Venerdì della III settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Venerdì 4 Dicembre
san Giovanni Damasceno, sacerdote e dottore della Chiesa

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. I discepoli domandarono al Signore Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?». Ed egli rispose: «Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro». Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.” (Mt 17,10-13)

Nel profeta Malachia c’è la profezia di uno dei ritorni di Elia il profeta, prima della venuta del Messia: “Ecco, io invierò il profeta Elia prima che giunga il giorno grande e terribile del Signore: egli convertirà il cuore dei padri verso i figli e il cuore dei figli verso i padri, perché io, venendo, non colpisca la terra con lo sterminio.” (Malachia 3,23-24) Per Gesù Elia che lo doveva precedere secondo le scritture, è Giovanni il Battista che è quell’Elia che doveva venire prima del Messia. Ma riconoscere il profeta Elia nella persona di Giovanni il Battista era da persone esperte e oneste intellettualmente. Ora queste persone purtroppo erano prese da molte faccende terrene e interessi personali, incapaci di riconoscere qualsiasi ritorno di Elia e tanto meno la venuta del Messia. L’attesa della nascita del Signore Gesù può realizzarsi con una nascita nuova nel cuore di chi lo aspetta sinceramente. In questa attesa sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 17,10-13 di Venerdì 4 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Giovedì della III settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Giovedì 3 Dicembre
san Francesco Saverio, sacerdote

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. I farisei e i sadducei si avvicinarono per mettere alla prova il Signore Gesù e gli chiesero che mostrasse loro un segno dal cielo. Ma egli rispose loro: «Quando si fa sera, voi dite: “Bel tempo, perché il cielo rosseggia”; e al mattino: “Oggi burrasca, perché il cielo è rosso cupo”. Sapete dunque interpretare l’aspetto del cielo e non siete capaci di interpretare i segni dei tempi? Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona». Li lasciò e se ne andò. Nel passare all’altra riva, i discepoli avevano dimenticato di prendere del pane. Gesù disse loro: «Fate attenzione e guardatevi dal lievito dei farisei e dei sadducei». Ma essi parlavano tra loro e dicevano: «Non abbiamo preso del pane!». Gesù se ne accorse e disse: «Gente di poca fede, perché andate dicendo tra voi che non avete pane? Non capite ancora e non ricordate i cinque pani per i cinquemila, e quante ceste avete portato via? E neppure i sette pani per i quattromila, e quante sporte avete raccolto? Come mai non capite che non vi parlavo di pane? Guardatevi invece dal lievito dei farisei e dei sadducei». Allora essi compresero che egli non aveva detto di guardarsi dal lievito del pane, ma dall’insegnamento dei farisei e dei sadducei.” (Mt 16,1-12)

I discepoli si erano accorti di aver dimenticato il pane, non avevano da mangiare e pensavano che il parlare di Gesù si riferisse a questo poiché aveva parlato del lievito dei farisei e dei sadducei. Gesù si riferiva all’insegnamento dei farisei e dei sadducei che non portava nulla di buono. I discepoli, come capita spesso anche oggi, erano preoccupati innanzitutto alle cose terrene, e quindi avevano frainteso il parlare di Gesù trascurando l’importanza della sua presenza vicino a loro. Anche noi, oggi, dovremmo essere più equilibrati verso le cose di lassù e quelle di quaggiù. Certo se non ci occupiamo quasi mai o in modo superficiale della spiritualità rischiamo di perdere il sapore di Dio, soprattutto in questo periodo di epidemia. Rischiamo di tradurre tutto secondo uno schema terreno, anche le cose di lassù. Un aiuto a Gesù si può chiedere sempre, un soccorso alla spiritualità vacillante per non perdere il contatto con Dio. Aiutaci Signore. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 16,1-12 di Giovedì 3 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della III settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Mercoledì 2 Dicembre
Feria

