SANTA FAMIGLIA DI GESÙ, MARIA E GIUSEPPE – Festa del Signore

NOTA: L’audio della Messa viene rimosso dopo una settimana.

IL VANGELO DI DOMENICA 27 GENNAIO:

In quel tempo. Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino». Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».” (Mt 1,19-23)

Santa Famiglia: una famiglia che eccelle per le virtù eroicamente portate avanti da tutti i suoi componenti.
Giuseppe, il quale ebbe il compito di essere il protettore della Santa Famiglia nei primi anni della vita di Gesù. Giuseppe non si tirò indietro dal suo compito accogliendo ogni volta l’indicazione divina. Uomo integro con un notevole senso del sacrificio per donare quanto più possibile della sua persona alla Famiglia.
Maria, la Madre di Dio, donna del silenzio, accettò di essere guidata da Giuseppe per il bene di tutta la Famiglia perché si realizzasse la promessa di Dio nel suo Cristo.
Gesù, stette sottomesso ai suoi genitori per compiere il disegno di Dio in una crescita della persona come qualsiasi bambino, ragazzo da educare ma nel contempo vivendo la sua divinità.
Santa Famiglia non privilegiata: la nascita di Gesù in una grotta, la presentazione al tempio con quell’annuncio di una futura sofferenza della Madonna, la fuga in Egitto, il ritorno a Nazareth, la perdita per tre giorni del figlio e poi il suo ritrovamento al Tempio.
Quando c’è la presenza di Dio nelle coscienze di ogni componente della famiglia, è possibile vivere e superare le tribolazioni che colpiscono e sconvolgono l’andamento della vita familiare.

don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI

(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 1,19-23 di Domenica 27 gennaio 2019 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

NOTA: L’audio della Messa viene rimosso dopo una settimana.

IL VANGELO DI SABATO 26 GENNAIO:

In quel tempo. Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, il Signore Gesù diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì.
Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento».” (Mt 10,1-10)

Il regno dei cieli è vicino. E’ vicino quando riesco a essere accogliente, riesco ad ascoltare veramente la persona che mi sta parlando. Il regno dei cieli diventa vicino, accanto a entrambe le persone, si sta cercando di capirsi e migliorarsi.
E’ vicino quando tolgo l’indifferenza e mi importa nel cuore delle situazioni di disagio, sofferenza, esclusione.
E’ vicino quando il cuore si è convertito e vuole veramente il bene delle altre persone, non è una pitturata di una facciata che nasconde l’egoismo.
Il regno del cieli è vicino quando, dopo uno sbaglio di una persona, mi domando che cosa posso fare per lei senza condannarla.
Il regno dei cieli è vicino ogniqualvolta si tenta di vivere l’amore senza nulla in cambio.

don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI

(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 10,1-10 di sabato 26 gennaio 2019 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

CONVERSIONE DI S. PAOLO, APOSTOLO – FESTA

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IL VANGELO DI VENERDÌ 25 GENNAIO:

In quel tempo. Pietro disse al Signore Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna».” (Mt 19,27-29)

San Paolo fu raggiunto da una azione forte del Signore affinché si fermasse e riflettesse su quello che stava compiendo: la persecuzione dei cristiani approvando l’uccisione di alcuni di essi. La violenza come mezzo per risolvere questioni è radicalmente sbagliata, non fa altro che creare rivendicazioni, rancori, vendette e ancora uccisioni.
San Paolo si fermò. Riflesse su sul compiuto. Riflesse su quella improvvisa apparizione del Signore Gesù nella sua vita che lui stesso stava perseguitando.
Ed ecco la sua conversione profonda, entusiasmante, forte.
Una conversione che dovrebbe essere speranza di tutti gli uomini, anche e sopratutto quelli più lontani che si giudicano assolutamente non degni. Nulla è impossibile all’azione del Signore, anche le persone che sono le più lontane, con valori esclusivamente mondani (gloria, potere, denaro, possesso di cose e persone a qualsiasi costo), hanno la possibilità di abbracciare la misericordia del Signore Gesù, scoprire la gioia e la speranza della vita eterna.

don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI

(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 19,27-29 di venerdì 25 gennaio 2019 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

 

Giovedì della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

NOTA: L’audio della Messa viene rimosso dopo una settimana.

