Venerdì della settimana della V Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
B.V. Maria di Lourdes
XXX GIORNATA MONDIALE DEL MALATO

Venerdì, 11 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù e i suoi discepoli giunsero a Betsàida, e gli condussero un cieco, pregandolo di toccarlo. Allora prese il cieco per mano, lo condusse fuori dal villaggio e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: «Vedi qualcosa?». Quello, alzando gli occhi, diceva: «Vedo la gente, perché vedo come degli alberi che camminano». Allora gli impose di nuovo le mani sugli occhi ed egli ci vide chiaramente, fu guarito e da lontano vedeva distintamente ogni cosa. E lo rimandò a casa sua dicendo: «Non entrare nemmeno nel villaggio».” (Mc 8,22-26)

Il cieco di Betsaida viene guarito da Gesù. Anche in questo caso non si tratta di una esclusiva guarigione del corpo, ma una guarigione della persona tutta, spirito (anima) e corpo. Spesso sfugge il fatto che un corpo sano con uno spirito affranto, mortificato, rappresenta una persona in difficoltà, infelice e non sa che cosa farne del suo corpo sanissimo.
Bisognerebbe tornare a pensare alla salute dello spirito e alla salute del corpo, assieme. Anima sana in corpore sano, è un antico detto molto sapiente, afferma che una persona è sana quando sia l’anima che il corpo sono sani.
Nella XXX Giornata Mondiale del Malato, Signore dona la gioia di essere persone vicine a chi soffre nello spirito e/o nel corpo, per alleviare le sofferenze e essere messaggeri di speranza.
“Se non ti posso guarire, ti posso curare
e se non ti posso curare, ti posso consolare.”

Padre misericordioso, fonte della vita,
custode della dignità di ogni persona,
ricolmaci della tua misericordia
e fa’ che, camminando insieme,
possiamo testimoniare
la tua predilezione per chi è rifiutato,
sofferente e solo.
Sostieni sempre medici, infermieri,
sanitari e tutti i curanti.
Signore Gesù, umiliato e crocifisso,
custode dell’umana sofferenza,
insegnaci a servire e amare
ogni fratello e sorella.
Tu che hai sperimentato
il dolore e l’abbandono,
accompagna tutti i malati e sofferenti
nel corpo e nello spirito
e insegnaci a scoprire il tuo volto
in ognuno di loro.
Spirito Santo, nostro paraclito,
custode dell’umanità bisognosa
di cura e di amore,
soccorri la nostra debolezza
e vulnerabilità,
accogli le nostre quotidiane fatiche
e sofferenze,
donaci la speranza dell’incontro beato
per l’eternità.
Maria, testimone del dolore
presso la croce, prega per noi.
(Preghiera per la Giornata Mondiale del Malato)

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 8,22-26, Venerdì 11 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della V Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
santa Scolastica
Giovedì, 10 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù salì sulla barca con i suoi discepoli e subito andò dalle parti di Dalmanutà.
Vennero i farisei e si misero a discutere con lui, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova. Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno». Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva.
Avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un solo pane. Allora egli li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane. Si accorse di questo e disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non capite ancora e non comprendete? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici». «E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette». E disse loro: «Non comprendete ancora?».” (Mc 8,10-21)

Una volta partito Gesù parla con i suoi discepoli mettendoli in guardia riguardo i frutti dei farisei e di Erode.
«Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!».
Riguardo ai farisei bisogna stare attenti a non cadere nel formalismo, nell’applicare con rigidità ogni norma, perché così facendo si rischia di fare più male che bene.
Riguardo a Erode bisogna stare attenti a non cadere nella sete di potere, rimanere attaccati alla poltrona rischia di far prendere decisioni molto sbagliate come accadrà per Gesù.
Ma la comprensione dei discepoli è limitata e non capiscono il discorso di Gesù e si accorgono di non avere pane. Sembra che non riescano a vedere e a udire, eppure hanno visto e udito ogni azione e parola di Gesù e nonostante questo rimangono ancora troppo attaccati alle cose del mondo, non c’è pane.
Spesso si rimane attaccati al vari problemi quotidiani e questo non fa vedere e udire la cosa importante che è la grazia, l’amore di Gesù per ognuno.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 8,10-21, Giovedì 10 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della V Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
santa Giuseppina Bakhita
Mercoledì, 9 Febbraio

