Tempo d’Avvento Mercoledì 18 novembre Dedicazione delle Basiliche romane dei Ss. Pietro e Paolo apostoli
Lettura e commento del Vangelo
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Andando via di là, il Signore Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».” (Mt 9,9-13)
Matteo seguì senza indugio il Signore Gesù. Sulle sue spalle c’è una vita non onesta, abbiente. La chiamata di Gesù è quell’occasione per mettere a posto quella vita che sfruttava la povertà altrui e il proprio potere. Matteo cambia radicalmente la sua vita e aderisce a quella chiamata di Gesù, venuto non “a chiamare i giusti, ma i peccatori”. Il desiderio profondo del Signore è quello di salvare i peccatori, coloro che sono lontani dall’amore, dalla carità. La sua missione sembra quella di far prendere coscienza nella libertà di ogni uomo e di ogni donna di comportamenti privi d’amore, di scelte sbagliate che hanno portato a divisioni, separazioni, litigi. Con questa presa di coscienza nasce la voglia di essere redenti, salvati, e Gesù è la persona giusta. In questo periodo epidemico donaci sempre la speranza e la tua forza per essere solidali, vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dal Vangelo secondo Matteo 9,9-13 di Mercoledì 18 novembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)
Tempo d’Avvento Martedì 17 novembre Santa Elisabetta di Ungheria, religiosa
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva alle folle: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande». Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi.” (Mt 7,21-29)
Alcuni erano certi che compiere i prodigi, le opere e l’annuncio del Signore Gesù fosse sufficiente per guadagnare la vita eterna. Mancava la disposizione del cuore di volere fare il bene, di agire a favore dell’umanità e non di fare tutto ciò per poi acquisire vantaggi personali. In realtà queste persone facevano si il bene ma con lo scopo di un guadagno solo personale per avvantaggiarsi nella vita terrena. Lo scopo sarebbe stato un altro: convertire il cuore perché si voglia il bene senza alcuna deriva personale, senza alcun interesse per se. E anche se non si riesce a compiere le opere in modo concreto, comunque comunque ci si tenta, l’importante è il cuore che vuole perseguire il bene, che prova a fare il bene. Si parte sempre da una vera conversione dalla quale tutto può scaturire, costruire per quanto si riesce qualche cosa nella verità dell’annuncio del Vangelo. Saldi nelle fede, fermi nella speranza in un assiduo ascolto della parola del Signore che converte e invita a mettere in pratica gli insegnamenti del Vangelo. Si diventa come un costruttore che stabilisce le fondamenta molto salde cosicché la costruzione rimanga in piedi anche se si abbattono delle tempeste. Gesù aiutaci a costruire fondamenta robuste nella fede e donaci sempre la grazia della speranza, della solidarietà, vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dal Vangelo secondo Matteo 7,21-29 di Martedì 17 novembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)
Tempo d’Avvento Lunedì 16 novembre Santa Margherita di Scozia
Lettura e commento del Vangelo
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono. Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì. Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.” (Mt 4,18-25)
Pietro e Andrea e poi Giacomo e Giovanni alla chiamata di Gesù rispondono senza indugio e lo seguono. Gesù guarisce. La sua azione fondante è quella della guarigione e lo dimostra facendo molte guarigioni da malattie, infermità, scacciando via il male da molte persone indirizzandole verso il bene. Con questa sua azione molte persone incominciarono a cercarlo e a seguirlo. Il Vangelo di Gesù attrae molte persone che lo ascoltano e vogliono essere guarite nel corpo e nello spirito. La guarigione dell’anima consiste anche nella sequela del Signore Gesù, nell’ascolto della sua Parola. In questo inizio d’Avvento, Gesù aiutaci a essere tuoi ascoltatori, attenti alla tua Parola, resistenti alla tentazione della paura per via della pandemia. Aiuta, fa che possiamo essere vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dal Vangelo secondo Matteo 4,18-25 di Lunedì 16 novembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)
Tempo d’Avvento Domenica 15 novembre La venuta del Signore
Lettura e commento del Vangelo
