Martedì della settimana della IV Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
beato Andrea Carlo Ferrari, vescovo
Martedì, 1° Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù partì di là e venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.” (Mc 6,1-6)

Il rifiuto degli abitanti di Nazareth nei confronti di Gesù è tale che impedisce l’azione del Signore nel villaggio. Gesù fa alcuni miracoli di guarigione ma a causa della incredulità non va oltre poiché un segno, un miracolo, non può essere accolto come misericordia, vicinanza di Dio all’uomo se non c’è fede.
Il miracolo è un segno, indica qualche cosa di sovra naturale e dovrebbe risvegliare le coscienze in un cammino di approfondimento verso la figura di Gesù e non verso la ricerca di altri miracoli.
Nel villaggio c’era la difficoltà di credere Gesù come persona che avesse a che fare con Dio, perché lo avevano visto crescere da bambino per diventare adolescente, ragazzo, adulto. Non si capacitavano come possa ora essere così diverso, sapiente, importante. Da qui il rifiuto.
Accettare un cambiamento così profondo è difficile all’uomo, difficile uscire da quel giudizio collettivo che faceva Gesù un bravo uomo ma non di più. Anche oggi per molti è estremamente difficile cambiare in meglio un giudizio di una persona, modificare l’idea alla luce di quello si vede trascurando i golosi pettegolezzi che girano tutt’intorno.
Siamo chiamati a essere cristiani, benevolenti, e con gioia e stupore accogliere quella grande trasformazione in meglio di una persona.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 6,1-6a, Martedì 1° Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della IV Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
san Giovanni Bosco, sacerdote
Lunedì, 31 Gennaio

VANGELO
“In quel tempo. Molta folla seguiva il Signore Gesù e gli si stringeva intorno.
Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.
E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male». ” (Mc 5,24b-34)

Una donna con delle perdite di sangue viveva in uno stato di segregazione sociale e religiosa poiché secondo la legge era da considerarsi impura. Questa donna lo era in modo continuo a causa della sua malattia e non avrebbe dovuto essere in contatto con altre persone.
La fede in Gesù è il motore per questa donna per vincere la barriera sociale religiosa cui si doveva attenere. Ha molto coraggio e osa andare in una situazione dove c’è molta folla rischiando la lapidazione se scoperta. Il toccare Gesù le è fonte di guarigione. Questa donna è prima guarita nel corpo, le sue continue perdite di sangue si arrestano, e poi viene guarita anche nell’anima.
Infatti Gesù sente quella forza di guarigione che esce da lui ma non riesce a capire dove è indirizzata. Anche qui la donna continua con il suo coraggio e, impaurita e tremante, dichiara tutta la situazione a Gesù. Poteva a questo punto essere condannata in violazione della Legge, ma c’è la carità, l’amore che guarisce e non condanna.
«Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 5,24b-34, Lunedì 31 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Festa del Signore
Domenica, 30 Gennaio

VANGELO
“In quel tempo. Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino». Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».” (Mt 2,19-23)

