Mercoledì della I settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
santa Elisabetta d’Ungheria, religiosa
Mercoledì 17 Novembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Andando via di là, il Signore Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».” (Mt 9,9-13)

Gesù chiama Matteo, non certo un uomo da una vita cristallina ma un capo di esattori delle tasse che non si comportavano con onestà. Questo provoca uno scandalo, Gesù che chiama un peccatore e mangia assieme ad essi. Proprio non dovrebbe farlo.
E’ un pensiero che anche oggi potrebbe essere presente, “guarda quella persona che va in Chiesa, quel religioso, quella religiosa, quel prete, frequentano persone di dubbia moralità, peccatori!”
La vicinanza a persone che non sono di certo sante, non è vicinanza con il peccato ma espressione d’amore, e possibilità di un nuovo cammino finalmente lontano dal peccato, dal non amore e vicino alla persona.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 9,9-13 – Mercoledì 17 Novembre 2021 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Martedì della I settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
santa Margherita di Scozia
Martedì 16 Novembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva alle folle: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».
Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi.” (Mt 7,21-29)

La preghiera cosa importante del fedele.
Una preghiera fatta solo di “Signore, Signore”, una supplica, ma solo parole senza nulla di altro, rischia di essere vuota, di essere un mettere a posto la coscienza rimanendo lontani da Dio e dal prossimo.
«Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto»
La preghiera dev’essere unita all’ascolto e ad azioni di carità.
«chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio»
Questo fa cristiani, persone che certo pregano, ascoltano e quanto meno tentano di fare qualche cosa di caritativo con una piccola ma grande attenzione verso il prossimo.
Vieni Gesù, a farci tuo popolo, tua Chiesa.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 7,21-29 di Martedì 16 Novembre 2021 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Lunedì della I settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
sant’Alberto magno, vescovo e dottore della Chiesa
Lunedì 15 Novembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono. Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì. Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.” (Mt 4,18-25)

Agli inizi della missione di Gesù, c’è la chiamata dei primi discepoli che diventeranno Apostoli del Signore perché lo seguissero e stessero con lui. La missione è duplice, l’annuncio e la concretezza di azioni caritative di attenzione verso il prossimo. L’annuncio della buona notizia senza la carità rischia solo di essere un esercizio intellettuale per se stesso. Gesù mette i primi mattoni della Chiesa dove c’è un assieme, un popolo in cammino dietro a Gesù.
«Grandi folle cominciarono a seguirlo»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 4,18-25 di Lunedì 15 Novembre 2021 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

I Domenica di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Domenica 14 Novembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, il Signore Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine». Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita.
[Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti.]
Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».” (Lc 21,5-28)

Inizia l’Avvento ambrosiano chiamato anche “quaresima di san Martino”, con la prima Domenica dopo la festa di s. Martino (11 novembre) Domenica 14 novembre. Si svolge su sei settimane e non è tempo di penitenza come la Quaresima ma è attesa gioiosa dell’incarnazione del Verbo: Gesù che vuole venire fra gli uomini come uomo-Dio nel tempo, nella storia.
Nel Vangelo all’inizio dell’Avvento si trova il discorso escatologico che dà uno sguardo alla caduta di Gerusalemme nel 70 d.C., e alla fine dei tempi con la venuta nella gloria del Signore Gesù. Ma come mai se iniziamo ad aspettare con gioia la prima venuta del Signore Gesù diamo uno sguardo verso la fine dei tempi?
L’invito è alla non paura, ad non essere ansiosi di qualche fine ma di essere certi della venuta del Signore con un cuore che si rinnova e aspira al Signore che viene.
Il modo per avviare l’attesa del Signore è essere parte della Chiesa senza paura che continua il suo cammino nonostante le attuali e non poche persecuzioni, sia velate da un nuovo moralismo di pensiero unico, sia cruente con vere persecuzioni dove è molto difficile l’essere cristiani.
E’ importante essere assieme come popolo di Dio, un popolo in cammino verso Gesù per scoprire la verità del Verbo che si fa carne e vuole abitare in mezzo a noi.
E’ tempo di inserirci nella Chiesa di Gesù per camminare verso Gesù, assieme e certi della sua venuta nella storia dell’uomo.
Vieni Gesù, a farci tuo popolo, tua Chiesa.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 21,5-28 di Domenica 14 Novembre 2021 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Sabato dell’ultima settimana dell’anno liturgico

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santa Francesca Saverio Cabrini
Sabato 13 Novembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a dire ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».” (Mc 13,5a.33-37)

L’essere addormentati, assopiti da disillusione, poca speranza, una fede che vacilla e andare verso l’incredulità, non è infrequente. La conseguenza è che si perdono quei valori cui si era convinti, uniformandosi a quelli comuni, diffusi nella società con rischio di individualismo, chiusura sul se.
La vigilanza non c’è più e diventa tutto moralmente lecito pensando di non far male a nessuno e neanche a se stessi. Spesso si perde la gioia, la pace e si ricercano esperienze che possono dare qualche soddisfazione ma effimera.
La vigilanza nei momenti bui è cosa importante e il ritorno alla fede e alla gioia è sempre una grande (ri) scoperta.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 13,5a.33-37 di Sabato 13 Novembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì dell’ultima settimana dell’anno liturgico

