Giovedì della settimana della III Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Giovedì 28 Gennaio
San Tommaso d’Aquino

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù e i discepoli giunsero all’altra riva del mare, nel paese dei Gerasèni. Sceso dalla barca, subito dai sepolcri gli venne incontro un uomo posseduto da uno spirito impuro. Costui aveva la sua dimora fra le tombe e nessuno riusciva a tenerlo legato, neanche con catene, perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva spezzato le catene e spaccato i ceppi, e nessuno riusciva più a domarlo. Continuamente, notte e giorno, fra le tombe e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre. Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi e, urlando a gran voce, disse: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!». Gli diceva infatti: «Esci, spirito impuro, da quest’uomo!». E gli domandò: «Qual è il tuo nome?». «Il mio nome è Legione – gli rispose – perché siamo in molti ». E lo scongiurava con insistenza perché non li cacciasse fuori dal paese. C’era là, sul monte, una numerosa mandria di porci al pascolo. E lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi». Glielo permise. E gli spiriti impuri, dopo essere usciti, entrarono nei porci e la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare; erano circa duemila e affogarono nel mare. I loro mandriani allora fuggirono, portarono la notizia nella città e nelle campagne e la gente venne a vedere che cosa fosse accaduto. Giunsero da Gesù, videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto, spiegarono loro che cosa era accaduto all’indemoniato e il fatto dei porci. Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio. Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo supplicava di poter restare con lui. Non glielo permise, ma gli disse: «Va’ nella tua casa, dai tuoi, annuncia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avuto per te». Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli quello che Gesù aveva fatto per lui e tutti erano meravigliati. ” (Mc 5,1-20)

Un uomo posseduto da uno spirito impuro corse verso Gesù supplicandolo di lasciarlo in pace. Infatti aveva riconosciuto in Gesù il Figlio del Dio Altissimo. In questo uomo c’era una presenza sovra naturale che sapeva chi era Gesù. Ma agiva con molta violenza e nessuno riusciva anche ad avvicinarsi.
Lo spirito impuro si rivela molteplice, molti spiriti erano in lui. Gesù ordina ali spiriti di uscire da quell’uomo e gli spiriti vengono invaiati in una mandria di porci che poi si getta nel mare. Sembra che uno spirito non possa essere ospitato da un animale a tal punto che tutti i porci si suicidano.
La condizione di quell’uomo cambia e diventa pacifico e sano. Gesù risana.
Ma il costo economico di questa salvezza non è accettato da quella comunità che prega Gesù di allontanrsi.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Marco 5,1-20 di Giovedì 28 Gennaio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della III Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Mercoledì 27 Gennaio
Sant’Angela Merici

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel medesimo giorno, venuta la sera, il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui. Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?». Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?». E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».” (Mc 4,35-41)

I discepoli rimangono disarmati di fronte a una tempesta che gettava acqua nella barca. Gesù dormiva. Chi non avrebbe svegliato Gesù perché potesse fare qualche cosa in quella situazione d’emergenza? Ma Gesù dopo aver sedato la tempesta disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?»
L’invito di Gesù è di affrontare la tempesta con le proprie forze della fede senza delegare altri. La fede non fa evitare la tempesta, aiuta a attraversarla con le proprie forze spirituali.
Siamo invitati a non delegare ad altri i problemi della vita, oppure a non rifugiarsi in un illusorio intervento divino che penserà a risolvere tutto, o addirittura ad evitarli come se non esistessero. Siamo invitati ad affrontare i drammi della vita attraverso la forza della fede.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Marco 4,35-41 di Mercoledì 27 Gennaio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della III Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Martedì 26 Gennaio
Santi Timoteo e Tito, vescovi

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Nacque tra gli apostoli una discussione: chi di loro fosse da considerare più grande. Il Signore Gesù disse: «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno potere su di esse sono chiamati benefattori. Voi però non fate così; ma chi tra voi è più grande diventi come il più giovane, e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve. Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove e io preparo per voi un regno, come il Padre mio l’ha preparato per me, perché mangiate e beviate alla mia mensa nel mio regno».” (Mt 22,24-30)

