Mercoledì della VII settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Memoria facoltativa di S. Agostino di Canterbury, vescovo

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».” (Gv 15,12-17)

Il comandamento del Signore Gesù: «che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi»
L’amore è il comandamento del Signore. Nel suo amore ha dato la sua vita per ognuno di noi, un amore esente da ogni forma di egoismo. Non cerca per se neanche un ringraziamento, nulla è per se e tutto per la salvezza delle altrui persone.
Un amore così ampio è impossibile all’uomo che vive sempre almeno alcune forme di egoismo durante la sua vita.
Me se si vive l’esperienza di un frammento d’amore del Signore, ci si accorge che supera ogni gioia terrena che diventa secondaria anche se facilmente accessibile. L’importante diventa la direzione della gioia cristiana che è fatta di tempo, perseveranza ma con la certezza di raggiungere un impensabile amore che vi è solo presso Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti,
Cappellano Rettore
Ospedali di Rho e Passirana di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 15,12-17 di mercoledì 27 maggio 2020, – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)
CANALE YouTube:
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Martedì della VII settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Memoria di san Filippo Neri, sacerdote

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».” (Gv 15,9-11)

In questo periodo fra l’Ascensione e la Pentecoste, sono proposti alcuni brani evangelici che sembrano degli appelli del Signore affinché possiamo rimanere in lui, non scordarci di lui.
Il comportamento è cosa importante per rimanere nell’amore del Signore Gesù, si tratta di vivere ogni giornata nei suoi comandamenti che testimoniano l’essere cristiani e portano alla pienezza della gioia.
«Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».
La vera gioia è quella trasmessa da Gesù. Se la cerchi nel Signore, la trovi.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti,
Cappellano Rettore
Ospedali di Rho e Passirana di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 15,9-11 di martedì 26 maggio 2020, – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)
CANALE YouTube:
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Lunedì della VII settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Memoria di S. Dionigi, vescovo

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Si avvicinarono al Signore Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».” (Mt 9, 14-15)

Un periodo con la presenza del Signore Gesù è di festa, c’è la presenza del Creatore e del suo amore.
Un periodo con l’assenza del Signore è d’attesa, c’è speranza che egli venga e si riaffacci per ridonare il suo amore. Questo è il periodo di digiuno il cui scopo è quello di preparare il fedele perché sia ben disposto all’arrivo del Signore.
Ma l’assenza del Signore è spesso accompagnata da una chiusura del cuore che impedisce allo stesso Signore di poterlo raggiungere con i suoi molteplici atti d’amore. Pentecoste, Domenica prossima, è momento propizio per riaprire il cuore alla venuta della presenza del Signore per riavviare l’azione del suo amore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti,
Cappellano Rettore
Ospedali di Rho e Passirana di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo Mt 9,14-15 di lunedì 25 maggio 2020, – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)
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Ascensione del Signore

Tempo di Pasqua
Ascensione del Signore
VII Domenica di Pasqua

Eccezionalmente, nella ripresa delle S. Messe con il popolo, viene riproposta la liturgia dell’Ascensione del Signore al cielo come momento pasquale, di ringraziamento e di preghiera in questo momento di Pandemia.

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi ». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto». Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio. ” (Lc 24,36b-53)

“Saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati” grazie alla venuta del nostro Signore Gesù Cristo che oggi ascende al cielo.
Questa solennità dà un impulso alla evangelizzazione, a quell’annuncio di salvezza che può e dev’essere ancora oggi diffuso. Un annuncio di vera speranza che dovrebbe cambiare la direzione di ogni cuore, non più legato esclusivamente alle cose della terra, ma anche rivolto al cielo.
La solennità dell’Ascensione al cielo del Signore Gesù Cristo dà questo impulso, l’alzare lo sguardo per contemplare le cose del cielo, quelle che sono invisibili e credute nella fede.
Pur rimanendo con lo sguardo attento alle cose terrene, vi è quella speranza e consolazione nella contemplazione delle cose del cielo che piano piano acquisiscono sempre più attenzione importanza.
La conversione prende il suo cammino in quella via che diventa misericordia di Dio e il prendere coscienza dell’essere stati molto perdonati dal Signore.
Il Signore Gesù ascende al cielo, ognuno può alzare lo sguardo e accorgersi del cielo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti,
Cappellano Rettore
Ospedali di Rho e Passirana di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 24,36b-53 di Domenica 24 maggio 2020, – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)
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Sabato dopo l’Ascensione

Tempo di Pasqua
Memoria facoltativa di San Beda il venerabile, vescovo e dottore della Chiesa

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».” (Gv 15,1-8)

Se c’è una unione forte con il Signore è possibile portare molto frutto perché si riamane collegati spiritualmente con lui, si rimane in lui.
Questa cosa non è marginale ma fondamentale.
È possibile imparare molte cose della teologia, della bibbia ma se non si è con la fede nel Signore Gesù, tutto ciò potrebbe essere vano, potrebbe non portare alcun frutto e, alcune volte, essere addirittura contro producente creando dissapori e cose contro la fede. A volte la molta conoscenza senza il Signore Gesù può essere dannosa.
È importante coltivare la fede nel Signore, essere in contatto con lui attraverso quel rapporto personale e partecipare alle celebrazioni comunitarie da poco iniziate ancora comunque anche via mezzi elettronici. Questo garantisce un poco l’essere nel Signore, essere quei tralci che portano molto frutto.
Gesù aiutaci nella fede!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti,
Cappellano Rettore
Ospedali di Rho e Passirana di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 15,1-8 Venerdì 22 maggio 2020, – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)
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Venerdì dopo l’Ascensione

