Mercoledì della V settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Mercoledì 5 Maggio

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù». Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!». ” (Gv 12,20-28)

Alcuni Greci vogliono vedere Gesù. La fama del Signore è giunta fino ai Greci che vogliono conoscerlo. La missione di Gesù è compiuta, ha già superato i confini di Israele e anche i pagani vogliono conoscere la novità del Signore Gesù.
Saranno gli Apostoli a diffondere il Vangelo e perché questo si compia il Signore Gesù dovrà offrire se stesso come vittima senza alcuna macchia. In questo c’è il turbamento del Signore, è giunta l’ora di permettere che sia giudicato, condannato, crocefisso, muoia e risorga!
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 12,20-28 di Mercoledì 5 Maggio 2021 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

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Martedì della V settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Martedì 4 Maggio

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Di nuovo i Giudei raccolsero delle pietre per lapidarlo. Il Signore Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: “Io ho detto: voi siete dèi”? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata –, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.
Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui.” (Gv 10,31-42)

Nella Legge giudaica non era permesso che alcun uomo potesse dirsi Dio e questo era considerato un gravissimo peccato, chi lo commetteva era reo di morte.
Ora, alcuni Giudei volevano lapidare Gesù perché lo avevano giudicato colpevole per via del fatto che: «tu, che sei uomo, ti fai Dio». L’accusa riguardava le parole di Gesù perché aveva detto di essere Figlio di Dio: «“Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”?»
Davanti ai Giudei c’era l’evidenza delle opere che Gesù aveva compiuto in abbondanza, ed essere erano tutte benefiche, di guarigione. Come dunque non potevano credere? La convinzione umana a volte trascende ogni realtà, anche la più evidente, e per sostenere la propria convinzione si va contro la ragione.
Gesù aiutaci a essere persone ragionevoli, umili, che sappiano realmente riconoscerti come il salvatore dell’uomo, di credere veramente in te.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 10,31-42 di Martedì 4 Maggio 2021 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

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Festa dei santi Filippo e Giacomo

Tempo di Pasqua
Apostoli

Lunedì 3 Maggio

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò».” (Gv 14,1-14)

Nella festa degli apostoli Filippo e Giacomo, troviamo il brano del Vangelo dove Filippo esprime la sua non comprensione di chi fosse veramente Gesù.
Questo era comune un po a tutti gli Apostoli, la non piena comprensione. Solo la grazia di Dio e gli avvenimenti che seguiranno daranno la piena consapevolezza di chi è Gesù.
Gesù è nel Padre, fortemente unito a Dio Padre come se fossero una sola persona, e lo sono. «Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me.»
Probabilmente le parole non sono adatte per esprimere una situazione che non riscontriamo nella realtà ma fanno intuire la perfetta comunione fra Padre e Figlio che realmente sono una sola persona, cosa impossibile alle creature mortali. Gesù invita a credere se non altro per le opere da lui compiute. Queste ultime dovrebbero essere il segno per l’uomo che lui è veramente il Cristo.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 14,1-14 di Lunedì 3 Maggio 2021 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

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V Domenica di Pasqua

Tempo di Pasqua
Domenica 2 Maggio

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù, alzàti gli occhi al cielo, disse: «Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse.
Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato.
Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi».” (Gv 17,1b-11)

La preghiera sacerdotale, dell’unità di Gesù, accompagna la quinta Domenica di Pasqua.
Una preghiera che si apre con un appello a Dio Padre, perché le persone credenti possano conoscere «l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo».
Si sono compiuti i giorni dell’opera di Gesù sulla terra ed è ormai giunto il momento della sua glorificazione, l’offerta di se per la salvezza dell’uomo.
Quei uomini che sono stati affidati a Gesù hanno preso coscienza che c’è una via dell’amore, della carità, della fratellanza, una via evangelica che dona gioia e salvezza all’uomo.
Questa parola di Gesù è stata ascoltata e sarà pienamente ricordata e vissuta dopo la Pentecoste. La preghiera di Gesù si innalza a Dio perché nessuno di essi vada perduto, siano custoditi, e diventino un esempio di profonda unità per testimoniare che c’è qualche cosa di nuovo, il volere il bene delle altrui persone.
«Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi»
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 17,1b-11 di Domenica 2 Maggio 2021 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

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Sabato della IV settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
San Giuseppe lavoratore

Sabato 1° Maggio

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. I farisei udirono che la gente andava dicendo sottovoce queste cose del Signore Gesù. Perciò i capi dei sacerdoti e i farisei mandarono delle guardie per arrestarlo. Gesù disse: «Ancora per poco tempo sono con voi; poi vado da colui che mi ha mandato. Voi mi cercherete e non mi troverete; e dove sono io, voi non potete venire». Dissero dunque tra loro i Giudei: «Dove sta per andare costui, che noi non potremo trovarlo? Andrà forse da quelli che sono dispersi fra i Greci e insegnerà ai Greci? Che discorso è quello che ha fatto: “Voi mi cercherete e non mi troverete”, e: “Dove sono io, voi non potete venire”?».” (Gv 7,32-36)

