Tempo d’Avvento Giovedì 24 Dicembre mattina della Vigilia
Lettura e commento dell’Epistola
Epistola
“Fratelli, ancora un poco, un poco appena, e colui che deve venire, verrà e non tarderà. Il mio giusto per fede vivrà; ma se cede, non porrò in lui il mio amore. Noi però non siamo di quelli che cedono, per la propria rovina, ma uomini di fede per la salvezza della nostra anima.” (Eb 10,37-39)
Un poco, un poco appena. È molto vicina la celebrazione della memoria del Natale del Signore Gesù. C’è una gioiosa attesa in un tempo che è cambiato per le molte costrizioni che ognuno deve osservare in modo scrupoloso, per le sofferenze, malattie ecc., e fra poco si realizza nella venuta di Gesù che può essere nella esistenza di ognuno. Questo Natale in questa di pandemia, può diventare più vero, sentito, dove l’affidamento a Gesù diventa non fatto solo di parole ma sincero. Gesù vieni! Gesù vieni nei cuori di ognuno che ti vuole accogliere. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dalla Lettera agli Ebrei 10,37-39 di Giovedì 24 Dicembre 2020, – – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)
Tempo d’Avvento Mercoledì 23 Dicembre de Exceptato (dell’Accolto)
Lettura e commento del Vangelo
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.” (Lc 2,1-5)
Si sta per realizzare la nascita del Messia a Betlemme. Maria e Giuseppe vivevano a Nazareth di Galilea e per farsi censire dovevano andare nel luogo di provenienza di Giuseppe, Betlemme, poiché discendente della casa di Davide. Si realizza così la parola di Dio per la quale da Betlemme sarebbe venuto il Cristo: “Non dice la Scrittura: Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo?”.“ (Giovanni 7,42) e anche “E tu, Betlemme di Èfrata, così piccola per essere fra i villaggi di Giuda, da te uscirà per me colui che deve essere il dominatore in Israele; le sue origini sono dall’antichità, dai giorni più remoti.“ (Michea 5,1). Attraverso il censimento indetto da cesare Augusto si realizza la scrittura per cui il Cristo viene da Betlemme. A volte del tutto inconsapevolmente, persone che si considerano lontane dalla religione o addirittura si professano atee, sono protagoniste della storia della salvezza. È l’ironia di Dio che stupisce. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dal Vangelo secondo Luca 2,1-5 di Mercoledì 23 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)
Tempo d’Avvento Martedì 22 Dicembre de Exceptato (dell’Accolto)
Lettura e commento del Vangelo
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Zaccaria, suo padre, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo: «Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi un Salvatore potente nella casa di Davide, suo servo, come aveva detto per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, di concederci, liberati dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati. Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio, ci visiterà un sole che sorge dall’alto, per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra di morte, e dirigere i nostri passi sulla via della pace». Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.” (Lc 1,67-80)
Zaccaria, appena riavuta la possibilità di parlare, esprime il suo cantico di benedizione e lode al Signore Dio. Il cantico di Zaccaria, sia nel Rito ambrosiano che in quello romano, è nelle lodi mattutine di ogni giorno dell’anno. “Un sole che sorge dall’alto” è il Signore Gesù che vuol far risplendere la sua luce non sui giusti ma su coloro che stanno nelle tenbre e sull’orlo della morte. Sono le tenebre del peccato che a volte sfugge a tal punto che si diventa come morti nell’anima con quel grande rischio di allontanarsi per sempre da Dio. Ma risplende Gesù che fende le tenebre. Vieni Signore Gesù! Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dal Vangelo secondo Luca 1,67-80 di Martedì 22 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)
Tempo d’Avvento Lunedì 21 Dicembre de Exceptato (dell’Accolto)
Lettura e commento del Vangelo
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei. Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccaria. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.” (Lc 1,57-66)
