Santi Cirillo, monaco e Metodio, vescovo

Festa
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Venerdì 14 Febbraio 2025

”In quel tempo. Apparendo agli Undici, il Signore Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.” (Mc 16,15-20)

Oggi è la festa dei santi Cirillo e Metodio patroni d’Europa.
Cirillo compose un nuovo alfabeto per le popolazioni slave e si dedicò alle traduzioni dei testi sacri. L’alfabeto usato ancora oggi è il Cirillico.
In questo modo poté diffondere i testi sacri, il Vangelo alle popolazioni e diffondere la buona novella agli slavi.
Suo fratello Metodio fu vescovo e fu presente nelle aree slave sostenendo il fratello.
La diffusione del Vangelo si è realizzata anche con la composizione di un nuovo alfabeto adattandosi alla lingua locale dando la possibilità alla popolazione di conoscere il Vangelo e di evolversi verso una società civile.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 16,15-20– Venerdì 14 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della V Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Giovedì 13 Febbraio 2025

In quel tempo. Il Signore Gesù salì sulla barca con i suoi discepoli e subito andò dalle parti di Dalmanutà.
Vennero i farisei e si misero a discutere con lui, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova. Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno». Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva.
Avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un solo pane. Allora egli li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane. Si accorse di questo e disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non capite ancora e non comprendete? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici». «E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette». E disse loro: «Non comprendete ancora?».” (Mc 8,10-21)

Alcuni farisei chiedono un segno dal cielo a Gesù, chiedono un fenomeno sovrannaturale di una certa evidenza come dimostrazione della potenza divina di Gesù. Ma questo non sarebbe bastato e la richiesta di costoro fa emergere l’incredulità e durezza del loro cuore.
Gesù insegna poi ai suoi discepoli di essere attenti dalle conseguenze dei farisei e di Erode. Ma i discepoli faticano a capire forse per un Dio che è con loro così vicino, per questo non riescono a vedere e a cogliere il significato di tutte le cose che capitano a loro con Gesù a fianco.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 8,10-21 – Giovedì 13 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della V Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Mercoledì 12 Febbraio 2025

“In quei giorni, poiché vi era di nuovo molta folla e non avevano da mangiare, il Signore Gesù chiamò a sé i discepoli e disse loro: «Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino; e alcuni di loro sono venuti da lontano». Gli risposero i suoi discepoli: «Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?». Domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette». Ordinò alla folla di sedersi per terra. Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla. Avevano anche pochi pesciolini; recitò la benedizione su di essi e fece distribuire anche quelli. Mangiarono a sazietà e portarono via i pezzi avanzati: sette sporte. Erano circa quattromila. E li congedò.” (Mc 8,1-9)

Gesù sente compassione per la folla. Nel seguire il Signore Gesù e per tre giorni non avevano più da mangiare. Gesù compie il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci. A differenza del precedente racconto della moltiplicazione dei pani e dei pesci, questa volta avanzano sette sporte, sette ceste di cibo invece di dodici. Sette rappresenta il compiuto, la pienezza.
Gesù nel suo operare dona sempre in abbondanza, come la sua Parola, ogni suo gesto di guarigione che è sempre perfetto, e qui nel miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci dove tutti mangiano a sazietà.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 8,1-9 – Mercoledì 12 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della V Domenica dopo l’Epifania

B.V. Maria di Lourdes
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Martedì 11 Febbraio 2025

“In quel tempo. Uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidone, il Signore Gesù venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli. Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».” (Mc 7,31-37)

Gesù dona un segno importante. Si tratta di una guarigione speciale, non riguarda solo il fatto di poter sentire e di parlare. La grandezza di questo miracolo è nel parlare subito correttamente.
Normalmente ci vorrebbe una rieducazione o una educazione se l’ex sordomuto non parlava dalla nascita. Questo aspetto è nel miracolo stesso, non solo riesce a udire e a pronunciare suoni ma gli è stato donato come pronunciare bene le parole.
«E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.»
Gli è stata donata la possibilità di comunicare e di testimoniare la salvezza
Nella Giornata Mondiale del Malato, l’intercessione della Beata Vergine di Lourdes doni ai nostri fratelli e sorelle nella malattia la grazia della consolazione e di essere alleviati dalla malattia .

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 7,31-37 – Martedì 11 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

V Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Domenica 9 Febbraio 2025

“In quel tempo. Quando il Signore Gesù fu entrato in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».
Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori, nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti». E Gesù disse al centurione: «Va’, avvenga per te come hai creduto». In quell’istante il suo servo fu guarito.” (Mt 8,5-13)

“Signore non sono degno”. Quando ci si accorge un poco della propria indegnità nei confronti del Signore vuol dire che si è presa coscienza della grandezza d’amore che il Signore ha per noi, per ogni sua creatura. C’è gioia nel Signore quando vede fiorire la fede e nel Vangelo il centurione capì l’importanza di Gesù e manifestò la sua fede riconoscendo nel contempo la grandezza di Gesù
«Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto.»
Il centurione pur senza vedere comprese che il Signore Gesù aveva molti subalterni che erano ai suoi ordini ed aveva la possibilità di agire come e quando voleva. Una fede così grande Gesù non la trovò fino a quel momento.
Nell’Anno giubilare della Speranza i nostri cuori dovrebbero aprirsi alla fiducia nel Signore Gesù perché un briciolo vero di fede muove tante cose, tante situazioni verso il bene.
Signore, aumenta la nostra fede!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 8,5-13 – Domenica 9 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della IV Domenica dopo l’Epifania

