Lunedì della settimana della VI Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
B.V. Maria del Rosario
Rito ambrosiano
Lunedì 7 Ottobre 2024

“In quel tempo. Mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, il Signore Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».” (Lc 21,5-9)

Vi è una realtà di questo mondo che passerà, rimarranno alcuni reperti delle costruzioni dell’uomo ma tutto passerà. Dovremmo sempre arricchirci della cosa importante e non è denaro, possedimenti ma la buona relazione con le persone, la buona relazione con Dio. Questa è la vera ricchezza che supera qualsiasi bene terreno.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luce 21,5-9 – Lunedì 7 Ottobre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

VI Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito ambrosiano
Domenica 6 Ottobre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».” (Mt 20,1-16)

Una straordinaria gratuità di un Padrone proprietario di una vigna. Questo padrone contro tutte le ragionevoli regole umane, dispensa la paga di un giorno a tutti i lavoratori che ha chiamato, sia per quelli chiamati al mattino presto, sia per quelli chiamati al tardo pomeriggio i quali hanno lavorato un’ora soltanto.
Umanamente dà il giusto ai lavoratori del mattino e troppo a quelli del pomeriggio. Quindi per regolare la cosa da un punto di vista umano avrebbe dovuto dare molto di più del pattuito ai lavoratori del mattino.
Ma si tratta invece di una generosità inusuale che il Signore vuole donare alle sue creature. C’è chi fin dall’infanzia tenta di seguire le regole d’amore della religione cristiana e c’è chi si accorge della bellezza del cristianesimo aderendovi dopo una vita magari dissoluta e egoistica. Entrambi avranno la ricompensa del regno dei cieli, della beatitudine.
C’è più gioia di un peccatore convertito che di novantanove giusti.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 20,1-16 – Domenica 6 Ottobre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della V Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Santa Faustina Kowalska
Rito ambrosiano
Sabato 5 Ottobre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».” (Gv 15,12-17)

«Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi.»
Come Gesù ha amato noi? Usando tutta la sua infinita e divina potenza unicamente a favore dell’uomo e mai contro l’uomo. Chi mai in possesso di una infinita potenza non la avrebbe usata magari solo per annichilire o azzittire un avversario? Non Gesù.
Gesù faceva e tutt’oggi fa solo miracoli, dei segni, a favore dell’uomo come le guarigioni da malattie e liberazioni dal male. Ecco la forma eccelsa d’amore che è lo stesso Signore Gesù. Se solo riuscissimo a imitarlo un poco questo mondo sarebbe molto diverso e libero da molte guerre.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 15,12-17 – Sabato 5 Ottobre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

San Francesco d’Assisi

Tempo dopo Pentecoste
Festa
Rito ambrosiano
Venerdì 4 Ottobre 2024

“In quel tempo il Signore Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».” (Mt 11,25-30)

«troverete ristoro per la vostra vita»
L’invito di Gesù è di affidarsi a lui, di avvicinarsi alla sua persona e questo per tutte le persone oppresse, stanche. Vi sarà ristoro nell’anima.
Nella festa di san Francesco d’Assisi uno sguardo va verso il Creato cui facciamo parte, da custodire come cosa importante facente parte di noi e di chi verrà dopo di noi. San Francesco, “povero e umile, vero ritratto di Gesù Cristo, ha dato agli uomini disorientati e sconvolti del suo tempo esempi inesauribili di vita evangelica” (dalla lettura agiografica). C’è una grande ricchezza che supera ogni altra, quella di essere in comunione con Gesù, così san Francesco nella sua povertà e semplicità ha trovato la strada maestra per essere unito a Gesù e testimone dell’amore di Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 11,25-30 – Venerdì 4 Ottobre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della V Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
santi Angeli custodi
Rito ambrosiano
Mercoledì 2 Ottobre 2024

“In quel tempo. Si avvicinarono al Signore Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».
Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». E non osavano più rivolgergli alcuna domanda.” (Lc 20,27-40)

I sadducei non credevano nella risurrezione dai morti. Chi oggi crede nella risurrezione? Forse un poco di persone credenti nelle diverse confessioni cristiane e anche in altre religioni. Molti non credono più e la disillusione porta anche a una vita senza la speranza.
Gesù è colui che afferma la risurrezione, provata e donata. Abramo, Isacco e Giacobbe sono chiamati da Mosè nella Bibbia come persone vive nonostante siano morti da molto tempo. Il nostro Signore ama la vita:
«Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 20,27-40 – Mercoledì 2 Ottobre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della V Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
santa Teresa di Gesù Bambino, dottore della Chiesa
Rito ambrosiano
Martedì 1° Ottobre 2024

“In quel tempo. Gli scribi e i capi dei sacerdoti si misero a spiare il Signore Gesù e mandarono informatori, che si fingessero persone giuste, per coglierlo in fallo nel parlare e poi consegnarlo all’autorità e al potere del governatore. Costoro lo interrogarono: «Maestro, sappiamo che parli e insegni con rettitudine e non guardi in faccia a nessuno, ma insegni qual è la via di Dio secondo verità. È lecito, o no, che noi paghiamo la tassa a Cesare?». Rendendosi conto della loro malizia, disse: «Mostratemi un denaro: di chi porta l’immagine e l’iscrizione?». Risposero: «Di Cesare». Ed egli disse: «Rendete dunque quello che è di Cesare a Cesare e quello che è di Dio a Dio». Così non riuscirono a coglierlo in fallo nelle sue parole di fronte al popolo e, meravigliati della sua risposta, tacquero.” (Lc 20,20-26)