Si realizza l’annuncio dell’angelo del Signore a Zaccaria, sua moglie Elisabetta mette alla luce un bambino. La tradizione viene interrotta, il nome del figlio maschio non è quello del Padre ma bensì è quello detto dall’angelo: Giovanni. Una volta confermato il nome, ecco che la voce di Zaccaria torna lodando il Signore. La voce, la lingua, dovrebbe dare sempre parole buone, discrete, di speranza, di armonia, benedicendo. Questo accade troppo poco di frequente. Poche parole e buone sono forse una buona direzione e preparazione al Natale. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dal Vangelo secondo Luca 1,57-66 di Lunedì 21 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)
Tempo d’Avvento Domenica 20 Dicembre Solennità del Signore
Lettura e commento del Vangelo
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».” (Lc 1,26-38a)
La Domenica precedente al Natale è “dell’Incarnazione”, o della Divina Maternità della beata Vergine Maria. Si guarda alla mamma di Gesù, Maria, che accetta l’annuncio dell’arcangelo Gabriele permettendo così il concepimento di Gesù per opera dello Spirito Santo. Si ricorda quindi la figura materna, la mamma di Gesù, che diventa la Madre di Dio e dopo la passione, morte e risurrezione del suo figlio diventa anche Madre della Chiesa. Si sta per compiere l’attesa del Messia che avverrà nei tempi e nei modi decisi da Dio. Una vergine è coinvolta con quel importante ruolo di concepire, portare avanti tutta la gravidanza, mettere alla luce Gesù come una qualsiasi nascita ed essere mamma. La decisione di Dio porta a una esperienza completa e senza sconti di essere umano di Gesù, dal concepimento fino alla morte tranne che nel peccato. Per questo Maria è stata investita di questo importante ruolo con quella particolare attenzione di Dio che la ricolmata di favori. Si sta per realizzare la promessa divina, il Dio con noi è vicino e fra poco ne celebreremo con gioia la sua nascita come uomo fra gli uomini. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dal Vangelo secondo Luca 1,26-38a di Domenica 20 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)
Tempo d’Avvento Sabato 19 Dicembre de Exceptato (dell’Accolto)
Lettura e commento del Vangelo
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore».” (Lc 1,39-46)
Maria, ricevuto l’annuncio dall’arcangelo Gabriele, in fretta si reca da sua cugina Elisabetta. Qui inizia l’azione di Giovanni il Battista, sussulta nel grembo di Elisabetta che è al sesto mese. Il bambino nel grembo di Elisabetta avverte la presenza della Madre di Dio e non può che esultare di gioia. È l’azione del Signore Dio che vuole annunciare un nuovo percorso attraverso alcune persone da lui scelte, un cammino di certa salvezza, di un Dio che si fa vicino e uguale all’uomo tranne che nel peccare. La gioia intensa si realizza fra Elisabetta e Maria, avvolte entrambe dall’azione dello Spirito Santo e Maria non può che iniziare il suo Magnificat: «L’anima mia magnifica il Signore». Signore aiutaci a essere persone che si stupiscono della tua venuta. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dal Vangelo secondo Luca 1,39-46 di Sabato 19 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)
Tempo d’Avvento Venerdì 18 Dicembre de Exceptato (dell’Accolto)
Lettura e commento del Vangelo
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. L’angelo disse a Zaccaria: «Io sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annuncio. Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo». Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto. Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: «Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna fra gli uomini». ” (Lc 1,19-25)
Si compie quando annunciato dall’angelo del Signore. Elisabetta concepisce in tarda età un figlio. Zaccaria, il papà, rimase dubbioso su questo annuncio a tal punto da ricevere una temporanea punizione. La non fiducia in Dio porta a una non espressione dell’anima, a una mortificazione che qui si traduce nell’essere muto finché quell’annuncio si realizzi nella pienezza. Si tratta spesso della fiducia, nel credere che vacilla non poco, e questo causa problemi all’anima e a tutta la persona. Una spiritualità viva, piena di fiducia in Dio porta gioia nel cuore. Dovremmo fidarci un po di più dl Signore in questo periodo di attesa del Natale. Signore aiutaci a essere persone che ti attendono. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dal Vangelo secondo Luca 1,19-25 di Venerdì 18 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)