Padre, madre con una storia d’amore. Sì sono assieme per via di un incontro d’amore con una viva speranza e luce intravista verso il futuro che può donare anche figli. «a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò»(Genesi 1,27)
La bellezza di un incontro con un progetto che diventa coraggioso, la famiglia. Con quei occhi negli occhi dove ci si capisce in un dialogo che può diventare silenzioso; il silenzio a volte è più eloquente delle parole.
Giuseppe ha la responsabilità della Famiglia, della santa Famiglia con tutti i suoi limiti come tutte le famiglie. La santa Famiglia non vuol dire la perfetta Famiglia, ma santa nell’affrontare le proprie mancanze, errori, dubbi, paure. Giuseppe ebbe paura di condurre Maria e Gesù nella terra di Israele perché nella Giudea regnava Archelao. Il Signore viene incontro a Giuseppe e lo indirizza a Nàzaret dove potrà far crescere Gesù in un ambiente semplice, sano, di amore familiare e di lavoro.
Santo dunque non perfezione, ma vuol dire tentare di vivere le varie dimensioni dell’amore quando c’è gioia, letizia, armonia, comprensione e soprattutto quando c’è il dramma, l’incomprensione, la sofferenza, la difficoltà nel crescere, capire e fare scelte giuste per i figli, e la difficoltà di ascoltare e capire i genitori.
Giuseppe assieme a Maria compie quell’azione educativa per Gesù, ricordiamoci sempre che Gesù è uomo-Dio. In quanto uomo vive pienamente l’esperienza umana partendo dal concepimento e poi da neonato, bambino, adolescente, ragazzo, adulto. Ha bisogno di essere educato, di vivere questa esperienza che Giuseppe e Maria gli donano. Gesù si sottometterà a tutto ciò con pazienza onorando i genitori.
Oggi ci dovrebbe essere la rinascita dell’azione educativa: i papà dovrebbero tornare a fare i papà, le mamme le mamme. C’è un ruolo importante educativo con non è ruolo alla pari ma ruolo di rapporto d’amore fra genitori e figli.
Ogni famiglia come quella di Gesù, Maria e Giuseppe, è chiamata alla capacità d’amare con un graduale sviluppo nel tempo, non c’è un amore fisso e omologato ma cambia sempre col passare dei giorni. Accettare questo vuol dire crescere assieme nella famiglia in una comunione fra i componenti e con il Signore.
«Non perdiamo la speranza a causa dei nostri limiti, ma neppure rinunciamo a cercare la pienezza di amore e di comunione che ci è stata promessa.» (Amoris Laetitia 325)
Viviamo l’amore nella famiglia non rinunciamoci!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 2,19-23, Domenica 30 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della III domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
sant’Aquilino, vescovo
Sabato, 29 Gennaio

VANGELO
In quel tempo. Il Signore Gesù disse alla folla: «Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.
Allora la folla gli rispose: «Noi abbiamo appreso dalla Legge che il Cristo rimane in eterno; come puoi dire che il Figlio dell’uomo deve essere innalzato? Chi è questo Figlio dell’uomo?». Allora Gesù disse loro: «Ancora per poco tempo la luce è tra voi. Camminate mentre avete la luce, perché le tenebre non vi sorprendano; chi cammina nelle tenebre non sa dove va. Mentre avete la luce, credete nella luce, per diventare figli della luce».” (Gv 12,31-36a)

«Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me»
Il principe di questo mondo è Satana. Grazie a Gesù c’è un ridimensionamento di Satana per quel innalzamento, un movimento di ascesa, di vittoria di Cristo: è la Croce. A questo corrisponde un movimento di discesa, di sconfitta di Satana.
Il bene (Gesù) e il male (Satana) non possono convivere, stare assieme. Ma bisogna sempre ricordare che se una persona fa il male essa stessa non è il male, è certamente in una direzione sbagliata che può essere corretta verso il bene. Se il bene e il male non possono convivere, una persona ha comunque la possibilità di passare dal male al bene.
La luce offerta dal Signore mentre è presente è l’invito ad abbandonare le tenebre, le oscurità che conducono al male ed è possibile diventare figli della luce, persone luminose che non hanno intenzioni malvagie nel cuore ma vogliono ed esprimono il bene.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 12,31-36a, Sabato 29 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della III domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
san Tommaso d’Aquino, sacerdote dottore della Chiesa
Venerdì, 28 Gennaio

VANGELO
“In quel tempo. Essendo il Signore Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva ». Andò con lui.
Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.” (Mc 5,21-24a.35-43)