L’incomprensione dei giudei e dei farisei nei confronti di Gesù era drammaticamente ampia. Ormai non c’era la disponibilità all’ascolto e alla comprensione. La decisione di fermare Gesù era già presa e ogni suo discorso era esaminato solo per poterlo prendere in fallo su qualche frase o termine da lui usato.
In questo contesto Gesù profetizza che sarà cercato proprio da loro ma non potranno trovarlo per via del cuore che si è indurito. Una prospettiva triste e non compresa da chi lo ascoltava.
Aiutaci Gesù a non perderti, a rimanere con te con fortezza, con quel dono che aiuta ad attraversare momenti critici della vita ma senza disperare della tua presenza.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 7,32-36 di Sabato 1° Maggio 2021 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

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Venerdì della IV settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
san Pio V, papa

Venerdì 30 Aprile

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia». Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato».
Cercavano allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora. Molti della folla invece credettero in lui, e dicevano: «Il Cristo, quando verrà, compirà forse segni più grandi di quelli che ha fatto costui?».” (Gv 7,25-31)

Alcuni credevano che Gesù fosse il Cristo, altri non credevano.
Vi era perplessità perché non c’era secondo questi ultimi, una chiara rispondenza alle Scritture secondo cui non è noto di dove sia il Cristo.
Ma un cuore credente avrebbe capito che la provenienza del Signore Gesù, è dal cielo, dal Padre suo, da Dio, colui che è veritiero in se stesso.
Dio è verità, Gesù è verità, ed è insita, propria del Signore.
La via maestra per ogni fedele è quella del Signore Gesù poiché è verità, in lui non può esserci alcun inganno ma una infinita espressione d’amore.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 7,25-31 di Venerdì 30 Aprile 2021 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

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Santa Caterina da Siena

Tempo di Pasqua
Festa – vergine e dottore della Chiesa, patrona d’Italia

Giovedì 29 Aprile

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».” (Mt 25,1-13)

La vocazione delle dieci vergini era verso lo sposo, essere con lui per tutta la vita.
Per poter realizzare la vocazione ci vuole attenzione, impegno, buona volontà e preparazione. Cinque vergini stettero attente e si prepararono, le altre cinque invece tennero solo un atteggiamento superficiale, apparentemente erano pronte ma non interiormente, e non si prepararono alle nozze in modo adeguato.
Le cinque sagge riescono a realizzare la loro vocazione, le cinque stolte no.
Ognuno ha una vocazione, e necessita impegno, discernimento, fede per poterla realizzare.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 25,1-13 di Giovedì 29 Aprile 2021 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

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Mercoledì della IV settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Santa Gianna Beretta Molla

Mercoledì 28 Aprile

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Alcuni fra la gente dicevano: «Costui è davvero il profeta!». Altri dicevano: «Costui è il Cristo!». Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non dice la Scrittura: Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo?». E tra la gente nacque un dissenso riguardo a lui. Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui.
Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?». Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!». Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi? Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!». Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?». Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!».” (Gv 7,40b-52)

Nicodemo, fariseo e membro del Sinedrio, a differenza dei suoi fratelli farisei vuole capire e vorrebbe ascoltare e sapere che cosa fa Gesù prima di giudicarlo. Ma i farisei sono certi del loro giudizio senza aver ascoltato Gesù. La questione è che dalle Scritture sarebbe nato il Cristo a Betlemme mentre Gesù era conosciuto come il Nazareno. Gesù era cresciuto a Nazareth, ma nacque a Betlemme.
I farisei sono in errore perché non conoscevano la vita di Gesù, non avevano approfondito da dove venisse Gesù.
A volte tirare le somme, giudicare senza aver prima esaminato bene il tutto, può causare ingiustizie, sofferenze e danni irreversibili. Signore aiutaci a non essere nella mormorazione, nella superficialità con pensieri e giudizi sommari. Persone invece di fede che stimano il prossimo.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 7,40b-52 di Mercoledì 28 Aprile 2021 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

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Martedì della IV settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Beate Caterina e Giuliana del Sacro monte di Varese

Martedì 27 Aprile

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Molti dei discepoli del Signore Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre». Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».” (Gv 6,60-69)

Per i discepoli c’era la difficoltà di comprendere la predicazione di Gesù, una parola che risultava dura per il loro cuore. L’invito è quello di considerare innanzitutto lo spirito cosa che risulta sempre difficile in ogni epoca. È più facile dar retta alle cose del mondo perché si vedono e si crede di capirle. La dimensione spirituale però non va trascurata, e anche se siamo in un mondo dove questa tende ad essere emarginata, dovremmo riscoprire la spiritualità nell’ascolto della Parola del Signore.
«È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita.»
Così si tende a considerare le cose del mondo come utili mezzi per vivere ma non come scopo della vita. Lo scopo cambia, e diventa relazione, amore, vicinanza, amicizia, dono. È qui che c’è la gioia.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,60-69 di Martedì 27 Aprile 2021 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

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Lunedì della IV settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
san Luigi Maria Grignion da Monfort, sacerdote

Lunedì 26 Aprile

Lettura e commento del Vangelo

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse alla folla: «Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».” (Gv 6,44-51)

“Chi crede ha la vita eterna”
Gesù si dona come pane vivo disceso dal cielo. Un pane che nutre in profondità.
Non si tratta del pane per sfamare il bisogno di nutrimento del corpo, si tratta del pane per nutrire la persona che governa il corpo. Siamo fatti di corpo, anima, mente, e abbiamo bisogno molto di nutrire la nostra anima per poter essere felici, per realizzare la propria e unica vocazione di una vita che può diventare colorata, viva, grazie all’azione del nostro Signore Gesù.
“Chi crede ha la vita eterna”
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,44-51 di Lunedì 26 Aprile 2021 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

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