L’invito del Signore è di riconsiderare la grandezza dell’uomo.
Se questa è basata sulla acquisizione di potere, dominio, potenza, ricchezza, allora è in una dimensione umana di dominio del più grande sul più piccolo.
Se la grandezza dell’uomo è basata sulla acquisizione di armonia, fratellanza, amore, allora è in una dimensione cristiana dove il più grande è attento al più piccolo e si fa ancora più piccolo per poterlo servire, per poter essere di aiuto come Gesù ha fatto. È possibile trovare gioia in una dinamica di servizio gratuito per risollevare, aiutare il prossimo.
Signore, in questo periodo di epidemia dona a tutti noi la grazia di essere gioiosi servitori e annunciatori del Vangelo.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Matteo 22,24-30 di Martedì 26 Gennaio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Conversione di san Paolo, apostolo

Tempo dopo l’Epifania
Lunedì 25 Gennaio
Festa

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Pietro disse al Signore Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna».” (Mt 19,27-29)

La conversione di san Paolo apostolo parte da una persona zelante nell’applicare la legge ebraica, persecutore convinto dei cristiani, approvò fra l’altro la lapidazione di santo Stefano, il primo martire cristiano. In questo periodo san Paolo era convinto della correttezza della persecuzione dei cristiani ed era noto per la sua determinatezza.
La conversione avviene in uno dei suoi viaggi per far arrestare e perseguire alcuni cristiani in Damasco. Sulla via accade la conversione, Gesù appare e mette san Paolo in una nuova condizione affinché si accorgesse della verità. Si tratta di una vera conversione nello spirito e nell’appartenenza, la vita di san Paolo è sconvolta.
Conversione nello spirito poiché da zelante ebreo diventerà zelante cristiano nella fede ferrea nel Signore Gesù.
Conversione nell’appartenenza, da persona importante nell’ambito ebraico diventa persona importante nell’ambito cristiano, come se avesse cambiato chiesa, e in questo caso nella nella nuova Chiesa che assieme a tutti gli altri apostoli e loro successori si stava formando.
San Paolo da persecutore diventa promotore dei cristiani. C’è sempre spazio per una conversione del cuore, e questo spazio è ampio grazie alla pazienza e alla misericordia di Dio che vuole la nostra salvezza e continua oggi a eleggere persone che contribuiscano a questo progetto.
Signore aiutaci in questo cammino di conversione che non ha mai termine finché siamo qui su questa terra.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Matteo 19,27-29 di Lunedì 25 Gennaio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

III Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Domenica 24 Gennaio
Domenica, il giorno del Signore

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati. Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui». E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.” (Mt 14,13b-21 )

Nella terza Domenica dopo l’Epifania nel Vangelo troviamo la manifestazione del Signore Gesù nella moltiplicazione dei pani e dei pesci. Anche in questo caso c’è l’evidenza di un dominio sulla natura da parte del Signore, è la sua creazione e può fare quello che vuole. Si manifesta dunque la gloria e la signoria del Signore Gesù, è veramente colui da rivolgere quanto meno l’attenzione e tentare di capire chi veramente è; e noi sappiamo che è l’uomo-Dio.
In questo caso e senza alcun effetto speciale come suoni potenti o visioni sfolgoranti, partendo da cinque pani e due pesci, si compie il miracolo della moltiplicazione, sufficienti fino alla sazietà di tutti coloro che lo avevano seguito e ascoltato, forse una decina di migliaia di persone, e ne avanzano ben dodici ceste.
Il segno è compiuto e tutti sanno da dove vengono questi pani e questi pesci, dal Signore Gesù. La folla capisce e si convince della grandezza del Signore Gesù.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