Tempo d’Avvento Giovedì 17 Dicembre de Exceptato (dell’Accolto)
Lettura e commento del Vangelo
Il VANGELO DEL GIORNO
“Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto. Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccaria, della classe di Abia, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta. Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni. Avvenne che, mentre Zaccaria svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso. Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando nell’ora dell’incenso. Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto».” (Lc 1,1-17)
A otto giorni dal Natale del Signore Gesù, iniziano le “Ferie prenatalizie” con il Vangelo secondo Luca che ci condurrà fino alla nascita di Gesù. L’intento dell’evangelista Luca è quello di descrivere bene quanto ha raccolto nelle testimonianze in modo da comporre uno scritto, il Vangelo, che potesse essere non solo memoria ma ispirato dalla grazia dello Spirito Santo. Nella storia della salvezza fanno parte i genitori di Giovanni il Battista che in modo straordinario lo concepiranno in tarda età. L’annuncio di un angelo del Signore a Zaccaria pone l’inizio della imminenza dell’arrivo del Messia attraverso la nascita del Precursore Giovanni il Battista. L’Accolto, l’atteso Signore Gesù, inizia a essere presente dapprima in alcuni cuori, quelli di Zaccaria e Elisabetta, per poi realizzarsi nella gioia di un evento, Dio con noi. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dal Vangelo secondo Luca 1,1-17 di Giovedì 17 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambros
Tempo d’Avvento Mercoledì 16 Dicembre Commemorazione dell’annuncio a san Giuseppe
Lettura e commento del Vangelo
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.” (Mt 1,18b.24)
A nove giorni dal duemila ventunesimo Natale del nostro Signore Gesù, si ricorda l’importante figura di san Giuseppe lo sposo di Maria. Nel Natale si evidenzia Gesù Bambino e Maria, la mamma, e san Giuseppe c’è ma rimane sempre un poco in secondo piano. Ecco dunque questa importante memoria, il ruolo di san Giuseppe e lo si ricorda con l’annuncio di un angelo del Signore durante il sonno. Gli dice di porre fiducia nella sua sposa, di fidarsi del Signore Dio poiché la sua sposa darà alla luce un figlio, “Dio con noi”. Giuseppe diventa l’umile e silenzioso servitore, accanto a Gesù, a Maria, non dubitando di quest’annuncio e di quelli che seguiranno dall’angelo del Signore, messaggero di Dio. Uomo di saggezza, di servizio. Gesù aiutaci a essere servi umili e di trovare in questo la gioia di essere uomini e donne in un cammino di pace verso il Natale. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dal Vangelo secondo Matteo 1,18b.24 di Mercoledì 16 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. I farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come coglierlo in fallo nei suoi discorsi. Mandarono dunque dal Signore Gesù i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione i alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». A queste parole rimasero meravigliati, lo lasciarono e se ne andarono.” (Mt 22,15-22)
Rendete! Date ciò che è dovuto a Cesare e date ciò che è dovuto a Dio. Gesù, stupendo gli inviati dei farisei assieme ad alcuni erodiani, afferma di restituire. Sì! C’è da restituire, e vuol dire che si è ricevuto qualche cosa prima. Ma che cosa? Da Cesare la struttura statale governativa e organizzativa per cui bisogna restituire con un tributo, le tasse. Da Dio si è ricevuta la vita. Credo che la restituzione, sempre insufficiente, a Dio sia una vita fatta d’amore, non chiusa in se in continui sbalzi di egoismo ma aperta all’ascolto con uno sguardo che vuole il bene delle altre persone. A Natale aiuta tutti noi ad avere uno sguardo bello su ogni persona. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dal Vangelo secondo Matteo 22,15-22 di Martedì 15 Dicembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)