Nostro Signore Gesù Cristo, re dell’universo

Tempo dopo la Pentecoste
Domenica 8 novembre
Nostro Signore Gesù Cristo, re dell’universo – Ultima Domenica dell’Anno liturgico 2019-2020

Lettura a commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Pilato disse al Signore Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?». Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».” (Gv 18,33c-37)

La domanda di Pilato a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». La risposta di Gesù a Pilato: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Gesù con la sua domanda vuol far percepire, prendere coscienza al governatore Pilato se la sua domanda che ha fatto è frutto di un suo pensiero, oppure è solo un atteggiamento politico per gestire una situazione secondo le opportunità e le situazioni che mano a mano si vengono a creare. Pilato sta agendo secondo le opportunità e non secondo quello che lui pensa veramente. Da questa debolezza Gesù gli dice che è re, ma il suo regno non è di questo mondo. Un regno molto differente quello del Signore Gesù, e in questa Domenica, ultima dell’Anno liturgico in piena epidemia, proclamiamo dirittura Nostro Signore Gesù Cristo, re dell’universo. Con questo consideriamo la signoria di Gesù su tutto il creato, non solo sulla terra ma di tutto l’infinito. Tutto è stato creato per mezzo di lui. Re dunque, di verità. L’epidemia ci accompagna in questo periodo, il Nostro Signore Gesù Cristo, re dell’universo, accompagna ognuno con la sua pace, la sua parola, la sua presenza. Aiutaci a essere sempre solidali, vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 18,33c-37 di Domenica 8 novembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della II Domenica dopo la Dedicazione

Tempo dopo la Pentecoste
Sabato 7 novembre
Feria

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo il Signore Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».” (Mt 11,25-27)

Gesù rende lode a Dio Padre, si accorge che il disegno è quello di considerare per prima le persone piccole, quelle che non hanno un bagaglio intellettuale e spesso sono più libere da condizionamenti. Persone che credono con il cuore, che si fidano di Gesù, non fanno polemiche perché vedono nel Signore la via giusta per andare avanti nella vita certi della sua Parola e della sua testimonianza. A volte i troppi ragionamenti portano a una distanza dal Signore, a un non fidarsi completamente di lui. Questo accade anche oggi nella Chiesa anche nelle persone consacrate. Signore aiutaci nella semplicità, nell’affidamento a te, specialmente in questo momento di epidemia. Aiutaci a essere sempre solidali, vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 11,25-27 di Sabato 7 novembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della II Domenica dopo la Dedicazione

Tempo dopo la Pentecoste
Venerdì 6 novembre
Feria

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». ” (Gv 14,2-7)

«Verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi». L’essere assieme nello stesso luogo, nello stesso stato di vita è il desiderio di Gesù. Vuole che i suoi apostoli un giorno siano con lui, nella novità di un rapporto nuovo nella eternità. Questo desiderio del Signore sembra essere presente anche oggi per tutti i fedeli che hanno questo nel profondo del cuore. lo scopo, il fine del fedele è quello di una profonda comunione nella beatitudine celeste, e questa si realizza conoscendo la giusta via: Gesù stesso, «Io sono la via, la verità e la vita». Gesù è presente come aiuto importante e amico vero, quello che non tradisce mai, e accompagna ognuno in questo periodo di epidemia. Signore Gesù aiutaci a essere solidali, vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 14,2-7 di Venerdì 6 novembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della II Domenica dopo la Dedicazione

Tempo dopo la Pentecoste
Giovedì 5 novembre
Feria

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti credettero in lui.” (Gv 8,28-30)

Molti credettero al Signore Gesù, alla sua profonda comunione con il Padre perché agisse sempre in concordia e armonia. Vi è quest’unione forte che testimonia come uno spirito da solo può fare poco e rischia di perdersi, mentre se è in comunione con il Padre riesce a camminare in percorsi buoni, e aumenta la sua spiritualità. Gesù non aveva bisogno in se di essere corretto mentre noi, comuni mortali, ne abbiamo bisogno in continuazione e l’essere in comunione con la Chiesa aiuta a non perdersi in percorsi sbagliati, e aumenta la fede, la certezza di un Dio che vuole la nostra salvezza grazie alla venuta di Gesù Cristo fra noi. Sempre in questo periodo epidemico guardiamo Gesù su quella Croce dove è stato innalzato e chiediamogli di essere sempre solidali, vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 8,28-30 di Giovedì 5 novembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

S. Carlo Borromeo

Tempo dopo la Pentecoste
Mercoledì 4 novembre
S. Carlo Borromeo – solennità

Lettura e commento del Vangelo
Vita di S. Carlo Borromeo scritta da Carlo Bascapè, vescovo.

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Diceva il Signore Gesù ai farisei: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore».” (Gv 10,11-15)

San Carlo fu un sacerdote e cardinale per la gente. Non si risparmiò mai nelle fatiche. Un esempio per ogni fedele e non solo. Volere bene alle persone e con passione. Il suo motto ancora scritto nei seminari della Diocesi milanese è “Humilitas” . L’umiltà come prima cosa che orienta, non fa insuperbire anche se si ricopre una importantissima posizione religiosa e sociale come fu per san Carlo. Con questo stile san Carlo è riuscito a offrirsi completamente alle persone e anche durante la peste dove in prima persona si occupò dei malati. San Carlo è esempio per noi anche oggi durante questa epidemia dove dobbiamo agire con molta prudenza e nel contempo senza richiuderci in noi stessi, offrendo la speranza, parole buone e diradando il pessimismo che ahimè è diradante. Signore aiutaci a essere discepoli di fede, solidali, vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 10,11-15 novembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della II Domenica dopo la Dedicazione

