Mercoledì della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Mercoledì 22 Gennaio 2025

“In quel tempo. Giunsero la madre e i fratelli del Signore Gesù e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».” (Mc 3,31-35)

La Madonna assieme con i conoscenti di Gesù sono preoccupati perché Gesù è circondato da una folla e temono probabilmente per la sua salute, per il suo riposo e altro ancora.
Ma Gesù vuole sottolineare la cosa importante che è la sua missione, il motivo per cui è giunto fra le sue creature su questa terra. Madre, fratelli e sorelle sono la folla, dice:
«Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 3,31-35 – Mercoledì 22 Gennaio 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

sant’Agnese, martire
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Martedì 21 Gennaio 2025

“In quel tempo. Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni». Ma il Signore Gesù li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».” (Mc 3,22-30)

Gli scribi accusavano Gesù di essere partecipe e promotore del male. Gesù faceva molti segni ed ognuno di essi era solo di bene e ognuno di essi cacciava via il male. Come può dunque il male fare del bene cacciando via se stesso?
«Come può Satana scacciare Satana?»
Solo persone cieche che ignoravano in modo completo quello che faceva Gesù avrebbero potuto credere che avesse a che fare con il male.
Ma è arrivato il bene, l’amore in persona che vuole salvare la sua creazione: Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 3,22-30 – Martedì 21 Gennaio 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

san Sebastiano, martire
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Lunedì 20 Gennaio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall’Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidone, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui. Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo. Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.” (Mc 3,7-12)

«Tu sei il Figlio di Dio!»Gesù e i suoi discepoli si ritirano in disparte ma molti capiscono a da varie regioni vanno da lui. Gesù è attorniato dalla folla da persone che hanno bisogno di guarigione, quella dello spirito. La ricerca dell’uomo è sempre nel senso della sua esistenza e la figura di Gesù è capace di trasmettere una viva speranza di un forte motivo dell’esistenza. Si tratta di una grande ricerca di guarigione da parte dell’uomo.
Se Cristo è in mezzo alla sua creazione l’uomo non deve più disperare ma sperare.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 3,7-12 – Lunedì 20 Gennaio 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

II Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Domenica 19 Gennaio 2025

“In quel tempo. Vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».
Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.” (Gv 2,1-11)

Oltre al bambino avvolto in fasce e visitato dai Magi, oltre al Battesimo di Gesù nel fiume Giordano, un’altra manifestazione del Signore Gesù, una epifania, è nel segno, nel miracolo, alle nozze di Cana di Galilea. Gesù, discepoli e Maria sono alla nozze, è festa, c’è la gioia dei presenti per lo sposo e la sposa una speranza di un futuro per tutta la comunità. Ma la festa ha un problema, manca il vino.
Maria se ne accorge e informa subito Gesù che sembra non abbia alcun desiderio di agire per far proseguire la festa.
«Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora».
La risposta sembra sgarbata ma non lo è, è una resistenza di Gesù nei confronti di sua mamma che sa come farlo manifestare ai suoi discepoli perché possano credere in lui, e dice ai servitori:
« Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
Gesù trasforma l’acqua in vino. Circa 500 litri di acqua diventa ottimo vino. Abbondanza e nel contempo qualità. Gesù vuole dare in abbondanza l’annuncio della salvezza disponibile ad ogni uomo e ad ogni donna, quell’acqua che serve per fare la purificazioni rituali dei giudei, diventa viva, diventa vino. Si passa da una legge rituale a una novità di vita con una nuova legge che completa quella antica. È la legge dell’amore, è uno sguardo più intenso verso il cuore dell’uomo che a sua volta è invitato a fare questo con il prossimo.
Ecco la speranza nel suo Anno giubilare. Una speranza che si apre con uno sguardo differente verso il prossimo, uno sguardo d’amore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 2,1-11 – Domenica 19 Gennaio 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Cattedra di san Pietro apostolo

Festa
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Sabato 18 Gennaio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».” (Mt 16,13-19)

«tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa»
La festa della Cattedra di san Pietro è la memoria della singolare missione affidata da Gesù a Pietro. Si tratta della missione di maestro e di pastore conferita da Cristo a Pietro, e in quella dei successori, principio e fondamento visibile dell’unità della Chiesa. Un compito importante di pieno servizio verso la Chiesa di Gesù. Il Papa ha questo gravissimo compito, quello di servire la Chiesa ed essere come servo di tutti. È una grande ed ampia azione di carità verso il popolo di Dio e non solo.
«tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa.»
Il male è sempre sconfitto dal bene, dall’amore anche se nell’immediatezza non sembra che sia così.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 16,13-19 – Sabato 18 Gennaio 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della I Domenica dopo l’Epifania

sant’Antonio, abate
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Venerdì 17 Gennaio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù uscì lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Avvenne che di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe. I farisei gli dicevano: «Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?». Ed egli rispose loro: «Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell’offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!». E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato».” (Mc 2,13-14.23-28)

