Mercoledì della III settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Mercoledì 7 Maggio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.” (Gv 6,1-15)

Gesù era seguito da una grande folla per via delle guarigioni e delle sue Parole che non erano come quelli degli scribi e dei farisei, erano e sono tuttora parole di vita. Da lui usciva la guarigione, la speranza di una vita senza le malattie, un annuncio di una nuova esistenza che potrebbe essere priva di malattie, drammi, incomprensioni, divisioni. È la via della Speranza, è la via della vita eterna.
Poi Gesù decide di sfamare tutte le persone che erano venute a vedere i segni che compie. In questo mette alla prova Filippo e anche gli altri Apostoli che erano con lui e insegna loro quella attenzione d’avere nei confronti delle persone. Gesù sfama e dona un segno ai presenti che credono in lui come un grande profeta. Gesù vedendo che volevano esaltarlo preferisce ritirarsi da solo per rimanere fermo nella sua missione di salvezza e speranza per ogni uomo.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,1-15 – Mercoledì 7 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Martedì della III settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Martedì 6 Maggio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C’è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera. Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce.
Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato. Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita.
Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l’amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio?
Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».” (Gv 5,31-47)

Continua il discorso di Gesù a quei Giudei increduli, sembra un appello accorato, fatto con il cuore, perché chi veramente lo ascoltasse potesse prendere coscienza della salvezza e della rinnovata speranza della vita eterna.
I segni, le opere compiute da Gesù dovrebbero essere una chiara indicazione per ogni persona e anche per i Giudei. Ma i cuori sono duri e l’amore di Dio non è in loro, Gesù è visto come un avversario e non come il Cristo da loro stessi atteso. Queste stesse persone credono di trovare la salvezza nelle Scritture, nella Bibbia, ma la conoscenza non è sufficiente e se considerata come unica fonte della fede a volte fa cadere in una illusione di essere nel giusto e di salvarsi da soli.
La vera conoscenza è il rapporto con Dio, attraverso la seconda persona della Trinità, Gesù, e con quell’azione d’amore dello Spirito Santo. La vera salvezza è in un rapporto con il Signore senza escludere le Scritture.
Aiutaci Signore in cammini di fede e di speranza.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 5,31-47 – Martedì 6 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Lunedì della III settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Lunedì 5 Maggio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù riprese a parlare e disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati. Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.
In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno. Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna. Da me, io non posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato».” (Gv 5,19-30)

Dio Padre e il Figlio sono qui espressi in una perfetta comunione, dove il Padre “gli manifesta tutto quello che fa” e “gli ha dato il potere di giudicare”.
Una perfetta armonia e un grande gesto d’amore: “chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.”.
Questa è la Speranza, si trova nell’ascolto della Parola del Signore, nel credere fermamente che Gesù è stata mandato da Dio Padre per una missione di salvezza per l’uomo. La conseguenza è di non andare incontro al giudizio ma essere avvolti dalla misericordia di Dio. La Speranza nell’Anno giubilare è la vita eterna, la tensione verso di essa che dona qui su questa terra pace e serenità interiore.
Gesù vuole la fede, vuole che si creda in lui perché questa è la via per essere salvati e essere persone vive già qui su questa terra con tanta Speranza nel cuore.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 5,19-30 – Lunedì 5 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

III Domenica di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Domenica 4 Maggio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù parlò agli scribi e ai farisei e disse: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». Gli dissero allora i farisei: «Tu dai testimonianza di te stesso; la tua testimonianza non è vera». Gesù rispose loro: «Anche se io do testimonianza di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove sono venuto e dove vado. Voi invece non sapete da dove vengo o dove vado. Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno. E anche se io giudico, il mio giudizio è vero, perché non sono solo, ma io e il Padre che mi ha mandato. E nella vostra Legge sta scritto che la testimonianza di due persone è vera. Sono io che do testimonianza di me stesso, e anche il Padre, che mi ha mandato, dà testimonianza di me». Gli dissero allora: «Dov’è tuo padre?». Rispose Gesù: «Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio».” (Gv 8,12-19)

