Tempo d’Avvento Martedì 24 novembre Beata Anna Sala
Lettura e commento del Vangelo
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. I farisei uscirono e tennero consiglio contro il Signore Gesù per farlo morire. Gesù però, avendolo saputo, si allontanò di là. Molti lo seguirono ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: «Ecco il mio servo, che io ho scelto; il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento. Porrò il mio spirito sopra di lui e annuncerà alle nazioni la giustizia. Non contesterà né griderà né si udrà nelle piazze la sua voce. Non spezzerà una canna già incrinata, non spegnerà una fiamma smorta, finché non abbia fatto trionfare la giustizia; nel suo nome spereranno le nazioni». ” (Mt 12,14-21)
C’è un annuncio di giustizia con lo spirito di Dio che accompagnerà Gesù in tutta la sua missione. Lo stile è quello pacifico, mite, dove non si grida, non si approfitta delle debolezze altrui ma con una azione determinata e sanificante per molte persone incontrate. La necessità di divulgare la buona notizia è oggi di primaria importanza; siamo nel rischio di un confinamento spirituale senza precedenti a causa della diffusa epidemia che sta colpendo tutta la nazione e il mondo intero. È possibile però non confinare lo spirito riponendo al Signore Gesù ogni speranza, riavviando la fiducia, diffondendo non preoccupazione ma prudenza e rigoroso rispetto delle regole sanitarie. È dovere di ogni cristiano l’atto di carità nel non diffondere la pandemia. Signore sostenici, fa che possiamo veramente essere vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dal Vangelo secondo Matteo 12,14-21 di Martedì 24 novembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)
Tempo d’Avvento Lunedì 23 novembre San Colombano, abate
Lettura e commento del Vangelo
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva alle folle: «A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano: “Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!”. È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori”. Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie». Allora si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite: «Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidone fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!».” (Mt 11,16-24)
La predicazione della buona notizia anticipata da Giovanni Battista ora viene diffusa dallo stesso Gesù che riceve critiche. Queste erano anche per Giovanni il Battista e sembra proprio che nulla vada bene. Se prima c’era un asceta ora c’è una persona che si avvicina alle persone che hanno bisogno. La prima ha l’accusa di essere indemoniata, la seconda l’accusa di essere un manhìgione e beone, amico dei peccatori. Ma queste accuse nascondono gli stessi accusatori, loro sono i peccatori, loro sono coloro che non agiscono con amore e quello che dovevano fare non lo hanno compiuto. Donaci Signore in questo tempo epidemico di essere persone sempre vive, con speranza, costruttive. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dal Vangelo secondo Matteo 11,16-24 di Lunedì 23 novembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)
Tempo d’Avvento Domenica 22 novembre I figli del Regno
Lettura e commento del Vangelo
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quei giorni venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaia quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!». E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!”. Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».” (Mt 3,1-12)
“Il regno dei cieli è vicino!”. Giovanni Battista predicava la vicinanza del regno dei cieli. Quale tipo di vicinanza? Arriva fra un momento all’altro? Una vicinanza temporale, fra poco giunge il regno! Oppure un regno dei cieli che è già vicino, già presente se pur in modo non compiuto a causa del peccato dell’uomo? L’evangelista Matteo poi aggiunge riferendosi al compito di Giovanni il Battista: “Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!”. Colui che rappresenta il regno dei cieli sta per arrivare ed è il Signore. Il regno dei cieli è vicino perché si fa vicino il Signore alle sue creature. Forse questa ultima osservazione potrebbe essere quella che Giovanni Battista voleva esprimere. Forse. Il regno dei cieli è vicino perché Gesù sta per arrivare come uomo fra gli uomini e in questo c’è la vicinanza del regno dei cieli attraverso un Dio fatto uomo in mezzo alle sue creature. Per preparare bene l’accoglienza del Signore Gesù c’è poi un forte e deciso invito alla conversione per non trovarsi impreparati a Colui che battezzerà in Spirito santo e fuoco. Attraverso il battesimo in un cammino di conversione c’è il perdono, è una delle espressioni massime della misericordia di Dio, un atto gratuito grazie alla venuto di Gesù Cristo. Tempo d’attesa, tempo imprevedibile vissuto da tutti noi dove non si può programmare quello che saranno le prossime settimane e il Natale. Tempo di affidamento al Signore, tempo di riscoperta della fede. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dal Vangelo secondo Matteo 3,1-12 di Domenica 22 novembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)
Tempo d’Avvento Sabato 21 novembre Presentazione della B.V. Maria
Lettura e commento del Vangelo
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì. Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele».” (Mt 10,1-6)
