Sabato della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Sabato 23 Gennaio
san Babila, vescovo e i tre fanciulli, martiri

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, il Signore Gesù diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì. Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento».” (Mt 10,1-10)

Gesù invia i 12 apostoli alle “pecore perdute della casa d’Israele”. Inizia così la missione degli apostoli con Gesù che li guida. La missione è importante per risollevare le anime che si erano disperse a causa della mancanza di bravi pastori. Viene consegnato agli apostoli un immenso potere, quello della guarigione, della liberazione dal male e addirittura poter risuscitare i morti. Poi vi è l’obbligatorietà dell’essenziale per diventare testimoni veri che non si attaccano alle cose ma al Signore.
Abbiamo bisogno di pastori semplici, distaccati dall’avere cose, attaccati (a un mt di distanza) alla comunità affidatagli e con uno sguardo fisso su Gesù. Signore, aiuta tutti i sacerdoti a diventare uomini d’amore.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Matteo 10,1-10 di Sabato 23 Gennaio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Venerdì 22 Gennaio
San Vincenzo, diacono e martire

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva a quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!».” (Mc 4,10b.21-23)

“Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce”.
Il tenere nascosto qualche cosa potrebbe essere funzionale qui su questa terra e di solito per un certo periodo ma prima o poi la verità viene o scoperta o rivelata. Ci si illude che agendo male di nascosto è possibile evitare ogni giudizio, pene, e magari essere anche tranquilli nella propria coscienza.
Ma questa è solo illusione, un imbroglio verso se stessi, verso la propria anima. Inoltre, in seguito, c’è quell’eternità nella beatitudine celeste dove si può accedere con una situazione buona o quanto meno purificata dove ogni segreto sarà messo bene in luce. Quanto meno quest’ultimo aspetto dovrebbe portare a un comportamento migliore, a mettere alla luce nella propria coscienza i comportamenti sbagliati e tentare di cambiare rotta.
Con l’aiuto del Signore e con un sincero pentimento e un buon proposito di conversione diventa tutto possibile anche al più acerrimo dei peccatori.
Gesù aiutaci a mettere in luce gli sbagli di cui non ce ne siamo resi conto e quindi sono nascosti alla nostra coscienza.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Marco 4,10b.21-23 di venerdì 22 Gennaio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Giovedì 21 Gennaio
Sant’Agnese, martire

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù cominciò a insegnare lungo il mare. Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva. Insegnava loro molte cose con parabole e diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate. Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; e subito germogliò perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde tra i rovi, e i rovi crebbero, la soffocarono e non diede frutto. Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno». E diceva: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!». Quando poi furono da soli, quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli diceva loro: «A voi è stato dato il mistero del regno di Dio; per quelli che sono fuori invece tutto avviene in parabole, affinché guardino, sì, ma non vedano, ascoltino, sì, ma non comprendano, perché non si convertano e venga loro perdonato». E disse loro: «Non capite questa parabola, e come potrete comprendere tutte le parabole? Il seminatore semina la Parola. Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola, ma, quando l’ascoltano, subito viene Satana e porta via la Parola seminata in loro. Quelli seminati sul terreno sassoso sono coloro che, quando ascoltano la Parola, subito l’accolgono con gioia, ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della Parola, subito vengono meno. Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi sono coloro che hanno ascoltato la Parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e la seduzione della ricchezza e tutte le altre passioni, soffocano la Parola e questa rimane senza frutto. Altri ancora sono quelli seminati sul terreno buono: sono coloro che ascoltano la Parola, l’accolgono e portano frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno».” (Mc 4,1-20)

Una Parola data con abbondanza come quel seminatore che senza badare dove getta il seme (la Parola), lo diffonde il più possibile. I terreni e i luoghi dove cade il seme sono differenti e solo in alcune situazioni il seme attecchisce bene e da molto frutto. C’è una gratuità, una abbondanza nel diffondere la Parola perché molte persone possano ascoltarla e chi decide nel proprio cuore aderirvi.
I pericoli di perdere la Parola sono tanti e fanno parte della vita di ognuno:
la tentazione che immediatamente distoglie da quello che si è ascoltato,
le tribolazioni e i drammi della vita che la fanno dimenticare,
le passioni terrene che sopravvengono.
Ma vi sono situazioni in cui la Parola viene custodita e questa porta molto frutto nella vita.
Gesù, aiutaci ad essere attenti ascoltatori della tua parola, ad accoglierla e a non farla scappare via a causa di ogni nostra debolezza.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Marco 4,1-20 di Giovedì 21 Gennaio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Mercoledì 20 Gennaio
san Sebastiano, martire

