Lunedì della settimana della IV Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Vincenzo de’ Paoli, sacerdote
Lunedì 27 Settembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Pietro disse: «Noi abbiamo lasciato i nostri beni e ti abbiamo seguito». Ed egli rispose: «In verità io vi dico, non c’è nessuno che abbia lasciato casa o moglie o fratelli o genitori o figli per il regno di Dio, che non riceva molto di più nel tempo presente e la vita eterna nel tempo che verrà».” (Lc 18,28-30)

Qualcuno veramente ha lasciato tutto per il regno di Dio. Sono persone che hanno scoperto una grande attrattiva verso Gesù, la Chiesa di Gesù, nella certezza di approfondire e testimoniare l’amore di Dio per l’uomo.
Ma come è possibile lasciare tutto? Come è possibile lasciare gli affetti della propria casa come i nonni, genitori, fratelli, sorelle, e le cose di proprietà? Si tratta di un nuovo stile di vita dove gli affetti familiari non vengono eliminati ma cambiati, non c’è più la costante presenza fisica ma c’è quella presenza viva, c’è un impegno molto più grande che coinvolge molti fratelli e sorelle.
Poi il distaccarsi dalle cose è solo un grande beneficio di liberazione dalle molte preoccupazioni che ne deriverebbero.
Il grande guadagno è che si riceve molto ma molto di più nella gioia della fede e nell’essere persona consacrata e dedicata all’annuncio della salvezza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 18,28-30 di Lunedì 27 Settembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

IV Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 26 Settembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. I Giudei si misero a mormorare contro il Signore Gesù perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?».
Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».” (Gv 6,41-51)

I farisei ed oggi una moltitudine di persone, non credono che Gesù sia stato inviato da Dio e quindi “disceso dal cielo”. Fra queste persone quasi tutti credono nella verità storica di Gesù più che documentata, ma viene considerato solo come una persona importante di particolare carisma ma non certo il Figlio di Dio.
Il mormorio è purtroppo un veicolo non buono che convinse e convince anche persone inizialmente estranee a questa idea, e così oggi come allora molti si distaccano e non credono.
La fede ha un grande valore, chi crede allarga l’orizzonte perché si affacciano le cose del cielo, l’amore di Dio, la misericordia divina, l’essere non più solo e accompagnato da questa presenza benevola.
«In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Gesù è il pane della vita, vero nutrimento, si scopre di avere un cuore che vuole amare ed essere amato. Ci si accorge che l’essere in comunione con Gesù, vuol dire essere in comunione con i fratelli e le sorelle e che c’è una comunità. Il Pane della vita accende l’amore, la carità, la voglia d’essere assieme in un nuovo cammino che non sai dove ti porterà ma sai chi lo proporrà nelle fede: il Pane della vita: Gesù.
«Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,41-51 di Domenica 26 Settembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sant’Anàtalo e tutti i santi vescovi milanesi

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Festa
Sabato 25 Settembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».” (Mt 7,24-27)

Anatalone ricordato come Sant’Anàtalo, fu probabilmente un discepolo di Pietro che questi aveva inviato a Milano come primo vescovo. Siamo nei primi passi della Chiesa di Gesù e l’attuale Arcidiocesi di Milano ha questa origine antichissima quando Pietro era ancora in vita.
Si ricorda dunque il primo Vescovo della Chiesa milanese e di tutti i suoi successori che a vario titolo sono diventati santi. Oltre a S. Ambrogio e S. Carlo vi sono numerosi Vescovi milanesi che fecero della loro missione motivo di santità. Li ricordiamo con questa festa di Sant’Anàtalo e tutti i santi vescovi milanesi.
«Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio»
Il Vescovo ha il grave compito di essere saggio nella parola del Signore Gesù da cui trae sempre la direzione e l’insegnamento per dirigere al meglio la Diocesi a lui affidata.
La saggezza e la carità del Vescovo è guida a tutti i fedeli, diaconi e sacerdoti a lui affidati,
Signore dona in abbondanza il tuo Spirito ai nostri Vescovi perché siano esempio e guide per ogni fedele, consacrato, consacrata.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 7,24-27 di Sabato 25 Settembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della III Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santa Tecla, martire
Venerdì 24 Settembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Quando il Signore Gesù vide il notabile ricco così triste, disse: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio. È più facile infatti per un cammello passare per la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio!». Quelli che ascoltavano dissero: «E chi può essere salvato?». Rispose: «Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio».” (Lc 18,24-27)

