Tempo di Quaresima Rito Ambrosiano
Sabato, 2 Aprile
VANGELO
“In quel tempo. Furono portati al Signore Gesù dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li rimproverarono. Gesù però disse: «Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli». E, dopo avere imposto loro le mani, andò via di là. ” (Mt 19,13-15)
La semplicità e la verità dei bambini dovrebbe essere d’esempio agli adulti. Per un bambino di tenera età, molto prima dell’adolescenza, c’è una fiducia incondizionata rispetto ai genitori, così dovrebbe essere la fiducia che ogni cristiano ripone verso il Signore Gesù. «a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli»
Semplicità dovrebbe essere un poco più presente nella vita di ogni giorno che è già molto articolata e complessa. Ad esempio, evitando pensieri dubitativi su tante cose capitate e rimanendo solo sui fatti, si riesce a incamminarsi verso la semplicità.
Tutti abbiamo bisogno se pur in diversa misura d’essere persone più semplici e così più luminose.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 19,13-15, Sabato, 2 Aprile 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Rito Ambrosiano Giorno aliturgico Venerdì, 1° Aprile
IV VENERDÌ DI QUARESIMA IN RITO AMBROSIANO
Nel Rito Ambrosiano la Quaresima dura 40 giorni dalla 1° Domenica di Quaresima (6 marzo 2022) a Giovedì Santo (14 aprile 2022). I Venerdì di Quaresima sono senza l’Eucarestia (aliturgici o anaeucarisitci, non vengono celebrate Messe e non si distribuisce la Comunione) per vivere in modo profondo la Passione e morte del Signore. Vengono di norma celebrate comunitariamente una o più VIA CRUCIS e si prega davanti alla Croce del Signore.
PREGHIERA A GESÙ CROCIFISSO
Eccomi, o mio amato e buon Gesù che alla tua Santissima presenza prostrato, ti prego con il fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza, di carità, di dolore dei miei peccati, e di proponimento di non offenderti, mentre io con tutto l’amore e la compassione vado considerando le tue cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di Te, o Gesù mio, il santo profeta Davide: «Hanno trapassato le mie mani e i miei piedi, hanno contato tutte le mie ossa».
Preghiera dell’Arcivescovo mons. Mario Delpini
«I figli di Dio sono in cammino verso la terra promessa per molte vie.
Noi riconosciamo oggi di sentirci impotenti e spaventati, di avere un grande desiderio che venga un tempo di pace ma non riusciamo a intravederne l’annuncio.
Perciò percorriamo la via dei piccoli, la via della preghiera e professiamo la nostra povertà, invocando l’intercessione di Maria.
Percorriamo la via dei piccoli, la via dei gesti minimi di bene, la via del poco che possiamo fare per
soccorrere, consolare, riconciliare.
Percorriamo la via dei piccoli, la via delle parole buone e vere e dei silenzi pazienti, la via degli
artigiani della pace.
Siamo figli di Dio, siamo in cammino verso la terra promessa, invochiamo che venga il Regno di Dio
regno di giustizia e di pace». (dall’invocazione dell’Arcivescovo il 25 marzo 2022 in Duomo)
A cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Rito Ambrosiano
Giovedì, 31 Marzo
VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande». Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi. ” (Mt 7,21-29)
Si possono fare molte cose buone ma se esse non sono nella volontà del Padre, non portano a nulla per chi le fa. “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome?
Quelle profezie forse non sono la Parola di Dio e possono addirittura essere ingannevoli: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”
Il buon investimento è quello di costruire la fede su solide fondamenta, ascoltando la Parola del Signore e viverla nella giornata. Nel tempo le fondamenta si rafforzano e diventano robuste.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 7,13-20, Giovedì 31 Marzo 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Rito Ambrosiano
Mercoledì, 30 Marzo
VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!
Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li riconoscerete».” (Mt 7,13-20)
Una porta larga, una strada facile e spaziosa conduce a una probabile rovina irreparabile, alla perdizione. Spesso i percorsi che sembrano belle occasioni alettanti in breve tempo si rivelano un bel inganno, un imbroglio dentro il quale è difficile districarsi e liberarsi.
Una porta stretta difficilmente transitabile, angusta, spesso rappresenta percorsi virtuosi dove la dignità della persona è mantenuta o ritrovata, dove la vita viene vissuta.
La prudenza è inoltre un’altra caratteristica del cristiano, quella di riconoscere persone nel tempo, nella pazienza per scoprire veramente il loro cuore buono.
Signore aiutaci a percorrere cammini stretti, virtuosi verso il perdono reciproco per essere costruttori di giustizia e pace.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 7,13-20, Mercoledì 30 Marzo 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Rito Ambrosiano
Martedì, 29 Marzo
VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.
Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono!
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti».” (Mt 7,6-12)
Le cose sante potrebbero essere le Parole del Signore che non dovrebbero essere date ai cani, cioè in pasto alla derisione e allo scherno. L’invito oltre a non giudicare è anche quello di attuare un discernimento, il vedere chiaro nella situazione. Se sono con le persone credenti posso fare un certo tipo di discorsi inerenti la parola del Signore, se sono con persone che pensano che la fede sia una sciocchezza, con esse, comportandomi sempre in modo molto gentile, non cito certamente passi del Vangelo.
Chiedere, cercare, bussare. Chi agisce fa cosa gradita a Dio, non rimane ripregato su sé, e con la perseveranza si riceve, si trova e sarà aperta quella porta che sembrava proprio impossibile.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 7,6-12, Martedì 29 Marzo 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Rito Ambrosiano
Lunedì, 28 Marzo
VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: “Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”, mentre nel tuo occhio c’è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».” (Mt 7,1-5)
Il giudizio spesso è una condanna del fratello, si tratta dunque di un giudizio severo, senza appello e spesso troppo superficiale. Meglio non giudicare. Basta la semplice considerazione proposta dal Vangelo: «Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi»
Dunque quella severità e quella mancanza di comprensione si riverserebbe su noi stessi, troppo spesso abili a giustificare i nostri comportamenti che invece meriterebbero un giudizio assai severo.
in questa Quaresima tutti siamo invitati a togliere via quella trave nell’occhio che impedisce di vedere, così potremmo essere illuminati dalla Luce del mondo (Gesù) che vuole una vista chiara per ogni suo fedele.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 7,1-5, Lunedì 28 Marzo 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Rito Ambrosiano
Domenica del cieco
Domenica, 27 Marzo
VANGELO
“In quel tempo. Passando, il Signore Gesù vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo». Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe» – che significa Inviato. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: “Va’ a Sìloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov’è costui?». Rispose: «Non lo so».
Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!».
Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l’età: chiedetelo a lui!».
Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell’uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.
Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». ” (Gv 9,1-38b)
Vi era una profonda convinzione che le malattie fossero unicamente conseguenza di alcuni peccati. Questa era talmente radicata per i discepoli di Gesù che consideravano la cecità dalla nascita del mendicante incontrato causata dai peccati commessi dai suoi genitori.
Gesù, spiazza, rinnova, fa riflettere i cuori: «Né lui ha peccato né i suoi genitori»
La malattia non è detto che sia conseguenza del peccato, basta ricordare persone come Giovanni Paolo II o Giovanni XXIII entrambi santi e morti a causa di gravi malattie, la santità delle persone non protegge da drammi, eventi, malattie, aiuta ad affrontare e a vivere queste situazioni difficili.
La malattia può diventare luogo di salvezza e di rivelazione di Dio. Per il cieco nato «è perché in lui siano manifestate le opere di Dio.»
La guarigione viene donata al cieco nato raggiunto dalla misericordia del Signore Gesù che chiede la sua collaborazione perché possa vedere. Il cieco è incontrato da Gesù, il cieco lo ascolta, crede nelle sue parole e fa quello che Gesù gli ha detto. «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe»
Da qui inizia il cammino di guarigione di questa persona che inizia a vedere.
La Luce del mondo, il Signore Gesù, vuole illuminare le menti assopite e impigrite, vuole illuminare le difficili situazioni di schiavitù di peccato, vuole riavviare il battesimo perché possiamo diventare veramente testimoni della luce del Signore Gesù.
Di fronte all’invidia che acceca le persone incontrate dell’ex cieco, farisei, giudei, vi è da anteporre quell’atteggiamento di gioia per le persone che ce la fanno, che ce l’anno fatta come questo cieco. L’invidia paralizza e non fa vedere il miracolo ai quei giudei e farisei incontrati dall’ex cieco.
Camminare dietro a Gesù Luce del mondo con una buona dose di umiltà vuol dire diventare Comunità che non ha invidia per le persone che riescono ma gioisce insieme a loro!
Gioire insieme a coloro che sono stati liberati dalla schiavitù di una vita che poteva essere altrimenti sempre meschina, gioire per il bene degli altri!
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 9,1-38b, Domenica 27 Marzo 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Rito Ambrosiano
Sabato, 26 Marzo
VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.
Chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.” (Mc 6,6b-13)
Una degli aspetti importanti dell’essere Comunità è la missione cui nessuno si dovrebbe sentirsi escluso.
