Domenica di Pentecoste

Ultimo giorno del Tempo di Pasqua
Domenica di Pentecoste

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi». ” (Gv 14,15-20)

Paràclito, Consolatore ma anche Avvocato, Colui che desidera la salvezza di ogni singola persona. La presenza misteriosa, spirituale dello Spirito Santo, la terza persona della Santissima Trinità, garantisce una guida molto discreta e totalmente rispettosa delle decisioni della persona. Non si impone e agisce solo se gli è permesso.
Questa presenza dello Spirito Santo è ora in ogni cristiano, cioè in ogni persona che ha ricevuto il battesimo. Presenza viva che aiuta a essere in comunione con il Signore e può diventare anche molto intensa grazie ai suoi doni:
Sapienza, Intelletto, Consiglio, Fortezza, Scienza, Pietà e Timor di Dio.
Ognuno ha un particolare dono che si esprime nella comunità della Chiesa e assieme a tutti i doni delle altre persone, viene espresso al meglio.
Da soli, si può esprimere certo qualche cosa di buono ma è esclusivamente legato a quel dono ricevuto, a quella cosa che si sa fare bene ma rimane solo quella e spesso è poca cosa.
Assieme si esprimono tutti i doni, ognuno ha il suo proprio, e possono essere composte azioni molto efficaci e buone per la partecipazione di tante persone con il proprio dono; questo diventa Chiesa che esprime nella pienezza di tutti i doni dello Spirito Santo.
Vieni Spirito Santo, aiuta tutti noi a mettere assieme i nostri doni, a fare Chiesa per donare speranza e futuro.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti,
Cappellano Rettore
Ospedali di Rho e Passirana di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 14,15-20 di Domenica 31 maggio 2020, – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)
CANALE YouTube:
https://www.youtube.com/channel/UCGG_hovKQMY2R8bgYppfUTw/

Sabato della VII settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
San Paolo VI, papa, memoria.

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore. Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato. Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».” (Gv 16,5-14)

Alla vigilia della solennità della Pentecoste, il Vangelo parla dello Spirito della verità e riguarderà tutta la verità senza tralasciarne un frammento.
“Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità”.
La verità dev’essere annunciata nella sua interezza. Tralasciarne anche un piccolo pezzo, una omissione, potrebbe tramutare quello che è vero in una falsità. Questo capita anche nei discorsi in cui si omette qualche cosa ma questo comunica un qualche cosa di non vero a chi ascolta. Un modo di dire falsità è anche quello di omettere alcuni frammenti di verità. La verità dev’essesere sempre annunciata tutta senza tralasciare alcuna cosa.
Vieni Spirito Santo,
dona a noi la tua luce,
dona il coraggio di dire tutta la verità.
Vieni Spirito Santo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti,
Cappellano Rettore
Ospedali di Rho e Passirana di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 16,5-14 di Sabato 30 maggio 2020, – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)
CANALE YouTube:
https://www.youtube.com/channel/UCGG_hovKQMY2R8bgYppfUTw/

Venerdì della VII settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Memoria dei santi Sisinio, Martirio e Alessandro, martiri e Vigilio, vescovo

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore. Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».” (Gv 16,5-11)

La venuta dello Spirito Santo porta la consapevolezza di un vissuto lontano dalla perfezione e dalla gioia: “ dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio”.
Il peccato dell’uomo è quello della incertezza della fede, il non credere, l’essere dubbioso e aver sempre esigenza di prove concrete riguardo al Signore Gesù. Questo è il peccato che fa stare lontani dalla gioia e dal Signore.
La giustizia è la persona della Santissima Trinità, non è un elenco di normative, è un rapporto d’amore rappresentato dal Dio Trino e Uno. Il “posto” di Gesù è accanto a Dio Padre.
Il giudizio riguardo l’errore del principe di questo mondo, il voler essere come Dio vivendo una esperienza di egoismo, è già espresso nella condanna a essere privo di ogni rapporto con Dio.
Spirito Santo, vieni, dona fervore, amore, fede a ogni cristiano. È qui che si dipana la vera gioia.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti,
Cappellano Rettore
Ospedali di Rho e Passirana di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 16,5-11 di Venerdì 29 maggio 2020, – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)
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Giovedì della VII settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Memoria facoltativa del Beato Luigi Biraghi

