IV Domenica di Pasqua

Tempo di Pasqua
Domenica 25 Aprile

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai Giudei: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola» .” (Gv 10,27-30)

Gesù conosce il cuore delle sue pecore, delle persone che credono in lui e confidano in lui, e le conosce molto bene.
Per queste persone c’è il dono della vita eterna, una vita che non ha mai fine, una vita che continua. Gesù garantisce che per chi confida in lui, per chi crede in lui, non vada perduto grazie alla sua stessa azione di amore e di misericordia, quello sguardo che penetra nel cuore e conosce tutte le miserie ma anche tutte le bellezze di ognuno.
Gesù, cosa sola con il Padre, vuole regalare la speranza di una vita che non ha mai fine e un passaggio terreno che può essere nella pienezza grazie alla fede.
Si può vivere in modo migliore grazie alla fede in Gesù nonostante le molte problematiche e drammi della vita. Vivere con la fede nel Signore vuole dire essere ricolmi dell’amore che dona forza e grazia per essere nella pienezza della vita, per essere diffusori a nostra volta di speranza, di vicinanza, di amore.
Gesù aiutaci a essere persone di fede.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 10,27-30 di Domenica 25 Aprile 2021 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

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Sabato della III settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
san Benedetto Menni, sacerdote

Sabato 24 Aprile

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. La folla disse al Signore Gesù: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».
Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».” (Gv 6,30-35)

Il nutrimento dell’anima è il pane della vita. La fame e la sete di una eternità è insita in ogni persona, c’è una tendenza spirituale a cercare l’invisibile, ad andare oltre il visibile e il concreto.
Si tratta della dimensione dell’amore, della relazione buona dove l’altro è persona che vuole bene e vuole il tuo bene. E l’altro è il Signore.
«Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!»
Gesù dona il pane di vita, dona a piene mani quella via per essere in relazione con l’eternità, per essere sfamati e dissetati.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,30-35 di Sabato 24 Aprile 2021 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

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Venerdì della III settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
sant’Adalberto, vescovo e martire

Venerdì 23 Aprile

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. La folla, rimasta dall’altra parte del mare, vide che c’era soltanto una barca e che il Signore Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma i suoi discepoli erano partiti da soli. Altre barche erano giunte da Tiberìade, vicino al luogo dove avevano mangiato il pane, dopo che il Signore aveva reso grazie. Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato». ” (Gv 6,22-29)

«Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà».
Come duemila anni fa, anche oggi ci si da molto da fare per una buona situazione qui su questa terra, nella vita che si vive ogni giorno, tentando di procurarsi il necessario per essere a proprio agio.
Spesso non ci si accorge che si trascurano, e a volte completamente, i legami con la spiritualità e con l’interiorità, e si rimane sbilanciati solo sulle cose terrene.
Gesù si rese conto di questo riguardo alla folla che lo cercò per continuare a sfamarsi senza fatica. Il recupero di momenti spirituali sono fondamentali per accorgersi di quel cibo che rimane per la vita eterna che Gesù vuole continuare a donare a piene mani. Un cibo che dona dignità, speranza nella fede che si rinnova.
Aiutaci Signore a cibarci del tuo nutrimento per diventare persone migliori.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,22-29 di Venerdì 23 Aprile 2021 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

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Giovedì della III settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Feria

Giovedì 22 Aprile

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Venuta la sera, i suoi discepoli scesero al mare, salirono in barca e si avviarono verso l’altra riva del mare in direzione di Cafàrnao. Era ormai buio e Gesù non li aveva ancora raggiunti; il mare era agitato, perché soffiava un forte vento. Dopo aver remato per circa tre o quattro miglia, videro Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Sono io, non abbiate paura!». Allora vollero prenderlo sulla barca, e subito la barca toccò la riva alla quale erano diretti.” (Gv 6,16-21)

