V Giorno dell’Ottava di Natale

Tempo di Natale
Martedì 29 Dicembre
Ottava di Natale

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino». Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».” (Mt 2,19-23)

Giuseppe, obbediente all’angelo del Signore, rientra nella terra di Israele. Ma qui ebbe paura di Archelao successore di Erode. Il Signore si fa vicino anche nei timori personali e indica una via alternativa nella città di Nàzaret in Galilea. Questa località è lontana da Archelao e questo tranquillizza Giuseppe. A Nàzaret il Bambino Gesù crescerà come ogni bambino con l’affetto dei suoi genitori.
Il Signore conosce bene il cuore di ogni persona, aiuta, viene incontro considerando anche i timori personali, i punti deboli.
Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Matteo 2,19-23 di Martedì 29 Dicembre 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

IV Giorno dell’Ottava di Natale

Tempo di Natale
Lunedì 28 Dicembre
Festa dei Santi Innocenti Martiri

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo». Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall’Egitto ho chiamato mio figlio». Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi. Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremia: «Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più».” (Mt 2,13b-18)

Alcuni bambini dai due anni in giù furono uccisi per ordine di Erode, si presume che fossero alcune decine al massimo, dato che Betlemme era un villaggio e nella regione circostante vi erano pochi nuclei abitativi. Erode arrivò a questa decisione perché temeva quel nuovo Re che era nato a Betlemme e lo considerava una minaccia per il suo potere e per quello della sua discendenza. Una decisione che disprezza la vita, diffonde dolore, rancori, incita l’odio. Erode valutò male e la sua decisione fu di estrema cattiveria; quel Re nato a Betlemme sarà invece di pace e nulla gli importerà dei poteri terreni ma solamente della salvezza di ogni uomo e di ogni donna.
Santi Innocenti martiri, con la vostra intercessione donate pace.
Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Matteo 2,13b-18 di Lunedì 28 Dicembre 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

III Giorno dell’Ottava di Natale

Tempo di Natale
Domenica 27 Dicembre
Festa di san Giovanni Evangelista

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Pietro: «Seguimi». Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?». Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera.” (Gv 21,19c-24)

Al temine del Vangelo secondo Giovanni c’è il “seguimi” di Gesù rivolto a Pietro. L’invito è di essere colui che, a capo della Chiesa, abbia sempre come riferimento Gesù. Pietro dovrà seguire fedelmente d’ora in poi l’insegnamento del Signore, dovrà esserne il suo vicario in terra. Il Signore non lascia l’uomo solo, gli concede responsabilità e azione nella storia della salvezza.
In questo importante momento del “seguimi” rivolto a Pietro, un altro discepolo, san Giovanni, li seguiva. Il più giovane degli Apostoli era probabilmente anche il più benvoluto da Gesù e per questo gli era concessa una certa libertà di movimento. San Giovanni evangelista, la festa di oggi, ha una rilevanza per questa considerazione di Gesù. San Giovanni aveva una fede ferrea ed era sotto quella Croce con la Madonna quando Gesù la affidò come sua madre poco prima che tutto fosse compiuto. San Giovanni evangelista fu investito di questa grazia, era il primo figlio di Colei che sarebbe diventata la madre della Chiesa.
Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Giovanni 21,19c.24 di Domenica 27 Dicembre 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

II Giorno dell’Ottava di Natale

Tempo di Natale
Sabato 26 Dicembre
Festa di santo Stefano, primo martire

Lettura e commento del Vangelo.

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato. Se io non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato».” (Gv 15,18-22)

Santo Stefano il primo martire, ucciso a causa della fede per il Signore Gesù Cristo. L’invidia, la gelosia che hanno come conseguenza l’odio sono le cause che hanno causato questo primo martirio. L’odio è quel sentimento di forte e perdurante malevolenza, dove si desidera il male o la rovina altrui. Questa è stata la causa di quel martirio di S. Stefano che ci fa mettere i piedi per terra subito dopo lo stupore di un diverso Natale del nostro Signore. La bellezza della celebrazione della nascita è seguita subito da una delle più crudeli forme di ingiustizia, la lapidazione calunniosa di S. Stefano. Il tempo di Natale dunque ci offre questa alternanza di dolcezza divina e crudeltà umana. Signore, aiuta tutti noi a custodire nel cuore la gioia del Natale e di non essere fra quelli che condannano con superficialità. Custodiamo nel cuore la gioia, l’umiltà, la speranza, la fede. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Giovanni 15,18-22 di Sabato 26 Dicembre 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Natale del Signore

