Mercoledì della settimana della IX domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo la Pentecoste
Mercoledì 5 agosto
Dedicazione della basilica romana di Santa Maria Maggiore

.

Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù aggiunse: «Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».” (Lc 11,9-13)

Chiedere, cercare e bussare.
Sembra un invito a essere persone attive, che non si siedano e non abbaino più la volontà di cercare perché cercando si trova lo stupore che il Signore vuole regalare, chiedendo si trovano risposte inaspettate che possono cambiare la vita e bussando si possono aprire delle porte che sembravano invalicabili.
Chiedo, cerco e busso. È la certezza di non essere autosufficienti ma bisognosi d’aiuto per essere felici.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 11,9-13 di Mercoledì 5 agosto 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della IX domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo la Pentecoste
Martedì 4 agosto
San Giovanni Maria Vianney

.

Lettura del Vangelo e commento

.

L’audio della Messa.

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”, e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono».” (Lc 11,5-8)

C’è il Signore Dio che è in ascolto e non può ignorare quella preghiera che si innalza insistentemente e costantemente ogni giorno. Lo stupore della preghiera è che è ascoltata, non è mai ignorata e quel modo di dire: “il Signore è troppo impegnato e non ascolta la mia preghiera!” è forse perché o non sa ha la perseveranza e si chiede senza amore. La preghiera il Signore l’ascolta e supera sempre l’egoismo che spesso è presente e ne impedisce la realizzazione.
Una preghiera fatta con amore, umiltà, senza interessi personali, senza alcuna traccia di egoismo e in assenza da colpe gravi è già una buona impostazione perché possa essere esaudita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 11,5-8 di Martedì 4 agosto 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della IX domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo la Pentecoste
Lunedì 3 agosto
San Pietro Giuliano Eymard

.

Lettura del Vangelo e commento

.

L’audio della Messa.

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdona a noi i nostri peccati, anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore, e non abbandonarci alla tentazione».” (Lc 11,1-4)

“Non abbandonarci alla tentazione”.
Dio Padre nella tua misericordia soccorri questa umanità, tutte le persone che si sono perse nelle tentazioni perdendo la libertà diventando schiave del peccato.
“Non abbandonarci alla tentazione”.
Nella tentazione guarda i tuoi figli diventati nel battesimo, intervieni, dona quella luce sulla tenebra del peccato che si vuole comporre.
“Non abbandonarci alla tentazione”.
Sii Padre nostro che sgrida i figli per amore, per una via che possa essere di perdono, luce, verso la gioia e la felicità.
“Non abbandonarci alla tentazione”.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 11,1-4 di Lunedì 3 agosto 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

IX Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo la Pentecoste
Domenica 2 agosto

.

Lettura del Vangelo e commento

.

Audio Messa del giorno.

.

L’audio della Messa vigiliare della Domenica.

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola. Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati». Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo? ». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua». Quello si alzò e subito presa la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».” (Mc 2,1-12)

La guarigione di una persona immobilizzata su una barella perché paralitica provoca una scandalo per alcuni scribi.
Questo miracolo ha una grande portanza per la modalità di guarigione che è istantanea compresa la riabilitazione del ex paralitico che prende addirittura la sua barella e se ne va via a piedi.
Inoltre c’è un grande messaggio del Signore che dimostra il suo potere di perdonare i peccati e quindi di togliere la persona dalla paralisi indotta dagli stessi. Il peccato paralizza, illude libertà nel farlo ma la toglie, si diventa schiavi senza più la possibilità di scegliere liberamente. Gesù ha il potere di ridonare la libertà persa a causa del peccato.
Misericordia Signore, perdona, guarisci, sana le ferite.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Marco 2,1-12 di Domenica 2 agosto 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della VIII domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo la Pentecoste
Sabato 1° agosto
Sant’Alfonso Maria de’ Liguori

.

Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Dovunque sia il cadavere, lì si raduneranno gli avvoltoi. “Subito dopo la tribolazione di quei giorni, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno sconvolte”. Allora comparirà in cielo il segno del Figlio dell’uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno “il Figlio dell’uomo venire sulle nubi del cielo” con grande potenza e gloria. Egli manderà i suoi angeli, con una grande tromba, ed essi raduneranno i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all’altro dei cieli. Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete tutte queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte».” (Mt 24,27-33)

Nella fede cristiana c’è la fine del mondo, la fine dei tempi. A nessuno è dato di sapere neanche a grandi linee quando questo avverrà. Spesso capita che alcune persone autorevoli anche consacrate come sacerdoti, affermino che questo tempo è vicino. Si fanno trasportare dai segni dei tempi che indicano una sofferenza dell’umanità ma che questo indichi una prossimità della fine del mondo è piuttosto debole e va anche contro la nostra fede comune per cui nessuno è dato di conoscere ciò.
Ma abbiamo una indicazione sulla modalità:
«Come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo»
La fine dei tempi con la venuta del nostro Signore Gesù Cristo sarà evidente per tutta l’umanità.
Signore aiutaci a essere umili servitori del Vangelo e a porta nel mondo la Speranza di Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 24,27-33 di Sabato 1° agosto 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della VIII domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo la Pentecoste
Venerdì 31 luglio
S. Ignazio di Loyola

.

Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Mentre erano in cammino, il Signore Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».” (Lc 10,38-42)

Marta è concentrata a ospitare Gesù ma solo umanamente. Vuole che tutto sia pronto e che Gesù sia a suo agio ma in questo dimentica chi è Gesù. Gesù è venuto per servire e dona in continuità la sua parola e così anche in questa occasione. Maria, la sorella di Marta, lo ascolta mentre Marta presa dalle mille cose ne è distolta.
Quante volte accade che presi da tante cose da fare si metta da parte la cosa importante, l’edificazione della propria persona, l’ascolto della Parola di Dio, il riservare come momento importante la relazione con il Signore, ogni giorno. Riservare come la cosa da fare e non come una delle tante cose da fare, è la relazione con il Signore per vivere bene anche tutte le altre cose da fare.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 10,38-42 di Venerdì 31 luglio 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della VIII domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo la Pentecoste
Giovedì 30 luglio
San Pietro Crisologo

.

Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova il Signore Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai». Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti? ». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».” (Lc 10,25-37)

La risposta del Signore Gesù al dottore della legge riguardo alla possibilità della vita eterna sono i comandamenti dell’amore:
«Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso»
Ma chi è il prossimo? La risposta di Gesù è qualsiasi persona. L’attenzione di non lasciare una persona in difficoltà qualsiasi essa sia, è amore verso il prossimo. Un gesto di compassione verso un bisognoso è sempre ben accetto dal Signore come un atto di carità. Ma con una cautela: non bisogna mai agire in contrasto con la persona bisognosa Se essa è in una situazione di estremo bisogno e non vuole essere aiutata, si rispetta la sua decisione, tranne in un evidente pericolo di vita o di estrema confusione.
Signore, aiutaci a vivere i comandamenti dell’amore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 10,25-37 di Giovedì 30 luglio 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della VIII domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo la Pentecoste
Mercoledì 29 luglio
Santa Marta

.

Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli». In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo». E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».” (Lc 10,17-24)

”Rrallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli”.
Il fine di una vita spesa bene è ilo regno dei cieli. Se le cose vanno bene, e me lo auguro per ognuno, non ci si dovrebbe rallegrare solamente per queste cose ma essere persone che ringraziano della temporaneità del periodo buono che si sta percorrendo.
Una persona che si rallegra solo per le cose che vanno bene con uno sguardo che non si alza affatto verso un minimo ringraziamento verso Dio è molto differente da una persona che ringrazia innanzi a tutto per i benefici che sta vivendo.
La prima non ha in mente il fine della vita che è nel regno dei cieli e che qui si vive solo una temporaneità, la seconda ha in mente bene che il fine è la vita eterna!
Forse le persone che ringraziano vivono già da adesso molto meglio rispetto a quelle che non lo fanno.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 10,17-24 di Mercoledì 29 luglio 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della VIII domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo la Pentecoste
Martedì 28 luglio
Santi Nazàro e Celso, martiri

.

Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù parlava ai settantadue discepoli e disse: «Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidone fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, nel giudizio, Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato».” (Lc 10,13-16)

Un annuncio di redenzione si era diffuso per tutta la regione dove erano le città di Corazìn, Betsàida, Cafàrnao. Ma molti si fermavano solo sui segni che Gesù e i suoi discepoli compivano. La guarigioni di malati per costoro non indicavano affatto che vi era qualche cosa di più grande cui dare attenzione: il messaggio di salvezza di Gesù, l’invito alla conversione per cambiare lo stile di vita verso l’amore. Per costoro Gesù risolveva il grande problema della malattia ma non andavano oltre.
La guarigione portata da Gesù è quella universale, disponibile a tutti coloro che vogliono aderirvi ed è fatta di conversione, cambiamento di vita verso il bene per avere la possibilità della vita eterna.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 10,13-16 di Martedì 28 luglio 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della VIII domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo la Pentecoste
Lunedì 27 luglio

.

Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai settantadue discepoli: «Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città». ” (Lc 10,8-12)

I discepoli entrano nelle città per annunciare la novità della salvezza portata da Gesù. Dove sono accettati sono accompagnati dall’azione viva del Signore con guarigioni di persone affette da malattie.
Dove non sono accettati non devono fare alcuna azione contro quelle persone, Evidenziano solo quello che sta accadendo attorno a loro, nelle città vicine, per cui anche la polvere che si attacca ai piedi ne è testimone. Ma il regno di Dio è vicino anche per costoro. Basta quel ripensamento che ridona vita nel cuore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 10,8-12 di Lunedì 27 luglio 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)