Roma raccoglieva le tasse al popolo di Israele e questa era considerata una palese ingiustizia ma non si poteva criticare pubblicamente poiché se denunciato si rischiava l’arresto e pene severe.
Per questo alcuni scribi e i capi dei sacerdoti tendono un tranello a Gesù con la famosa domanda:
«È lecito, o no, che noi paghiamo la tassa a Cesare?»
Se la risposta fosse stata sì, allora Gesù sarebbe stato accusato di essere un collaboratore dell’invasore romano. Se la risposta fosse stata no, allora lo avrebbero consegnato ai romani per essere processato poiché contro l’imperatore di Roma.
Gesù risponde:
«Rendete dunque quello che è di Cesare a Cesare e quello che è di Dio a Dio»
Oltre ad aver spiazzato quei scribi e i capi dei sacerdoti, la risposta è un insegnamento: si tratta di rendere, di restituire, poiché si è sempre debitore, sia della società in cui si vive, sia verso Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 20,20-26 – Martedì 1° Ottobre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

V Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito ambrosiano
Domencia 29 Settembre 2024

“In quel tempo. Un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova il Signore Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così». ” (Lc 10,25-37)

«Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?»
Un uomo di una certa cultura e studioso, un dottore della Legge, fa questa domanda a Gesù, non la fa per ricevere una risposta per ampliare la sua conoscenza ma, ritenendosi già sapiente e giusto, lo fa per mettere alla prova Gesù. Forse non gli importava della risposta perché non aveva alcuna intenzione di cambiare la sua vita.
Gesù gli risponde che c’è una grande forma di amore rispettando i comandamenti di Dio pronunciati dallo stesso dottore della Legge:
«Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso»
Si tratta del grande comandamento dell’amore perché amando si ha la possibilità di cambiare la vita da un normale grigiore, apatia, noia, verso una vita che diventa a colori e TUTTO CAMBIA.
Se ci accorgiamo di Gesù e lo mettiamo come persona importante nella vita di ognuno di noi, allora TUTTO CAMBIA. Questa è la direzione per ognuno piccolo, adulto, anziano. Allora anche il prossimo, le altre persone, non sono più un ostacolo ma diventano possibilità, occasione per amare. Ma quanto bello sarebbe fare del bene dove vi è stato del male, fare del bene anche quando ho ricevuto qualche cosa di brutto perché amando il mio prossimo TUTTO CAMBIA, tutto può cambiare.
Il Samaritano si è preso cura dell’infortunato e ha fatto in modo che fosse poi assistito e curato. Ha cambiato una situazione che poteva essere di morte per lo sfortunato che altrimenti rimaneva lì abbandonato e ignorato da tutti. Ha invece preso al volo l’opportunità di cambiare quella situazione di sofferenza e forse di morte, in assistenza, cura e possibilità di vita. Perché amando il prossimo TUTTO CAMBIA.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 10,25-37 – Domenica 29 Settembre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della IV Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
san Vincenzo de’ Paoli, sacerdote
Rito ambrosiano
Venerdì 27 Settembre 2024

“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù istruiva il popolo nel tempio e annunciava il Vangelo, sopraggiunsero i capi dei sacerdoti e gli scribi con gli anziani e si rivolsero a lui dicendo: «Spiegaci con quale autorità fai queste cose o chi è che ti ha dato questa autorità». E Gesù rispose loro: «Anch’io vi farò una domanda. Ditemi: il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini?». Allora essi ragionavano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché non gli avete creduto?”. Se invece diciamo: “Dagli uomini”, tutto il popolo ci lapiderà, perché è convinto che Giovanni sia un profeta». Risposero quindi di non saperlo. E Gesù disse loro: «Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose».” (Lc 20,1-8)

I capi dei sacerdoti e gli scribi con gli anziani per questioni di convenienza, non dicono quello che pensano ma quello che conviene per avere la massima approvazione di chi ascolta oppure per diminuire al massimo un eventuale aspetto negativo.
Questo modo di agire non è un buon investimento per il futuro, agendo in modo non veritiero, magari per soddisfare tante persone oppure per tenere calme le acque, si distrugge la schiettezza, si da un cattivo esempio e si nasconde la strada per coloro che verranno dopo. La verità a volte costa ma apre al futuro.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 20,1-8 – Venerdì 27 Settembre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della IV Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
santi Cosma e Damiano, martiri
Rito ambrosiano
Giovedì 26 Settembre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo: «Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore. Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli!». Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli». Ma egli rispose: «Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre».” (Lc 19,37-40)

Quanta gioia nel cuore quando Gesù è presente in mezzo agli uomini, sue creature, nella certezza della sua benevolenza e azione a favore dell’umanità. Quanta gioia.
«tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto»
Gesù vorrebbe regalare gioia ad ogni uomo, ogni donna in questo passaggio terreno ma è l’uomo che si chiude e decide nella sua libertà di andare in percorsi di gioia effimera dove è difficile trovare Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 19,37-40 – Giovedì 26 Settembre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sant’Anàtalo e tutti i vescovi milanesi

Tempo dopo Pentecoste
Festa
Rito ambrosiano
Mercoledì 25 Settembre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».” (Mt 7,24-27)

Una rovina grande cade su una casa perché non salda, le fondamenta sono deboli. Così chiunque si affida a cose temporanee che possono finire velocemente, e dopo, quando ci si ritrova con se stessi si scopre il nulla, l’essere facilmente soggetto a guai e tentazioni di ogni genere. Si cade nella solitudine, nella tristezza.
La perseveranza nell’ascolto della Parola del Signore inducono a costruire qualche cosa di solido perché non è cosa temporanea ma diventa eterna. L’essere costanti nel tempo nella fede e nell’ascolto della Parola di Dio è un grande passo di speranza verso l’eternità per ogni persona.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 7,24-27 – Mercoledì 25 Settembre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)