VANGELO
“In quei giorni, poiché vi era di nuovo molta folla e non avevano da mangiare, il Signore Gesù chiamò a sé i discepoli e disse loro: «Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino; e alcuni di loro sono venuti da lontano». Gli risposero i suoi discepoli: «Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?». Domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette». Ordinò alla folla di sedersi per terra. Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla. Avevano anche pochi pesciolini; recitò la benedizione su di essi e fece distribuire anche quelli. Mangiarono a sazietà e portarono via i pezzi avanzati: sette sporte. Erano circa quattromila. E li congedò.” (Mc 8,1-9)

Il secondo racconto della moltiplicazione dei pani e dei pesci nel Vangelo secondo Marco rappresenta al continua e perdurante attenzione del Signore versi i suoi fedeli, essa non è venuta a mancare e continua per tutta la missione di Gesù e anche dopo la sua risurrezione.
Vi è anche qui l’abbondanza, l’avanzo di sette sporte, ampie cesti di vimini, sia di pane che di pesci. Questo perché tutti siano saziati nel corpo e prima nello spirito tramite l’abbondante e sapiente predicazione di Gesù. Infatti la folla lo seguiva per ascoltarlo e era dimentica del cibo perché stava ricevendo un alimento più importante per la propria edificazione personale: la Parola del Signore.
Signore aiutaci a essere attenti alla tua Parola come cosa importante e fondante la nostra esistenza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 8,1-9, Mercoledì 9 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della V Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
san Girolamo Emiliani
Martedì, 8 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidone, il Signore Gesù venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli. Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!». ” (Mc 7,31-37)

Gesù entra in un dialogo con il sordomuto con una serie di gesti che il sordomuto poteva sentire a livello tattile e vedere. Prima della guarigione c’è una interazione, una specie di colloquio con la persona malata per far capire che sta per accadere qualche cosa di importante, la possibilità di cambiare la vita acquisendo udito e parola.
Il miracolo consiste nell’udire e nel parlare correttamente, va oltre la guarigione del corpo, è coinvolta tutta la persona in spirito, anima e corpo, a tal punto che è come se l’ex sordomuto abbia sempre udito e parlato.
L’azione di Dio va oltre il richiesto e l’immaginario umano, dona una pienezza di vita che l’uomo spesso non usa e addirittura scarta. Signore aiutaci a confidare nella tua benevolenza e a vivere nella pienezza la nostra vita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 7,31-37, Martedì 8 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della V Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
sante Perpetua e Felicita, martiri
Lunedì, 7 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Chiamata di nuovo la folla, il Signore Gesù diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro».
Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola. E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti. E diceva: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».
Partito di là, andò nella regione di Tiro. Entrato in una casa, non voleva che alcuno lo sapesse, ma non poté restare nascosto. Una donna, la cui figlioletta era posseduta da uno spirito impuro, appena seppe di lui, andò e si gettò ai suoi piedi. Questa donna era di lingua greca e di origine siro-fenicia. Ella lo supplicava di scacciare il demonio da sua figlia. Ed egli le rispondeva: «Lascia prima che si sazino i figli, perché non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». Ma lei gli replicò: «Signore, anche i cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole dei figli». Allora le disse: «Per questa tua parola, va’: il demonio è uscito da tua figlia». Tornata a casa sua, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n’era andato. ” (Mc 7,14-30)

«sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro»..
Le parole puro, impuro, spesso danno un senso di disagio per chi le ascolta, vi è un contrasto fra una tradizione umana e i comandamenti di Dio, vi è un senso di assoluto impraticabile all’uomo, del solo bene o del solo male.
Da una parte, puro, spesso rappresenta una impossibilità dell’uomo, un qualche cosa di irraggiungibile, d’altra parte, impuro, è come essere in una condizione di condanna permanente nel considerai sempre indegno, non presentabile, sporco.
Vi è una strada che porta a staccarsi da considerarsi essere assolutamente cattivo o assolutamente buono, è quella dell’amore. Vivendo con amore certamente non si fanno cose cattive come: « impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza»..
Vivendo nell’amore non ci si può considerare neanche perfetti, puri, assolutamente buoni ma graziati dall’amore di Dio.
Guardando Gesù si è graziati, perdonati dal suo amore, e in questo senso ci si può considerare un poco puri tendendo sempre viva la propria fragilità di persona che ha bisogno sempre del perdono e dell’aiuto di Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 7,14-30, Lunedì 7 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

V Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Domenica, 6 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Quando il Signore Gesù fu entrato in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».
Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori, nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti». E Gesù disse al centurione: «Va’, avvenga per te come hai creduto». In quell’istante il suo servo fu guarito. ” (Mt 8,5-13)

Il capo di una centuria di soldati, circa un centinaio, è preoccupato per il suo servo, un suo attendente gravemente malato e sofferente. Il centurione è attento alle sorti del suo servo e anche di ogni sottoposto. L’attenzione è già un segno del desiderio di comunione, relazione con la sua truppa e il suo attendente.
Sentito parlare di Gesù chiede un suo intervento ma non vuole che Gesù vada a casa sua poiché si ritiene indegno. Considera Gesù persona importante, potente e che ha a che fare con Dio. È sicuro dell’azione benefica che Gesù potrebbe fare, ha grande fede nel Signore.
Oltre il desiderio di relazione con le persone, il centurione ha sentimento di compassione nei confronti di chi soffre e infine ha fede, molta fede in Gesù. Questo ha conseguenza di una particolare ammirazione del Signore che agisce e guarisce.
Una persona buona persegue le relazioni con le persone, non si sottrae se vi sono dei bisogni, delle sofferenze ma si mette in gioco per vedere cosa si può fare, ha un cuore aperto, che crede, e dalla fede attinge tanto della sua bontà.
Fede, speranza e carità. Sono le tre componenti che dovrebbero essere presenti in ogni persona credente, le virtù teologali.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 8,5-13, Domenica 6 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della IV Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
sant’Agata, martire
Sabato, 5 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Tommaso: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puòi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò».” (Gv 14,6-14)

Filippo come gli altri apostoli è con Gesù da tempo, e chiede un segno, una teofania, cioè la manifestazione di Dio convincente per l’uomo tramite una manifestazione sovra naturale.
«Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo?»
La manifestazione vera di Dio è la persona di Gesù. Si mostra in modo quotidiano, normale per gli apostoli, si tratta della persona in carne e ossa di Gesù che è con loro. Non c’è bisogno di un segno, di una teofania, di una manifestazione divina sovra naturale, c’è bisogno della fiducia, del credere veramente nel cuore che Gesù è il Signore, il Cristo mandato da Dio.
Oggi c’è bisogno di questa fiducia nel Signore Gesù, credere che lui sia veramente il nostro salvatore, non abbiamo bisogno di miracoli ma del miracolo della conversione a Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 14,6-14, Sabato 5 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della IV Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Venerdì, 4 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Si riunirono attorno al Signore Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme. Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?». Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto:
“Questo popolo mi onora con le labbra,
ma il suo cuore è lontano da me.
Invano mi rendono culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini”.

Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini». E diceva loro: «Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione. Mosè infatti disse: “Onora tuo padre e tua madre”, e: “Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte”. Voi invece dite: “Se uno dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è ‘korbàn’, cioè offerta a Dio”, non gli consentite di fare più nulla per il padre o la madre. Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte».” (Mc 7,1-13)