Vi erano i dodici apostoli al seguito di Gesù che li inviò alle pecore perdute della casa d’Israele. Una importante missione per annunciare la possibilità della salvezza anche dove vi era quella convinzione che nulla poteva ormai essere salvato, e viceversa, dove vi era la convinzione di essere certamente fra i salvati. L’annuncio del Vangelo dei discepoli diventa cosa fondante ed è accompagnata da segni di guarigione per molte persone che erano guarite da malattie e infermità. Oggi chiediamo al Signore di guarire dalla infermità e immobilismo spirituale, d’essere vivi in questo momento d’epidemia dove vi sono sia alcune persone che non ne percepiscono affatto la gravità, ed altre che al contrario ne sentono un peso estremo sulle spalle. Dona a tutti noi Signore l’equilibrio e la responsabilità in questo periodo epidemico per essere persone spirituali, con parole d’incoraggiamento e di speranza nel rispetto rigoroso delle indicazioni sanitarie che è un grande atto di carità. Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dal Vangelo secondo Matteo 10,1-6 di Sabato 21 novembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)
Tempo d’Avvento Venerdì 20 novembre Beato Samuele Marzorati
Lettura e commento del Vangelo
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!». ” (Mt 9,35-38)
Gesù si accorse che le folle che lo seguivano erano alla ricerca di un pastore, di una persona che finalmente potesse guidarle. Queste persone che lo seguivano erano stanche, sfinite, non avevano una direzione dove poi trovare il ristoro per la propria anima, erano “come pecore che non hanno pastore”. Quest’attenzione di Gesù verso la povertà di queste persone, dovrebbe essere presente nei pastori, nei sacerdoti, perché anch’essi siano guide affidabili che diano una direzione buona alla loro comunità che le è stata affidata. Allora facciamo nostra la preghiera di Gesù: “Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!». Manda guide vere e buone, dona in questo tempo epidemico sempre la solidarietà vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dal Vangelo secondo Matteo 9,35-38 di Venerdì 20 novembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli di Giovanni: «Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano».” (Mt 9,16-17)
Sembra che un annuncio nuovo della buona notizia, il Vangelo, sia troppo per alcune persone che preferiscono rimanere sulle loro tradizioni e convinzioni. Forse per loro sarebbe stato troppo rivoluzionario cambiare il cuore per indirizzarlo verso cose nuove nella novità di Gesù. Ma è sempre possibile rimodernare il proprio cuore svuotandolo dalle cose vecchie e farlo diventare come un “otre nuovo” capace di accogliere la novità di Gesù. Forse anche delle persone avanti in età possono essere molto più accoglienti del messaggio di Gesù, rispetto a giovani con il cuore disposto a novità basate solo su una precisa linea predefinita dove tutto quello che si discosta è da non considerare. Si tratta di una estrema povertà. Gesù insegnaci a essere persone che accolgono il tuo messaggio e donaci sempre la solidarietà in questo tempo d’epidemia, vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dal Vangelo secondo Matteo 9,16-17 di giovedì 19 novembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)
Tempo d’Avvento Mercoledì 18 novembre Dedicazione delle Basiliche romane dei Ss. Pietro e Paolo apostoli
Lettura e commento del Vangelo
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Andando via di là, il Signore Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».” (Mt 9,9-13)
Matteo seguì senza indugio il Signore Gesù. Sulle sue spalle c’è una vita non onesta, abbiente. La chiamata di Gesù è quell’occasione per mettere a posto quella vita che sfruttava la povertà altrui e il proprio potere. Matteo cambia radicalmente la sua vita e aderisce a quella chiamata di Gesù, venuto non “a chiamare i giusti, ma i peccatori”. Il desiderio profondo del Signore è quello di salvare i peccatori, coloro che sono lontani dall’amore, dalla carità. La sua missione sembra quella di far prendere coscienza nella libertà di ogni uomo e di ogni donna di comportamenti privi d’amore, di scelte sbagliate che hanno portato a divisioni, separazioni, litigi. Con questa presa di coscienza nasce la voglia di essere redenti, salvati, e Gesù è la persona giusta. In questo periodo epidemico donaci sempre la speranza e la tua forza per essere solidali, vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dal Vangelo secondo Matteo 9,9-13 di Mercoledì 18 novembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)
Tempo d’Avvento Martedì 17 novembre Santa Elisabetta di Ungheria, religiosa
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva alle folle: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande». Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi.” (Mt 7,21-29)