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».” (Gv 15,18-21)

Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me». Vi è una contrarietà di alcuni nei confronti del cristianesimo e questo fin dal suo sorgere. Le dinamiche del mondo dagli inizi erano discordanti con il cristianesimo, e oggi vi sono alcuni valori che sono in contrasto: alcune azioni che sono nella legittimità (aborti, speculazioni, divorzi senza gravi motivi, divisioni, ecc.) sono però gravi peccati che allontanano la comunione con il Signore e mortificano l’anima.
La logica del mondo tende a strappare il rapporto con Dio e a concentrarsi su rapporti solamente umani ma con profonde attitudini egoistiche nell’esaltazione del se.
Ma ci sono molte persone che vogliono essere caritative senza alcuna ideologia e appartenenza politica ma mirando solamente al bene delle persone e volendo rimanere nell’anonimato. Queste persone si trovano nel cristianesimo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti,
Cappellano Rettore
Ospedali di Rho e Passirana di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 15,18-21 di Giovedì 28 maggio 2020, – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)
CANALE YouTube:
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Mercoledì della VII settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Memoria facoltativa di S. Agostino di Canterbury, vescovo

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».” (Gv 15,12-17)

Il comandamento del Signore Gesù: «che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi»
L’amore è il comandamento del Signore. Nel suo amore ha dato la sua vita per ognuno di noi, un amore esente da ogni forma di egoismo. Non cerca per se neanche un ringraziamento, nulla è per se e tutto per la salvezza delle altrui persone.
Un amore così ampio è impossibile all’uomo che vive sempre almeno alcune forme di egoismo durante la sua vita.
Me se si vive l’esperienza di un frammento d’amore del Signore, ci si accorge che supera ogni gioia terrena che diventa secondaria anche se facilmente accessibile. L’importante diventa la direzione della gioia cristiana che è fatta di tempo, perseveranza ma con la certezza di raggiungere un impensabile amore che vi è solo presso Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti,
Cappellano Rettore
Ospedali di Rho e Passirana di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 15,12-17 di mercoledì 27 maggio 2020, – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)
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Martedì della VII settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Memoria di san Filippo Neri, sacerdote

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».” (Gv 15,9-11)

In questo periodo fra l’Ascensione e la Pentecoste, sono proposti alcuni brani evangelici che sembrano degli appelli del Signore affinché possiamo rimanere in lui, non scordarci di lui.
Il comportamento è cosa importante per rimanere nell’amore del Signore Gesù, si tratta di vivere ogni giornata nei suoi comandamenti che testimoniano l’essere cristiani e portano alla pienezza della gioia.
«Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».
La vera gioia è quella trasmessa da Gesù. Se la cerchi nel Signore, la trovi.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti,
Cappellano Rettore
Ospedali di Rho e Passirana di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 15,9-11 di martedì 26 maggio 2020, – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)
CANALE YouTube:
https://www.youtube.com/channel/UCGG_hovKQMY2R8bgYppfUTw/

Lunedì della VII settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Memoria di S. Dionigi, vescovo

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Si avvicinarono al Signore Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».” (Mt 9, 14-15)

Un periodo con la presenza del Signore Gesù è di festa, c’è la presenza del Creatore e del suo amore.
Un periodo con l’assenza del Signore è d’attesa, c’è speranza che egli venga e si riaffacci per ridonare il suo amore. Questo è il periodo di digiuno il cui scopo è quello di preparare il fedele perché sia ben disposto all’arrivo del Signore.
Ma l’assenza del Signore è spesso accompagnata da una chiusura del cuore che impedisce allo stesso Signore di poterlo raggiungere con i suoi molteplici atti d’amore. Pentecoste, Domenica prossima, è momento propizio per riaprire il cuore alla venuta della presenza del Signore per riavviare l’azione del suo amore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti,
Cappellano Rettore
Ospedali di Rho e Passirana di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo Mt 9,14-15 di lunedì 25 maggio 2020, – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)
CANALE YouTube:
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Ascensione del Signore

Tempo di Pasqua
Ascensione del Signore
VII Domenica di Pasqua

Eccezionalmente, nella ripresa delle S. Messe con il popolo, viene riproposta la liturgia dell’Ascensione del Signore al cielo come momento pasquale, di ringraziamento e di preghiera in questo momento di Pandemia.