«Talità kum»
All’epoca di Gesù si parlava l’aramaico che troviamo nel Vangelo quando Gesù fa ritornare in vita la fanciulla dodicenne. Ritorna la vita, l’alzarsi e il movimento. È cosa importante tanto che l’evangelista Marco ha voluto scrivere quello detto da Gesù, «Talità kum»
Anche oggi Gesù vuole togliere quell’immobilismo, quel stare fermo quel non mettersi in gioco, ed è come essere un po’ morti nello spirito. Con la fede e l’affidamento al Signore diventa possibile rialzarsi e mettersi in gioco.
Essi furono presi da grande stupore.
Come per la bambina cui è ritornata la vita, così a chi ritorna la vitalità potrà stupire molte persone donando un messaggio di speranza e di vita.
«Fanciulla, io ti dico: àlzati!»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco, 5,21-24a.35-43, Venerdì 28 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della III domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
beato Manfredo Settala, sacerdote
Giovedì, 27 Gennaio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù e i discepoli giunsero all’altra riva del mare, nel paese dei Gerasèni. Sceso dalla barca, subito dai sepolcri gli venne incontro un uomo posseduto da uno spirito impuro. Costui aveva la sua dimora fra le tombe e nessuno riusciva a tenerlo legato, neanche con catene, perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva spezzato le catene e spaccato i ceppi, e nessuno riusciva più a domarlo. Continuamente, notte e giorno, fra le tombe e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre. Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi e, urlando a gran voce, disse: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi! ». Gli diceva infatti: «Esci, spirito impuro, da quest’uomo!». E gli domandò: «Qual è il tuo nome?». «Il mio nome è Legione – gli rispose – perché siamo in molti ». E lo scongiurava con insistenza perché non li cacciasse fuori dal paese. C’era là, sul monte, una numerosa mandria di porci al pascolo. E lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi». Glielo permise. E gli spiriti impuri, dopo essere usciti, entrarono nei porci e la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare; erano circa duemila e affogarono nel mare.
I loro mandriani allora fuggirono, portarono la notizia nella città e nelle campagne e la gente venne a vedere che cosa fosse accaduto. Giunsero da Gesù, videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto, spiegarono loro che cosa era accaduto all’indemoniato e il fatto dei porci. Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio.
Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo supplicava di poter restare con lui. Non glielo permise, ma gli disse: «Va’ nella tua casa, dai tuoi, annuncia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avuto per te». Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli quello che Gesù aveva fatto per lui e tutti erano meravigliati.” (Mc 5,1-20)

Gesù manda via il male, l’impedimento di scelta libera, ridona la possibilità di vedere e prendere coscienza delle proprie azioni e di iniziare una nuova esistenza diretta verso il bene.
Gesù è l’unico che possa colloquiare con il male, in questo caso con molte entità, spiriti impuri, e ha potere su di essi. Non accada mai il prendersi la libertà di entrare in relazione neanche per scherzo con qualsiasi ipotetico spirito. Gesù può farlo, l’uomo no, sarebbe ingenuo e, se pur in casi rari, l’uomo rischia di esserne posseduto.
Gesù dunque ha questo potere di dominio su ogni entità spirituale, ricordiamoci sempre che tutte le cose sono state create per mezzo di lui. L’uomo no. Gesù da la possibilità all’uomo di ritornare a “essere sano di mente” a riconquistare la propria dignità. Anche nei “piccoli” peccati si perde qualche cosa della propria dignità, qualche cosa di bello, il Signore la può restituire con la partecipazione dell’uomo, il suo pentimento e la voglia di ripartire.
Confidiamo nel Signore nella sua bontà e nella sua intenzione di ridonare la libertà all’uomo peccatore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco, 5,1-20, Giovedì 27 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della III domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
santi Timotèo e Tito, vescovi
Mercoledì, 26 Gennaio

VANGELO
“In quel medesimo giorno, venuta la sera, il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui. Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?». Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?». E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».” (Mc 4,35-41)

Gesù placa la tempesta. Sembra stupirsi della poca fede dei suoi discepoli, del fatto che lui era con loro nella barca e non si siano resi conto che con Gesù non vi era nulla da temere, neanche una tempesta che poteva sembrare irrimediabile.
«Perché avete paura? Non avete ancora fede?»
La tempesta può giungere nella vita in vari modi, intensità e in momenti meno opportuni. La fede placa le tempeste, riduce e manda via la paura che è fonte di decisioni mal poste e di immobilismi.
Con un po’ di fede è possibile fare cose grandi.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco, 4,35-41, Mercoledì 26 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Conversione di san Paolo, apostolo

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Festa
Martedì, 25 Gennaio

VANGELO
“In quel tempo. Pietro disse al Signore Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna».” (Mt 19,27-29)