Vi è il giorno del riposo, all’epoca di Gesù era il sabato e lo è ancora oggi per il popolo ebraico.
Il giorno del riposo dovrebbe essere sempre custodito dove è possibile dedicarsi a cose differenti come l’attenzione verso i propri cari, l’attenzione verso il Signore, il riprendersi.
Nel giorno del riposo vi sono alcune attività che non si dovrebbero fare ma la carità dovrebbe suggerire che vi sono sempre eccezioni. Nell’episodio i discepoli di Gesù facevano un lavoro, raccoglievano delle spighe da un campo di grano ma avevano fame. Non avrebbero dovuto fare questo lavoro ma non vi è condanna e vi è comprensione.
«Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato!»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 2,13-14.23-28 – Venerdì 17 Gennaio 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della I Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Giovedì 16 Gennaio 2025

“In quel tempo. Al mattino presto il Signore Gesù si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.
Venne da lui un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.” (Mc 1,35-45)

Il mattino presto Gesù si mette in preghiera. Probabilmente crea una perfetta comunione con Dio Padre per prendere le giuste decisioni.
Decide di andare via in altri luoghi, non rimane dove ha riscontrato un grande successo, continua la sua missione di predica, guarigione, Il beneficio donato dal Signore Gesù è tale che chi è guarito non riesce a non dirlo. Il lebbroso purificato dalla sua malattia proclama e divulga la sua guarigione nonostante che Gesù gli abbia chiesto il silenzio.
Quando una cosa è buona veramente non può essere nascosta.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 1,35-45 – Giovedì 16 Gennaio 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della I Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Mercoledì 15 Gennaio 2025

“In quel tempo. A Cafàrnao, il Signore Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea. E subito, usciti dalla sinagoga, andarono nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.” (Mc 1,21-34)

Marco descrive una giornata di Gesù nel giorno di sabato, giorno di riposo per l’ebreo.
Gesù dapprima insegna nella Sinagoga, si discosta molto dei consueti insegnamenti degli scribi e lo fa con autorevolezza. Gesù agisce, manda via il male da un uomo posseduto da uno spirito impuro. Gesù guarisce, libera da una malattia la suocera di Pietro perché possa tornare a servizio.
Gesù continua a guarire malati, indemoniati fino a sera.
Gesù ha il pieno dominio sul male e vuole che l’uomo impari a salvarsi.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 1,21-34 – Mercoledì 15 Gennaio 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della I Domenica dopo l’Epifania

Festa
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Martedì 14 Gennaio 2025

“In quel tempo. Dopo che Giovanni fu arrestato, il Signore Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo». Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui” (Mc 1,14-20)

Gesù inizia il suo ministero: “il tempo è compiuto”, il tempo dell’arrivo del Messia preannunciato dai profeti è compiuto. Il Messia è giunto ed è con il suo popolo Israele.
“il regno di Dio è vicino”, la vicinanza di Dio verso l’uomo si concretizza, è arrivato il momento della conversione.
Nell’Anno giubilare della Speranza sarebbe da mettere in pratica un desiderio di conversione, di diventare persone migliori che vogliono amare.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo marco 1,14-20 – Martedì 14 Gennaio 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Battesimo del Signore

Festa
Tempo di Natale
Rito Ambrosiano
Domenica 12 Gennaio 2025

“In quel tempo. Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».” (Lc 3,15-16.21-22)

Il Battesimo di Gesù è una manifestazione del Signore oltre quella già celebrata della festa dell’Epifania.
Gesù si fa battezzare da Giovanni il Battista ma non ne ha bisogno, vi è un altro scopo: la rivelazione della sua figliolanza con Dio. Una volta compiuto il battesimo si compiono due segni: la discesa dello Spirito Santo sopra Gesù e una voce fuori campo dal cielo che afferma l’essere figlio di Dio di Gesù.
«Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento»
Gesù vuole essere vicino alle persone e lo vuole fare anche con questo gesto, vicino ai peccatori, solidale con essi e lontano dai loro peccati, per questo manifesta la sua figliolanza con Dio in mezzo a loro e non in mezzo ai potenti che avrebbero creduto con molta difficoltà.
Il Battesimo di Giovanni il Battista era per il perdono dei peccati, l’acqua con cui battezzava le persone rappresentava questa forte decisione del battezzato, di lavare i peccati dedicandosi a una vita nuova lasciandoli alle sue spalle. Dunque un battesimo come un suggello a una decisione di conversione del cuore.
Giovanni il Battista stesso dice che il battesimo di Gesù avrà qualche cosa in più di fondamentale, afferma:
«Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco»
Oltre al perdono dei peccati il battezzato avrà il dono dello Spirito Santo, la presenza del Signore nel battezzato. Ogni cristiano ha questa presenza in sé. Lo Spirito Santo.
In quest’Anno giubilare lasciamo agire lo Spirito del Signore in ognuno di noi, diamo il permesso esclusivo allo Spirito Santo di essere efficace presenza e guida nella quotidianità.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 3,15-16.21-22 – Domenica 12 Gennaio 2025 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)