Commento e lettura del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Riunita la folla, il Signore Gesù disse loro: «Ascoltate e comprendete bene! Non ciò che entra nella bocca rende impuro l’uomo; ciò che esce dalla bocca, questo rende impuro l’uomo!». Allora i discepoli si avvicinarono per dirgli: «Sai che i farisei, a sentire questa parola, si sono scandalizzati?». Ed egli rispose: «Ogni pianta, che non è stata piantata dal Padre mio celeste, verrà sradicata. Lasciateli stare! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!». Pietro allora gli disse: «Spiegaci questa parabola». Ed egli rispose: «Neanche voi siete ancora capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nella bocca, passa nel ventre e viene gettato in una fogna? Invece ciò che esce dalla bocca proviene dal cuore. Questo rende impuro l’uomo. Dal cuore, infatti, provengono propositi malvagi, omicidi, adultèri, impurità, furti, false testimonianze, calunnie. Queste sono le cose che rendono impuro l’uomo; ma il mangiare senza lavarsi le mani non rende impuro l’uomo».” (Mt 15,10-20)

Quello che si dice ad altre persone, è come se venisse fissato. Se la cosa che si ha in mente rimanesse solo un pensiero e non venisse detta, allora può ancora essere meditata, pensata, modificata, corretta. Quando essa viene detta ad altre persone allora rimarrà come è stata detta, difficilmente modificabile. Se quello che si dice è cosa vera, schietta, allora si comunica qualche cosa di costruttivo, benevole. Ma se si dicono cose non vere o poco riflettute, allora si rischia di creare una cecità diffusa, propria e altrui, si diventa ciechi e guide di persone che diventano a loro volta cieche. La purezza dell’uomo sta molto nel parlare sempre bene, mai un pettegolezzo, mai un parere lanciato là così senza riflessione. Questa perfezione è umanamente irraggiungibile ma imitabile. Lo spazio per migliorare è sempre presente con un cammino di conversione anche per vivere bene il Natale. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 15,10-20 di Mercoledì 2 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Martedì della III settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Martedì 1° Dicembre
Feria

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo alcuni farisei e alcuni scribi, venuti da Gerusalemme, si avvicinarono al Signore Gesù e gli dissero: «Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Infatti quando prendono cibo non si lavano le mani!». Ed egli rispose loro: «E voi, perché trasgredite il comandamento di Dio in nome della vostra tradizione? Dio ha detto: “Onora il padre e la madre” e inoltre: “Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte”. Voi invece dite: “Chiunque dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è un’offerta a Dio, non è più tenuto a onorare suo padre”. Così avete annullato la parola di Dio con la vostra tradizione. Ipocriti! Bene ha profetato di voi Isaia, dicendo: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano essi mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”». ” (Mt 15,1-9)

Una delle cose più brutte che si possono fare è usare il nome di Dio per i scopi personali. Alcuni scribi e farisei introducendo una norma per cui quello che era dovuto ai genitori diventava offerta a Dio, cioè era messa nel tesoro del Tempio, avevano trovato il metodo per tenere per se il dovuto. Ora all’epoca non vi era alcuna assistenza sociale per le persone anziane e questi genitori erano destinati a mendicare se non avevano una sussistenza dai figli. Facendo così, avevano trovato un trucco per non dare il dovuto ma gestirlo come pareva loro. Anche oggi si trovano molti trucchi anche nelle regole nella Chiesa per aggirare con furbizie e ragionamenti sottili delle norme di carità cristiana. Teniamo sempre presente che la carità oggi vuol dire anche rigoroso rispetto delle regole sanitarie per la salvaguardia altrui e propria. Trucchi o raggiri su questo non devono essere mai tollerati e ammessi. Viviamo nella carità, nel sostegno reciproco e chiediamo al Signore il suo amore. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 15,1-9 di Martedì 1° Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Sant’Andrea, apostolo

Tempo d’Avvento
Lunedì 30 novembre
Sant’Andrea, apostolo – Festa

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Mentre camminava lungo il mare di Galilea, il Signore Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.” (Mt 4,18-22)