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù usciva dal tempio, uno dei suoi discepoli gli disse: «Maestro, guarda che pietre e che costruzioni!». Gesù gli rispose: «Vedi queste grandi costruzioni? Non sarà lasciata qui pietra su pietra che non venga distrutta». Mentre stava sul monte degli Ulivi, seduto di fronte al tempio, Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea lo interrogavano in disparte: «Di’ a noi: quando accadranno queste cose e quale sarà il segno quando tutte queste cose staranno per compiersi?». Gesù si mise a dire loro: «Badate che nessuno v’inganni! Molti verranno nel mio nome, dicendo: “Sono io”, e trarranno molti in inganno. E quando sentirete di guerre e di rumori di guerre, non allarmatevi; deve avvenire, ma non è ancora la fine. Si solleverà infatti nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno terremoti in diversi luoghi e vi saranno carestie: questo è l’inizio dei dolori. Ma voi badate a voi stessi! Vi consegneranno ai sinedri, sarete percossi nelle sinagoghe e comparirete davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro. Ma prima è necessario che il Vangelo sia proclamato a tutte le nazioni. E quando vi condurranno via per consegnarvi, non preoccupatevi prima di quello che direte, ma dite ciò che in quell’ora vi sarà dato: perché non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo. Il fratello farà morire il fratello, il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato. […] In quei giorni, dopo quella tribolazione, “il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte”. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo».” (Mc 13,1-13, 24-27 forma breve)
La prima Domenica d’Avvento in Rito ambrosiano si apre con una prospettiva della seconda venuta del Signore Gesù. Una venuta che deve ancora accadere e sarà alla fine dei tempi quando “verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti” cosa che diciamo nel Credo ogni Domenica. La seconda venuta è nelle fede, è quello che crediamo da persone cristiane e fedeli. La prima venuta del Signore Gesù orma quasi 2021 anni fa, è cosa accaduta e fa parte della storia e del nostro bagaglio di fede ben riportato nei Vangeli sopratutto in quello di Luca e poi per quanto tutto il Nuovo Testamento, che è l’ultima parte della Bibbia. Dunque, la fine dei tempi sarà popolata da un evento, la seconda e ultima venuta del Signore Gesù Cristo e nel vangelo c’è prima un termine della esistenza terrena, uno spegnersi del sole, e di conseguenza un oscurarsi della luna. Questa lettura apocalittica provoca spesso paura e rifiuto. Questo è umano e speriamo tutti che capiterà molto in là nel tempo ma non è dato a nessuno sapere neanche indicativamente quando capiterà, e per essere precisi nessuno conosce neanche il secolo quando ciò capiterà. Adesso il futuro che abbiamo davanti è una incognita a causa della epidemia così ferrea e diffusa, non si può programmare nulla con certezza come si faceva un anno fa, nulla è più scontato. Da qui nasce un insegnamento: l’essere aperti a un futuro che verrà senza pretendere di programmarlo, ma di viverlo senza paura, senza angoscia. Gesù aiutaci in questo, donaci la grazia della tua presenza in questo periodo che è anche d’epidemia, vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dal Vangelo secondo Marco 13,1-13, 24-27 forma breve di Domenica 15 novembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo la Pentecoste Sabato 14 novembre Ultimo giorno dell’Anno liturgico 2019-2020
Lettura e commento del Vangelo
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a dire ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».” (Mc 13,5a.33-37)
«Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!». Così la lettura del Vangelo conclude l’Anno liturgico 2019-2010 con un invito a essere vigilanti, persone che non dormono, che non si accontentano della mediocrità. Vigili, attenti, armati di parole buone, di sentimenti di pace, aperti a un futuro che è incerto e imprevedibile, non programmato ma con un affidamento intenso al Signore Gesù. Con le Messe vigilari del sabato inizia l’Avvento ambrosiano. Gesù aiuta, sostieni, dona forza a tutti i tuoi fedeli perché siano sempre datori di speranza in questo periodo d’epidemia, vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dal Vangelo secondo Marco 13,5a.33-37 di Sabato 14 novembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo la Pentecoste Venerdì 13 novembre sant’Omobono vescovo e martire
Lettura e commento del Vangelo
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».” (Mt 25,14-30)
L’uomo può scegliere liberamente come percorrere la sua vita facendo delle scelte. Una scelta importante è quella che da una impronta, uno stile alla intera esistenza.
Una scelta potrebbe essere quella di approfittare il più possibile della propria esistenza a scapito altrui. Qui vi è la non attenzione verso il prossimo, non vi è espressione d’amore che potrebbe essere in alcuni gesti di carità. Vi è solo una grande attenzione per se stessi e quel poco di altruismo è solo per guadagnare un poco di immagine per se. Questa scelta allontana la gioia, l’armonia e anche il Signore.
Un’altra scelta potrebbe essere quella di inserire nella esistenza l’amore, la carità, l’uscire dal proprio se e aprirsi per essere attenti a quello che circonda e essere caritatevoli con chi ha bisogno. Questa seconda scelta richiama la gioia e va verso la felicità in una comunione con il Signore.
