Martedì della I settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Martedì 23 Febbraio

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».” (Mt 5,13-16)

Sale della terra e luce del mondo. Così dovrebbero essere i discepoli del Signore Gesù.
Sale della terra, sono coloro che rimanendo con i piedi per terra annunciano con la loro vita la gioia del Vangelo che da sapore e colore alla vita di ognuno.
Luce del mondo, sono coloro che vivendo il cristianesimo non hanno da nascondere e diventano luce che fende le tenebre. Si prende coscienza delle cose ingiuste in un cammino che diventa correzione.
Le opere buone dovrebbero accompagnarci in questa Quaresima per vivere una Pasqua di rinnovamento.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Matteo 5,3-16 di Martedì 23 febbraio 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Lunedì della I settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Lunedì 22 Febbraio

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Vedendo le folle, il Signore Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».” (Mt 5,1-12a)

Colui che è beato ha una piena e tranquilla felicità interiore per quanto è possibile su questa terra, certamente mai paragonabile a quella della beatitudine celeste nel Regno dei cieli.
Gesù elenca alcune situazioni in cui sarà possibile la beatitudine celeste. Ma si è già beati qui su questa terra anche se si è nella sofferenza, perché la coscienza è veramente a posto, l’anima è sana se si è in una delle beatitudini dette da Gesù. Le varie circostanze dette da Gesù riguardano chi è umile, mite, chi sta soffrendo, chi desidera giustizia, chi ha compassione e misericordia, chi è semplice e chi persegue la pace.
Nel cammino quaresimale ognuno è chiamato alla conversione, ad un avvicinamento al Signore e quest’anno attraverso la difficile opera della correzione. Difficile correggere, difficile ricevere una correzione. Ma questa è senz’altro una via di giustizia, una via beata.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Matteo 5,1-12a di Lunedì 22 febbraio 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Domenica all’inizio di Quaresima

Tempo di Quaresima
Domenica 21 Febbraio
Ho visto le sue vie, ma voglio sanarlo, guidarlo e offrigli consolazioni.

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”». Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vattene, Satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano. ” (Mt 4,1-11)

“Se tu sei Figlio di Dio”, così l’esclamazione del diavolo rivolta al Signore Gesù. Come se dicesse di dimostrare la propria potenza, la supremazia, di dimostrare che si è veramente omni potenti e mettere a posto tutto quanto, dare da mangiare a tutti gratis, dimostrare che non si teme nulla buttandosi giù senza alcun elastico o paracadute ma ignorando tutti quanti, la libertà di ogni persona. Sembra quasi l’inizio di una ideologia che sulla carta sembra funzionare ma poi calpesta la libertà di ognuno e se non ci si uniforma al nuovo potere istituito si viene esclusi o eliminati. Le tentazioni a volte celano un qualche cosa che sembra buono “ che queste pietre diventino pane”, ma c’è l’inganno. Questa azione buona di per se diventa prigionia dell’umanità che vorrà sempre il pane gratis, la nuova manna e si assoggetterà a qualsiasi cosa per averne ancora, andrà verso la direzione della schiavitù. La creazione è atto di amore dove l’uomo viva nella pienezza delle libere scelte facendosi il pane coltivando il grano.
Ecco dunque l’invio del Figlio di Dio perché provi anche le tentazioni umane, provi il disagio della tentazione del tentativo astuto e subdolo di essere corrotto e sviato dalla missione del grande messaggio che oggi può essere quello della correzione del suo popolo. Gesù rifiutando il diavolo, pone le fondamenta per la correzione del suo popolo.
Lo stile è quello dell’amore; “Ho visto le sue vie, ma voglio sanarlo, guidarlo e offrigli consolazioni” (Isaia 57,18), è quello della correzione. La correzione del popolo di Dio è verso nuove vie che portano alla felicità, questo è lo scopo poiché l’uomo con molta semplicità si infila in vie oscure, cade con molta facilità nelle tentazioni creando spirali di infelicità.
Dio vuole correggere il suo popolo perché ama il suo popolo.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Matteo 4,1-11 di Domenica 21 febbraio 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana dell’ultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Sabato 20 Febbraio
Sant’Eleuterio, vescovo