Tempo di Natale
Venerdì 25 Dicembre
Solennità

Lettura e commento

Il VANGELO DELLA NOTTE DI NATALE
“In quel tempo. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.” (Gv 1,9-14)

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quei giorni. Un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio. C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama». ” (Lc 2,1-14)

Un bambino. Novità, speranza, futuro. Novità è la presenza di un piccolo bambino che si affaccia a questo mondo e vorremmo tanto far vedere solo cose belle a quei occhi che guarderanno, far udire solo dolci parole all’udito che si affina, fare fare i primi passi solo in ameni paesaggi per quei primi movimenti di gioia. Speranza è in quel piccolo perché potrebbe essere molto differente da noi e portare finalmente un messaggio di vera pace, di gioia, di luce che fende le tenebre della pandemia. Una speranza che arriva dall’amore di questo bambino dove il mio io rimane disarmato, in un possibile amore che si apre verso altre persone, sempre ad almeno un metro di distanza. Futuro è quel piccolo bambino così fragile e così bisognoso di tutto. Ha bisogno della vicinanza amorevole dei suoi genitori, di essere accudito in ogni cosa, di ricevere tenerezza e affetto. Ha bisogno di sentirsi accolto e benvoluto perché possa essere una persona speciale che doni luce, via, verità e vita. Benvenuto piccolo Gesù in questo mondo così martoriato, malato di Covid e non solo, così assetato di te anche se spesso non lo sa. Benevento piccolo Gesù, per ognuno, per ogni persona, credente o non credente, accesa o spenta, entusiasta o disillusa, innamorata o abbandonata. Benvenuto piccolo Gesù, per chi non sa dove posare il capo povero fra i poveri. Benvenuto piccolo Gesù, per i malati quando la speranza e il conforto diventano parole lontane e si vede solo qualche viso ben mascherato con quei dispositivi di protezione individuale. Benvenuto, per chi è morto dentro, vivo nel corpo e magari anche in salute ma mortificato da continue ingiustizie, angherie, calunnie, ruberie. Benvenuto piccolo Gesù per quella persona da tutti dimenticata. “Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo”. Benvenuto Cristo Signore, luce vera nel mondo, luce di vicinanza e non accecante, che si fa vicino dove è accolto, accettato, per portare un po’ di serenità in mezzo a questa pandemia. Benvenuto Gesù piccolo bambino che chiedi di essere accolto e non vuoi importi e dettare normative o fardelli pesanti. Chiedi di essere scelto, di essere amato e di stare nella legge dell’amore. Un piccolo Bambino che è Dio entra nella sua creazione come creatura, umile, nella povertà, nella semplicità. Quella culla fatta di fieno diventa la più preziosa dell’universo, quella stalla, quella grotta diventa luogo di adorazione, luogo di Dio fra gli uomini. Benvenuto Gesù in questo mondo perché tu possa essere una persona speciale con dei doni: novità, speranza, futuro. Novità che è la speranza di un futuro. Luce che riscalda i cuori sofferenti, via per dirigere i passi verso il bene, verità senza compromessi e vita per tornare a vivere in questa pandemia. Buon Natale. (Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.)

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Giovanni e Luca di Venerdì 25 Dicembre 2020, – – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Nell’attesa del Natale

Tempo d’Avvento
Giovedì 24 Dicembre
mattina della Vigilia

Lettura e commento dell’Epistola

Epistola
“Fratelli, ancora un poco, un poco appena, e colui che deve venire, verrà e non tarderà. Il mio giusto per fede vivrà; ma se cede, non porrò in lui il mio amore. Noi però non siamo di quelli che cedono, per la propria rovina, ma uomini di fede per la salvezza della nostra anima.” (Eb 10,37-39)

Un poco, un poco appena. È molto vicina la celebrazione della memoria del Natale del Signore Gesù. C’è una gioiosa attesa in un tempo che è cambiato per le molte costrizioni che ognuno deve osservare in modo scrupoloso, per le sofferenze, malattie ecc., e fra poco si realizza nella venuta di Gesù che può essere nella esistenza di ognuno. Questo Natale in questa di pandemia, può diventare più vero, sentito, dove l’affidamento a Gesù diventa non fatto solo di parole ma sincero. Gesù vieni! Gesù vieni nei cuori di ognuno che ti vuole accogliere. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dalla Lettera agli Ebrei 10,37-39 di Giovedì 24 Dicembre 2020, – – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

VI feria prenatalizia “dell’Accolto”