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi ». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto». Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio. ” (Lc 24,36b-53)

“Saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati” grazie alla venuta del nostro Signore Gesù Cristo che oggi ascende al cielo.
Questa solennità dà un impulso alla evangelizzazione, a quell’annuncio di salvezza che può e dev’essere ancora oggi diffuso. Un annuncio di vera speranza che dovrebbe cambiare la direzione di ogni cuore, non più legato esclusivamente alle cose della terra, ma anche rivolto al cielo.
La solennità dell’Ascensione al cielo del Signore Gesù Cristo dà questo impulso, l’alzare lo sguardo per contemplare le cose del cielo, quelle che sono invisibili e credute nella fede.
Pur rimanendo con lo sguardo attento alle cose terrene, vi è quella speranza e consolazione nella contemplazione delle cose del cielo che piano piano acquisiscono sempre più attenzione importanza.
La conversione prende il suo cammino in quella via che diventa misericordia di Dio e il prendere coscienza dell’essere stati molto perdonati dal Signore.
Il Signore Gesù ascende al cielo, ognuno può alzare lo sguardo e accorgersi del cielo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti,
Cappellano Rettore
Ospedali di Rho e Passirana di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 24,36b-53 di Domenica 24 maggio 2020, – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)
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Sabato dopo l’Ascensione

Tempo di Pasqua
Memoria facoltativa di San Beda il venerabile, vescovo e dottore della Chiesa

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».” (Gv 15,1-8)

Se c’è una unione forte con il Signore è possibile portare molto frutto perché si riamane collegati spiritualmente con lui, si rimane in lui.
Questa cosa non è marginale ma fondamentale.
È possibile imparare molte cose della teologia, della bibbia ma se non si è con la fede nel Signore Gesù, tutto ciò potrebbe essere vano, potrebbe non portare alcun frutto e, alcune volte, essere addirittura contro producente creando dissapori e cose contro la fede. A volte la molta conoscenza senza il Signore Gesù può essere dannosa.
È importante coltivare la fede nel Signore, essere in contatto con lui attraverso quel rapporto personale e partecipare alle celebrazioni comunitarie da poco iniziate ancora comunque anche via mezzi elettronici. Questo garantisce un poco l’essere nel Signore, essere quei tralci che portano molto frutto.
Gesù aiutaci nella fede!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti,
Cappellano Rettore
Ospedali di Rho e Passirana di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 15,1-8 Venerdì 22 maggio 2020, – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)
CANALE YouTube:
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Venerdì dopo l’Ascensione

Tempo di Pasqua
Memoria facoltativa di S. Rita da Cascia, religiosa

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate. Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il principe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco».” (Gv 14,27-31a)

Ai discepoli del Signore Gesù è chiesto di lasciarlo andare via. C’è una separazione che non dovrebbe portare a turbamento perché Gesù va presso il Padre con la promessa: “Vado e tornerò da voi”.
Ma il distacco dal Signore è doloroso e non compreso dai discepoli che pensavano a una svolta vittoriosa con Gesù a capo di un nuovo Israele rinnovato, sovrano e in pace.
Gesù chiede la pazienza ai suoi discepoli, avranno la possibilità di capire e comprendere tutto dopo la sua Risurrezione.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti,
Cappellano Rettore
Ospedali di Rho e Passirana di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 14, 27-31a Venerdì 22 maggio 2020, – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)
CANALE YouTube:
https://www.youtube.com/channel/UCGG_hovKQMY2R8bgYppfUTw/