Il notabile andò via triste, la decisione è stata quella di non seguire Gesù che lo aveva chiamato ma di rimanere a gestire le sue ricchezze. La conseguenza è la tristezza.
Le condizioni per entrare nel regno di Dio sembrano molto severe a tal punto che i suoi discepoli rimangono perplessi:
«E chi può essere salvato?»
L’amore di Dio per le sue creature fa in modo che quello che sembra irrealizzabile, ad esempio l’essere degni di entrare nel regno di Dio al termine del cammino terreno, può diventare possibile.
«Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio»
Sembra un messaggio di rilancio sull’avere sempre fiducia in Dio dove l’impossibile diventa possibile.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 18,24-27 di Venerdì 24 Settembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della III Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Pio da Pietrelcina, sacerdote
Giovedì 23 Settembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Un notabile interrogò il Signore Gesù: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli rispose: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non testimoniare il falso, onora tuo padre e tua madre”». Costui disse: «Tutte queste cose le ho osservate fin dalla giovinezza». Udito ciò, Gesù gli disse: «Una cosa ancora ti manca: vendi tutto quello che hai, distribuiscilo ai poveri e avrai un tesoro nei cieli; e vieni! Seguimi!». Ma quello, udite queste parole, divenne assai triste perché era molto ricco.” (Lc 18,18-23)

La ricchezza è considerata come un vantaggio, una condizione di vita agiata, senza problemi e preoccupazioni legate alla mancanza di soldi. Ma essa può essere d’impedimento alla vocazione, a un rapporto sincero fatto d’amore.
La ricchezza spesso diventa la prigione del ricco nella preoccupazione di gestire, conservare e ampliare i beni posseduti impedendogli la libertà di scelte sincere d’amore.
Impedisce a quell’uomo ricco di rispondere “Sì” alla chiamata di Gesù.
«Una cosa ancora ti manca: vendi tutto quello che hai, distribuiscilo ai poveri e avrai un tesoro nei cieli; e vieni! Seguimi!». Ma quello, udite queste parole, divenne assai triste perché era molto ricco.
Il “no” a Gesù è fonte di tristezza, di perdita di gioia.
Il “Sì” è gioia nel cuore

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 18,18-23 di Giovedì Settembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della III Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
beato Luigi Maria Monti, religioso
Mercoledì 22 Settembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Presentavano al Signore Gesù anche i bambini piccoli perché li toccasse, ma i discepoli, vedendo ciò, li rimproveravano. Allora Gesù li chiamò a sé e disse: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come l’accoglie un bambino, non entrerà in esso».” (Lc 18,15-17)

«chi non accoglie il regno di Dio come l’accoglie un bambino, non entrerà in esso»
Da persone adulte è possibile dimenticarsi della semplicità dell’affidamento, quella fiducia che un bambino ha naturalmente verso i suoi genitori.
Nel corso degli anni si diventa anche un poco diffidenti. Però non dovremmo esserlo nei confronti del Signore Gesù. Vuole il bene di ognuno, vuole che ci affidiamo a lui con semplicità, quella fiducia di un bimbo verso i suoi genitori.
Con questo affidamento, cioè una fede forte nel Signore, è possibile fare passi inimmaginabili, è la fede che sostiene e dona amore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 18,15-17 di Mercoledì 22 Settembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

San Matteo, apostolo ed evangelista

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Festa
Martedì 21 Settembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Andando via, il Signore Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: Misericordia io voglio e non sacrifici. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».
Allora gli si avvicinarono i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno. Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano».” (Mt 9,9-17)

Gesù incontra Matteo ed esprime la sua misericordia chiamandolo, facendolo di fatto un suo discepolo nonostante fosse un peccatore.
«Misericordia io voglio e non sacrifici. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori»
Matteo lo ospita a casa sua e qui vengono le altre persone non certo migliori di lui e Gesù rimane a tavola con loro. Esprime una solidarietà con l’uomo che è nel peccato ma non con il peccato. Gesù non si allontana da chi è caduto nella miseria di direzioni sbagliate, anzi dona la possibilità di prendere coscienza dello sbaglio che sta percorrendo e di seguirlo. Gesù è solidale con l’uomo e combatte la malattia che è il peccato che mortifica l’anima dell’uomo. Gesù combatte il peccato per salvare l’uomo che lo esprime.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 9,9-17 di Martedì 21 Settembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della III Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santi Andrea Kim Taegon, sacerdote, Paolo Chong Hasang e compagni, martiri
Lunedì 20 Settembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti. Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà. In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza e avrà lasciato le sue cose in casa, non scenda a prenderle; così, chi si troverà nel campo, non torni indietro. Ricordatevi della moglie di Lot. Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva». .” (Lc 17,26-33)

