Venerdì della settimana della I Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Venerdì 20 giugno 2025

“In quel tempo. Sul far del giorno il Signore Gesù uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via. Egli però disse loro: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato». E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.” (Lc 4,42-447)

Le folle volevano con se il Signore Gesù, portava benefici, guarigioni, conversione di molti cuori verso vie di bene. Non volevano che se ne andasse via. Gesù ha il desiderio di portare la guarigione e nel contempo che ognuno cammini con le proprie forze e con la fede una volta ricevuto il messaggio di misericordia e di salvezza di Dio. Per questo se ne va via verso altre città per annunciare il Vangelo e portare la speranza nei cuori.
Ognuno è chiamato a camminare con la fede nel Signore Gesù che c’è anche se sembra silenzioso e assente.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 4,42-44 – Venerdì 20 Giugno 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Santissimo Corpo e Sangue di Cristo

Solennità del Signore
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Giovedì 19 giugno 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure. Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta». Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C’erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti. Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla. Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.” (Lc 9,11b-17)

Questa Solennità fu introdotta per ravvivare la fede sulla presenza reale del Corpo e del Sangue di Cristo nel Santissimo Sacramento. Infatti non pochi sacerdoti avevano perso la fede riguardo alla verità sull’Eucarestia, la presenza reale di Cristo. Vi era bisogno di un aiuto e questo fu portato da Dio con i miracoli eucaristici per fugare i dubbi e celebrare nuovamente con devozione l’Eucarestia.
Nel 1264 fu introdotta la Solennità del Santissimo Sacramento, per ravvivare la fede dei fedeli e per espiare i peccati commessi contro il sacramento dell’Eucaristia.
Nel 1264 papa Urbano IV, dopo aver riconosciuto il miracolo eucaristico di Bolsena, istituì la solennità del Corpus Domini come festa di precetto e la estese alla Chiesa universale, fissandola al giovedì dopo l’ottava della Pentecoste
Nell’Eucarestia abbiamo il Corpo donato di Gesù che offre tutto se stesso , la sua esistenza per le sue creature, e il sangue versato, luogo d’amore del Signore che sacrifica se stesso per ogni uomo.
In ogni celebrazione eucaristica c’è la riproposizione dell’unico sacrificio di Cristo, il corpo donato e il sangue versato. È la presenza reale del Signore che nutre l’anima, sostiene con il suo amore ogni fedele accompagnandolo nella sua vita.
Gesù che è Dio ha donato il suo corpo e il suo sangue perché non mancasse mai la sua presenza, vicinanza ad ogni uomo. Il Sacramento dell’altare è il centro della vita ecclesiale, rafforza la fede perché non è semplice memoria ma reale presenza del nostro Signore Gesù Cristo per noi. È la Speranza per la vita senza fine.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 4,38-41 – Giovedì 19 Giugno 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della I Domenica dopo Pentecoste

san Romualdo, abate
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Mercoledì 18 giugno 2025

“In quel tempo. Uscito dalla sinagoga, il Signore Gesù entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva. Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo.” (Lc 4,38-41)

Gesù guarisce, allontana il male, fa ritornare alla vita e al servizio verso i fratelli e le sorelle. Gesù vuole la nostra guarigione e la salvezza. Nella attenzione verso le persone che ci sono vicine, quelle che incontriamo, c’è sempre occasione d’amore, di carità, in un piccolo servizio che può essere molto importante.
Gesù guarisce, rimette a posto le nostre infermità se ci affidiamo a lui.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 4,38-41 – Mercoledì 18 Giugno 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della I Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Martedì 17 giugno 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «In verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova a Sarepta di Sidone. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro». All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.” (Lc 4,25-30)

Alcuni segni di alcuni profeti come Elia e Eliseo confermavano che il dito di Dio era con loro. Ma Gesù è differente poiché è più che un profeta, è il Figlio di Dio, è Dio.
Nessuno aveva compreso questo se non i discepoli ma solo dopo la sua passione, morte e risurrezione al momento della Pentecoste. Gesù chiede di fidarsi di lui ma i suoi che lo hanno visto crescere fanno molta fatica a riconoscerlo quanto meno come un grande profeta.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 4,25-30 – Martedì 17 Giugno 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della I Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Lunedì 16 giugno 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode. Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere.
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria».” (Lc 4,14-16.22-24)

A Nàzaret Gesù predica nella Sinagoga con molta sapienza grazie alla “potenza dello Spirito” e le persone che lo ascoltavano poiché lo avevano visto crescere, lo conoscevano e sapevano bene che Gesù non aveva frequentato le scuole. Ma parlava con molta sapienza, tanto che rimanevano tutti stupiti per le parole che pronunciava.
Il dubbio si impadronisce dell’uomo, nonostante l’eloquenza e i molti miracoli compiuti da Gesù, dubitavano. Come era possibile che il figlio di Giuseppe potesse ora essere così sapiente? Nei cuori di costoro vi era la diffidenza, il rifiuto. Per questo Gesù non poté fare molto nella sua città, per l’incredulità.
Nell’Anno giubilare della Speranza non dovrei dubitare ma affidarmi al Signore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 4,14-16.22-24 – Lunedì 16 Giugno 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Santissima Trinità

Tempo dopo Pentecoste
Solennità del Signore
Rito Ambrosiano
Domenica 15 giugno 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Gli disse Giuda, non l’Iscariota: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?». Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».” (Gv 14,21-26)

