Giovedì della settimana della VI Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
santa Elisabetta del Portogallo
Rito Ambrosiano
Giovedì 4 Luglio 2024

“Un giorno il Signore Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia; altri uno degli antichi profeti che è risorto». Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio». Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno»” (Lc 9,18-22)

Pietro rispose: «Il Cristo di Dio».
Pietro dice chi è Gesù, ispirato dallo Spirito di Dio. Pietro ha una profonda convinzione di fede riguardo a Gesù, ci crede veramente e come tutti gli apostoli ha però una idea terrena riguardo la missione di Gesù, colui che avrebbe dovuto liberare Israele dalla occupazione romana.
Per questo Gesù annuncia più volte la sua passione, morte e risurrezione. Un messaggio che gli apostoli fanno molta fatica a comprendere e accettare.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 9,18-22 – Giovedì 4 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

San Tommaso apostolo

Tempo dopo Pentecoste
Festa
Rito Ambrosiano
Mercoledì 3 Luglio 2024

“Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».” (Gv 20.24-29)

Credere ai testimoni di Gesù è credere nella sua Chiesa. Tommaso non credette ai testimoni che gli riferirono di averlo visto risorto ed era apparso loro a porte chiuse. Otto giorno dopo anche Tommaso vide apparire Gesù e così anche lui credette.
Ma se non crediamo perché non vediamo allora non crediamo anche alle persone che riferiscono un qualsiasi accaduto finché non lo possiamo verificare. Ma quando non è possibile la verifica allora non si crede?
Questo è il punto, quando vi sono testimoni credibili bisogna dargli fiducia e credere in quanto viene riferito.
«Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 20,24-29 – Mercoledì 3 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della VI Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
martedì 2 Luglio 2024

“In quel tempo. Al suo ritorno, Gesù fu accolto dalla folla, perché tutti erano in attesa di lui. Ed ecco, venne un uomo di nome Giàiro, che era capo della sinagoga: si gettò ai piedi di Gesù e lo pregava di recarsi a casa sua, perché l’unica figlia che aveva, di circa dodici anni, stava per morire.
Stava ancora parlando, quando arrivò uno dalla casa del capo della sinagoga e disse: “Tua figlia è morta, non disturbare più il maestro”. Ma Gesù, avendo udito, rispose: “Non temere, soltanto abbi fede e sarà salvata”. Giunto alla casa, non permise a nessuno di entrare con lui, fuorché a Pietro, Giovanni e Giacomo e al padre e alla madre della fanciulla. Tutti piangevano e facevano il lamento su di lei. Gesù disse: “Non piangete. Non è morta, ma dorme”. Essi lo deridevano, sapendo bene che era morta; ma egli le prese la mano e disse ad alta voce: “Fanciulla, àlzati!”. La vita ritornò in lei e si alzò all’istante. Egli ordinò di darle da mangiare. I genitori ne furono sbalorditi, ma egli ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che era accaduto. ” (Lc 8,40-42.49-56)

Dopo la guarigione dell’indemoniato, Gesù fa ritornare in vita l’unica figlia del capo della sinagoga. Gesù ha la padronanza della vita, sconfigge la morte, sconfigge il male. Di questo rimangono stupiti i genitori e quanti erano presenti.
La speranza della risurrezione si fa man mano sempre più concreta e diverrà forte e certezza nella fede dopo al risurrezione di Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 8,40-42.49-56 – Martedì 2 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della VI Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Lunedì 1° Luglio 2024

“In quel tempo. Quando videro ciò che era accaduto, i mandriani fuggirono e portarono la notizia nella città e nelle campagne. La gente uscì per vedere l’accaduto e, quando arrivarono dal Signore Gesù, trovarono l’uomo dal quale erano usciti i demòni, vestito e sano di mente, che sedeva ai piedi di Gesù, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto riferirono come l’indemoniato era stato salvato. Allora tutta la popolazione del territorio dei Gerasèni gli chiese che si allontanasse da loro, perché avevano molta paura. Egli, salito su una barca, tornò indietro. L’uomo dal quale erano usciti i demòni gli chiese di restare con lui, ma egli lo congedò dicendo: «Torna a casa tua e racconta quello che Dio ha fatto per te». E quello se ne andò, proclamando per tutta la città quello che Gesù aveva fatto per lui.” (Lc 8,34-39)

