque il primo Vescovo della Chiesa milanese e di tutti i suoi successori che a vario titolo sono diventati santi. Oltre a S. Ambrogio e S. Carlo vi sono numerosi Vescovi milanesi che fecero della loro missione motivo di santità. Li ricordiamo con questa festa di Sant’Anàtalo e tutti i santi vescovi milanesi.
«Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio»
Il Vescovo ha il grave compito di essere saggio nella parola del Signore Gesù da cui trae sempre la direzione e l’insegnamento per dirigere al meglio la Diocesi a lui affidata.
La saggezza e la carità del Vescovo è guida a tutti i fedeli, diaconi e sacerdoti a lui affidati,
Signore dona in abbondanza il tuo Spirito ai nostri Vescovi perché siano esempio e guide per ogni fedele, consacrato, consacrata.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 7,24-27 di Sabato 25 Settembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della III Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santa Tecla, martire
Venerdì 24 Settembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Quando il Signore Gesù vide il notabile ricco così triste, disse: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio. È più facile infatti per un cammello passare per la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio!». Quelli che ascoltavano dissero: «E chi può essere salvato?». Rispose: «Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio».” (Lc 18,24-27)

Il notabile andò via triste, la decisione è stata quella di non seguire Gesù che lo aveva chiamato ma di rimanere a gestire le sue ricchezze. La conseguenza è la tristezza.
Le condizioni per entrare nel regno di Dio sembrano molto severe a tal punto che i suoi discepoli rimangono perplessi:
«E chi può essere salvato?»
L’amore di Dio per le sue creature fa in modo che quello che sembra irrealizzabile, ad esempio l’essere degni di entrare nel regno di Dio al termine del cammino terreno, può diventare possibile.
«Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio»
Sembra un messaggio di rilancio sull’avere sempre fiducia in Dio dove l’impossibile diventa possibile.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 18,24-27 di Venerdì 24 Settembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della III Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Pio da Pietrelcina, sacerdote
Giovedì 23 Settembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Un notabile interrogò il Signore Gesù: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli rispose: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non testimoniare il falso, onora tuo padre e tua madre”». Costui disse: «Tutte queste cose le ho osservate fin dalla giovinezza». Udito ciò, Gesù gli disse: «Una cosa ancora ti manca: vendi tutto quello che hai, distribuiscilo ai poveri e avrai un tesoro nei cieli; e vieni! Seguimi!». Ma quello, udite queste parole, divenne assai triste perché era molto ricco.” (Lc 18,18-23)

La ricchezza è considerata come un vantaggio, una condizione di vita agiata, senza problemi e preoccupazioni legate alla mancanza di soldi. Ma essa può essere d’impedimento alla vocazione, a un rapporto sincero fatto d’amore.
La ricchezza spesso diventa la prigione del ricco nella preoccupazione di gestire, conservare e ampliare i beni posseduti impedendogli la libertà di scelte sincere d’amore.
Impedisce a quell’uomo ricco di rispondere “Sì” alla chiamata di Gesù.
«Una cosa ancora ti manca: vendi tutto quello che hai, distribuiscilo ai poveri e avrai un tesoro nei cieli; e vieni! Seguimi!». Ma quello, udite queste parole, divenne assai triste perché era molto ricco.
Il “no” a Gesù è fonte di tristezza, di perdita di gioia.
Il “Sì” è gioia nel cuore

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 18,18-23 di Giovedì Settembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della III Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
beato Luigi Maria Monti, religioso
Mercoledì 22 Settembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Presentavano al Signore Gesù anche i bambini piccoli perché li toccasse, ma i discepoli, vedendo ciò, li rimproveravano. Allora Gesù li chiamò a sé e disse: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come l’accoglie un bambino, non entrerà in esso».” (Lc 18,15-17)

«chi non accoglie il regno di Dio come l’accoglie un bambino, non entrerà in esso»
Da persone adulte è possibile dimenticarsi della semplicità dell’affidamento, quella fiducia che un bambino ha naturalmente verso i suoi genitori.
Nel corso degli anni si diventa anche un poco diffidenti. Però non dovremmo esserlo nei confronti del Signore Gesù. Vuole il bene di ognuno, vuole che ci affidiamo a lui con semplicità, quella fiducia di un bimbo verso i suoi genitori.
Con questo affidamento, cioè una fede forte nel Signore, è possibile fare passi inimmaginabili, è la fede che sostiene e dona amore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 18,15-17 di Mercoledì 22 Settembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)