Lunedì della settimana della penultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Lunedì 24 Febbraio 2025

“In quel tempo. Si avvicinarono al Signore Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».” (Mc 10,35-45)

Giacomo e Giovanni chiedono a Gesù un privilegio rispetto agli altri dieci Apostoli. Forse perché Giovanni sapeva di essere il prediletto da Gesù e Giacomo suo fratello. Per questo confidavano in una risposta positiva di Gesù. Ma Il Signore Gesù non agisce secondo preferenze personali ma secondo la missione per cui è stato inviato.
Prende questo episodio come una occasione per istruire i suoi discepoli riguardo il servizio. Chi vuole essere veramente grande deve diventare un ottimo servitore di tutti.
«chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore»
Nel servizio c’è fatica e nel contempo gioia poiché è più bello donare che ricevere.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 10,35-45 – Lunedì 24 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Penultima Domenica dopo l’Epifania

della Divina Clemenza
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Domenica 23 Febbraio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre stava a tavola in casa di lui, anche molti pubblicani e peccatori erano a tavola con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Perché mangia e beve insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».” (Mc 2,13-17)

Gesù chiama Levi, probabilmente è il secondo nome di Matteo l’apostolo. È un pubblicano e esattore delle imposte, una figura non certo onesta visto che lavorava per conto dei romani e gli esattori trattenevano per sé una parte delle imposte.
Matteo non ha dubbi sembra che aspettasse questo gesto di misericordia e perdono di Gesù nei suoi confronti e si alza senza alcun indugio abbandonando l’ufficio di esattore. Matteo ha trovato una via di vita rinnovata seguendo Gesù.
In questa Domenica della divina Clemenza siamo chiamati a guardare con speranza il nostro Signore che vuole perdonare, punire con mitezza, essere indulgente, benigno nell’accogliere le preghiere, appunto la divina Clemenza. È la prima delle tre Messe in Rito ambrosiano dedicate alla misericordia di Dio, la Domenica della divina Clemenza, la prossima Domenica del Perdono e infine la Domenica successiva alla Pasqua della divina Misericordia.
Quando sembra che non vi sia più una via di uscita, dove non è possibile umanamente alcuna clemenza, perdono, misericordia, questo è invece possibile sempre a Dio. Non scoraggiamoci mai anche se c’è una vita dietro le spalle molto disordinata ed egoistica. C’è la via dell’amore di Dio che viene incontro quando si riesce a prendere coscienza del molto disamore vissuto. Ed ecco che si affaccia la Clemenza, il Perdono, la Misericordia. La speranza si riaccende.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 2,13-17 – Domenica 23 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della VI Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Sabato 22 Febbraio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».” (Gv 14,1-6)

Via verità e Vita. Se si crede nel Signore Gesù non dovrebbe essere turbato il cuore. La fede in Gesù è la speranza di una vita che non finisce con la prospettiva di una profondità di pace e gioia nell’eternità.
«Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me.»
Via, verità e vita è il Signore Gesù, è una persona che vuole la nostra felicità e comunica la sua totalità nell’essere quell’unica direzione vera perché si compia nella pienezza la propria esistenza.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 14,1-6 – Sabato 22 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della VI Domenica dopo l’Epifania

san Pier Damiani, vescovo e dottore della Chiesa
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Venerdì 21 Febbraio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue. Ognuno infatti sarà salato con il fuoco. Buona cosa è il sale; ma se il sale diventa insipido, con che cosa gli darete sapore? Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri».” (Mc 9,42-50)

Nel vangelo i piccoli che credono in Gesù sono coloro che da poco si sono affacciati alla fede nella scoperta del Signore Gesù. Non sono i bambini ma persone che da poco tempo stanno scoprendo la gioia di un uovo annuncio di speranza. In questa fase se qualche d’uno scandalizza queste persone perché si comporta in maniera sbagliata pur essendo un discepolo di Gesù, è molto probabile che queste persone si allontanino e cerchino altre strade spesso non buone.
Un testimone di Gesù dev’essere sempre vigile nei confronti di chi ha iniziato da poco o è da poco ritornato alla fede. Gentilezza, ascolto, comprensione e non esclusione o comportamenti cattivi che farebbero fuggire via con un grave danno.
L’Anno giubilare della Speranza è anche motivo di conversione e testimonianza con un buon comportamento di accoglienza e gentilezza.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 9,42-50 – Venerdì 21 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della VI Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Giovedì 20 Febbraio 2025

”In quel tempo. Giovanni disse al Signore Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi.
Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa»..” (Mc 9,38-41)

Una persona che non seguiva Gesù con i suoi discepoli, in suo nome cacciava via il male da alcuna persone.
Per questa ragione i discepoli volevano impedirglielo.
Ma chi agisce nel nome di Gesù almeno in quel momento non è contro il Signore ma ne è testimone.
Oggi abbiamo bisogno di quel bicchiere d’acqua che disseta la sete della Parola, della speranza, della fede. C’è bisogno del Signore Gesù, c’è bisogno di riavviare la speranza in quest’Anno giubilare.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 9,33-37 – Giovedì 20 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della VI Domenica dopo l’Epifania

san Turibio da Mogrovejo, vescovo
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Mercoledì 19 Febbraio 2025