Gesù ha guarito un indemoniato posseduto da molti mali. Il prezzo di questa guarigione è alto, una grande mandria di porci è perduta mandando sul lastrico alcuni mandriani. Questo provoca timore, paura, e i mandriani portano la notizia nelle vicine città.
Le persone si rendono conto di un grande miracolo, quell’uomo indemoniato ora è sano di mente. Tuttavia per non perdere altri capi di bestiame, Gesù è invitato ad allontanarsi da loro.
Prima di allontanarsi Gesù invia in missione l’ex indemoniato per testimoniare la grazia che gli era stata donata.
«E quello se ne andò, proclamando per tutta la città quello che Gesù aveva fatto per lui.»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 8,34-39 – Lunedì 1° Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

VI Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 30 Giugno 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, “e troverete ristoro per la vostra vita”. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».” (Mt 11,27-30)

Gesù chiama Dio “Padre mio” ed è l’unico che può farlo. In questo introduce tutti noi a una nuova familiarità poiché siamo fratelli e sorelle in Cristo, per questo possiamo chiamare Dio Padre come Gesù stesso ci ha insegnato nel Padre Nostro.
Questa nuova familiarità esclusa in modo forte prima di Gesù, conduce a un rapporto con il Signore che si fa vicino e condivide la fragilità umana con la sua misericordia, vede bene la miseria nei cuori.
Questa vicinanza fa vedere una nuova dimensione del Signore quella del conforto: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.»
L’essenziale è imparare da Gesù, renderlo guida dei nostri passi dove potremmo, sì, trovare ristoro: “e troverete ristoro per la vostra vita”.
Il profeta Geremia richiama questo ristoro, questa pace:
Così dice il Signore:
“Fermatevi nelle strade e guardate,
informatevi dei sentieri del passato,
dove sta la strada buona percorretela,
così troverete pace per la vostra vita”.
(Geremia 6,16)
Nelle strade del mondo non c’è solo la frenesia, il fare, l’essere attivi sempre e ovunque. Fermiamoci e guardiamo Gesù che ci vuole nel percorso giusto della vita e troveremo ristoro.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 11,27-30 – Domenica 30 Giugno 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Santi Pietro e Paolo, apostoli

Tempo dopo Pentecoste
Solennità
Rito Ambrosiano
Sabato 29 Giugno 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».” (Gv 21,15b-19)

Due apostoli molto diversi, sono fondamentali per il fondamento della Chiesa di Gesù, per il riferimento della fede cristiana.
Pietro, pescatore, chiamato da Gesù dopo quella pesca miracolosa divenne il capo dei discepoli. Uomo non perfetto come tutti gli uomini, rinnegò tre volte il Signore Gesù durante la sua passione e dopo la risurrezione Gesù gli chiede per tre volte di riaffermare il suo affetto: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?»
Così Pietro ricevette la conferma del mandato di guida della comunità dei discepoli.
San Paolo sulla via di Damasco incontrò il Risorto e divenne negli anni l’evangelizzatore dei popoli pagani.
Entrambi sono accomunati dalla fede e dall’amore per il Signore.
Oggi ricordiamo il loro martirio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 8,26-33 – Sabato 29 Giugno 2024 Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della V Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
sant’Arialdo, diacono e martire
Rito Ambrosiano
Venerdì 28 Giugno 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù e i discepoli approdarono nel paese dei Gerasèni, che sta di fronte alla Galilea. Era appena sceso a terra, quando dalla città gli venne incontro un uomo posseduto dai demòni. Da molto tempo non portava vestiti, né abitava in casa, ma in mezzo alle tombe. Quando vide Gesù, gli si gettò ai piedi urlando, e disse a gran voce: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti prego, non tormentarmi!». Gesù aveva ordinato allo spirito impuro di uscire da quell’uomo. Molte volte infatti si era impossessato di lui; allora lo tenevano chiuso, legato con catene e con i ceppi ai piedi, ma egli spezzava i legami e veniva spinto dal demonio in luoghi deserti. Gesù gli domandò: «Qual è il tuo nome?». Rispose: «Legione», perché molti demòni erano entrati in lui. E lo scongiuravano che non ordinasse loro di andarsene nell’abisso. Vi era là una grande mandria di porci, al pascolo sul monte. I demòni lo scongiurarono che concedesse loro di entrare nei porci. Glielo permise. I demòni, usciti dall’uomo, entrarono nei porci e la mandria si precipitò, giù dalla rupe, nel lago e annegò.” (Lc 8,26-33)