Andrea assieme a suo fratello Simon Pietro, fu chiamato dal Signore perché lo seguisse e imparasse la novità del Vangelo per poi diventare lui stesso annunciatore della buona notizia. Lascia il lavoro di pescatore per vivere una cosa importante, poiché lo stesso Signore lo ha chiamato e pur non sapendo che era Gesù Cristo il Messia, aveva comunque capito che Gesù è persona importante e certamente bisognava seguirlo perché era stato chiamato, non era una sua idea. Solo in seguito assieme agli altri apostoli e discepoli, capirà chi è veramente Gesù e la grande importanza della sua missione nei primi passi della Chiesa. Lo sguardo verso Gesù che passa nella nostra vita dovrebbe essere attento per riconoscerlo in quell’episodio. o in quella persona, o in quel messaggio giunto da più parti o in altre situazioni ancora. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 4,18-22 di Lunedì 30 novembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

III Domenica di Avvento

Tempo d’Avvento
Domenica 29 novembre
Le profezie adempiute

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce. Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato. Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me». ” (Gv 5,33-39)

Si realizzano le profezie dell’Antico Testamento che riguardano il Messia: la venuta uomo Dio di Gesù. Tutta la prima parte della Bibbia, l’Antico Testamento o Primo Testamento, può essere letto alla luce della venuta del nostro Signore Gesù Cristo ma attenzione, la Bibbia non può essere studiata da autodidatta o peggio letta come un romanzo o un racconto storico, dev’essere accompagnata almeno da ottimi commentari o meglio, per chi vuole veramente approfondire, seguire un corso biblico. Le scritture, dunque, danno testimonianza di Gesù, “sono proprio esse che danno testimonianza di me”. Sia oggi che due millenni fa, vi erano e vi sono alcune persone che credono e altre che non credono nell’adempimento di queste profezie. Alcuni Giudei non credevano nell’adempimento delle profezia nella figura di Gesù e stavano già pensando di ucciderlo. Essi pensavano che uno studio molto approfondito delle Scritture portasse esso stesso alla salvezza pensando di non sbagliare in nulla. Dimenticando però la carità, l’amore, quello che concerne uno sguardo che va sempre oltre alle convinzioni personali, anche quelle più radicate. Eppure si erano rallegrati alla luce della testimonianza di Giovanni il Battista, ma per poco, e dopo non credettero nella figura di Gesù, decisero di non aderirvi affatto. La salvezza portata da Gesù è anche per coloro che lo perseguitano con quell’atto di misericordia non misurabile, al di fuori di ogni portata umana. Aiutaci Signore ad attenderti con tutto il nostro cuore, perché il tuo Natale diventi una nascita in noi del tuo grande amore, specialmente quest’anno di grande epidemia. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 5,33-39 di Domenica 29 novembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Sabato della II settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Sabato 28 novembre
san Giovanni di Dio

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva agli scribi e ai farisei: «Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo, ma non ne trova. Allora dice: “Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito”. E, venuto, la trova vuota, spazzata e adorna. Allora va, prende con sé altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora; e l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima. Così avverrà anche a questa generazione malvagia». Mentre egli parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli. Qualcuno gli disse: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti». Ed egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre».” (Mt 12,43-50)

Alcuni scribi e farisei pensavano di essere nella perfezione per un percorso anche di purificazione che avevano fatto. Ma questo non garantisce la santità delle persone, non garantisce il fatto che quella presunta perfezione perduri nel tempo. E quei scribi e farisei erano caduti in una condizione peggiore della prima, si erano accecati con la gelosia, l’invidia, il presumere di essere superiori. C’è comunque speranza, chi fa la volontà di Dio Padre è per Gesù “fratello, sorella e madre”. Si tratta di essere parenti adottivi di Gesù e lo siamo realmente se viviamo il nostro battesimo. Gesù insegna sempre ad amarci, e in questo periodo di forte epidemia vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 12,43-50 di Sabato 28 novembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Venerdì della II settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Venerdì 27 novembre
Feria

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Alcuni scribi e farisei dissero al Signore Gesù: «Maestro, da te vogliamo vedere un segno». Ed egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra. Nel giorno del giudizio, quelli di Ninive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona! Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro questa generazione e la condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone!».” (Mt 12,38-42)