I discepoli durante l’attraversata rimasero al buio con il mare agitato. Una situazione difficile che richiede impegno per riuscire a sopravvivere e approdare a un porto.
In aggiunta ad un certo punto appare Gesù. La paura fa da padrona e paralizza i discepoli. Ma una volta ravveduti dalla Parola di Gesù «Sono io, non abbiate paura!» ritorna la forza spirituale necessaria per approdare dove erano diretti.
Quella forza che aiuta a superare ostacoli di una certa gravità, proviene dal Signore Gesù per quanti hanno fede.
In questo periodo è facile perdere la fede, smarrirsi scoraggiarsi. Qui bisogna prendere nella propria barca Gesù, accoglierlo e riscoprire la fede che aiuta a superare ogni ostacolo.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,16-21 di Giovedì 22 Aprile 2021 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

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Mercoledì della III settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
sant’Anselmo, vescovo e dottore della Chiesa

Mercoledì 21 Aprile

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.” (Gv 6,1-15)

«Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!»
I cinque pani d’orzo e i due pesci diventano sufficienti per sfamare una grande folla. Si tratta della moltiplicazione dei pani e dei pesci che Gesù compie per compassione, per vicinanza a ognuna delle molte persone che erano venute per ascoltarlo e per le molte guarigioni che aveva compiuto.
Gesù vuole essere vicino, vuole donare un qualche cosa di speciale affinché anche il più acerrimo dei peccatori possa fermarsi, guardare, e iniziare a cambiare nel suo cuore in quello che può diventare una svolta, un profondo cambiamento verso il bene, la conversione.
I segni, i miracoli, servono per dare una direzione verso il bene, e la speranza, certezza nella fede, della vita eterna che può essere nella beatitudine celeste.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,1-15 di Mercoledì 21 Aprile 2021 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

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Martedì della III settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Feria

Martedì 20 Aprile

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C’è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera. Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce.
Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato. Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita.
Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l’amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio?
Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».” (Gv 5,31-47)

Quasi un appello accorato, fatto con il cuore, del Signore Gesù ai quei Giudei che lo stavano ascoltando. È il discorso del Signore Gesù perché chi lo ascoltasse potesse prendere coscienza della novità cui ha di fronte.
I segni, le opere compiute da Gesù dovrebbero essere una chiara indicazione per ogni persona e per i Giudei. Ma i cuori sono duri da ammorbidire, e Gesù è visto come un avversario e non come il Cristo che porta la salvezza. Queste stesse persone credono di trovare la salvezza nelle Scritture, nella Bibbia, ma la conoscenza non basta e a volte fa cadere in una illusione di essere nel giusto.
La vera conoscenza è il rapporto con Dio, attraverso la seconda persona della Trinità, Gesù, e con quell’azione d’amore dello Spirito Santo. La vera salvezza è in un rapporto con il Signore senza escludere le Scritture.
Aiutaci Signore a conoscerti, a mettere te come prima persona.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 5,31-47 di Martedì 20 Aprile 2021 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Lunedì della III settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Feria

Lunedì 19 Aprile

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO Del GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù riprese a parlare e disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati. Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.
In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno. Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna. Da me, io non posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato».” (Gv 5,19-30)

La Risurrezione di Gesù ha un profondo significato per ogni uomo e donna. La vita non ha mai termine e questo per tutti , nessuno escluso. In questa eternità vi sono due possibilità di vita e dipende dalla scelta che ognuno fa liberamente nella vita terrena.
L’eternità è per tutti. La beatitudine eterna, l’eternità nella pienezza di gioia e pace e quant’altro, è per chi la sceglie. Cambia in modo profondo come sarà l’eternità di ognuno che potrà essere nel Paradiso o nell’Inferno. Questo dipende unicamente dalla scelta di ognuno.
«Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna.»
La speranza è l’azione misericordiosa di Gesù che vuole che non andiamo incontro al giudizio ma all’amore di Dio:
In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 5,19-30 di Lunedì 19 Aprile 2021 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

III Domenica di Pasqua

Tempo di Pasqua
Domenica 18 Aprile

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO Del GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me».” (Gv 14,1-11a)