IL VANGELO DI GIOVEDÌ 24 GENNAIO:

In quel tempo. Il Signore Gesù cominciò a insegnare lungo il mare. Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva. Insegnava loro molte cose con parabole e diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate. Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; e subito germogliò perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde tra i rovi, e i rovi crebbero, la soffocarono e non diede frutto. Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno». E diceva: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!». / Quando poi furono da soli, quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli diceva loro: «A voi è stato dato il mistero del regno di Dio; per quelli che sono fuori invece tutto avviene in parabole, affinché / guardino, sì, ma non vedano, / ascoltino, sì, ma non comprendano, / perché non si convertano e venga loro perdonato». / E disse loro: «Non capite questa parabola, e come potrete comprendere tutte le parabole? Il seminatore semina la Parola. Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola, ma, quando l’ascoltano, subito viene Satana e porta via la Parola seminata in loro. Quelli seminati sul terreno sassoso sono coloro che, quando ascoltano la Parola, subito l’accolgono con gioia, ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della Parola, subito vengono meno. Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi sono coloro che hanno ascoltato la Parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e la seduzione della ricchezza e tutte le altre passioni, soffocano la Parola e questa rimane senza frutto. Altri ancora sono quelli seminati sul terreno buono: sono coloro che ascoltano la Parola, l’accolgono e portano frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno».” (Mc 4,1-20)

Ascoltate. L’appello di Gesù verso la folla perché ascolti veramente non solo per curiosità ma per capire, per imparare. Ascoltate. La parabola del seminatore dice quell’abbondanza della Parola del Signore che viene proposta ad ogni persona. C’è chi è distratto, chi si arrende nei problemi della vita, chi accetta la seduzione del mondo. Ma coloro che l’accolgono e la vivono veramente scoprono la novità di una vita che può essere vissuta in profondità scoprendo il significato dell’amore.

don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI

(Spunto dal Vangelo secondo Marco 4,1-20 di giovedì 24 gennaio 2019 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

NOTA: L’audio della Messa viene rimosso dopo una settimana.

IL VANGELO DI MERCOLEDÌ 23 GENNAIO:

In quel tempo. Giunsero la madre e i fratelli del Signore Gesù e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».” (Mc 3,31-35)

C’è la possibilità di essere uniti, concordi quando c’è la cosa importante condivisa: Gesù. Allora se pur nelle diversità di ognuno con caratteri, capacità, età molto diverse, vi è la stessa volontà di realizzare la vita sotto la luce del Signore. Con questo fermo desiderio sfocia la solidarietà gli uni gli altri, la capacità della concordia e dell’armonia fra persone molto differenti.

don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI

(Spunto dal Vangelo secondo Marco 3,31-35 di mercoledì 23 gennaio 2019 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

NOTA: L’audio della Messa viene rimosso dopo una settimana.

IL VANGELO DI MARTEDÌ 22 GENNAIO:

In quel tempo. Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni». Ma il Signore Gesù li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».” (Mc 3,22-30)

Distruggere il proprio regno di cattiveria per fingere di essere buoni è come distruggere se stessi. Certo, su può far finta di odiare il male e di respingere ogni cattiveria ma se nella realtà delle cose vi è un reale allontanamento del male, allora lì non c’è il male ma un tentativo di bene.
L’accusa fatta a Gesù non stava in piedi: c’è come una “regola” dell’esistenza. Se si fa il bene con perseveranza e nel tempo cacciando via il male allora si è in presenza di una persona buona. Se si fa il male con insistenza e nel tempo, allora si è in presenza di una persona che è caduta nel male. Dai fatti, dai frutti si capiscono le persone e per questo è necessario del tempo. Quello che sembra bello a volte può essere una trappola diabolica e quello che sembra brutto a volte può essere la salvezza.
Gesù con perseveranza e nel tempo compì solo il bene portando salvezza e speranza.

don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI

(Spunto dal Vangelo secondo Marco 3,22-30 di martedì 22 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

NOTA: L’audio della Messa viene rimosso dopo una settimana.