Chiediamo al Signore d’essere nella scelta d’amore, di essere in quella carità donando speranza in questo periodo d’epidemia, vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dal Vangelo secondo Matteo 25,14-30 di Venerdì 13 novembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo la Pentecoste Giovedì 12 novembre san Giosafat, vescovo e martire
Lettura e commento del Vangelo
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì. Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”. Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”».” (Mt 25,14-30)
Il servo che aveva ricevuto un solo talento ha avuto paura, e a causa di questo agisce in modo poco saggio nascondendo il talento affidatogli senza utilizzarlo. Avrebbe dovuto invece usarlo, rischiare perché portasse in futuro qualche frutto. Così facendo avrebbe anche vissuto nella speranza e non nell’incertezza dello stare fermo senza nulla fare. Probabilmente siamo tutti invitati a non essere persone che seppelliscono possibilità, ma al contrario che le favoriscano, persone che sono in movimento e vogliono promuovere il bene. La paura del servo è stata anche una conseguenza dello considerare il padrone come persona severa, dura. A causa di questa idea che si era fatto ha avuto paura e si è nascosto. Quale idea di Dio mi sono fatto? Severo, duro? Oppure una idea differente? L’idea di Dio che ho mi convince ad andare avanti approfondendo la fede oppure mi allontana? Ma quale idea di Dio ho? Forse dovrei affidarmi al Signore non dubitando di lui ma credendo in una persona che è fedele. Aiuta la fede, aiuta la solidarietà in questo periodo di epidemia, vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dal Vangelo secondo Matteo 25,14-30 di Giovedì 12 novembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo la Pentecoste mercoledì 11 novembre San Martino di Tours, vescovo – Festa
Lettura e commento del Vangelo
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”».” (Mt 25,31-40)
Un giudizio corretto senza alcuna sbavatura e senza alcun errore è impossibile all’uomo ma non al Signore. Quello che attende ognuno di noi al termine del passaggio terreno è l’essere instradati verso una delle tre direzioni possibili: verso l’Inferno (vediamo di non andarci affatto), oppure verso il Purgatorio o il Paradiso, tenendo presente che se si è nello stato di vita del Purgatorio, esso è provvisorio in vista del Paradiso. Ci sarà dunque un giudizio e la garanzia di una beatitudine eterna priva del male se non si vuole andare all’Inferno. La differenza è enorme perché qui viviamo l’esperienza del male che affascina e distorce la buona vita e allontana dalla gioia. Nella speranza del Signore Gesù misericordioso, un giorno saremo privati del male e potremmo finalmente essere nella pienezza della gioia e della pace. San Martino divise quel mantello per coprire chi aveva freddo e si pose in un cammino di fede e di gioia nel bene della carità che continuerà per tutta la sua vita. Un piccolo gesto di vicinanza oggi lo possiamo fare ad esempio con la solidarietà in questo tempo di epidemia, con parole buone e di speranza. Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dal Vangelo secondo Matteo Mt 25,31-40 di Mercoledì 11 novembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo la Pentecoste Martedì 10 novembre san Leone Magno, papa e dottore della Chiesa
Lettura e commento del Vangelo
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Chi è dunque il servo fidato e prudente, che il padrone ha messo a capo dei suoi domestici per dare loro il cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così! Davvero io vi dico: lo metterà a capo di tutti i suoi beni. Ma se quel servo malvagio dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda”, e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a mangiare e a bere con gli ubriaconi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli ipocriti: là sarà pianto e stridore di denti».” (Mt 24, 45-51)
Nell’ultima settimana dell’Anno liturgico 2019-2020, ci accompagna il Vangelo secondo Matteo anche con la festa di san Martino che sarà mercoledì 11 novembre. L’essere pazienti e perseveranti è forse l’invito del Vangelo di oggi, in quell’attesa del ritorno del Signore Gesù che non farà mancare certo la sua presenza. Ma la fragilità di ogni uomo e di ogni donna è sempre presente, e quella che viene percepita come assenza del Signore provoca quei atteggiamenti che non sono cristiani, come ad esempio l’approfittarsi delle altrui persone. Dovremo essere sempre certi di un Signore che c’è, ma che noi a volte non riusciamo a percepire nella nostra storia e in quella che ci ha preceduto. Signore Gesù aumenta la nostra fede, fa che non manchiamo di sperare in te. Donaci in questo periodo di piena epidemia la perseveranza della preghiera e della speranza, solidali, vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dal Vangelo secondo Matteo 24, 45-51 di Martedì 10 novembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo la Pentecoste Lunedì 9 novembre Festa del Signore
Lettura e commento del Vangelo
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. La donna Samaritana dice al Signore Gesù: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità».” (Gv 4,19-24)
È la festa di tute le Chiese cattoliche nel mondo. San Giovanni in Laterano è la madre di tutte le chiese cattoliche dell’urbe e dell’orbe, della città di Roma e di tutto il mondo. Vi era la necessità nei primi secoli della Chiesa di ritrovarsi in un luogo comune dove poter assieme pregare. La Basilica Lateranense rappresenta questo aspetto ed è per questo che la sua festa è quella di tutte le chiese cattoliche nel mondo. Poter avere la libertà di culto e di celebrare assieme la liturgia cristiana è una grande cosa anche se oggi siamo impediti dalla epidemia dilagante e la prudenza vuole di porre molta attenzione agli incontri dal vivo favorendo invece quelli con l’ausilio di apparecchiature tecniche. I veri adoratori della Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, lo fanno in spirito e verità ed anche dalle proprie case si può adorare il Signore sperando in una sua presenza di grazia e di sostegno. Signore, aiutaci a essere sempre in comunione con te, solidali, vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 4,19-24 di Lunedì 9 novembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)