Un cuore turbato, alterato guastato dai drammi della vita, dalla epidemia che stiamo percorrendo, è segno di una pesantezza e di interruzione dal normale cammino quotidiano, dalla fede, dalle relazioni buone con i familiari e il prossimo.
«Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me»
Il confidare nel Signore Gesù è una buona strada per allontanare ogni turbamento del cuore, con quella fede che aiuta a non scartare o far finta di niente dei molti problemi e drammi che ci circondano, e dona quella forza misteriosa che aiuta a viverli i modo più equilibrato.
Per questo c’è una via maestra e per essere persone più vere con se stesse e con il prossimo. Questa via è una persona, si chiama Gesù. Certo, quando si sente per le prime volte che la via da percorrere è una persona, suona quanto meno strano. Una via è un percorso, in questo caso spirituale, e lo si intende come impegno personale dedicando risorse e tempo affinché vi siano scoperte e progressi nella fede.
Tutto questo dev’essere con Gesù, con una persona che diventa la via, cioè la cosa (persona!) principale che è la relazione di fede con la persona di Gesù. La Via.
Facendo così è possibile tracciare una vera via, un percorso spirituale dove si incontra la verità e la vita. Si scopre la verità in modo diverso, non è solo una sequenza di fatti oggettivi provati e quindi considerati accaduti o di convinzioni personali irrevocabili ma la visione della realtà con occhi che si aprano in modo nuovo grazie all’azione di Gesù Cristo e in questo si scopre la vita, l’essere vivi nella pienezza della gioia cristiana
Questo modo nuovo di vedere sono gli occhi di Gesù, è lui la Verità, è Lui la Vita.
«Io sono la via, la verità e la vita»
Vivere in modo nuovo è sempre possibile grazie all’azione di Gesù Cristo Risorto.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 14,1-11a di Domenica 18 Aprile 2021 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Sabato della III settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Feria

Sabato 17 Aprile

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO Del GIORNO
“In quel tempo. Giovanni diceva: «Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza. Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito. Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui».” (Gv 3,31-36)

L’amore di Dio Padre è nel suo Figlio attraverso il quale si effonde su ogni creatura e questo grazie all’azione dello Spirito donato senza misura a chi veramente crede.
Credere in Gesù da la possibilità della vita eterna, e questo nasce da una azione d’amore di Dio.
Guardiamo al Signore in questo tempo pasquale per essere fortificati dalla gioia della Risurrezione.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 3,31-36 di Sabato 17 Aprile 2021 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Venerdì della III settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Feria

Venerdì 16 Aprile

Lettura e commento del vangelo

VANGELO Del GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù andò con i suoi discepoli nella regione della Giudea, e là si tratteneva con loro e battezzava. Anche Giovanni battezzava a Ennòn, vicino a Salìm, perché là c’era molta acqua; e la gente andava a farsi battezzare. Giovanni, infatti, non era ancora stato gettato in prigione.
Nacque allora una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo riguardo alla purificazione rituale. Andarono da Giovanni e gli dissero: «Rabbì, colui che era con te dall’altra parte del Giordano e al quale hai dato testimonianza, ecco, sta battezzando e tutti accorrono a lui». Giovanni rispose: «Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stata data dal cielo. Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: “Non sono io il Cristo”, ma: “Sono stato mandato avanti a lui”. Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena. Lui deve crescere; io, invece, diminuire». ” (Gv 3,22-30)

Gesù e Giovanni Battista battezzavano presso le due sponde del fiume Giordano.
Alcuni si rivolgono a Giovanni Battista descrivendo Gesù come un concorrente che sta facendo la stessa cosa dall’altra parte del Giordano e questa azione sta avendo successo, «tutti accorrono a lui»
Giovanni Battista risponde dando ancora testimonianza a favore di Gesù. La sua missione è quella di annunciare il Cristo, Gesù, ed è ormai al suo compimento.
Questo è motivo di gioia per Giovanni Battista e di far posto a Gesù nella sua missione: «Lui deve crescere; io, invece, diminuire»
L’umiltà, la dedizione di Giovanni Battista sono elementi importanti che fanno vera la sua testimonianza. Testimoni autentici oggi ne abbiamo molto bisogno, persone vere e gioiose di essere cristiane.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 3,22-30 di Venerdì 16 Aprile 2021 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)