Alcuni erano certi che compiere i prodigi, le opere e l’annuncio del Signore Gesù fosse sufficiente per guadagnare la vita eterna. Mancava la disposizione del cuore di volere fare il bene, di agire a favore dell’umanità e non di fare tutto ciò per poi acquisire vantaggi personali. In realtà queste persone facevano si il bene ma con lo scopo di un guadagno solo personale per avvantaggiarsi nella vita terrena. Lo scopo sarebbe stato un altro: convertire il cuore perché si voglia il bene senza alcuna deriva personale, senza alcun interesse per se. E anche se non si riesce a compiere le opere in modo concreto, comunque comunque ci si tenta, l’importante è il cuore che vuole perseguire il bene, che prova a fare il bene. Si parte sempre da una vera conversione dalla quale tutto può scaturire, costruire per quanto si riesce qualche cosa nella verità dell’annuncio del Vangelo. Saldi nelle fede, fermi nella speranza in un assiduo ascolto della parola del Signore che converte e invita a mettere in pratica gli insegnamenti del Vangelo. Si diventa come un costruttore che stabilisce le fondamenta molto salde cosicché la costruzione rimanga in piedi anche se si abbattono delle tempeste. Gesù aiutaci a costruire fondamenta robuste nella fede e donaci sempre la grazia della speranza, della solidarietà, vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dal Vangelo secondo Matteo 7,21-29 di Martedì 17 novembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)
Tempo d’Avvento Lunedì 16 novembre Santa Margherita di Scozia
Lettura e commento del Vangelo
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono. Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì. Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.” (Mt 4,18-25)
Pietro e Andrea e poi Giacomo e Giovanni alla chiamata di Gesù rispondono senza indugio e lo seguono. Gesù guarisce. La sua azione fondante è quella della guarigione e lo dimostra facendo molte guarigioni da malattie, infermità, scacciando via il male da molte persone indirizzandole verso il bene. Con questa sua azione molte persone incominciarono a cercarlo e a seguirlo. Il Vangelo di Gesù attrae molte persone che lo ascoltano e vogliono essere guarite nel corpo e nello spirito. La guarigione dell’anima consiste anche nella sequela del Signore Gesù, nell’ascolto della sua Parola. In questo inizio d’Avvento, Gesù aiutaci a essere tuoi ascoltatori, attenti alla tua Parola, resistenti alla tentazione della paura per via della pandemia. Aiuta, fa che possiamo essere vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dal Vangelo secondo Matteo 4,18-25 di Lunedì 16 novembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)
Tempo d’Avvento Domenica 15 novembre La venuta del Signore
Lettura e commento del Vangelo
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù usciva dal tempio, uno dei suoi discepoli gli disse: «Maestro, guarda che pietre e che costruzioni!». Gesù gli rispose: «Vedi queste grandi costruzioni? Non sarà lasciata qui pietra su pietra che non venga distrutta». Mentre stava sul monte degli Ulivi, seduto di fronte al tempio, Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea lo interrogavano in disparte: «Di’ a noi: quando accadranno queste cose e quale sarà il segno quando tutte queste cose staranno per compiersi?». Gesù si mise a dire loro: «Badate che nessuno v’inganni! Molti verranno nel mio nome, dicendo: “Sono io”, e trarranno molti in inganno. E quando sentirete di guerre e di rumori di guerre, non allarmatevi; deve avvenire, ma non è ancora la fine. Si solleverà infatti nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno terremoti in diversi luoghi e vi saranno carestie: questo è l’inizio dei dolori. Ma voi badate a voi stessi! Vi consegneranno ai sinedri, sarete percossi nelle sinagoghe e comparirete davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro. Ma prima è necessario che il Vangelo sia proclamato a tutte le nazioni. E quando vi condurranno via per consegnarvi, non preoccupatevi prima di quello che direte, ma dite ciò che in quell’ora vi sarà dato: perché non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo. Il fratello farà morire il fratello, il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato. […] In quei giorni, dopo quella tribolazione, “il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte”. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo».” (Mc 13,1-13, 24-27 forma breve)
La prima Domenica d’Avvento in Rito ambrosiano si apre con una prospettiva della seconda venuta del Signore Gesù. Una venuta che deve ancora accadere e sarà alla fine dei tempi quando “verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti” cosa che diciamo nel Credo ogni Domenica. La seconda venuta è nelle fede, è quello che crediamo da persone cristiane e fedeli. La prima venuta del Signore Gesù orma quasi 2021 anni fa, è cosa accaduta e fa parte della storia e del nostro bagaglio di fede ben riportato nei Vangeli sopratutto in quello di Luca e poi per quanto tutto il Nuovo Testamento, che è l’ultima parte della Bibbia. Dunque, la fine dei tempi sarà popolata da un evento, la seconda e ultima venuta del Signore Gesù Cristo e nel vangelo c’è prima un termine della esistenza terrena, uno spegnersi del sole, e di conseguenza un oscurarsi della luna. Questa lettura apocalittica provoca spesso paura e rifiuto. Questo è umano e speriamo tutti che capiterà molto in là nel tempo ma non è dato a nessuno sapere neanche indicativamente quando capiterà, e per essere precisi nessuno conosce neanche il secolo quando ciò capiterà. Adesso il futuro che abbiamo davanti è una incognita a causa della epidemia così ferrea e diffusa, non si può programmare nulla con certezza come si faceva un anno fa, nulla è più scontato. Da qui nasce un insegnamento: l’essere aperti a un futuro che verrà senza pretendere di programmarlo, ma di viverlo senza paura, senza angoscia. Gesù aiutaci in questo, donaci la grazia della tua presenza in questo periodo che è anche d’epidemia, vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dal Vangelo secondo Marco 13,1-13, 24-27 forma breve di Domenica 15 novembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)