La grande espressione d’amore per il Signore è accogliere nel cuore i suoi comandamenti come importanti, come guida all’esistenza, con il coraggio e la forza di metterli in pratica.
Quando si ama una persona si tende ad esaudire ogni cosa da lei richiesta nel limite del possibile anche se alcune cose sembrano strane e un po’ lontane da quello cui sono abituato a vivere. Ma se si riesce a comprendere nel cuore che sono cose buone, giuste che dirigono bene l’esistenza di tutti allora si è disposti a privarsi di qualche cosa per provare e affermare il proprio amore.
Così nell’osservare i comandamenti del Signore si afferma quell’amore verso lui e non mancherà del suo. L’amore di Dio Padre e del Figlio saranno presenti in maniera manifesta nel cuore.
Quest’amore di Dio per l’uomo che segue i suoi comandamenti è grande a tal punto da inviare lo Spirito di Verità, lo Spirito Consolatore, grande presenza del Signore in ogni cristiano.
Padre, Figlio e Spirito Santo, in questo modo Dio ha voluto manifestarsi all’uomo, trinitario, tre persone uguali e distinte, talmente in comunione fra loro, in una perfetta comunione, che è come se fossero una sola persona, e lo sono, e lo è.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 14,21-26 – Domenica 15 Giugno 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana dopo Pentecoste

beato Mario Ciceri, sacerdote
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Sabato 14 giugno 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù, alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio. Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine, e disse: «In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere».” (Lc 21,1-4)

Il tesoro del tempio era simile a una grande cassetta delle elemosine e quando si buttavano dentro alcune monete si sentiva forte il tintinnio. Gesù osservava le persone che gettavano delle monete ed era per alcuni motivo di orgoglio. Però una vedova si differenzia e getta poco ma è tutto quello che ha. Questo è un gesto di vera generosità donando quel poco che si possiede che diventa tantissimo agli occhi del Signore. È gesto d’amore e il Signore lo vede e vede tutti quei gesti d’amore nascosti, e non li dimenticherà.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 21,1-4 – Sabato 14 Giugno 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Giovedì 12 giugno 2025

“In quel tempo. Quando fu vicino, alla vista della città, il Signore Gesù pianse su di essa dicendo: «Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi. Per te verranno giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno di trincee, ti assedieranno e ti stringeranno da ogni parte; distruggeranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata». Ed entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano, dicendo loro: «Sta scritto: “La mia casa sarà casa di preghiera”. Voi invece ne avete fatto un covo di ladri». Ogni giorno insegnava nel tempio. I capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo morire e così anche i capi del popolo; ma non sapevano che cosa fare, perché tutto il popolo pendeva dalle sue labbra nell’ascoltarlo.” (Lc 19,41-48)

Gesù piange, ha il cuore ferito poiché rifiutato dall’uomo, da coloro che lo avrebbero dovuto riconoscere e gioire, non è stato riconosciuto dalla sua città Gerusalemme, la visita di Dio in terra, non è stata accolta. Questa visita divina avrebbe portato pace e pienezza di vita nei cuori ma per scelta dell’uomo ciò non si è realizzato. Quante scelte egoistiche hanno portato l”uomo in direzioni errata pieni di divisioni e guerre.
I responsabili del culto erano lontani da Dio, erano presi da come risolvere il problema Gesù pensando di ucciderlo. Ma Gesù è uomo di pace, di speranza. Con la sua azione darà la possibilità di salvezza anche a queste persone con il cuore indurito.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 19,41-48 1– Giovedì 12 Giugno 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

San Barnaba, apostolo

Festa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Mercoledì11 giugno 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento. In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno poi non vi accoglie e non dà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dei vostri piedi. In verità io vi dico, nel giorno del giudizio la terra di Sòdoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città».” (Mt 10,7-15)

Predicare la vicinanza di Dio all’uomo, portare guarigione nei cuori, stare lontani dalle ricchezze terrene sono alcuni aspetti della missione dei discepoli di Gesù. Oggi c’è molto bisogno di persone che diano speranza, fiducia, diffondere l’esistenza e la vicinanza di Dio. La bellezza del fedele cristiano è nella fede di Dio che non vuole stare lontano dalle sue creature ma le vuole salvare nella loro libertà di scelta.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 10,7-15 – Mercoledì 11 Giugno 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

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Martedì della settimana dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Martedì 10 giugno 2025

“In quel tempo. Pietro prese a dire al Signore Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».” (Mc 10,28-30)

Pietro e gli altri discepoli da tempo seguivano Gesù, ormai erano con lui da diverso tempo e l’entusiasmo dei primi momenti si è tramutato piano piano nella quotidianità della vita. Non che fosse normale essere con Gesù in carne ed ossa e l’essere assieme con lui era certamente una eccezionalità. Ma ciò nel tempo diventa quotidianità, normalità.
Ed ecco la considerazione di Pietro: lui e i suoi compagni hanno lasciato tutto per seguire il Signore Gesù. Sembra che vi sia una delusione da parte di Pietro con una perdita di affetti e cose, sembra quasi una perdita più che un guadagno, uno svantaggio seguire il Signore Gesù.
In realtà nella sequela al Signore Gesù, si riceve tantissimo, molto di più di quanto si possa immaginare, in molte buone relazioni e senza l’esenzione di incomprensioni e persecuzioni. Ecco dunque l’esclamazione del Signore Gesù riguardo quello che è possibile ricevere seguendolo:
«cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà»


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 12,27-32 – Lunedì 9 Giugno 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)