VIII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo la Pentecoste
Domenica 26 luglio

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Mentre camminava lungo il mare di Galilea, il Signore Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.” (Mt 4,18-22)

Chiamato. Chiamato dal Signore Gesù. Si tratta di una particolare chiamata di gioia e di servizio. Ma il servizio non è opposto alla gioia ma è la fonte della stessa. Essere a servizio del Signore e, quindi secondo la propria vocazione, verso il prossimo è fonte di responsabilità, di impegno, non esente da problemi, da drammi ma con il Signore Gesù tutto è affrontabile e spesso risolvibile.
Il Signore ha chiamato gli apostoli ad una particolare sequela perché imparassero cosa vuole dire amare, essere caritatevoli. Per questo lasciarono tutto per potersi dedicare in m odo pieno alla istruzione che Gesù come maestro gli elargiva.
Anche oggi il Signore chiama e pochi sono coloro che rispondono. Si è liberi di dire di sì al Signore Gesù, e questa libertà è piena. Se si rifiuta la chiamata non si è condannati ma si prosegue la vita nel modo in cui si è scelto sempre con la presenza del Signore che accompagna a meno che non lo si rifiuti.
Oggi abbiamo bisogno di tante vocazioni e queste possono esserci se preghiamo il Signore di donarcele e poniamo la disposizione a donare un figlio, una figlia al Signore. La preghiera per le vocazioni non è solo per i figli e le figlie degli altri genitori o non è solo per gli altri nipoti di altri nonni. La preghiera della vocazioni diventa vera se si è disposti a donare al Signore il figlio, la figlia, il nipote, la nipote.
Signore, dona consacrazioni speciali, dona speranza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 4,18-22 di Domenica 26 luglio 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

San Giacomo, apostolo

Tempo dopo la Pentecoste
Sabato 25 luglio
San Giacomo, apostolo – Festa

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Si avvicinò al Signore Gesù la madre dei figli di Zebedeo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dóminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».” (Mt 20,20-28)

Giacomo è uno dei figli di Zebedeo e la madre vuole raccomandare entrambi per un futuro come uomini di alto rango nel regno di Gesù. La richiesta è decisamente umana, e in questo la madre vedeva la possibilità di sistemare bene i suoi due figli ma in realtà non sapeva quello che stava chiedendo, sia la madre che i due apostoli e tutti gli altri non sapevano che cosa voleva dire accedere al regno di Dio.
C’è un passaggio che dovranno fare che è il sacrificio in nome della fede nel Signore Gesù Cristo. E questo passaggio lo faranno non solo i figli di Zebedeo ma anche gli altri apostoli.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 20,20-28 di Sabato 25 luglio 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della VII domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo la Pentecoste
Venerdì 24 luglio
S. Charbel Makhlu

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa».” (Lc 10,1b-7a)

Gesù sceglie e invia settantadue discepoli davanti a sé. Dovevano essere semplici nel vestire e liberi da ogni cosa perché potessero affidarsi a chi gli accogliesse. La loro semplicità nel presentarsi portava con se la verità dell’annuncio di salvezza che anticipavano a quanti incontravano.
Sono persone semplici che sono chiamate a vivere dell’amore del Signore Gesù come punto principale per essere a loro volta efficaci testimoni del Vangelo.
Signore, dona persone speciali che consacrino la loro vita all’annuncio della salvezza. Questo mondo ha bisogno di quest’annuncio, della salvezza interiore che può modificare nel bene la vita. E salvare il mondo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 10,1b-7a di Venerdì 24 luglio 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Santa Brigida, Patrona d’Europa

Tempo dopo la Pentecoste
Giovedì 23 luglio
Santa Brigida, Patrona d’Europa – Festa

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli». ” (Mt 5,13-16)

Santa Brigida dedicò la sua attenzione agli infermi per poi, rimasta vedova, completamente al Signore Gesù nel servizio, nella meditazione della Passione. Si dedicò alla soluzione di problemi politici e della riforma della Chiesa e si adoperò per il ritorno del Papa da Avignone a Roma.
Santa Brigida rappresenta il sale della terra che da sapore alla vita, la luce che illumina ogni uomo grazie alla sua testimonianza d’amore per il Signore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 5,13-16 di Giovedì 23 luglio 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Santa Maria Maddalena

Tempo dopo la Pentecoste
Mercoledì 22 luglio
Santa Maria Maddalena – Festa

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!» –. Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.” (Gv 20,1.11-18)

La prima persona che vede il Signore Risorto secondo il Vangelo di Giovanni è Maria Maddalena. Il Signore sembra abbia una predilezione per le persone che lo amano e hanno la passione nel cuore con il desiderio d’essere parte con lui come la cosa principale. Maria non era perfetta, umanamente potremmo pensare che Gesù una volta risorto si facesse vedere per prima da una persona con una vita casta, buona, senza macchie. È vero il contrario. Maria Maddalena prima dell’incontro con Gesù aveva una vita tutta terrena immersa nel male che la teneva ben legata. Con l’incontro di Gesù Maria Maddalena è salvata dal male e volge il suo cuore al Signore. La sua passione e il suo amore per Gesù la fanno diventare colei che per prima vedrà il Risorto.
Gesù non è venuto per chiamare i giusti ma per salvare i peccatori. Non è venuto per condannare, ma per salvare.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 20,1.11-18 di Mercoledì 22 luglio 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della VII domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo la Pentecoste
Martedì 21 luglio – S. Lorenzo da Brindisi

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Nacque una discussione tra i discepoli, chi di loro fosse più grande. Allora il Signore Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande». Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti segue insieme con noi». Ma Gesù gli rispose: «Non lo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi».” (Lc 9,46-50)

«Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande»
Il Vangelo spesso rovescia le convinzioni comunemente condivise come ad esempio una persona che ha realizzato la propria posizione sociale è considerata grande.
La grandezza del Vangelo è differente: l’attenzione verso i più piccoli, verso le persone che sono poco considerate, è considerata cosa grande. Una persona che accoglie i piccoli è grande.
La grandezza è interiore, ha un immenso valore nel cuore, vale più di ogni arrivismo, di ogni posizione di potere. Chi è lontano con il cuore da queste cose può essere una persona grande anche se ha un ruolo molto importante nella società ma il cuore è a servizio di tutti.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 9,46-50 di Martedì 21 luglio 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della VII domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo la Pentecoste
Lunedì 20 luglio – S. Apollinare

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Quando furono discesi dal monte, una grande folla venne incontro al Signore Gesù. A un tratto, dalla folla un uomo si mise a gridare: «Maestro, ti prego, volgi lo sguardo a mio figlio, perché è l’unico che ho! Ecco, uno spirito lo afferra e improvvisamente si mette a gridare, lo scuote, provocandogli bava alla bocca, se ne allontana a stento e lo lascia sfinito. Ho pregato i tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti». Gesù rispose: «O generazione incredula e perversa, fino a quando sarò con voi e vi sopporterò? Conduci qui tuo figlio». Mentre questi si avvicinava, il demonio lo gettò a terra scuotendolo con convulsioni. Gesù minacciò lo spirito impuro, guarì il fanciullo e lo consegnò a suo padre. E tutti restavano stupiti di fronte alla grandezza di Dio. Mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini». Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento.” (Lc 9,37-45)

«Maestro, ti prego, volgi lo sguardo a mio figlio».
Gesù volgi lo sguardo verso la miseria umana, esprimi la tua misericordia sulla umanità colpita, affranta dalla Pandemia.
Volgi lo sguardo verso i malati perché possano essere assistiti dal tuo misericordioso soccorso.
Volgi lo sguardo verso i cuori che si sono paralizzati in una esistenza sterile fatto solo di cose e di superficiali relazioni.
Volgi lo sguardo verso questa umanità, persa, disperata che senza di te non ha speranza. Volgi lo sguardo su noi Signore, aiutaci nella fede in te, ridona la speranza, la conversione dei cuori che possano iniziare nuovamente ad amare.
Volgi lo sguardo, guarisci, risana l’umanità ferita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 9,37-45 di Lunedì 20 luglio 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

VII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo la Domenica 19 luglio

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Lettura del Vangelo e commento

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Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”. Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori. Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».” (Lc 13,22-30)

“Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”
Alla base della salvezza dell’uomo vi è la conoscenza, il rapporto, l’essere parte con il Signore Gesù. È qualche cosa di vivo, il Vangelo è lettera vivente che apre a un rapporto di conoscenza con il Signore. Questa è la via della salvezza, il fondamento della salvezza. In questo modo il Signore sa di dove siamo perché non ipocriti ma ricercatori della sua volontà attraverso la sua Parola di salvezza. L’essere con il Signore Gesù è possibile in una perseveranza nell’ascolto del Vangelo attraverso l’azione dello Spirito Santo che è in ogni cristiano e prega per noi. A questo si aggiunge quel comportamento quotidiano che è alla luce del cristianesimo perseguendo sempre la giustizia e rifiutando ogni opera iniqua.
Non si può essere cristiani e nel contempo essere ingiusti per scelta, ma cristiani che ascoltano il Vangelo e lo vivono.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 13,22-30 di Domenica 19 luglio 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della VI domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo la Sabato 18 luglio

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Lettura del Vangelo e commento

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L’audio della Messa di Sabato mattina.

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Nacque tra gli apostoli una discussione: chi di loro fosse da considerare più grande. Il Signore Gesù disse: «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno potere su di esse sono chiamati benefattori. Voi però non fate così; ma chi tra voi è più grande diventi come il più giovane, e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve. Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove e io preparo per voi un regno, come il Padre mio l’ha preparato per me, perché mangiate e beviate alla mia mensa nel mio regno».” (Lc 22,24-30a)

È un atteggiamento umano quello di misurarsi rispetto alle altre persone facendo a gara per essere il più grande, il migliore, colui che sa fare meglio e capisce meglio degli altri. Questo atteggiamento non è evangelico e può troppo spesso portare verso grossi egoismi e sofferenze di altre persone e anche della propria persona.
Gesù propone una impostazione nuova che è quella del servizio. Si fa a gara per servire meglio e non per essere il più grande. Nel servire bene c’è gioia, pace, consapevolezza che si sta facendo qualche cosa di buono senza cercare alcuna gloria personale.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 22,24-30a di Sabato 18 luglio 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della VI domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo la Venerdì 17 luglio, S. Marcellina

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso? Chi si vergognerà di me e delle mie parole, di lui si vergognerà il Figlio dell’uomo quando verrà nella gloria sua e del Padre e degli angeli santi. In verità io vi dico: vi sono alcuni, qui presenti, che non morranno prima di aver visto il regno di Dio».” (Lc 9,23-27)

Rinnegare se stessi, perdere la propria vita per causa di Gesù.
Sono affermazioni forti e non trovano spazio nella umanità, trovano spazio nelle fede.
Rinnegare se stessi non vuol dire annientare, annichilire, eliminare se stessi. Alla luce del Signore Gesù, alla luce della fede, vuol dire ripudiare tutto il male che è presente in se stessi, offrendosi al Signore in un cambiamento radicale verso il bene. Così si può perdere la propria vita in una offerta di servizio dove non si cerca più nulla per se e questo è gioia.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 9,23-27 di Venerdì 17 luglio 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)