Per i farisei le azioni rituali di pulizia fanno parte di un importante bagaglio normativo per rimanere puri. Così facendo rischiano di essere in realtà l’opposto, impuri, poiché l’osservazione di tutto il bagaglio normativo per la purità non giustifica ad esempio la violazione del comandamento di Dio, onora tuo padre e tua madre.
L’astuzia sottile per queste persone è stata quella di comporre delle normative umane come ad esempio dire che è offerta a Dio il dovuto ai genitori.
Lo sguardo di una persona dovrebbe distogliersi dai propri egoisti interessi personali o corporativi, cioè che riguardano il gruppo a cui appartengo, ma dovrebbe essere verso una profonda gratuità eliminando quelle forme di egoismo che fanno il male.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 7,1-13, venerdì 4 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della IV Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
san Biagio, vescovo e martire
Giovedì, 3 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Molti videro partire il Signore Gesù e gli apostoli e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.
Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i suoi discepoli dicendo: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congedali, in modo che, andando per le campagne e i villaggi dei dintorni, possano comprarsi da mangiare». Ma egli rispose loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Gli dissero: «Dobbiamo andare a comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare?». Ma egli disse loro: «Quanti pani avete? Andate a vedere». Si informarono e dissero: «Cinque, e due pesci». E ordinò loro di farli sedere tutti, a gruppi, sull’erba verde. E sedettero, a gruppi di cento e di cinquanta. Prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero a loro; e divise i due pesci fra tutti. Tutti mangiarono a sazietà, e dei pezzi di pane portarono via dodici ceste piene e quanto restava dei pesci. Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini.” (Mc 6,33-44)

Vi era il desiderio di Gesù e degli apostoli di stare un poco in disparte per riposarsi, si allontanarono dalla folla con la barca. «Molti videro partire il Signore Gesù e gli apostoli e capirono.»
Giunti a destinazione Gesù ebbe compassione della numerosa folla che li aveva preceduti, non si riposa e viene incontro alla grande fame della Parola del Signore che tutti avevano, ognuno aveva un grande desiderio di ascoltare Gesù.
Dopo una dose abbondante della Parola, Gesù viene incontro alla esigenza della fame del corpo, e chiede cosa c’è da mangiare per poter realizzare quel segno che dice la benevolenza di Dio verso l’uomo che ascolta. Duecento denari, corrispondenti al guadagno di duecento giorni di lavoro, forse sarebbero sufficienti a comprare il pane per tutti quanti i presenti. Ma Gesù vuol far capire ai suoi apostoli che c’è qualche cosa di grande, c’è l’amore di Dio e lo fa vedere con quei cinque pani e due pesci che bastano per tutti.
«Tutti mangiarono a sazietà, e dei pezzi di pane portarono via dodici ceste piene e quanto restava dei pesci.»
L’uomo che ascolta la Parola del Signore dovrebbe avere fiducia anche verso la provvidenza, anche oggi il Signore provvede alla povertà corporale in tante modalità differenti.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 6,33-44, Giovedì 3 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Presentazione del Signore

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Festa del Signore
Mercoledì, 2 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio «una coppia di tortore o due giovani colombi», come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puòi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.” (Lc 2,22-40)

Il piccolo bambino Gesù di quaranta giorni è portato al Tempio per la sua presentazione, si tratta del riscatto rituale poiché ogni primogenito maschio è consacrato al Signore Dio. In più c’era la purificazione della donna che aveva partorito il bimbo.
Giuseppe e Maria da fedeli ebrei fanno tutto ciò come prescrive la Legge, e qui incontrano Simeone.
Simeone era in attesa della consolazione per Israele, ispirato dallo Spirito Santo vede il bambino Gesù, e capisce subito che è lui il Cristo Signore tanto atteso. Non può che esserci una lode di ringraziamento, Dio è vicino, piccolo bambino infante. Ma c’è un futuro legato anche alla durezza dei cuori di tante persone che non vorranno accogliere Gesù e questo provocherà dolore intenso a Maria
«anche a te una spada trafiggerà l’anima»
Gioia e sofferenza, una combinazione spesso presente, vi saranno sempre coloro che non vogliono accogliere la gioia e rimanere su se stessi perdendo l’amore del Signore Gesù.
La luce del Signore scende particolarmente in questa giornata, vuole rivelarsi nelle vite delle persone donando speranza e futuro.
«luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 2,22-40, Mercoledì 2 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)