Natività di san Giovanni Battista

Tempo dopo Pentecoste
Solennità
Rito Ambrosiano
Lunedì 24 Giugno 2024

“In quel tempo. Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei. Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccaria. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante si aprirono la sua bocca e la sua lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose.
Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.
Zaccaria, suo padre, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo:
«Benedetto il Signore, Dio d’Israele,
perché ha visitato e redento il suo popolo».
” (Lc 1,57-68)

La nascita e la circoncisione di Giovanni il Battista. La tradizione viene interrotta dando un nome diverso da quello del padre. Al bambino viene dunque imposto il nome di Giovanni come detto dall’angelo al padre Zaccaria. Quando il nome di una persona è scelto dal Signore, allora vi è una grande importanza, Giovanni infatti dovrà essere più che un profeta e preparare la via al Signore Gesù.
Da parte sua, Zaccaria tornata la voce non può che benedire Dio per tanta benevolenza e la grazia di un bimbo partorito in tarda età e inizia il suo cantico:
«Benedetto il Signore, Dio d’Israele,
perché ha visitato e redento il suo popolo».

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luva 1,57-68 – Lunedì 24 Giugno 2024 Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

V Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 23 Giugno 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse alla folla: «Ancora per poco tempo la luce è tra voi. Camminate mentre avete la luce, perché le tenebre non vi sorprendano; chi cammina nelle tenebre non sa dove va. Mentre avete la luce, credete nella luce, per diventare figli della luce». Gesù disse queste cose, poi se ne andò e si nascose loro.
Sebbene avesse compiuto segni così grandi davanti a loro, non credevano in lui, perché si compisse la parola detta dal profeta Isaia:
«Signore, chi ha creduto alla nostra parola?
E la forza del Signore, a chi è stata rivelata?».

Per questo non potevano credere, poiché ancora Isaia disse:
«Ha reso ciechi i loro occhi
e duro il loro cuore,
perché non vedano con gli occhi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano,
e io li guarisca!».

Questo disse Isaia perché vide la sua gloria e parlò di lui. Tuttavia, anche tra i capi, molti credettero in lui, ma, a causa dei farisei, non lo dichiaravano, per non essere espulsi dalla sinagoga. Amavano infatti la gloria degli uomini più che la gloria di Dio. Gesù allora esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».” (Gv 12,35-50)

Gesù è al centro delle scritture, è Colui che è stato annunciato dai profeti. Nel Vangelo c’è la citazione del profeta Isaia che «vide la sua gloria e parlò di lui», parlò di Gesù. Gesù con forza afferma che è lui il riferimento alla luce, colui che fende le tenebre e da la possibilità ad ognuno di uscire dal proprio buio fatto di chiusure, convinzioni irremovibili, divisioni. La luce del Signore Gesù porta a prendere coscienza del buio che c’è dentro e di fenderlo, di illuminare, eliminare le tenebre dentro l’anima. La possibilità è la ripresa di vita, la rinascita della persona dando importanza a Gesù. La salvezza portata da Gesù è importante: «perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo.»
Lo scopo è quello di togliere l’uomo da quella via in cui si è infilato, una via fatta di egoismi, interessi particolari, e riportarlo sulla via dove si scopre la bellezza della vicinanza, della solidarietà, della carità.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 12,35-50 – Domenica 23 Giugno 2024 Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della IV Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
san Paolino da Nola, vescovo
Rito Ambrosiano
Sabato 22 Giugno 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai farisei: «Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».” (Gv 10,14-18)

Il buon pastore tiene a tal punto alle sue pecore che è disposto a donare la sua vita. È una grande forma d’amore, quello più estremo di donarsi in modo totale per la vita delle altre persone.
Gesù rassicura che nessuno è in grado di sottrargli il suo gregge, le sue pecore donando la sua vita: «Nessuno me la toglie: io la do da me stesso».
Questo donarsi di Gesù è al contempo la sua decisione libera e obbedienza al comando di Dio Padre. Si tratta della perfetta comunione che si può trovare solo nella santissima Trinità.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 10,14-18 – Sabato 22 Giugno 2024 Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della IV Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
san Luigi Gonzaga, religioso
Rito Ambrosiano
Venerdì 21 Giugno 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno nei palazzi dei re. Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto:
“Ecco, dinanzi a te mando il mio messaggero,
davanti a te egli preparerà la tua via”.

Io vi dico: fra i nati da donna non vi è alcuno più grande di Giovanni, ma il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui.
Tutto il popolo che lo ascoltava, e anche i pubblicani, ricevendo il battesimo di Giovanni, hanno riconosciuto che Dio è giusto. Ma i farisei e i dottori della Legge, non facendosi battezzare da lui, hanno reso vano il disegno di Dio su di loro.
A chi dunque posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così:
“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,
abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!”.

È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e voi dite: “Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!”. Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli».” (Lc 7,24b-35)

Giovanni il Battista è colui che ha preparato la via al Signore Gesù perché vi fosse un popolo ben disposto ad accoglierlo ed a ascoltarlo. In questa missione importante, il precursore annunciava ciò in zone desertiche eppure molte persone andavano ad ascoltarlo perché le parole dette con ferma schiettezza trasparivano di verità.
Gesù afferma riguardo a Giovanni il Battista che è più che un profeta ed è il più grande fra i nati da donna.
Un uomo grande che vive l’esperienza terrena come una missione «ma il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui».