«Io sono la luce del mondo;»
Gesù dice questo ai quei scribi e farisei durante la festa dell Capente che nella tradizione ebraica è piena di luce in ricordo della colonna di fuoco che era di riferimento per la via da percorrere durante la notte per il popolo di Israele liberato alla schiavitù dell’Egitto.
Durante questa festa Gesù proclama di essere lui la vera luce che libera dalle tenebre, è la vera liberazione dell’anima di ogni persona. Non si tratta solamente di una salvezza terrena che può indicare vie di riconciliazione, di pace, ma anche e soprattutto una salvezza eterna che si cala nella Speranza. Una luce interiore, forte, di vita, luce della fede e di Speranza.
Ma è possibile essere nelle tenebre in una qualche sorta di cecità, una illusione di vita, fatta di cose sfuggevoli, temporanee e spesso con una caratteristica comune: l’egoismo. Si cerca di procurarsi gioia effimera, che dura poco, lascia l’amaro in bocca. Questa non è la via dell’amore e non è la via della felicità, è invece la via dell’oscurità dell’essere ciechi, di voler esserlo nel restare nelle tenebre.
Esiste un desiderio dell’uomo nella direzione tenebrosa e spesso rimane in questa condizione per sua scelta libera.
Per uscire da questa illusione vi è l’affidamento al Signore Gesù, luce del mondo, offerta a ogni persona che voglia uscire dalla sua pochezza ed essere finalmente illuminata dalla grazia del Signore. Ci si apre alla Speranza, alle scoperte non hanno mai fine in un cammino fatto con perseveranza e umiltà, qui c’è il Signore che illumina la strada.
«Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita»
Quei scribi e quei farisei che contestano Gesù purtroppo sono fra quelle persone che decidono di rimanere nelle tenebre pur avendo visto i molti segni (miracoli) di Gesù. È una libera scelta che viene sostenuta vicendevolmente, l’un l’altro in una misteriosa spirale oscura, è un rifiuto della evidenza che era davanti ai loro occhi. Gesù offre comunque luce anche per coloro che lo contestano o non credono in lui: «Io sono la luce del mondo»
È universale, offerta alle persone che sono nella cecità! Signore aiutaci a togliere le nostre piccole e grandi cecità, Luce del mondo aiutaci a percorrere luminosi cammini di pace, di Speranza.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 8,12-19 – Domenica 4 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Santi Filippo e Giacomo, apostoli

Festa
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Sabato 3 Maggio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò».” (Gv 14,1-14)

Oggi è la festa degli apostoli Filippo e Giacomo detto il minore. Filippo è ricordato nel Vangelo e come gli altri apostoli aveva dubbi sulla identità di Gesù. «Signore, mostraci il Padre e ci basta»
Come gli altri apostoli tutto diventerà chiaro nella Pentecoste, non vi saranno più dubbi sulla identità di Gesù.
Giacomo figlio di Alfeo lo troviamo in preghiera con tutti gli altri apostoli: «Tutti questi erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la madre di Gesù, e ai fratelli di lui.»(Atti degli Apostoli 1,14)
Entrambi gli Apostoli sono accomunati dalla preghiera e dall’essere stati con Gesù. Questo non elimina dubbi, incertezze umane ma garantisce la presenza del Signore che continua ad accompagnare i cuori dei credenti. La preghiera è modo per essere in contatto con il Signore Dio per non perdersi e essere testimoni del suo amore, testimoni della Speranza.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 14,1-14 – Sabato 3 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Venerdì della II settimana di Pasqua

sant’Atanasio, vescovo e martire
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Venerdì 2 Maggio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù andò con i suoi discepoli nella regione della Giudea, e là si tratteneva con loro e battezzava. Anche Giovanni battezzava a Ennòn, vicino a Salìm, perché là c’era molta acqua; e la gente andava a farsi battezzare. Giovanni, infatti, non era ancora stato gettato in prigione. Nacque allora una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo riguardo alla purificazione rituale. Andarono da Giovanni e gli dissero: «Rabbì, colui che era con te dall’altra parte del Giordano e al quale hai dato testimonianza, ecco, sta battezzando e tutti accorrono a lui». Giovanni rispose: «Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stata data dal cielo. Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: “Non sono io il Cristo”, ma: “Sono stato mandato avanti a lui”. Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena. Lui deve crescere; io, invece, diminuire».” (Gv 3,22-30)