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù entrò nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo. Egli disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt’intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all’uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita. E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.” (Mc 3,1-6)

Alcune persone stavano a guardare con attenzione il Signore Gesù non per ascoltarlo, per capire e imparare, ma per poterlo accusare di ogni possibile errore. Il giorno è quello del sabato e la Legge impone il riposo sabbatico, non bisogna lavorare e passare un giorno differente anche nel ringraziamento a Dio. Ma l’interpretazione rigida, farisaica della Legge fa che anche un’opera buona come una guarigione e per giunta miracolosa sia una violazione della Legge e chi la commette è condannabile.
Lascia sempre stupiti l’ottusità di fronte alla evidenza di un atto buono, miracoloso che non può che provenire da Dio. Come è possibile una simile chiusura? La cattiveria umana sembra non abbia confini, a volte si esprime con espressioni talmente subdole che coloro che sono chiamati in prima persona a fare del bene, le esprimono, fanno il male e fanno male.
Signore Gesù, aiuta tutti a non cadere in simili cecità e guidaci in un continuo e gioioso percorso di guarigione.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Marco 3,1-6 di Sabato 20 febbraio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana dell’ultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Venerdì 19 Febbraio
San Turibio di Mogrovejo

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il Figlio dell’uomo è vicino, è alle porte. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».” (Mc 13,28-31)

Vi sono cose importanti, quelle vere non fatte solo di parole ben ordinate e con una buona orazione che può convincere che sarà certamente dimenticata se non c’è una profonda verità. Le cose importanti non si scordano, rimangono come incise nel cuore e non passeranno: sono le parole di Gesù, sono l’amore, sono la vita. Tutto passerà ma quelle parole, quell’amore, quella vita non passerà, non sarà dimenticata.
«Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Marco 13,28-31 di Venerdì 19 febbraio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana dell’ultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Giovedì 18 Febbraio
San Patrizio, vescovo

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi consegneranno ai sinedri, sarete percossi nelle sinagoghe e comparirete davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro. Ma prima è necessario che il Vangelo sia proclamato a tutte le nazioni. E quando vi condurranno via per consegnarvi, non preoccupatevi prima di quello che direte, ma dite ciò che in quell’ora vi sarà dato: perché non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo. Il fratello farà morire il fratello, il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato».” (Mc 13,9b-13)

Una parte dell’umanità si oppone al cristianesimo tutt’oggi e in non poche zone del mondo. Una persecuzione con vittime, persone che credono veramente nel messaggio di pace e di vita proveniente da Gesù. Come può questo essere così odiato? Forse è in contrasto con interessi non compatibili con valori di fratellanza, solidarietà, attenzione benevola verso il prossimo e così via. A volte si cela il male che combatte il bene e lo fa perseguendo persone che vorrebbero promuovere il bene attraverso la fede cristiana. I martiri ci saranno sempre finché ci sarà il male che genera violenza a volte non comprensibile.
Gesù aiutaci a essere portatori di pace, giustizia, messaggeri del tuo Vangelo.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Marco 13,9b-13 di Giovedì 18 febbraio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana dell’ultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Mercoledì 17 Febbraio
Ss. Sette fondatori dell’Ordine dei Servi della B.V. Maria

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa». Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo. Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere». ” (Mc 12,38-44)

Una donna vedova mette tutto quello che possiede nel tesoro del tempio, simile una cassetta di elemosina. Mette tutto quanto perché crede veramente nel Signore Dio e non ha nulla, è nella povertà. Guadagna un tesoro nel regno dei cieli.
Come questa vedova è osservata dal Signore Gesù, così anche ogni gesto di bontà che scaturisce dal cuore è guardato e ricordato dal Signore. Dovremmo essere sempre persone che hanno in animo un qualche gesto di bontà, anche se è piccolo questo non sarà scordato.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Marco 12,38-44 di Mercoledì 17 febbraio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana dell’ultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Martedì 16 Febbraio
Feria

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Vennero dal Signore Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo ugualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”? Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».” (Mc 12,18-27)