Gesù invia in missione i Dodici inviandoli due a due e senza la sua presenza in corpo ma accompagnati dallo potere loro conferito, dalla possibilità di annunciare il Vangelo e di agire per guarire. La missione consiste nella guarigione nella conversione delle anime, rappresentata anche da quell’unzione degli infermi perché guarissero. L’unzione era comune nell’antica medicina e la guarigione miracolosa che i discepoli facevano è già un segno di quel mondo futuro, il Regno promesso al termine del passaggio terreno di ognuno.
Ognuno oggi è chiamato a essere in missione, nell’annuncio di quella speranza che può realizzarsi al termine di cammino terreno di ognuno. È la pienezza della gioia e della pace che solo il Signore Gesù può elargire a piene mani.
ATTO DI CONSACRAZIONE
Beata sempre Vergine Maria,
consacro me stesso
al tuo Cuore Immacolato
perché possa diventare costruttore
di perdono,
di giustizia
e di pace.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 6,6b-13, Sabato 26 Marzo 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Rito Ambrosiano Solennità Venerdì, 25 Marzo
VANGELO “In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.” (Lc 1,26b-38)
Un annuncio di gioia raggiunge la Beata Sempre Vergine Maria. Rallegrati! È un saluto non convenzionale, un invito alla gioia, Lei è visitata dal Signore, è la figlia di Sion: Rallégrati, figlia di Sion,
grida di gioia, Israele,
esulta e acclama con tutto il cuore,
figlia di Gerusalemme! (Sofonia 3,14)
Maria non è chiamata con il suo nome ma “piena di grazia”, ricolma dei favori di Dio, colmata di grazia da parte di Dio. C’è la pienezza d’amore del Signore per Lei.
Oggi abbiamo quanto mai bisogno di annunci gioiosi, di speranza, che indicano qualche cosa che non può essere scalfito dalla stupidità umana. L’uomo può distruggere tutto ma non può scalfire la speranza della gioia promessa dal Signore perché è venuto a salvare ogni uomo, ogni donna che confidino in lui.
La presenza divina si realizza in Maria per poi essere donata a tutta l’umanità, un Dio che si fa uomo per dare un messaggio di misericordia, perdono, vicinanza, speranza.
Signore, dona pace e speranza a questa umanità smarrita che non riesce più a dialogare.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,26b-38, Venerdì 25 Marzo 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Rito Ambrosiano
Giovedì, 24 Marzo
VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena». ” (Mt 6,25-34)
«Non preoccupatevi,
E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?
E per il vestito, perché vi preoccupate?
Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?
Le preoccupazioni quando eccessive, disperdono, tolgono via il sapore della vita perché si è solo e unicamente ripiegati e concentrati su quelle. Lo sguardo non riesce a dare neanche uno sbirciata alla bellezza, alla gioia e all’essere in buona relazione con le altre persone.
Le preoccupazioni andrebbero sempre messe nel “posto giusto”, senza esagerare la loro importanza, senza sminuirle considerandole sciocchezze. Con l’aiuto del Signore e con la partecipazione di alcuni fratelli e sorelle si riescono a dimensionarle e ad affrontarle nel modo più opportuno e cristiano. «Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena». ESERCIZI SPIRITUALI Essere Chiesa “estroversa”
siamo fotografia di Gesù?
Prima di testimoniare personalmente la fede,
come Comunità cristiana,
siamo segno di Gesù e del suo Vangelo.
Negli Esercizi Spirituali delle Parrocchie, nella quarta e ultima giornata come proposta di meditazione, l’invito è di interrogarsi se si è segno cristiano, se facciamo vedere Gesù nella, dalla nostra Comunità in una Chiesa che è in uscita e non rinchiusa sulle sue “cose” in qualche forma nostalgica: “Un tempo sì che c’era la Chiesa!!! Le grandi processioni, i pranzi, le grandiose feste, il prete che comandava!!!”.
Questa è una Chiesa auto celebrativa cioè che parla solo di se stessa e poco di Gesù alle persone. Interessa fare numero e non diffondere il Vangelo, la misericordia del Padre.
Bisogna uscire da questa dinamica verso una Chiesa nuova, estroversa che vuole parlare di Gesù. Essere Chiesa in cammino significa fare tanta ma tanta fatica con la guida dello Spirito Santo.
Una Chiesa che è comunità, ascolta, l’io diventa noi, si fa guidare dallo Spirito Santo, è consapevole del proprio limite e testimonia l’amore misericordioso del Padre.
Un popolo in cammino dietro Gesù, è a servizio per il bene di tutti.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 6,19-24, Giovedì 24 Marzo 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)