Penultima domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Domenica 7 Febbraio
Domenica della divina clemenza

Lettura e coomento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Uno dei farisei invitò il Signore Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo. Vedendo questo, il fariseo che l’aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!». Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa». Ed egli rispose: «Di’ pure, maestro». «Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene». E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco». Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!»” (Lc 7,36-50)

La penultima Domenica dopo l’Epifania ci avverte della vicinanza della Quaresima che inizierà fra due settimane, Domenica 21 febbraio. In questa Domenica siamo invitati a guardare la manifestazione di Gesù nella sua divina clemenza, quel grande messaggio di misericordia che ha voluto lasciare e oggi continua a essere presente per ogni persona che voglia accoglierlo.
La divina clemenza, l’essere mite nel giudizio, è nel brando del Vangelo. Una donna, probabilmente una prostituta, sa della presenza di Gesù da quel fariseo. La prima cosa della divina clemenza è che gli è permesso di entrare nella casa di stare dietro ai piedi di Gesù. Già questa è l’azione misericordiosa di Dio, che ha permesso che questo accadesse. Certamente non sarebbe accaduto se non vi fosse stato Gesù in quella casa, quanto meno quella donna sarebbe stata allontanata. Questo permette quel gesto penitenziale di profondo dolore del proprio peccato da parte di quella donna, è gesto d’amore, di profonda fede in Gesù. Per contrasto c’è la freddezza del fariseo che non ha invece accolto Gesù, neanche con quei normali gesti di accoglienza in uso.
La prima ha molto amato e molto è perdonato. Il secondo ha poco amato e poco è perdonato.
Gesù insegnaci a essere persone che amano molto, attente al prossimo con un rinnovato slancio verso la fede confidando nella tua divina clemenza.
«La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!» disse Gesù a quella donna.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Luca 7,36-50 Febbraio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della IV Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Sabato 6 Febbraio
Santi Paolo Miki e compagni, martiri

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Un dottore della Legge, interrogò il Signore Gesù per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».” (Mt 22,35-40)

Tutta la legge e tutta la predicazione dei Profeti doveva avere un fondamento: l’amore. I comandamenti dell’amore sono da tenere sempre presenti quando si rispetta una delle qualsiasi norme. Se vi è amore, allora anche la norma sarà applicata al meglio e non in modo letterale e in ogni caso. L’amore verso Dio e l’amore verso il prossimo sono il fondamento da cui deriva ogni legge e la sua attuazione. Se vi fosse amore, questo mondo sarebbe molto diverso da quello attuale che è impregnato di interessi, egoismi.
Ma vi sono non poche persone che amano e indicano vie di giustizia, equità, solidarietà.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Matteo 22,35-40 di Sabato 6 Febbraio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della IV Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Venerdì 5 Febbraio
Sant’Agata, martire

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Si riunirono attorno al Signore Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme. Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?». Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”. Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini». E diceva loro: «Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione. Mosè infatti disse: “Onora tuo padre e tua madre”, e: “Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte”. Voi invece dite: “Se uno dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è ‘korbàn’, cioè offerta a Dio”, non gli consentite di fare più nulla per il padre o la madre. Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte».” (Mc 7,1-13)

Alcuni scribi e farisei interrogano Gesù sul rispetto della tradizione riguardo la pulizia delle mani prima di prendere cibo. Ma essi stessi pur stando attenti a queste norme, avevano trovato il modo di aggirarne altre, molto ma molto più importanti fino ad arrivare ad annullare la parola di Dio, uno dei dieci comandamenti: onora tuo padre e tua madre.
Il Signore difronte a questi comportamenti e a molti altri, prese quella decisione di portare con se nuovi discepoli poiché quei scribi, farisei e poi notabili, sacerdoti, capi dei sacerdoti e così via, vivevano una religiosità diversa da quella del Signore Dio, e si basava su interessi e torna conti personali e di corporativismo.
Gesù è venuto per salvare i peccatori, per riavviare le coscienze perdute, Gesù è venuto anche per loro e per noi. Affidiamoci con fiducia al Signore.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Marco 7,1-13 di Venerdì 5 Febbraio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della IV Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Giovedì 4 Febbraio
Feria