È anche la Domenica della Parola, dove dobbiamo accorgerci dell’importanza della prima parte della Messa dedicata alla liturgia della Parola. Nel Rito Ambrosiano abbiamo tre grandi tempi suddivisi nei misteri che celebriamo:
– “Il Mistero dell’incarnazione”, o meglio il Mistero della manifestazione della carne del Verbo. Si parte dell’Avvento (Tempo d’Avvento) “tempo che prepara la Chiesa a celebrare il Mistero della manifestazione nella carne del verbo di Dio, approdando alle feste natalizie (Tempo di Natale), Natale e Epifania e proseguendo con le Domeniche dopo l’Epifania (Tempo dopo l’Epifania) compresa la festa della Santa Famiglia fino alla prima Domenica di Quaresima esclusa.
– “Il Mistero della Pasqua”, il centro della fede cristiana. Si parte dalla Quaresima che conduce alle celebrazioni pasquali, la grande Domenica di Pasqua, seguita dalle Domeniche di Pasqua arrivando all’Ascensione e poi alla Pentecoste inclusa.
– “Il Mistero della Chiesa”, è il grande terzo polo celebrativo che parte dalla Pentecoste (dal lunedì successivo la Pentecoste) fino alla prima Domenica d’Avvento esclusa. Questo è detto anche “Tempo dopo la Pentecoste” e troviamo tre periodi: dapprima le (1) Settimane dopo Pentecoste fino alla celebrazione del martirio di San Giovanni il Battista da cui inizieranno le (2) Settimane dopo il Martirio fino alla Domenica della Dedicazione del Duomo di Milano da cui inizieranno le (3) Settimane dopo la Dedicazione fino ad arrivare alla prima Domenica d’Avvento esclusa. (Fonte celebrazioni liturgiche 2020/2021 Rito Ambrosiano. A cura di don Felice)

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Matteo 14,13b-21 di Domenica 24 Gennaio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Sabato 23 Gennaio
san Babila, vescovo e i tre fanciulli, martiri

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, il Signore Gesù diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì. Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento».” (Mt 10,1-10)

Gesù invia i 12 apostoli alle “pecore perdute della casa d’Israele”. Inizia così la missione degli apostoli con Gesù che li guida. La missione è importante per risollevare le anime che si erano disperse a causa della mancanza di bravi pastori. Viene consegnato agli apostoli un immenso potere, quello della guarigione, della liberazione dal male e addirittura poter risuscitare i morti. Poi vi è l’obbligatorietà dell’essenziale per diventare testimoni veri che non si attaccano alle cose ma al Signore.
Abbiamo bisogno di pastori semplici, distaccati dall’avere cose, attaccati (a un mt di distanza) alla comunità affidatagli e con uno sguardo fisso su Gesù. Signore, aiuta tutti i sacerdoti a diventare uomini d’amore.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Matteo 10,1-10 di Sabato 23 Gennaio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Venerdì 22 Gennaio
San Vincenzo, diacono e martire

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva a quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!».” (Mc 4,10b.21-23)

“Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce”.
Il tenere nascosto qualche cosa potrebbe essere funzionale qui su questa terra e di solito per un certo periodo ma prima o poi la verità viene o scoperta o rivelata. Ci si illude che agendo male di nascosto è possibile evitare ogni giudizio, pene, e magari essere anche tranquilli nella propria coscienza.
Ma questa è solo illusione, un imbroglio verso se stessi, verso la propria anima. Inoltre, in seguito, c’è quell’eternità nella beatitudine celeste dove si può accedere con una situazione buona o quanto meno purificata dove ogni segreto sarà messo bene in luce. Quanto meno quest’ultimo aspetto dovrebbe portare a un comportamento migliore, a mettere alla luce nella propria coscienza i comportamenti sbagliati e tentare di cambiare rotta.
Con l’aiuto del Signore e con un sincero pentimento e un buon proposito di conversione diventa tutto possibile anche al più acerrimo dei peccatori.
Gesù aiutaci a mettere in luce gli sbagli di cui non ce ne siamo resi conto e quindi sono nascosti alla nostra coscienza.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Marco 4,10b.21-23 di venerdì 22 Gennaio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Giovedì 21 Gennaio
Sant’Agnese, martire

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù cominciò a insegnare lungo il mare. Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva. Insegnava loro molte cose con parabole e diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate. Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; e subito germogliò perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde tra i rovi, e i rovi crebbero, la soffocarono e non diede frutto. Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno». E diceva: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!». Quando poi furono da soli, quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli diceva loro: «A voi è stato dato il mistero del regno di Dio; per quelli che sono fuori invece tutto avviene in parabole, affinché guardino, sì, ma non vedano, ascoltino, sì, ma non comprendano, perché non si convertano e venga loro perdonato». E disse loro: «Non capite questa parabola, e come potrete comprendere tutte le parabole? Il seminatore semina la Parola. Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola, ma, quando l’ascoltano, subito viene Satana e porta via la Parola seminata in loro. Quelli seminati sul terreno sassoso sono coloro che, quando ascoltano la Parola, subito l’accolgono con gioia, ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della Parola, subito vengono meno. Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi sono coloro che hanno ascoltato la Parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e la seduzione della ricchezza e tutte le altre passioni, soffocano la Parola e questa rimane senza frutto. Altri ancora sono quelli seminati sul terreno buono: sono coloro che ascoltano la Parola, l’accolgono e portano frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno».” (Mc 4,1-20)