”In quel tempo. Il Signore Gesù e i discepoli giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti». E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».” (Mc 9,33-37)

Chi è il più grande? I discepoli discutevano fra loro chi fosse probabilmente il capo, colui che avrebbe dovuto essere meritevole di obbedienza e rispetto dagli altri.
Ma il più grande nella Chiesa di Gesù è colui che è a servizio di tutti.
«Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti»
La bellezza di questa affermazione di Gesù accade quando una persona ha in sé quell’umiltà ed è naturalmente a servizio di tutti perché vuole il bene di tutti.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 9,33-37 – Mercoledì 19 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della VI Domenica dopo l’Epifania

san Patrizio, vescovo
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Martedì 18 Febbraio 2025

”In quel tempo. Il Signore Gesù con Pietro, Giacomo e Giovanni, arrivando presso i discepoli, videro attorno a loro molta folla e alcuni scribi che discutevano con loro. E subito tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo. Ed egli li interrogò: «Di che cosa discutete con loro?». E dalla folla uno gli rispose: «Maestro, ho portato da te mio figlio, che ha uno spirito muto. Dovunque lo afferri, lo getta a terra ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti». Egli allora disse loro: «O generazione incredula! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me». E glielo portarono. Alla vista di Gesù, subito lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava schiumando. Gesù interrogò il padre: «Da quanto tempo gli accade questo? ». Ed egli rispose: «Dall’infanzia; anzi, spesso lo ha buttato anche nel fuoco e nell’acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci». Gesù gli disse: «Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede». Il padre del fanciullo rispose subito ad alta voce: «Credo; aiuta la mia incredulità!». Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito impuro dicendogli: «Spirito muto e sordo, io ti ordino, esci da lui e non vi rientrare più». Gridando e scuotendolo fortemente, uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: «È morto». Ma Gesù lo prese per mano, lo fece alzare ed egli stette in piedi.
Entrato in casa, i suoi discepoli gli domandavano in privato: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli disse loro: «Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera».” (Mc 9,14-29)

Gesù affronta un caso difficile, un figlio muto in balia di una forza maligna. Gesù agisce, guarisce e ridona la vita attraverso la liberazione dal male. Perché questo possa accadere vi dev’essere la fede, la ricerca della fede dal parte del padre che chiede aiuto a Gesù:«Credo; aiuta la mia incredulità!»
L’anno giubilare della Speranza è occasione di rilanciare la fede, di far ritornare nei cuori la fiducia nel Signore Gesù per essere guariti nel profondo dell’anima.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 9,14-29 – Martedì 18 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della VI Domenica dopo l’Epifania

santi Sette fondatori dell’ordine della B.V. Maria
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Lunedì 17 Febbraio 2025

”In quel tempo. Il Signore Gesù cominciò a insegnare ai discepoli che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».” (Mc 8,31-33)

Gesù confida per la prima volta ai suoi discepoli riguardo la sua passione che avrebbe vissuto. Pietro lo rimprovera. Non vuole che Gesù si sacrifichi ma che si imponga per liberare Israele da ogni male. Tuttavia questa prospettiva è molto umana e non avrebbe rispettato la libertà di ogni uomo. Il Signore vuole essere scelto liberamente e la via fu quella di offrire se stesso per la salvezza dell’uomo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Mc 8,31-33 – Lunedì 17 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

VI Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Domenica 16 Febbraio 2025

”In quel tempo. Lungo il cammino verso Gerusalemme, il Signore Gesù attraversava la Samaria e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».” (Lc 17,11-19)

Gesù accoglie l’appello dei dieci lebbrosi che a distanza come prescrive la Legge chiedono di essere guariti. Lo chiedono così: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!»
Gesù esprime immediatamente e intensamente la sua solidarietà nei confronti dei lebbrosi e senza alcun dubbio gli invia per presentarsi davanti ai sacerdoti.
Infatti la Legge prescriveva che chi è purificato dalla malattia di presentarsi da un sacerdote per verificare la guarigione e riammetterlo nella comunità.
Tutti sono guariti. Però solo un straniero inviso agli ebrei, un samaritano, ritorna per ringraziare. Solo quest’ultimo è veramente liberato dal male, oltre la guarigione del corpo è liberato anche nell’anima in una rinnovata comunione con il Signore Gesù, Nulla di più grande poteva accadere a questo samaritano in una vita rinnovata dove può vivere la sua esistenza in modo pieno.
«Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 17,11-19– Domenica 16 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della V Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Sabato 15 Febbraio 2025

”In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».” (Gv 16,13-15)

Lo Spirito della verità, è Colui che riattiverà la memoria dei discepoli di Gesù perché possano testimoniare il vissuto con Lui. Non sarà un ricordo condizionato dalle convinzioni o dei pensieri di ognuno, sarà una vera memoria a tal punto che alcuni scriveranno dei racconti ben ordinati che si chiamano Vangeli.
In questo modo il Signore ci vuole regalare la via della gioia, quella vera perché c’è Dio con noi, in noi, che vuole il nostro bene.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 16,13-15– Sabato 15 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)