Tempo dopo la Pentecoste
Martedì 3 novembre
san Martino di Porres

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».” (Gv 12,44-50)

Come la luce Gesù è venuto nel mondo. La luce dirada l’oscurità, mette in chiaro la coscienza e a volte può essere anche dolorosa per le molte azioni non belle cui difficilmente qualche d’uno ne è esente. Gesù fa rendere conto di cose che magari prima erano nascoste, non chiare e non percepite come errori o sbagli. Questa luce rischiara e da quella opportunità di ravvedersi e mettere in pace l’anima in un perdono che il Signore elargisce a piene mani per chi si pente. «Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre.». In questo momento storico epidemico, Gesù aiuta tutti noi con la tua luce per essere saldi nella fede, forti nella speranza, datori di parole buone, solidali, vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 12,44-50 di Martedì 3 novembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Commemorazione di tutti i fedeli defunti

Tempo dopo la Pentecoste
Lunedì 2 novembre
Commemorazione di tutti i fedeli defunti

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai Giudei: «Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato. In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno. Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna».” (Gv 5,21-29)

C’è un passaggio dalla morte alla vita. La via che porta a questo passaggio è l’ascolto della parola di Gesù e credere in Dio. Oggi nella giornata della Commemorazione di tutti i fedeli defunti, si innalza la preghiera perché chi ha già terminato l’esperienza della vita su questa terra, sia raggiunto dalla misericordia di Dio, sia avvolto dal suo amore e possa essere beato in cielo fra coloro che hanno già raggiunto la beatitudine celeste. La nostra fede cristiana afferma che la preghiera per i defunti è cosa importante, ascoltata dal Signore. Così si ravviva la speranza di una vita eterna, per i nostri cari che ci hanno già lasciato e per noi che stiamo ancora percorrendo la vita su questa terra. La preghiera si innalza verso coloro che conoscono già un frammento dell’aldilà, e loro stessi possono aiutarci in questa esistenza spesso dolorosa ma anche gioiosa e piena di speranza nella fede. Nel tempo dell’epidemia, solidali, vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 5,21-29 di Lunedì 2 novembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Tutti i Santi

Tempo dopo la Pentecoste
Domenica 1° novembre
Tutti i santi – Solennità

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Vedendo le folle, il Signore Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».” (Mt 5,1-12a)

Tutti i santi. Si ricordano tutte quelle persone che nel passato hanno agito nel bene, agendo con amore e attenzione verso il prossimo. Persone che hanno aperto il loro cuore al Signore Gesù diventato il punto di riferimento fondamentale della vita. Queste persone speriamo che siano tantissime, una grande moltitudine di santi senza che il loro nome sia sul calendario o detto nelle Messe. Speriamo un giorno di essere con loro nella beatitudine celeste, in compagnia di tutti i santi già approdati in quello stato di vita beato. Le beatitudini del Signore Gesù in questa solennità sono per le persone che stanno ancora percorrendo la vita qui su questa terra. Sono anticipi per coscienze che sono nella pace ma non esenti da drammi nel tentativo di fare cose buone. Poveri in spirito, aperti allo spirito di Gesù. Coloro che sono nel pianto per drammi e ingiustizie, con la vicinanza di Gesù saranno consolati. I miti, coloro che ad esempio diffondo pace senza ricerca di potere, essi saranno i padroni della terra. Coloro che desiderano la giustizia, saranno saziati dalla giustizia del Signore. Chi vive la misericordia la troverà presso il Signore. I puri di cuore, persone semplici e molto più sagge di dotti e sapienti, beh, vedranno Dio. Signore aiutaci a essere in una di queste beatitudini nel tempo dell’epidemia, solidali, vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 5,1-12a di Domenica 1° novembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della I domenica dopo la Dedicazione

Tempo dopo la Pentecoste
Sabato 31 ottobre
Feria

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita? Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».” (Mt 16,24-27)

“Che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?”. Non c’è alcun valore economico che possa essere paragonato ad una vita, tanto meno dato in cambio per essa. L’unico bene è da riporre nel Signore, è lui il datore di vita, Colui che ci vuole bene e lascia ad ognuno la possibilità di una vera libera scelta. Il rinnegare se stessi per seguire Gesù è quella condizione di umiltà, di prendere atto della propria esistenza fragile e di essere bisognosi della Parola del Signore. Così è possibile seguire il Signore che continua ad essere presente con il suo misericordioso soccorso anche in questo tempo d’epidemia. Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 16,24-27 di Sabato 31 ottobre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della I domenica dopo la Dedicazione

Tempo dopo la Pentecoste
Venerdì 30 ottobre
Feria

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto. Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».” (Mt 10,40-42)

L’accoglienza del Signore Gesù è nell’accoglienza delle persone. Su questo aspetto c’è attenzione e la promessa di una ricompensa. L’esperienza dice che quando si riesce ad accogliere un fratello, una sorella, si è contenti, felici per un gesto che può aver dato sollievo e ascolto ad una altra persona che ne aveva bisogno. Ma anche un gesto piccolo come “ un solo bicchiere d’acqua fresca”, non andrà perso. La conversione del cuore consiste nell’essere persone sempre più attente ai bisogni del prossimo e se anche poco possiamo fare, quel poco ha un grande valore. Nella solidarietà odierna nel tempo dell’epidemia, solidali, vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 10,40-42 di Venerdì 30 ottobre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)