La Conversione riguarda un mutamento radicale nelle fede e anche nelle opinioni personali per cui una persona cambia in modo profondo e evidente nel suo porsi nei confronti di opinioni, persone, fatti.
Questo in modo molto forte è accaduto a s. Paolo, talmente la grazia di Dio gli è stata rivelata e donata che non poteva che rimanere cieco davanti a tanta luce, a tanta misericordia e rendersi conto della sua precedente cecità che aveva in se nell’animo.
«E poiché non ci vedevo più, a causa del fulgore di quella luce, guidato per mano dai miei compagni giunsi a Damasco. (Atti 22,11)
«Ma appunto per questo ho ottenuto misericordia, Cristo Gesù ha voluto in me, per primo, dimostrare tutta quanta la sua magnanimità e io fossi di esempio a quelli che avrebbero creduto in lui per avere la vita eterna.» (1° Lettera a Timoteo 1,16)
S. Paolo si sente molto debitore e nel contempo scelto come preziosa testimonianza da Dio. Un privilegio l’aver ricevuto così tanta misericordia. Nella sua conversione s. Paolo diventerà una colonna della Chiesa di Gesù accanto a s. Pietro.
La generosità del Signore è talmente ampia da donare conversioni di cuore, e per chi poi gli rimane fedele, fra le tante fragilità personali, avrà grandi cose inaspettate.
«Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna»
Vi sono tante conversioni nella vita, una o due possono essere molto significative nel cambio di direzione verso la fede credendo in Gesù Cristo, e poi ve ne sono tante più piccole ma necessarie per un cammino cristiano dove piano piano si lasciano dietro di se alcuni dei numerosissimi difetti.
Gesù aiuta ogni fedele nel suo cammino ad attuare quelle piccole e importanti conversioni.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 19,27-29, Martedì 25 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della III Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
san Francesco di Sales, vescovo e dottore della Chiesa
Lunedì, 24 Gennaio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva a quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».” (Mc 4,10b.24-25)

Il comportamento personale d’ognuno ha una importanza per il Signore. Se una persona misura il comportamento di altre persone con una buona dose di misericordia, di perdono, di volere entrare bene nelle situazioni per ricavare del bene, a questa persona sarà fatto lo stesso, anzi in modo molto più abbondante perché il Signore è generoso.
Ma se una persona misura il comportamento di altre persone con una condanna, mettendo divisione e non dando possibilità di riaversi, di risollevarsi, questa persona corre il pericolo che le sia fatto poi la stessa cosa dal Signore, qui c’è solo la speranza di una abbondante misericordia di Dio perché il suo giudizio possa essere mitigato.
«Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più.»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 4,10b.24-25, Lunedì 24 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

III Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
La Domenica della Parola di Dio
Domenica, 23 Gennaio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse: «Sento compassione per la folla. Ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano meno lungo il cammino». E i discepoli gli dissero: «Come possiamo trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?». Gesù domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette, e pochi pesciolini». Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò e li dava ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà. Portarono via i pezzi avanzati: sette sporte piene. Quelli che avevano mangiato erano quattromila uomini, senza contare le donne e i bambini.” (Mt 15,32-38)

Papa Francesco nel 2019 ha istituito per tutta la Chiesa la Domenica della Parola di Dio, momento particolarmente adatto «a rafforzare i legami con gli ebrei e a pregare per l’unità dei cristiani». Nel Rito ambrosiano la Domenica della Parola è quella precedente la Festa della Famiglia.
La Parola di Dio è fondamento della fede, da mettere come cosa importante nella vita con una attenzione particolare all’ascolto e all’accoglimento per non farla scappare via nel dimenticatoio ma considerarla durante la settimana poiché può ispirare, indicare, suggerire il fedele che la custodisce.
La Parola del Vangelo inizia con una indicazione dell’attenzione del Signore Gesù verso la folla che lo seguiva da tre giorni. Si tratta di sentire la compassione, cogliere in profondità quello che sta vivendo un’altra persona o altre persone. È come mettersi al posto dell’altrui persona sentendo quello che sta vivendo nel suo cuore cosa certamente impossibile all’uomo ma con l’aiuto del Signore si riesce a cogliere almeno alcune importanti sfumature. Si tratta di volere il bene dell’altrui persona cogliendo quello che sta vivendo.
Gesù realizza la moltiplicazione dei pani e dei pesci, partendo da quel poco che c’era. Vi è una abbondanza che viene distribuita alle persone perché possano essere sfamate. Lo stile del Signore è fatto anche di abbondanza e qualità perché tutti possano attingere alla sua benevolenza. È anche quella abbondanza di Parola che il Signore distribuisce per dissetare la sete di Dio che ogni uomo e ogni donna ha insita nel suo cuore.
Ripensando alla Parola del Signore durante questa settimana, è possibile percorrere la gioia che ogni uomo, donna, bambino, bambina, hanno vissuto ricevendo quel pane e quel pesce dopo aver ascoltato e visto con i propri occhi Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 12,1-12, Sabato 22 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)