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Giosafat, vescovo e martire
Venerdì 12 Novembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna». ” (Mt 25,31-46)

Il Vangelo di oggi è lo stesso di ieri proposto nella festa di San Martino ma con sei versetti in più.
Oltre a chi ha compiuto nella propria esistenza opere di carità che non verranno dimenticate, vi sono anche coloro che non hanno amato e non hanno avuto carità verso il prossimo.
« ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato»
Queste non azioni, non amore, sono le grandi occasioni mancate per poter diventare persone migliori disposte a uno sguardo attento verso il prossimo. Qui non si sperimenta quanto è gioioso donare e quanto si riceve quando lo si fa del tutto gratuitamente. Un’esperienza spirituale che viene a mancare, una esperienza che diventa purtroppo di non amore.
Aiutaci Signore a essere persone che aprono il cuore, che vogliano amare e essere amate.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 25,31-46 di Venerdì 12 Novembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

San Martino di Tours

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Festa
Giovedì 11 Novembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”».” (Mt 25,31-40)

San Martino è il difensore dei poveri, noto per il famoso episodio del mantello diviso, condiviso con un povero, e poi ringraziato in sogno dallo stesso Gesù.
Basta un gesto di attenzione sincero, vero verso una persona bisognosa e questo non sarà dimenticato. Il giudizio del Signore sembra basato sulla carità, sull’amore che ognuno ha provato a donare:
«ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi.»
Fanno parte delle sette opere di carità corporale:
1 – Dar da mangiare agli affamati
2 – Dar da bere agli assetati
3 – Vestire gli ignudi
4 – Alloggiare i pellegrini
5 – Visitare gli infermi
6 – Visitare i carcerati
7 – Seppellire i morti
Basterebbe fare periodicamente una di queste sette opere di carità, non solo per la promessa del Signore Gesù, ma perché donando si riceve, e si riceve molto di più.
Nel Rito ambrosiano, la Domenica successiva alla festa di s. Martino di Tours inizia l’Avvento, quest’anno Domenica 14 novembre.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 25,31-40 di Giovedì 11 Novembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì dell’ultima settimana dell’anno liturgico

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Leone Magno, papa e dottore della Chiesa
Mercoledì 10 Novembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».” (Mt 25,1-13)

La porta fu chiusa. Chi si era attardato non è potuto entrare. Non bisognerebbe attardarsi, rimandare la decisione già presa di giorno in giorno con il rischio di non viverla mai e rimanere fuori, esclusi. La decisione di essere cristiano e vivere i valori cristiani dovrebbe essere vissuta da subito senza rimandi con la scoperta della bellezza di essere persona nuova, migliore.
Si inizia riempiendo i propri vasi con l’olio della perseveranza, della preghiera, trovando quel piccolo ma prezioso spazio quotidiano da riservare. Così piano piano i vasi si incominciano a riempire per avere una riserva in quei momenti di difficoltà e attesa. Allora si troverà quella porta aperta, accolti con calore in quel momento che non si sa quando sarà.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 25,1-13 – Mercoledì 10 Novembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Dedicazione della Basilica romana lateranense

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Festa del Signore
Martedì 9 Novembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. La donna Samaritana dice al Signore Gesù: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». ” (Gv 4,19-24)

L’imperatore Costantino fece costruire la Basilica in san Giovanni in Laterano come la madre di tutte le Chiese, per questa ragione la memoria di questa Basilica è la festa di tutte le Chiese del mondo.
La chiesa è luogo di culto dove è favorita la preghiera con una maggiore possibilità di raccoglimento evitando molte distrazioni. Qui è possibile adorare la santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, “in spirito e verità”.
«Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità»
Il coinvolgimento del fedele dev’essere in spirito e verità, dove la persone si consegna al Signore in un ascolto profondo nel silenzio. Questa potrebbe essere già una forma di adorazione in spirito e verità perché il Signore è verità.
Dona Signore gesù a noi tutti la grazia di adorare te in spirito e verità.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 4,19-24 – Martedì 9 Novembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì dell’ultima settimana dell’anno liturgico

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Lunedì 8 Novembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».” (Mt 24,42-44)

All’inizio dell’ultima settimana dell’anno liturgico ambrosiano nel Vangelo troviamo un’affermazione del Signore Gesù, quello di essere pronti, vigilanti. Come un genitore che ama il proprio figlio lo avverte con fermezza quale dev’essere il suo comportamento, così Gesù nel suo amore avverte tutti noi. Non si sa quale sia il giorno nel quale il Signore verrà, e non solo per questo dovremmo essere sempre vigilanti.
Questo si cala nella bellezza di essere cristiano vivendo ogni giorno nella fede, nella semplicità, senza paura di quello che potrebbe capitare. Si tratta di vivere senza la preoccupazione della fine dei tempi, della venuta del nostro Signore Gesù Cristo nella gloria, che potrà capitare in qualsiasi momento. Nessuno è a conoscenza di quando questo avverrà. Se si vive con quella semplicità e fede nel Signore Gesù ciò non dovrebbe essere motivo di preoccupazione ma di affidamento certo al Signore nelle giornate che ci sono donate.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 24,42-44 – Lunedì 8 Novembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)