Uno spirito impuro tiene prigioniero un uomo privato della sua libertà, del suo agire. Esso agiva secondo il male che lo possedeva. Solo Gesù riesce a liberare quest’uomo da una grande quantità di male, solo Gesù oggi aiuta a liberarsi dai molti mali che imprigionano gli uomini.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 8,26-33 – Venerdì 28 Giugno 2024 Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della V Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
sant’Arialdo, diacono e martire
Rito Ambrosiano
Giovedì 27 Giugno 2024

“In quel tempo. Avvenne che, un giorno, il Signore Gesù salì su una barca con i suoi discepoli e disse loro: «Passiamo all’altra riva del lago». E presero il largo. Ora, mentre navigavano, egli si addormentò. Una tempesta di vento si abbatté sul lago, imbarcavano acqua ed erano in pericolo. Si accostarono a lui e lo svegliarono dicendo: «Maestro, maestro, siamo perduti!». Ed egli, destatosi, minacciò il vento e le acque in tempesta: si calmarono e ci fu bonaccia. Allora disse loro: «Dov’è la vostra fede?». Essi, impauriti e stupiti, dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che comanda anche ai venti e all’acqua, e gli obbediscono?».” (Lc 8,22-25)

Gesù decide di passare all’altra riva del lago e i suoi discepoli ubbidiscono e iniziano la navigazione assieme a lui. Questo viaggio ha un inconveniente di una certa importanza, la tempesta si abbatte sulla barca a tal punto che i discepoli pensavano di essere perduti. Ma con loro c’era Gesù, addormentato nonostante la tempesta. Ora i discepoli se avessero avuto veramente fede nel Signore nonostante la furia della tempesta sarebbero rimasti saldi nell’affrontare le onde e il vento. Ma rimasero invece schiacciati dalla potenza della tempesta.
Se vi è fede nel Signore, si possono affrontare nella vita tempeste anche di grandi dimensioni anche se sembra che non vi sia, che dorma. Il Signore vuole che affrontiamo con le nostre forze e con la fede le varie vicende della vita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 8,19-21 – Giovedì 27 Giugno 2024 Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della V Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
san Cirillo d’Alessandria, vescovo e dottore della Chiesa
Rito Ambrosiano
Mercoledì 26 Giugno 2024

“In quel tempo. Andarono dal Signore Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla. Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti». Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».” (Lc 8,19-21)

Si diventa fratelli di Gesù con la Parola di Dio, considerandola importante da cambiare il percorso della vita, abbandonando alcune cose, comportamenti, e aderendo a un nuovo modo di vivere. Si tratta di rendere efficace la Parola di Dio mettendola in pratica nella fede, nella speranza e nella carità.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 8,19-21 – Mercoledì 26 Giugno 2024 Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della V Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Martedì 25 Giugno 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce. Non c’è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga in piena luce. Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere».” (Lc 8,16-18)

Chi può essere luce vista dalle altre persone, come una lampada che illumina bene una stanza? Forse una persona schietta che dice e persegue la verità e non trascura la carità, questa persona è luce per tanti.
Invece persone buie nel segreto si illudono di risolvere tante questioni, ma le cose nascoste e ingiuste danno anche una inquietudine nella propria anima. Quelle scelte da tenere nascoste a tutte le persone tranne che ai complici, anche se legali, spesso producono dissapori, disagi, vendette, rancori e sono mortificanti. E’ bello non aver segreti anche perché essi saranno comunque rivelati.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 8,16-18 – Martedì 25 Giugno 2024 Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)