Tempo d’Avvento
Mercoledì 23 Dicembre
de Exceptato (dell’Accolto)

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.” (Lc 2,1-5)

Si sta per realizzare la nascita del Messia a Betlemme. Maria e Giuseppe vivevano a Nazareth di Galilea e per farsi censire dovevano andare nel luogo di provenienza di Giuseppe, Betlemme, poiché discendente della casa di Davide. Si realizza così la parola di Dio per la quale da Betlemme sarebbe venuto il Cristo: “Non dice la Scrittura: Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo?”.“ (Giovanni 7,42) e anche “E tu, Betlemme di Èfrata, così piccola per essere fra i villaggi di Giuda, da te uscirà per me colui che deve essere il dominatore in Israele; le sue origini sono dall’antichità, dai giorni più remoti.“ (Michea 5,1). Attraverso il censimento indetto da cesare Augusto si realizza la scrittura per cui il Cristo viene da Betlemme. A volte del tutto inconsapevolmente, persone che si considerano lontane dalla religione o addirittura si professano atee, sono protagoniste della storia della salvezza. È l’ironia di Dio che stupisce. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 2,1-5 di Mercoledì 23 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

V feria prenatalizia “dell’Accolto”

Tempo d’Avvento
Martedì 22 Dicembre
de Exceptato (dell’Accolto)

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Zaccaria, suo padre, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo: «Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi un Salvatore potente nella casa di Davide, suo servo, come aveva detto per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, di concederci, liberati dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati. Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio, ci visiterà un sole che sorge dall’alto, per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra di morte, e dirigere i nostri passi sulla via della pace». Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.” (Lc 1,67-80)

Zaccaria, appena riavuta la possibilità di parlare, esprime il suo cantico di benedizione e lode al Signore Dio. Il cantico di Zaccaria, sia nel Rito ambrosiano che in quello romano, è nelle lodi mattutine di ogni giorno dell’anno. “Un sole che sorge dall’alto” è il Signore Gesù che vuol far risplendere la sua luce non sui giusti ma su coloro che stanno nelle tenbre e sull’orlo della morte. Sono le tenebre del peccato che a volte sfugge a tal punto che si diventa come morti nell’anima con quel grande rischio di allontanarsi per sempre da Dio. Ma risplende Gesù che fende le tenebre. Vieni Signore Gesù! Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 1,67-80 di Martedì 22 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

IV feria prenatalizia “dell’Accolto”

Tempo d’Avvento
Lunedì 21 Dicembre
de Exceptato (dell’Accolto)

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei. Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccaria. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.” (Lc 1,57-66)

Si realizza l’annuncio dell’angelo del Signore a Zaccaria, sua moglie Elisabetta mette alla luce un bambino. La tradizione viene interrotta, il nome del figlio maschio non è quello del Padre ma bensì è quello detto dall’angelo: Giovanni. Una volta confermato il nome, ecco che la voce di Zaccaria torna lodando il Signore. La voce, la lingua, dovrebbe dare sempre parole buone, discrete, di speranza, di armonia, benedicendo. Questo accade troppo poco di frequente. Poche parole e buone sono forse una buona direzione e preparazione al Natale. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 1,57-66 di Lunedì 21 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Domenica dell’Incarnazione

Tempo d’Avvento
Domenica 20 Dicembre
Solennità del Signore

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».” (Lc 1,26-38a)

La Domenica precedente al Natale è “dell’Incarnazione”, o della Divina Maternità della beata Vergine Maria. Si guarda alla mamma di Gesù, Maria, che accetta l’annuncio dell’arcangelo Gabriele permettendo così il concepimento di Gesù per opera dello Spirito Santo. Si ricorda quindi la figura materna, la mamma di Gesù, che diventa la Madre di Dio e dopo la passione, morte e risurrezione del suo figlio diventa anche Madre della Chiesa. Si sta per compiere l’attesa del Messia che avverrà nei tempi e nei modi decisi da Dio. Una vergine è coinvolta con quel importante ruolo di concepire, portare avanti tutta la gravidanza, mettere alla luce Gesù come una qualsiasi nascita ed essere mamma. La decisione di Dio porta a una esperienza completa e senza sconti di essere umano di Gesù, dal concepimento fino alla morte tranne che nel peccato. Per questo Maria è stata investita di questo importante ruolo con quella particolare attenzione di Dio che la ricolmata di favori. Si sta per realizzare la promessa divina, il Dio con noi è vicino e fra poco ne celebreremo con gioia la sua nascita come uomo fra gli uomini. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 1,26-38a di Domenica 20 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)