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 7,24b-33 – Venerdì 21 Giugno 2024 Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della IV Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Festa
Rito Ambrosiano
Giovedì 20 Giugno 2024

“In quel tempo. Giovanni fu informato dai suoi discepoli di tutte queste cose. Chiamati quindi due di loro, Giovanni li mandò a dire al Signore Gesù: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Venuti da lui, quegli uomini dissero: «Giovanni il Battista ci ha mandati da te per domandarti: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”». In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi. Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: “I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia”. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».” (Lc 7,18-23)

Gesù dimostra la sua signoria, è lui il punto di riferimento per l’uomo. Alla domanda di Giovanni il Battista risponde con alcuni miracoli di guarigione da malattie e di liberazione dal male.
«donò la vista a molti ciechi.»
L’evangelista Luca si sofferma su questa particolare guarigione, è Gesù che può far tornare la vista, non solo quella per vedere ma quella per guardare in modo nuovo. «I ciechi riacquistano la vista»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 7,18-23 – Giovedì 20 Giugno 2024 Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Santi Gervaso e Protaso, martiri

Tempo dopo Pentecoste
Festa
Rito Ambrosiano
Mercoledì 19 Giugno 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli: «Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze.
Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete costui. Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri! Io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio».” (Lc 12,1b-8)

Al contrario dell’umano, il Signore considera ognuno importante. Ai suoi occhi un uomo vale molto di più di un insieme di animali. Non è dimenticato ma considerato e ascoltato.
«Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri!»
È l’uomo che si dimentica di Dio o non lo vuole più nella sua vita e non il contrario.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,1b-8 – Mercoledì 19 Giugno 2024 Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della IV Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
san Romualdo, abate
Rito Ambrosiano
Martedì 18 Giugno 2024

“In quel tempo. Quando ebbe terminato di rivolgere tutte le sue parole al popolo che stava in ascolto, il Signore Gesù entrò in Cafàrnao. Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l’aveva molto caro. Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo. Costoro, giunti da Gesù, lo supplicavano con insistenza: «Egli merita che tu gli conceda quello che chiede – dicevano –, perché ama il nostro popolo ed è stato lui a costruirci la sinagoga». Gesù si incamminò con loro. Non era ormai molto distante dalla casa, quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli: «Signore, non disturbarti! Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo io stesso non mi sono ritenuto degno di venire da te; ma di’ una parola e il mio servo sarà guarito. Anch’io infatti sono nella condizione di subalterno e ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa». All’udire questo, Gesù lo ammirò e, volgendosi alla folla che lo seguiva, disse: «Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!». E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito.” (Lc 7,1-10)

La fede è il punto fondamentale per essere in comunione con il Signore Gesù affinché esso possa agire e guarire. Nel Vangelo un servo viene guarito per la fede del Centurione suo padrone.
Oggi dove è finita la fede?
Vi è ancora qualche traccia nei cuori? Certo, ci sono le eccezioni, persone di molta fede, quella vera dove Gesù è il punto di riferimento. Nella normalità per alcuni è forse consuetudine, per altri un fatto culturale anche ben vissuto, per altri ancora c’è solo incredulità.
Signore abbiamo bisogno di fede, Aumenta la nostra fede!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 6,39-45 – Martedì 18 Giugno 2024 Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della IV Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Lunedì 17 Giugno 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro.
Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.
Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda».” (Lc 6,39-45)

Un discepolo ben preparato sarà come il suo maestro. Così guardando bene a Gesù e prendendo esempio da lui si potrebbe diventare un bravo discepolo del Signore, un bravo testimone della fede cristiana. Non si potrà essere come il Signore, lui che è Dio, ma si potrà essere guidati dalla sua presenza.
Ma se si è convinti di essere nel giusto senza alcun riferimento al Signore Gesù, e si pretendere di guidare altre persone o di giudicarle si è come un cieco che vuole guidare un altro cieco.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 6,39-45 – Lunedì 17 Giugno 2024 Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

IV Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 16 Giugno 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù riprese a parlare loro con parabole e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: “Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».” (Mt 22,1-14)

L’intenzione del Signore è di gioia e festa per la sua creazione. Le sue creature dovrebbero gioire per l’esistenza donata e l’essere in un mondo perfettamente preparato e immensamente bello. In questo vi sarebbero delle persone specialmente invitate a condividere la festa preparata con cura dal Signore. Ma non è andata proprio così.
Nella parabola un re rimane deluso per la non partecipazione alla festa di nozze di suo figlio. Tutto era ben preparato ma gli invitati si scusano perché dovevano curare i loro interessi. Allora vengono sostituiti da persone certamente meno degne ma che colgono l’importanza dell’invito. A questo punto anche alcune persone non degne e non preparate vogliono andare alla festa ma non possono parteciparvi poiché il loro cuore era rimasto attaccato alla cattiveria.
La possibilità dell’uomo oggi di essere fra gli invitati esiste ancora se vi sono percorsi di riconciliazione, di solidarietà, di vicinanza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 22,1-14 – Domenica 16 Giugno 2024 Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della III Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Beato Clemente Vismara, sacerdote
Sabato 15 Giugno 2024

“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo. Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piùttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro. Ma guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle».” (Lc 11,37-42)

La purezza ha come base una intenzione di essere onesti con se stessi e con le altrui persone. In questo non si tenta di agire in modo scorretto trovando delle scappatoie che lavano la coscienza. Per i farisei era importante tutta una serie di abluzioni, lavaggi come tradizione per la purezza ma questa non poteva coprire comportamenti che danneggiavano altre persone. Come prime cose da tenere presente sono la giustizia e l’amore di Dio praticando le quali si esce dall’ipocrisia.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,37-42 – Sabato 15 Giugno 2024 Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)