Beato Gerolamo Emiliani
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Sabato 8 Febbraio 2025

“In quel tempo. Un dottore della Legge, interrogò il Signore Gesù per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».” (Mt 22,35-40)

Il comandamento dell’amore raccoglie tutte le normative della Legge.
Se ami onori tuo padre e tua madre,
se ami non uccidi alcuna persona escludendola dalla tua vita o eliminandola,
se ami non commetti adulterio, non tradisci,
se ami non commetti falsa testimonianza, non spergiuri, non commetti disonestà intellettuali,
se ami metti da parte ogni desiderio di donna o uomo già impegnati,
se ami metti da parte ogni desiderio di cose che non ti appartengono.
Se ami, ami Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 22,35-40 – Sabato 8 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della IV Domenica dopo l’Epifania

sante Perpetua e Felicita, martiri
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Venerdì 7 Febbraio 2025

“In quel tempo. Si riunirono attorno al Signore Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme. Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».
Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto:
“Questo popolo mi onora con le labbra,
ma il suo cuore è lontano da me.
Invano mi rendono culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini”.

Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini». E diceva loro: «Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione. Mosè infatti disse: “Onora tuo padre e tua madre”, e: “Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte”. Voi invece dite: “Se uno dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è ‘korbàn’, cioè offerta a Dio”, non gli consentite di fare più nulla per il padre o la madre. Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte».” (Mc 7,1-13)

Nel brano evangelico Gesù osserva ad alcuni scribi e farisei la particolare astuzia per evitare di dare il supporto ai genitori dicendo che il dovuto è una offerta a Dio, violando così il comandamento di Dio: “Onora tuo padre e tua madre”.
«Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione.»
Sembra che vi sia una certa abilità dell’uomo nell’operare cose nell’ingiustizia, una abilità più precisa e puntuale rispetto a quella per fare del bene.
Essere onesti nel profondo del cuore è anche avere un’attenzione d’amore verso i propri cari e il prossimo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 7,1-13 – Venerdì 7 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della IV Domenica dopo l’Epifania

san Paolo Miki e compagni, martiri
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Giovedì 6 Febbraio 2025

“In quel tempo. Molti videro partire il Signore Gesù e gli apostoli e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.
Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i suoi discepoli dicendo: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congedali, in modo che, andando per le campagne e i villaggi dei dintorni, possano comprarsi da mangiare». Ma egli rispose loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Gli dissero: «Dobbiamo andare a comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare?». Ma egli disse loro: «Quanti pani avete? Andate a vedere». Si informarono e dissero: «Cinque, e due pesci». E ordinò loro di farli sedere tutti, a gruppi, sull’erba verde. E sedettero, a gruppi di cento e di cinquanta. Prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero a loro; e divise i due pesci fra tutti. Tutti mangiarono a sazietà, e dei pezzi di pane portarono via dodici ceste piene e quanto restava dei pesci. Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini.” (Mc 6,33-44)

Gesù ha compassione della folla. Dopo aver insegnato loro, decide di dar da mangiare a tutti e accade il miracolo: la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Vi è abbondanza di cibo, tutti sono sfamati e vi è un avanzo, dodici ceste piene di pani quante sono le Tribù di Israele e anche dei pesci. C’è la volontà di Dio di dare in abbondanza la sua Parola, di essere vicino e solidale con l’uomo che cammina per capire amare.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 6,33-44 – Giovedì 6 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della IV Domenica dopo l’Epifania

sant’Agata, martire
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Mercoledì 5 Febbraio 2025

“In quel tempo. Gli apostoli si riunirono attorno al Signore Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.” (Mc 6,30-34)

Gesù ha compassione della folla, si avvicina sempre di più alla fragilità e debolezza umana. Capisce in profondità la ricerca del significato della vita di queste persone e ne ha compassione, legge nel cuore il dolore, la ricerca, il desiderio di trovare senso della vita.
Gesù è il significato profondo della vita e la folla se pur inconsapevolmente lo capisce.
Aumenta la nostra fede!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 6,30-34 – Mercoledì 5 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della IV Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Martedì 4 Febbraio 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù partì di là e venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.” (Mc 6,1-6a)

Nei luoghi dove Gesù aveva trascorso la sua infanzia e giovinezza, molte persone avevano dubbi riguardo la sua improvvisa sapienza e i molti miracoli che avevano sentito dire. Non poteva essere lui quello che vedevano con i loro occhi, non poteva essere il figlio del falegname,
A causa dei dubbi e quindi della mancanza di fede Gesù non poté operare segni miracolosi in mezzo a loro. L’incredulità dei nazzareni avrebbe reso vano ogni miracolo compiuto.
Signore Gesù, in quest’Anno giubilare donaci speranza nella fede.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 6,1-6a – Martedì 4 Febbraio 2025 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)