Più grande di Giona e di Salomone. Il primo un profeta che per tre giorni rimase nel ventre del pesce per poi iniziare la sua missione per la conversione di quelli di Ninive che si convertirono. Il secondo, Salomone, grande Re ricco di sapienza che stupì ogni suddito e reami per la sua grandezza. Gesù è più grande di entrambi e grande è la durezza di cuore che ha trovato di fronte a se, senza precedenti. Gesù non si scoraggia di fronte a forti ostacoli, e semina sempre per indurre i cuori a convertirsi, ad accorgersi dove sono caduti e a riprendersi in un percorso nuovo finalmente fatto d’amore. Aiutaci a essere solidali, caritatevoli, sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 12,38-42 di Venerdì 27 novembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Giovedì della II settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Giovedì 26 novembre
Beata Enrichetta Alfieri

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai farisei: «Prendete un albero buono, anche il suo frutto sarà buono. Prendete un albero cattivo, anche il suo frutto sarà cattivo: dal frutto infatti si conosce l’albero. Razza di vipere, come potete dire cose buone, voi che siete cattivi? La bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda. L’uomo buono dal suo buon tesoro trae fuori cose buone, mentre l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori cose cattive. Ma io vi dico: di ogni parola vana che gli uomini diranno, dovranno rendere conto nel giorno del giudizio; infatti in base alle tue parole sarai giustificato e in base alle tue parole sarai condannato».” (Mt 12,33-37)

Dal frutto si capisce se un albero è buono. È necessario aspettare che i frutti sia maturi per poterli assaggiare e capire se sono buoni o cattivi. Similmente questo vale per conoscere l’uomo. Se le sue parole sono cattive in modo perdurante, maliziose, vi sono giochi di parole in una sottigliezza di ragionamenti che si rivelano poco o affatto caritativi, questo è un uomo cattivo. Al contrario, se le sue parole sono buone in modo perdurante, veritiere, schiette, chiare, questo è un uomo buono. Le parole hanno una grande importanza e possono fare cambiare direzioni alle persone. Non dovremmo mai sottovalutare l’importanza di cose dette perché esse potrebbero avere un grosso peso per altre persone. Dovremmo sempre vigilare attentamente su quello che diciamo. Le parole in questo periodo d’epidemia hanno un grosso peso e dovrebbero essere sempre parole buone, di speranza. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 12,33-37 di Giovedì 26 novembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della II settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Mercoledì 25 novembre
Santa Caterina d’Alessandria

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo fu portato al Signore Gesù un indemoniato, cieco e muto, ed egli lo guarì, sicché il muto parlava e vedeva. Tutta la folla era sbalordita e diceva: «Che non sia costui il figlio di Davide?». Ma i farisei, udendo questo, dissero: «Costui non scaccia i demòni se non per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni». Egli però, conosciuti i loro pensieri, disse loro: «Ogni regno diviso in se stesso cade in rovina e nessuna città o famiglia divisa in se stessa potrà restare in piedi. Ora, se Satana scaccia Satana, è diviso in se stesso; come dunque il suo regno potrà restare in piedi? E se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Ma, se io scaccio i demòni per mezzo dello Spirito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio. Come può uno entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega? Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde. Perciò io vi dico: qualunque peccato e bestemmia verrà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non verrà perdonata. A chi parlerà contro il Figlio dell’uomo, sarà perdonato; ma a chi parlerà contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato, né in questo mondo né in quello futuro».” (Mt 12,22-32)

Gesù ridona vista e la parola, la capacità di vedere e quella di esprimersi. Un dono importante che non è solo limitato all’importante segno della guarigione del cieco e muto ma si tratta di un dono aperto a tutti coloro che vogliono veramente seguire Gesù. La capacità di vedere e esprimere diventano diverse alla luce della sua verità. Questo provoca incomprensioni, invidia, accuse ingiustificate da parte di alcuni che vogliono contrastare la figura di Gesù accusandolo di agire nel bene avendo come fondamento il male. Ma bene e male sono in contrasto, l’uno non può essere causa dell’altro. Dona a noi tutti di essere persone non invidiose, ma che gioiscono nel vedere il bene che si esprime in altre persone. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 12,22-32 di Mercoledì 25 novembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)