Giovanni battezzava e anche Gesù dall’altra parte del del fiume Giordano battezzava.
Qui c’è occasione per testimoniare Gesù. È la missione di Giovanni Battista di preparazione dell’accoglienza del Signore Gesù nei cuori delle persone. Vuole anche essere chiaro per fugare dubbi più che leciti indicando lui come il Cristo atteso invece di Gesù.
«“Non sono io il Cristo”, ma: “Sono stato mandato avanti a lui”»
Nel concretizzarsi dell’annuncio Giovanni il Battista trova il compimento della sua missione, vede con i suoi occhi l’inizio della manifestazione di Gesù fra la gente. Si riaccende la Speranza ed è piena la gioia del cuore.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 3,22-30 – Vnerdì 2 Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Giovedì della II settimana di Pasqua

san Giuseppe lavoratore
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Giovedì 1° Maggio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Nicodèmo: «Dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito». Gli replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?». Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro d’Israele e non conosci queste cose? In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».” (Gv 3,7b-15)

Nicodemo, fariseo e membro del Sinedrio, continua la sua ricerca per capire chi è Gesù. Lo Spirito Santo già donato nel Battesimo ha una importanza fondante. Il credente si affida ma non sa dove lo porterà, simile al vento cui non si conosce la provenienza, e non ne conosce la destinazione. Se ci si lascia guidare dallo Spirito del Signore vi è sapore e stupore lungo la vita perché il Signore vuole il bene e la pienezza di vita della persona.
Questo dono dello Spirito è grazie alla venuta di Gesù il quale si offre nella sua passione, morte e risurrezione «perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna»


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 3,7b-15 – Giovedì 1° Maggio 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della II settimana di Pasqua

san Pio V, papa
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Mercoledì 30 Aprile 2025

“In quel tempo. Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò dal Signore Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio». Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto».” (Gv 3,1-7)

Nicodèmo era uno dei capi dei Giudei, persona di una certa importanza facente parte del Sinedro, il tribunale dei Giudei. Vuole capire chi è Gesù. Per questo va da Gesù di notte per non essere visto dai suoi e inizia un dialogo con Gesù. Il dialogo è importante e permette di capire tante cose se si lascia parlare fino in fondo l’interlocutore. In questo dialogo coglie la novità, nascere dall’alto. Si tratta del Battesimo, una vera nascita spirituale.
Dovremmo ricordarci spesso di essere persone battezzate, rinate dall’alto, persone che hanno in sé la presenza dello Spirito Santo e in esso la Speranza.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 3,1-7 – Mercoledì 30 Aprile 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Santa Caterina da Siena

Festa
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Martedì 29 Aprile 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora». (Mt 25,1-13)

Santa Caterina da Siena patrona d’Italia. È la santa che ha convinto il papa Gregorio X ad Avignone a ritornare a Roma nel 1337. Santa Caterina da Siena non aveva ricevuto istruzione da uomini ma aveva lo Spirito di Dio in sé e per questo era una santa ascoltata per la sua saggezza da dotti e sapienti.
Ascoltò fin da piccola quella chiamata dal Signore, per questo non volle maritarsi e andò con tutta se stessa in una piccola stanza di un convento.
La saggezza e la Speranza consiste in uno sguardo fermo sulla propria vocazione in modo che nulla la possa distogliere, come quelle vergini che hanno fatto scorta di olio per le loro lampade affinché rimanessero salde nell’attesa e nella speranza dell’incontro con lo sposo.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 25,1-13 – Martedì 29 Aprile 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Lunedì della II settimana di Pasqua

santa Gianna Beretta Molla
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Lunedì 28 Aprile 2025

“In quel tempo. Giovanni stava là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo sul Signore Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa Maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.(Gv 1,35-42)

L’incontro con il Signore Gesù con i suoi primi discepoli parte dalla testimonianza di Giovanni il Battista che lo indica: «Ecco l’agnello di Dio!».
Due dei discepoli di Giovanni Battista allora seguono Gesù. Da questo incontro nasce la vocazione di questi due discepoli fra cui il fratello di Simon Pietro che lo fa incontrare con Gesù: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa»
L’essere testimoni di Gesù è essere diffusori del bene per suscitare in alcune persone il desiderio di approfondire e magari seguire il Signore facendo rinascere la Speranza. Giovanni il Battista compie la sua missione testimoniando il Cristo, e così facendo iniziano a esserci discepoli di Gesù che a loro volta diventeranno testimoni che susciteranno altri testimoni ancora.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 1,35-42 – Lunedì 28 Aprile 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)