Una Parola data con abbondanza come quel seminatore che senza badare dove getta il seme (la Parola), lo diffonde il più possibile. I terreni e i luoghi dove cade il seme sono differenti e solo in alcune situazioni il seme attecchisce bene e da molto frutto. C’è una gratuità, una abbondanza nel diffondere la Parola perché molte persone possano ascoltarla e chi decide nel proprio cuore aderirvi.
I pericoli di perdere la Parola sono tanti e fanno parte della vita di ognuno:
la tentazione che immediatamente distoglie da quello che si è ascoltato,
le tribolazioni e i drammi della vita che la fanno dimenticare,
le passioni terrene che sopravvengono.
Ma vi sono situazioni in cui la Parola viene custodita e questa porta molto frutto nella vita.
Gesù, aiutaci ad essere attenti ascoltatori della tua parola, ad accoglierla e a non farla scappare via a causa di ogni nostra debolezza.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Marco 4,1-20 di Giovedì 21 Gennaio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Mercoledì 20 Gennaio
san Sebastiano, martire

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Giunsero la madre e i fratelli del Signore Gesù e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».” (Mc 3,31-35)

Fratelli, sorelle, madri. Si diventa così di fronte non solo alla affermazione di Gesù, ma anche alla gioia di ognuno di aderirvi perché è bello considerarsi legati da Gesù che ci accomuna.
Oggi, nell’era dell’individuale, l’espressione di essere facente parte di una comunità, qualsiasi essa sia, è diventata estranea per molti. Sarebbe da riprovare la gioia di sentirsi parte di una comunità, e se questa c’è a capo Gesù, è un’ottima comunità. C’è bisogno di appartenenza ad una comunità ,e quella della Chiesa di Gesù valorizza la dignità di ognuno, incoraggia e aiuta a trovare percorsi della vita.
Nella difficoltà di essere in presenza, ci si sente comunque facente parte della comunità cristiana che sorregge e dona speranza in questo periodo di pandemia.
Gesù dona pastori che facciano la volontà di Dio Padre, che siano gioiosi nel guidare la comunità loro affidata e dona fedeli che trovino la loro dignità e gioioso servizio.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Marco 3,31-35 di mercoledì 20 Gennaio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Martedì 19 Gennaio
san Fabiano, papa e martire

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni». Ma il Signore Gesù li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».” (Mc 3,22-30)

Gesù viene accusato in modo politicamente scorretto, con una falsità intellettuale. Come può un uomo usare il male e fare continuamente del bene allontanando e distruggendo il male stesso?
L’accusa portata a Gesù si riferiva al suo potere che, secondo l’accusa, derivava da uno spirito impuro che lo possedeva. Chi lo accusava con molta probabilità sapeva che mentiva, era disonesto, ma lo scopo era solo quello di mettere in difficoltà Gesù magari provocando una reazione sbagliata.
Siamo in un ambito politicamente e intellettualmente gravemente scorretto. Da qui l’affermazione finale di Gesù che è venuto a portare la misericordia di Dio:
«chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna»
La bestemmia contro lo Spirito Santo corrisponde anche al rifiuto del perdono e come può una persona essere perdonata se lo rifiuta?
Nella formula di assoluzione sacerdotale, a un certo punto il sacerdote afferma: “Dio Padre Onnipotente … e ha effuso lo Spirito Santo per il perdono dei peccati … “. Da qui si capisce in sintesi che lo Spirito Santo è datore di perdono, e il suo rifiuto corrisponde al rifiuto del perdono stesso. Rifiutando, bestemmiando lo Spirito Santo non si può essere perdonati perché si rifiuta il perdono.
Gesù aiutaci a considerarci sempre peccatori perdonati!
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Marco 3,22-30 di Martedì 19 Gennaio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)