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Giunsero la madre e i fratelli del Signore Gesù e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».” (Mc 3,31-35)

Fratelli, sorelle, madri. Si diventa così di fronte non solo alla affermazione di Gesù, ma anche alla gioia di ognuno di aderirvi perché è bello considerarsi legati da Gesù che ci accomuna.
Oggi, nell’era dell’individuale, l’espressione di essere facente parte di una comunità, qualsiasi essa sia, è diventata estranea per molti. Sarebbe da riprovare la gioia di sentirsi parte di una comunità, e se questa c’è a capo Gesù, è un’ottima comunità. C’è bisogno di appartenenza ad una comunità ,e quella della Chiesa di Gesù valorizza la dignità di ognuno, incoraggia e aiuta a trovare percorsi della vita.
Nella difficoltà di essere in presenza, ci si sente comunque facente parte della comunità cristiana che sorregge e dona speranza in questo periodo di pandemia.
Gesù dona pastori che facciano la volontà di Dio Padre, che siano gioiosi nel guidare la comunità loro affidata e dona fedeli che trovino la loro dignità e gioioso servizio.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Marco 3,31-35 di mercoledì 20 Gennaio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Martedì 19 Gennaio
san Fabiano, papa e martire

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni». Ma il Signore Gesù li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».” (Mc 3,22-30)

Gesù viene accusato in modo politicamente scorretto, con una falsità intellettuale. Come può un uomo usare il male e fare continuamente del bene allontanando e distruggendo il male stesso?
L’accusa portata a Gesù si riferiva al suo potere che, secondo l’accusa, derivava da uno spirito impuro che lo possedeva. Chi lo accusava con molta probabilità sapeva che mentiva, era disonesto, ma lo scopo era solo quello di mettere in difficoltà Gesù magari provocando una reazione sbagliata.
Siamo in un ambito politicamente e intellettualmente gravemente scorretto. Da qui l’affermazione finale di Gesù che è venuto a portare la misericordia di Dio:
«chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna»
La bestemmia contro lo Spirito Santo corrisponde anche al rifiuto del perdono e come può una persona essere perdonata se lo rifiuta?
Nella formula di assoluzione sacerdotale, a un certo punto il sacerdote afferma: “Dio Padre Onnipotente … e ha effuso lo Spirito Santo per il perdono dei peccati … “. Da qui si capisce in sintesi che lo Spirito Santo è datore di perdono, e il suo rifiuto corrisponde al rifiuto del perdono stesso. Rifiutando, bestemmiando lo Spirito Santo non si può essere perdonati perché si rifiuta il perdono.
Gesù aiutaci a considerarci sempre peccatori perdonati!
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Marco 3,22-30 di Martedì 19 Gennaio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Cattedra di san Pietro apostolo

Tempo dopo l’Epifania
Lunedì 18 Gennaio
Festa

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».” (Mt 13,16-19)

Oggi si festeggia la missione, l’incarico che è stato conferito da Gesù a Pietro. Si tratta della missione particolare, unica, che è stata data solo a Pietro come responsabile della Chiesa di Gesù. Rappresenterà Cristo dopo la Risurrezione e la Pentecoste. Pietro avrà il grave compito di responsabilità qui in terra e tutto quello che deciderà su questa terra sarà confermato nei cieli. È il Pontefice cui oggi abbiamo Francesco come successore.
La fiducia di Gesù nella sua creazione è talmente alta che conferisce una grande novità e responsabilità all’uomo di condurre sulla via buona l’umanità attraverso la Chiesa che è di Gesù stesso. Il Pontefice è chiamato ad agire con grande carità pastorale per condurre la Chiesa come Gesù vuole.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Matteo 16,13-19 di Lunedì 18 Gennaio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

II Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Domenica 17 Gennaio
II Domenica

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela ». Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora». Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui” (Gv 2,1-11)