Una vita basata solo sul magiare, bere, comprare, vendere, costruire, prendere moglie o marito manca di qualche cosa d’importante: lo sguardo verso il Signore nel rendersi conto di non essere autonomi ma bisognosi del suo amore.
Si tratta di morire a se stessi per guadagnare se stessi. Si tratta di spegnere l’egoismo per far posto alla novità di uno sguardo che va oltre le proprie cose e si apre donando.
«Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 17,26-33 di Lunedì 20 Settembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

III Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 19 Settembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò dal Signore Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio».
Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».
Gli replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?». Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro d’Israele e non conosci queste cose? In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo».” (Gv 3,1-13)

I farisei erano il gruppo maggiormente influente in Israele all’epoca di Gesù sia da un punto di vista politico che religioso e avevano un grande influenza anche nel Sinedrio, l’organo legislativo e giudiziario dove anche Gesù sarà processato.
Faceva parte di questi anche Nicodèmo che parla a nome di alcuni farisei per conoscere la verità, vuole capire mettendo da parte i pregiudizi purtroppo già presi da molti dei suoi. Però ha paura di essere visto assieme a Gesù e accusato di essere un suo discepolo: va a trovarlo di notte.
Uomo potente ma nel contempo fragile con i suoi timori come ogni uomo. Nicodèmo si rivolge a Gesù in modo sincero, non fa quella affermazione per poterlo prendere in fallo su qualche risposta ma lo fa perché vuole sinceramente capire. Gesù lo sa e instaura subito una relazione profonda.
«se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio.»
Che cosa è questa nascita? Non è una rinascita, ne una seconda nascita, è una novità, un profondo innalzamento della condizione spirituale dell’uomo. Si tratta di una nascita da acqua e Spirito:
«In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio.»
L’acqua mette nella condizione l’uomo di ricevere lo Spirito. L’acqua lava, fa morire quell’uomo vecchio, l’uomo che vuole peccare, e lo mette nella condizione di ricevere lo Spirito Santo, per un novità di vita, per una vera nascita dall’alto che dona dignità.
L’uomo rimane sempre libero nelle sue decisioni, lo Spirito Santo ama, non obbliga. Ecco il grande dono di Dio che è il Battesimo, la possibilità di creatura nuova, di nascita nuova, di uomo nuovo, di donna nuova.
Viviamo in profondità il dono del Battesimo ricevuto per vivere la novità di vita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 3,1-13 di Domenica 19 Settembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della II Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
sant’Eustorgio I, vescovo
Sabato 18 Settembre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno. Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore».” (Lc 12,32-34)

Una fiducia posta nell’uomo da Dio.
Un invito all’uomo di dare in elemosina i possedimenti.
La considerazione che dove è il cuore è anche l’attenzione sulle cose cui l’uomo tiene veramente.
Un breve brano evangelico di tre versetti ma ricco di spiritualità come ogni versetto di ogni Vangelo.
Dio ha dato all’uomo molta considerazione e fiducia, lasciandolo libero su ogni decisione anche su quelle assai problematiche lontane da Dio stesso.
Ma se si è vicini al Signore Dio si scopre che nella vita spirituale le cose terrene sono spesso d’impiccio più che d’aiuto poiché si tende a possederle come uso esclusivo in modo egoistico. C’è in realtà la possibilità di possedere le cose se sono ben gestite, in un uso che diventa evangelico nella carità, pietà, condivisione, elemosina. Quando si hanno molti beni diventa difficile riuscire a essere equilibrati ma si può essere molto generosi.
La via maestra per una seria sequela al Signore Gesù è l’abbandono dei beni, il non possedimento degli stessi che possono essere alienati, in questo caso donati a fine di carità e elemosina. Una scelta importante di alcune congregazioni religiose maschili e femminili dove ognuno è nullatenente. Il cuore ha la possibilità d’essere tutto con il Signore in una vita che diventa diversa, piena di fiducia in Dio e nella considerazione e certezza dell’aiuto fraterno reciproco.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,32-34 di Sabato 18 Settembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)