IL VANGELO DI LUNEDÌ 21 GENNAIO:

“In quel tempo. Il Signore Gesù con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall’Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidone, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui. Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo. Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.” (Mc 3,7-12)

Gesù si ritirò con i suoi discepoli, c’era il desiderio di appartarsi un poco per riprendere energia. Ma una grande folla andò dal Signore Gesù. C’era una sete del divino, di speranza e di salvezza. Anche oggi c’è questa sete spesso soffocata da tante cose, attività e dalla incalzante e imponente proposta mediatica. Ma la sete del divino, dell’alterità rimane nell’anima dell’uomo. Questa non può essere soffocata e può riaffiorare quando c’è quell’incontro, magari così inaspettato, attraverso un’altra persona o attraverso un evento, con il Signore Gesù. C’è il ritorno nella propria vita del senso, dell’importanza di Gesù.

don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI

(Spunto dal Vangelo secondo Marco di lunedì 21 gennaio 2019 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

II DOMENICA DOPO L’EPIFANIA

NOTA: L’audio della Messa viene rimosso dopo una settimana.

IL VANGELO DI DOMENICA 20 GENNAIO:
“In quel tempo. Vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora». Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.” (Gv 2,1-11)

L’invito alla gioia. Gesù manifestò la sua gloria nel far continuare la festa di nozze donando il vino buono. La manifestazione di Gesù è invito alla gioia, è la sua presenza nella giornata di ognuno, perché credere nel Signore Gesù, credere al Vangelo non è mortificante ma vivificante. Apre a una nuova strada non di tristezza ma di salvezza della propria anima.

don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedale di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 2,1-11 di Domenica 20 gennaio 2019 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della I Domenica dopo l’Epifania

NOTA: L’audio della Messa viene rimosso dopo una settimana.

IL VANGELO DI SABATO 19 GENNAIO:

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «La Legge e i Profeti fino a Giovanni: da allora in poi viene annunciato il regno di Dio e ognuno si sforza di entrarvi. È più facile che passino il cielo e la terra, anziché cada un solo trattino della Legge»” (Lc 16,16-17)

Giovanni il Battista rappresenta un punto si svolta della storia della salvezza. Fino a Giovanni vi fu il tentativo della Legge con le sue numerose norme per far camminare l’uomo sulla via della pace, dell’amore, della carità. I Profeti diedero supporto affinché fossero intraprese delle correzioni sui numerosi sbandamenti. Ma tutto ciò non ebbe il risultato di un sincero rapporto fra l’uomo e il suo Creatore.
La svolta. La venuta del nostro Signore Gesù Cristo è la svolta importante e non consiste nel smantellare il passato, cioè togliere la Legge, ma dare ad essa il compimento con l’offerta totale d’amore di Dio che si è fatto uomo.

don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedale di Rho, MI

(Spunto dal Vangelo secondo Luca 16,16-17 di sabato 19 gennaio 2019 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

CATTEDRA DI SAN PIETRO APOSTOLO – FESTA

NOTA: L’audio della Messa viene rimosso dopo una settimana.

IL VANGELO DI VENERDÌ 18 GENNAIO:

In quel tempo. Il Signore Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».” (Mt 16,13-19)

“Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. Una frase detta da Simon Pietro, ispirata dallo Spirito di Dio, è l’identità di Gesù, il Messia atteso da Israele, atteso dalle genti. Gesù sceglie Pietro come la persona che dovrà vigilare sulla sua Chiesa e gli viene concesso potere spirituale, la modalità dell’accesso al regno dei cieli e la facoltà di portare il perdono di Dio a quanti con sincerità si pentono dei loro peccati.
La Chiesa tutt’oggi dice, vive e emana la misericordia di Dio.

don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedale di Rho, MI

(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 16,13-19 di venerdì 18 gennaio 2019 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)