Tempo di Quaresima Venerdì 5 marzo GIORNO ALITURGICO
Preghiera e riflessione
2° VENERDÌ DI QUARESIMA IN RITO AMBROSIANO
Nel Rito Ambrosiano la Quaresima dura 40 giorni dalla 1° Domenica di Quaresima (21 febbraio 2021) a Giovedì Santo (1° aprile 2021). I Venerdì di Quaresima sono senza l’Eucarestia (aliturgici o anaeucarisitci, non vengono celebrate Messe e non si distribuisce la Comunione) per vivere in modo profondo la Passione e morte del Signore. Vengono di norma celebrate comunitariamente una o più VIA CRUCIS e si prega davanti alla Croce del Signore.
PREGHIERA A GESÙ CROCIFISSO
Eccomi, o mio amato e buon Gesù che alla tua Santissima presenza prostrato, ti prego con il fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza, di carità, di dolore dei miei peccati, e di proponimento di non offenderti, mentre io con tutto l’amore e la compassione vado considerando le tue cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di Te, o Gesù mio, il santo profeta Davide: «Hanno trapassato le mie mani e i miei piedi, hanno contato tutte le mie ossa».
“Ascoltate le leggi e le norme del Signore: imparatele e custoditele per metterle in pratica.” Una correzione d’amore. Il Signore ha donato e non imposto delle norme, i dieci comandamenti, per amore verso il suo popolo e poi per ogni uomo e donna in questo mondo. Sì, chiamati a essere un solo popolo in cammino uniti nell’adorazione della Croce di Gesù e rispettando quei comandamenti d’amore. Ognuno ha sempre e in ogni momento la libertà di seguire o meno i comandamenti del Signore, non c’è imposizione ma amore.La Croce conferma questi comandamenti, e inginocchiati davanti ad essa si scopre la bontà di Dio per ogni uomo e donna. La Croce favorisce il percorso di correzione di ognuno e dona quella speranza nella comunità chiamata anch’essa a correggersi nel faticoso cammino di correzione reciproca. Si tratta di avere il coraggio, l’umiltà, la dolcezza di correggere il fratello o la sorella e la consapevolezza di essere persone imperfette a loro volta bisognose di correzione. Davanti alla Croce si diventa comunità grazie alla salvezza che Gesù dona tutt’oggi dal quel suo unico sacrificio di duemila anni fa che si ripresenta come offerta e dono in ogni santa Messa. Ti adoriamo santa Croce, da te scaturisce perdono e salvezza. Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Venerdì 26 febbraio 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà». (Mt 6,1-6)
Tutti quanti, con sensibilità differenti, siamo sensibili ad un complimento, a una lode, fatta a volte a proposito e a volte solo di adulazione. Il fatto di apparire bene nei confronti del prossimo è cosa buona ma se diventa cosa importante da ricercare e perseguire, allora diventa orgoglio, esaltazione di sé, illusione di essere veramente brave persone. In questo caso si cerca l’ammirazione delle persone facendo vedere bene un gesto buono, ad esempio una elemosina magari consistente. Questa elemosina è stata fatta per ottenere ammirazione e non per fare veramente beneficenza per aiutare chi è in difficoltà. L’azione oggettiva c’è, l’elemosina è stata fatta, ma non sarebbe stata elargita senza la certezza dell’essere lodati e ammirati. Una elemosina così non vale nulla da un punto di vista morale, di cuore. “…quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te”. Al contrario una elemosina fatta con semplicità, immediatezza anche non molto consistente, ha un valore bello perché si è voluto veramente aiutare chi è in difficoltà senza cercare null’altro. “… mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto;” Questo è un ulteriore spunto quaresimale che potrebbe essere anch’esso di correzione del proprio comportamento. Se in questa Quaresima riuscissimo a portare a correzione un solo e unico tratto del nostro modo d’agire, sarebbe un grande risultato! Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Matteo 6,1-6 di giovedì 4 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle. Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».” (Mt 5,38-48)
L’agire con la stessa violenza verso chi la ha espressa non solo è controproducente e non risolutivo: si alza il livello di conflitto. La via cristiana non consiste nel “Occhio per occhio e dente per dente”, cioè nel reagire con la stessa proporzione del danno ricevuto. Invece consiste nel vedere in quella persona che ha usato violenza nei tuoi confronti un fratello, una sorella in difficoltà e spesso bisognosa d’aiuto. La non reazione, la non restituzione della violenza ricevuta è la via migliore per un percorso che nel tempo possa aprirsi alla comprensione reciproca verso una pacificazione. La via dell’amore consiste anche nel pregare per le persone cattive, inique. Considerarle dunque parte della proria esistenza con quella azione molto umile che consiste in una preghiera benedicente e di affidamento sincero al Signore. Gli spunti quaresimali dal Vangelo sono molteplici, e possono essere delle occasioni da prendere in considerazione. Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Matteo 5,38-48 di Mercoledì 3 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio. Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”, “No, no”; il di più viene dal Maligno». ” (Mt 5,31-37)