Gesù è invitato da sua madre a manifestarsi. Probabilmente era da tempo che Maria attendeva che Gesù iniziasse il suo ministero e si manifestasse ai suoi discepoli perché credessero in lui e potessero seguirlo con fiducia nel suo cammino di salvezza per l’uomo.
Gesù sembra infastidito dalla richiesta di sua madre: «Non hanno vino», «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». La garbata insistenza di Maria fa in modo che Gesù agisca e inizi il suo ministero: Maria si rivolge ai servitori del banchetto di nozze: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela » Gesù compie il primo segno, l’acqua diventa ottimo vino e in abbondanza, circa 500 litri.
Vi è una ottima qualità e una grande quantità che Gesù vorrebbe donare a chi si affida a lui, un dono che è gioia e colore nella vita. Così Gesù manifesta la sua gloria, il fatto che può compiere dei gesti sovra natura e ha dunque un collegamento con il sovra naturale, con Dio Padre.
Gesù inizia e vuole portare quella salvezza nella gioia di un nuovo percorso che può diventare colorato grazie alla sua presenza nella quotidianità.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Giovanni 2,1-11 di Domenica 17 Gennaio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della I Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Sabato 16 Gennaio
Feria

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «La Legge e i Profeti fino a Giovanni: da allora in poi viene annunciato il regno di Dio e ognuno si sforza di entrarvi. È più facile che passino il cielo e la terra, anziché cada un solo trattino della Legge».” (Lc 16,16-17)

Gesù non vuole abolire la legge mosaica ma portarla a compimento. La legge prevedeva un numero cospicuo di norme da rispettare per essere un bravo e fedele ebreo. Lo scopo era quello di mettere nella carreggiata giusta il fedele perché potesse nelle sua vita condurre una esistenza buona fatta d’amore e di carità nel rispetto rigoroso di ogni norma. Ma purtroppo la legge non bastò e molti si allontanavano da alcune norme creando anche situazioni imbarazzanti di peccato.
Gesù non abolisce la legge ma la porta a compimento. Non bisogna eliminare la legge ma completarla con il cuore, con la legge dell’amore, l’unica che può veramente salvare l’uomo. Se ami il prossimo come te stesso e il Signore Dio con il tuo cuore, allora rispetterai tutta la legge e molto di più.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Lc 16,16-17 Gennaio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della I Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Venerdì 15 Gennaio
Feria

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù uscì lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Avvenne che di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe. I farisei gli dicevano: «Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?». Ed egli rispose loro: «Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell’offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!». E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato».” (Mc 2,13-14.23-28)

Gesù con il seguito di Simone, Andrea, Giacomo e Giovanni, chiama Matteo. C’è una differenza rispetto alla chiamata dei primi quattro. Questi sono persone semplici, poco istruite, vivevano con il lavoro di pescatori, onesti.
Matteo, qui chiamato Levi, era un esattore d’imposta certamente con un minimo di istruzione e anche di disonestà: gli esattori trattenevano per se una illecita quota che era tollerata dall’invasore romano. C’è una svolta nella chiamata che ora ha anche una evidenza di perdono e di incoraggiamento a una nuova strada verso l’onestà e la verità. Matteo diventerà apostolo ed evangelista.
Poi si evidenzia una novità: si possono fare delle azioni che sarebbero vietate nel giorno del riposo del sabato. Questo perché si va incontro all’uomo e un uomo che ha fame può fare del lavoro che sarebbe vietato per recuperare un po’ di cibo.
«Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato».
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Marco 2,13-14.23-28 di Venerdì 15 Gennaio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della I Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Giovedì 14 Gennaio
Feria

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Al mattino presto il Signore Gesù si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni. Venne da lui un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.” (Mc 1,35-45)

Gesù prega. Aveva bisogno di pregare all’inizio della giornata quand’era ancora buio. La preghiera dirada le tenebre, chiarisce l’anima, dona quel collegamento con Dio che altrimenti andrebbe perduto.
A volte ci si illude della non necessità della preghiera ma così facendo ne risente l’anima, le viene a mancare il nutrimento fondamentale. Gesù insegna con il suo modo di fare quando era come uomo Dio qui in terra. Qui il modo per rimanere in contatto con Dio è pregare, andare a Messa ogni Domenica, ogni giorno ricordasi del Signore come via principale della giornata.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangeli secondo Marco 1,35-45 di Giovedì 14 Gennaio 2021 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)