Questa volta, i sadducei, non vogliono prendere in castagna Gesù ma dicono quello che credono e sono in errore per loro ignoranza. Non avendo bene interpretato o studiato le scritture, credevano che non ci fosse la risurrezione dai morti. La domanda a Gesù fu fatta probabilmente per capire da che parte stava Gesù, e anche per approfondire la non possibilità della risurrezione.
La risposta di Gesù si basa sulle scritture, e non su lui stesso che è Dio per cui questa cosa la consce molto bene. Nel libro dell’Esodo Dio appare a Mosè e parla dei suoi predecessori ormai morti da tempo, come fossero persone vive, e lo sono realmente: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”. C’è la risurrezione, le persone non terminano la loro vita qui su questa terra ma la continuano per l’eternità. È cardine della fede cristiana e non solo.
C’è il Signore nostro Dio che è dei viventi e vuole noi tutti in cammino verso la direzione della vita. Dipende sempre da ognuno, dalla scelta che vuole fare e quella consigliata e mai forzata è la vita nella fede cristiana.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Marco 12,18-27 di Martedì 16 febbraio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana dell’ultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Lunedì 15 Febbraio
Feria

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. I capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani mandarono dal Signore Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso. Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?». Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono. Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio». E rimasero ammirati di lui.” (Mc 12,13-17)

Nell’ultima settimana del Tempo dopo l’Epifania prima dell’inizio della Quaresima, troviamo alcuni versetti dei capitoli 12 e 13 del Vangelo di Marco.
L’immagine di quella moneta consegnata dai capi dei sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani, riporta la figura di Cesare. L’effige dice l’importanza della persona e costoro avevano timore di Cesare, della sua potenza. Per questo erano ridotti a compromessi ed era molto diffuso il malumore per il tributo da dare a Roma.
L’intenzione dei capi dei sacerdoti, degli scribi e degli anziani, era quella di prendere in castagna Gesù facendogli dire che necessita pagare il tributo così da metterlo contro la folla e poterlo accusare ad esempio di idolatria.
Al contrario, se avesse risposto che non bisogna pagare il tributo a Cesare, lo avrebbero fatto probabilmente arrestare dalle guardie romane.
Ma Gesù mette tutti a posto: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio».
Gesù, aiuta l’onestà del pensiero per diventare ricercatori della verità e non artefici di inganni.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Marco 12,13-17 di Lunedì 15 febbraio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Ultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Domenica 14 Febbraio
Domenica Del Perdono

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”. Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece chi si umilia sarà esaltato».” (Lc 18,9-14)

Con questa Dominica inizia l’ultima settimana prima dell’inizio della Quaresima e si conclude il Tempo dopo l’Epifania nel Mistero dell’Incarnazione del Signore. Similmente a Domenica scorsa detta “Della Divina Clemenza”, questa Domenica detta “Del Perdono” induce a una riflessione sulla preferenza di Dio nel perdonare piuttosto che condannare una persona o una comunità che esprime il proprio pentimento.
La preferenza consiste nel non tenere in considerazione il male ricevuto, l’offesa ricevuta dall’uomo, non agendo come vorrebbe la giustizia con una giusta e severa punizione ma donando la grazia della ripartenza per vivere in modo nuovo grazie al perdono ricevuto da Dio.
Perdono deriva dal latino condonare, cambia il prefisso che da con passa a per. Attraverso il dono, un pieno, completo dono. Quello che vuole fare il Sigmore con noi, vorrebbe tanto perdonare.
Serve l’umiltà del pubblicano peccatore che in fondo alla sinagoga non si sentiva degno neanche di avvicinarsi un poco oltre poiché aveva coscienza della sua imperfezione e della sua fragilità. Esso sarà giustificato, perdonato.
Se al contrario c’è la convinzione personale di essere perfetto o comunque persona buona con pochi difetti meritevole delle grazie del Signore Dio, probabilmente si è su una strada di esaltazione personale dove difficilmente si può trovare un percorso di giustificazione e perdono.
L’umiltà è cosa fondamentale per essere buoni cristiani e non solo.
Signore, aiutaci a entrare nella Quaresima come persone umili, disposte a ricevere la novità gioiosa del perdono di Dio.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Luca 18,9-14 di Domenica 14 febbraio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)