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Molti videro partire il Signore Gesù e gli apostoli e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i suoi discepoli dicendo: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congedali, in modo che, andando per le campagne e i villaggi dei dintorni, possano comprarsi da mangiare». Ma egli rispose loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Gli dissero: «Dobbiamo andare a comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare?». Ma egli disse loro: «Quanti pani avete? Andate a vedere». Si informarono e dissero: «Cinque, e due pesci». E ordinò loro di farli sedere tutti, a gruppi, sull’erba verde. E sedettero, a gruppi di cento e di cinquanta. Prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero a loro; e divise i due pesci fra tutti. Tutti mangiarono a sazietà, e dei pezzi di pane portarono via dodici ceste piene e quanto restava dei pesci. Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini” (Mc 6,33-44)

Cinque pani e due pesci. Poco, molto poco per tante persone. Ma Gesù ha la signoria su tutto il creato e questi pani e pasci bastano per tutti a sazietà e ne avanzano dodici ceste. Se il Signore ha compassione di alcune migliaia di uomini, donne e bambini, non ne avrà per coloro che avranno terminato il loro passaggio su questa terra nella speranza del perdono di Dio? Forse i doni che saranno elargiti saranno abbondanti.
Gesù aumenta la fede, la pazienza, la carità di ognuno e aiutaci sempre a tenere viva la speranza.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Marco 6,33-44 di Giovedì 4 Febbraio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della IV Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
mercoledì 3 Febbraio
San Biagio, vescovo e martire

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Gli apostoli si riunirono attorno al Signore Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.” (Mc 6,30-34)

In ospedale quando ero Cappellano, una volta rientrato alla sera a casa, capitava che in ora tarda chiamassero per una urgenza o una benedizione o un conforto. E ogni volta mi si sprofondava il cuore ma quando avevo completato il servizio ero contento. Capisco molto bene questo episodio del Vangelo dove c’è il desiderio di restare un poco in disparte per riposare e riprendere le forze.
E, con molta ammirazione, lo sguardo va a Gesù che non si scoraggia e con la sua compassione, il suo infinito amore si distoglie subito dal riposo e insegna molte cose alle pecore senza pastore.
Signore dona a tutti i pastori quest’amore per non ritirarsi ma essere vicini alle pecore loro affidate.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Marco 6,30-34 di Mercoledì 3 Febbraio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Presentazione del Signore

Tempo dopo l’Epifania
Martedì 2 Febbraio
Festa del Signore

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio «una coppia di tortore o due giovani colombi», come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.” (Lc 2,22-40)

La festa della Presentazione al Tempio del Signore è una delle epifanie, delle manifestazioni di Gesù. Qui è ancora infante, ha 40 giorni ed è portato al tempio per il rito della purificazione della madre e l’offerta per il primogenito perché sia riscattato dal Signore Dio. Ma nel Vangelo non c’è dizione che è stata data una offerta per il primogenito, questo potrebbe significare che Gesù è completamente consacrato a Dio ma sappiamo che è Dio.
Vi sono due incontri: Simeone che aspettava la consolazione, il vedere il Cristo di Dio e lo riconosce nel bambino Gesù, grande gioia da cui scaturisce il cantico di Simeone che è nella compieta, l’ultima preghiera del giorno dei religiosi. Simeone guidato dallo spirito Santo non tralascia il dolore spirituale che dovrà vivere Maria nella Passione del Signore. La verità è qualche cosa di importante e va sempre detta.
Anna, l’anziana signora nel tempio, anch’ella riconosce Gesù come l’atteso.
La luce del bambino Gesù viene verso di noi, lasciamo che questo accada per essere illuminati dalla sua grazia e dal suo amore.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Luca 2,22-40 di Martedì 2 Febbraio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della IV Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Lunedì 1° Febbraio
Beato Andrea Carlo Ferrari, vescovo

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Molta folla seguiva il Signore Gesù e gli si stringeva intorno. Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male. E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».” (Mc 5,24b-34)

Una donna cerca di toccare Gesù confidando che è guarigione, è il bene. La grande fede di questa donna le fa osare di toccare Gesù. La sua malattia, infatti, non le permetteva di essere in mezzo alle persone perché considerata impura, e tanto meno toccare una persona. Me ella sapeva nel cuore suo che avrebbe finalmente ottenuto la guarigione. Appena toccato Gesù, viene guarita inconsapevolmente. Gesù si accorge che qualche cosa è accaduto e sembra indipendente dalla sua volontà. È la fede nello stesso Gesù che fa accadere la guarigione. Certo è una fede senza pari, molto forte, oggi presente in poche persone, e fa capire che la fede è importantissima. Chi ha fede vive una esistenza di piena speranza rispetto e chi ha una fede tiepida e spenta.
Gesù aumenta la nostra fede!
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Marco 5,24b-34 di Lunedì 1° Febbraio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe

Tempo dopo l’Epifania
Domenica 31 Gennaio
Festa del Signore

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. I genitori del Signore Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.” (Lc 2,41-52)

A dodici anni Gesù avrebbe dovuto stare sottoposto ai genitori perché un bambino ebreo raggiunge l’età della maturità a 13 anni e un giorno. Invece per le bambine la maturità è a 12 anni e un giorno. Questo solo da un punto di vista religioso.
Dunque Gesù non aveva raggiunto l’età della maturità ma si distaccò dai suoi genitori e rimase a Gerusalemme. I genitori lo perdono. La santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe non era esente da incomprensioni, da problemi, e in questo caso i genitori ne commettono una un po’ grossa: perdono Gesù. Non commettono peccato, non c’è alcuna intenzione di lasciare Gesù a Gerusalemme, c’è un disguido, forse una non comprensione fra Maria e Giuseppe che non è peccato.
La santità non è esente da drammi, errori, problemi famigliari ecc. Una famiglia è santa perché sta dentro nel ménage familiare con la difficoltà del grave compito dell’educazione da parte dei genitori, con la difficoltà dei figli nel recepire e essere parte attiva nella famiglia. Se si affrontano i problemi familiari, a volte risolvendoli a volte no, si è in un percorso di famiglia santa. La santità non è la perfezione per cui tutto scorre come l’olio, una famiglia santa tenta di mettere il giusto olio nelle situazioni con gli inevitabili errori e fragilità personali ma ci sta dentro nelle situazioni che si vengono a creare di volta in volta.
Gesù per tre giorni stette nel Tempio per fare la volontà di Dio Padre. Ma Maria e Giuseppe quando ritrovarono Gesù non capirono le sue parole. Gesù stette dunque sottomesso ai suoi genitori come doveva fare un qualsiasi bambino.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Luca 2,41-52 di Domenica 31 Gennaio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della III Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Sabato 30 Gennaio
Feria

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Mentre saliva a Gerusalemme, il Signore Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà».” (Mt 20,17-19)

Gesù parla ai suoi discepoli apertamente. Dovrà passare per la passione nella sua più totale completezza dove ci sarà la derisione, quella umiliazione che mortifica la propria anima, poi la flagellazione, quella violenza fisica senza pari, e poi la crocifissione che ha in se l’esposizione umiliante della persona e l’agonia dolorosissima e infine la morte.
C’è anche la conclusione del brano del Vangelo di oggi, che non dev’essere slegata con la passione, Gesù conclude riferendosi a lui stesso: «il terzo giorno risorgerà». La risurrezione del Signore è il cardine della fede cristiana e segue la sua passione. La conclusione tratta di una rinascita eterna della vita senza pari, e supera qualsiasi sofferenza che la ha preceduta. È la vittoria della vita, la vittoria del bene, la sconfitta dell’egoismo, la sconfitta del male. È la possibilità per ognuno di accedervi se lo desideriamo.
Gesù aumenta la nostra fede. Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Matteo 20,17-19 di Sabato 30 Gennaio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della III Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Venerdì 29 Gennaio
Feria

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Essendo il Signore Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.” (Mc 5, 21-24a.35-43)

In Israele vi erano giudei che credevano in Gesù, fra questi uno dei capi della sinagoga, Giairo. Gesù gli chiede solo di avere fede perché possa compiersi il ritorno di vita nella sua figlioletta di dodici anni che era appena spirata. Gesù compie il miracolo e la fanciulla vive.
Gesù viene incontro alla sofferenza di questo capo della sinagoga e con il suo gesto vuole ridonare una speranza di vita togliendo via l’amarezza della perdita di una figlia ancora bambina. Gesù dona questo segno di risurrezione come un anticipo della sua risurrezione che però, a differenza di questa bambina, sarà eterna.
Gesù conosce i cuori di ognuno, e se c’è fede c’è anche il Signore e come lui vuole. Mai pretendere dal Signore un intervento qualsiasi esso sia ma assieme a una forte fede dev’esserci anche una piena umiltà. E il Signore si fa vicino.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Marco 5, 21-24a.35-43 di Venerdì 29 Gennaio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)