Tempo di Pasqua
Memoria facoltativa di S. Rita da Cascia, religiosa

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate. Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il principe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco».” (Gv 14,27-31a)

Ai discepoli del Signore Gesù è chiesto di lasciarlo andare via. C’è una separazione che non dovrebbe portare a turbamento perché Gesù va presso il Padre con la promessa: “Vado e tornerò da voi”.
Ma il distacco dal Signore è doloroso e non compreso dai discepoli che pensavano a una svolta vittoriosa con Gesù a capo di un nuovo Israele rinnovato, sovrano e in pace.
Gesù chiede la pazienza ai suoi discepoli, avranno la possibilità di capire e comprendere tutto dopo la sua Risurrezione.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti,
Cappellano Rettore
Ospedali di Rho e Passirana di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 14, 27-31a Venerdì 22 maggio 2020, – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)
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Ascensione del Signore

Tempo di Pasqua
Ascensione del Signore – Solennità

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi ». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto». Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio. ” (Lc 24,36b-53)

L’improvvisa apparizione del Signore Gesù sconvolge gli Apostoli e i discepoli. Dapprima vi è paura che immobilizza e non fa capire cosa sta accadendo e tutti credevano fosse un fantasma. Nessuno sperava di vedere Gesù in carne e ossa risorto dai morti.
Gesù viene loro incontro e convince dapprima con le parole e poi con i fatti mangiando un poco di pesce arrostito, che è presente come uomo in carne e ossa, non è un fantasma.
Ma ci deve essere comunque una novità. La presenza di Gesù in carne e ossa da Risorto sta per avere termine, e in modo solenne.
Quaranta giorni dopo la Risurrezione e la presenza di Gesù come persona risorta, c’è la sua Assunzione in cielo. Si distacca dai discepoli e si allontana da loro.
Ma la presenza di Gesù non verrà meno, vi sarà dopo dieci giorni la Pentecoste, l’effusione dello Spirito del Signore sugli Apostoli e Maria. La presenza del Signore sarà spirituale grazie al dono dello Spirito Santo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti,
Cappellano Rettore
Ospedali di Rho e Passirana di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 24,36b-53 di Giovedì 21 maggio 2020, – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)
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Mercoledì della VI Settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Memoria facoltativa di S. Bernardino da Siena

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò».” (Gv 14,7-14)

L’opera grande compiuta da Gesù è la redenzione dell’uomo e i suoi molti gesti, le sue opere di misericordia lasciate agli Apostoli come segni di salvezza e di incontro con il Signore sono quei segni per confermare le sue parole di salvezza.
Non c’è gelosia, c’è il diffondere la speranza e la gioia di ripetere quei gesti di Gesù da parte degli Apostoli: “chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre”.
La partenza dolorosa del Signore Gesù verrà poi glorificata con la sua Risurrezione e la sua costante presenza fra noi anche oggi.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti,
Cappellano Rettore
Ospedali di Rho e Passirana di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 14,7-14 di Mercoledì 20 maggio 2020, – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Martedì della VI Settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».” (Gv 14,1-6)

Una persona che ha fede conosce una presenza misteriosa del Signore lungo la sua vita, vissuta, presente ed è sicura che si manifesterà anche in quella futura. Qui non c’è turbamento del cuore, certo, ci sono i problemi, i drammi, i lutti, le malattie ma non viene a mancare la cosa importante, la fede in Dio, la sua presenza misteriosa, inspiegabile del Signore e sempre o quasi differente dalla nostra volontà o dalla nostra aspettativa.
Questa presenza di Dio, del Signore Gesù Cristo, dello Spirito Santo, è nella prospettiva di quel posto che viene preparato, quella beatitudine all’orizzonte che si realizza verso il termine del passaggio terreno.
Allora il fedele cristiano può cogliere il messaggio di Gesù: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me.»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti,
Cappellano Rettore
Ospedali di Rho e Passirana di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 14,1-6 di Martedì 19 maggio 2020, – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Lunedì della VI Settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Memoria facoltativa di San Giovanni I, papa e martire

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Quando Giuda Iscariota fu uscito, il Signore Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri». Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi».” (Gv 13,31-36)

Giuda Iscariota ha appena lasciato Gesù e gli Undici al termine dell’Ultima Cena. Il momento è solenne, si sta per realizzare la redenzione per ogni uomo e ogni donna che vogliano aderirvi. Gesù saluta, da il commiato agli Undici lasciando un comandamento: “che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.”.
Quest’amore espresso dal Signore Gesù è nuovo, vi è un servizio nei confronti delle altre persone dove si esprime attenzione e rispetto. Amare non ha uno schema di regole o disposizioni o norme da seguire. Si tratta di avere un cuore in comunione con il Signore Gesù e in questo stato lo sguardo verso il prossimo si fa non di denuncia ma di comprensione, il volere capire la situazione per potere essere di aiuto e conforto.
Non si tratta di denunciare ma di aiutare nella correzione.
Non si tratta di escludere ma di dare la possibilità di ritornare, iniziare di nuovo.
Non si tratta di aiutare a tutti i costi ma di aiutare quando questo viene accettato.
Amare si tratta di accettare di essere aiutati dell’altrui persona.
Si tratta di amare.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti,
Cappellano Rettore
Ospedali di Rho e Passirana di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 13,31-36 di Lunedì 18 maggio 2020, – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)