Per alzare la qualità morale della propria esistenza, Gesù propone la semplificazione. Ad esempio non è necessario giurare, fare discorsi per garantire ad altre persone che alcune cose verranno certamente fatte oppure che alcune cose non saranno mai più fatte. Il giuramento implica anche l’indicare qualche cosa di prezioso sulla quale si giura come garanzia di quello che viene detto. Tutto ciò è macchinoso e pone spesso in disagio coloro che ascoltano. La semplicità consiste nel linguaggio semplice e chiaro: «Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”, “No, no”; il di più viene dal Maligno». Questo potrebbe essere uno dei propositi quaresimali, l’astensione di discorsi complessi e l’astensione da ogni malignità verso persone che non sono presenti fra chi ascolta. Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Matteo 5,31-37 di Martedì 2 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore. Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna».” (Mt 5,27-30)
Un invito ad alzare la qualità di ogni vita è quello proposto da Gesù andando oltre il comandamento. Se il comandamento dice di non commettere adulterio, Gesù afferma che bisogna intervenire molto prima quando si è nella sfera del desiderio, nel desiderare quella persona che è già impegnata. È qui il punto di forza per alzare la qualità della vita e essere felici: distogliere subito il desiderio per evitare che diventi poi un progetto e una messa in pratica di un adulterio. Si alza la qualità della vita della singola persona e anche della comunità in cui si vive. Aiutaci Signore a distogliere lo sguardo da ogni tentazione per vivere bene la Quaresima. Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Matteo 5,27-30 1° marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Domenica 28 Febbraio Domenica “Della Samaritana” Ascoltate le leggi e le norme del Signore: imparatele e custoditele per metterle in pratica.
Lettura e commento del Vangelo
Il VANGELO DEL GIORNO “In quel tempo. Il Signore Gesù giunse a una città della Samaria chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te». In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». Uscirono dalla città e andavano da lui. Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». Ma egli rispose loro: «Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete». E i discepoli si domandavano l’un l’altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. Voi non dite forse: “Ancora quattro mesi e poi viene la mietitura”? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l’altro miete. Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica». Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».” (Gv 4,5-42)
“Ascoltate le leggi e le norme del Signore: imparatele e custoditele per metterle in pratica.”(Deuteronomio 5,1) Mosè tenta di correggere il Popolo di Dio con l’introduzione dei Dieci Comandamenti che abbiamo ereditato come cristiani. I Dieci comandamenti sono utili per indirizzare con l’invito esplicito di non eseguire alcune azioni che lederebbero il prossimo. Si tratta di una correzione, una educazione per non cadere o cadere nuovamente in gravi errori. La Samaritana viene aiutata da Gesù a trovare il giusto orientamento in una vita molto articolata, con alcuni fallimenti familiari, cinque divorzi, e una convivenza. Gesù vuole correggere questa donna affinché trovi la cosa importante della sua vita. L’accompagnamento di Gesù è paziente e aspetta i tempi della donna samaritana senza forzare la mano. La donna capisce gradualmente, dapprima che Gesù è qualche d’uno di importante, poi un profeta e infine l’atteso Cristo, il Messia. E questa donna ha trovato la cosa, la persona importante della sua vita cui affidarsi. Le è affidato il compito di testimoniare la salvezza che è giunta a tutto il villaggio, diventa testimone di Gesù. La correzione ha bisogno di norme e d’amore. La pazienza, l’attesa della comprensione del prossimo sono importanti. Importante avere il coraggio di correggere perché con la correzione una comunità può andare avanti in una direzione che diventa condivisa. Ancora più importante è accettare la correzione, quella propria, quella individuale, avere la consapevolezza di essere persone imperfette, bisognose e disposte ad essere corrette anche se costa. Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Giovanni 4,5-42 di Domenica 28 febbraio 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle. Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato». Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato».” (Mt 12,1-8)
“Misericordia io voglio e non sacrifici”. Il sacrificio ha delle precise e chiare azioni come ad esempio offrire due animali in una sinagoga al sacerdote per il Signore affinché perdoni i peccati, oppure digiunare o radersi i capelli o non assumere alcolici o bevande inebrianti. Tutte queste cose e altre ancora sono chiare nella loro esecuzione. La misericordia non ha precise e chiare azioni. La misericordia vuol dire entrare nella miseria del cuore altrui, capire la sofferenza che sta vivendo e andare verso la compassione e il perdono. Non c’è un manuale, non ci sono norme, non c’è Legge che possa descrivere la misericordia. Si tratta di vivere l’amore, di essere solidali, di aiutare senza escludere. Misericordia è espressione d’amore del Signore e dovremmo tentare di viverla per quanto possiamo nei confronti dei nostri fratelli e sorelle. Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Matteo 12,1-8 di Sabato 27 febbraio 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Venerdì 26 Febbraio GIORNO ALITURGICO
Preghiera e pensiero
1° VENERDÌ DI QUARESIMA IN RITO AMBROSIANO
Nel Rito Ambrosiano la Quaresima dura 40 giorni dalla 1° Domenica di Quaresima (21 febbraio 2021) a Giovedì Santo (1° aprile 2021). I Venerdì di Quaresima sono senza l’Eucarestia (aliturgici o anaeucarisitci, non vengono celebrate Messe e non si distribuisce la Comunione) per vivere in modo profondo la Passione e morte del Signore. Vengono di norma celebrate comunitariamente una o più VIA CRUCIS e si prega davanti alla Croce del Signore.
PREGHIERA A GESÙ CROCIFISSO
Eccomi, o mio amato e buon Gesù che alla tua Santissima presenza prostrato, ti prego con il fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza, di carità, di dolore dei miei peccati, e di proponimento di non offenderti, mentre io con tutto l’amore e la compassione vado considerando le tue cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di Te, o Gesù mio, il santo profeta Davide: «Hanno trapassato le mie mani e i miei piedi, hanno contato tutte le mie ossa».
Ho visto le sue vie, ma voglio sanarlo, guidarlo e offrirgli consolazioni La Croce del Signore unisce, dona la consapevolezza di una inaspettata azione di perdono per ognuno inginocchiato con il corpo e con lo spirito. Davanti alla Croce l’orgoglio si spegne, le rivendicazioni si placano, il rancore viene mandato via. È l’inizio della pace che parte dal cuore di ogni singola persona e questo è solo possibile davanti alla Croce di Gesù che ha immolato la sua vita per la salvezza di ognuno. “Ho visto le sue vie, ma voglio sanarlo, guidarlo e offrirgli consolazioni.” (Isaia 57,18) Con questa fiducia riposta nel Signore, nella consapevolezza che Egli vuole il nostro bene, non si può che aprire il cuore per essere sanati, guidati e consolati nella sua Pasqua di Risurrezione che può diventare una nostra rinascita nello spirito. Facciamoci guidare dal Signore in questa Quaresima per essere sanati. Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Venerdì 26 febbraio 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna. Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!».” (Mt 5,20-26)
Vi è un invito ad interpretare le norme della Legge con il cuore. Ad esempio la Legge dice di “Non ucciderai”, non eliminare fisicamente una altra persona. C’è un altro modo di uccidere non fisicamente ma moralmente, eliminando una persona dalla propria vita, offendendola, adirandosi. Anche se questo non è nella Legge è comunque cosa grave. Non bisognerebbe andare verso una cruenta divisione ed allontanamento del fratello ma al contrario capire i motivi, andare verso un dialogo certamente faticoso che può portare alla comprensione e al reciproco perdono. Questo è uno degli sforzi da fare in Quaresima e non solo. È la via che costruisce pace, invece di muri di divisione, si tenta di costruire ponti di comprensione. La via principale è sempre quella del dialogo, rispettoso, umile e delicato. Gesù, aiuta ognuno nel proprio faticoso cammino quaresimale per una Pasqua piena di gioia. Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Matteo 5,20-26 di Giovedì 25 febbraio 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».” (Mt 5,17-19)
Ci sono precetti contenuti nella Legge. Questa dev’essere osservata, non abolita, tuttalpiù migliorata, portata a compimento. Gesù è venuto per dare questa completezza alla Legge. La sua osservazione è considerata cosa importante da non sottovalutare persino nei precetti più piccoli. L’insegnamento della trascuratezza della Legge non è cosa buona, mentre l’insegnamento della osservanza della legge è cosa buona. Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Matteo 5,17-19 di Mercoledì 24 febbraio 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)