Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Giovedì 30 Aprile 2026
In quel tempo “Quando ormai si era a metà della festa, Gesù salì al tempio e si mise a insegnare. I Giudei ne erano meravigliati e dicevano: “Come mai costui conosce le Scritture, senza avere studiato?”. Gesù rispose loro: “La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato. Chi vuol fare la sua volontà, riconoscerà se questa dottrina viene da Dio, o se io parlo da me stesso. Chi parla da se stesso, cerca la propria gloria; ma chi cerca la gloria di colui che lo ha mandato è veritiero, e in lui non c’è ingiustizia. Non è stato forse Mosè a darvi la Legge? Eppure nessuno di voi osserva la Legge! Perché cercate di uccidermi?”. Rispose la folla: “Sei indemoniato! Chi cerca di ucciderti?”. Disse loro Gesù: “Un’opera sola ho compiuto, e tutti ne siete meravigliati. Per questo Mosè vi ha dato la circoncisione – non che essa venga da Mosè, ma dai patriarchi – e voi circoncidete un uomo anche di sabato. Ora, se un uomo riceve la circoncisione di sabato perché non sia trasgredita la legge di Mosè, voi vi sdegnate contro di me perché di sabato ho guarito interamente un uomo? Non giudicate secondo le apparenze; giudicate con giusto giudizio!”.” (Gv 7,14-24)
«Come mai costui conosce le Scritture, senza avere studiato?»
La dottrina di Gesù veniva dal cielo, ispirata. I Giudei ne erano meravigliati poiché non aveva frequentato scuole. Invece di gioire come un chiaro segno proveniente da Dio che dava solidità a Gesù, rimanevano perplessi perché avevano già deciso nei suoi riguardi di ucciderlo. Avevano già giudicato e condannato, questo rendeva impossibile riconoscere Gesù come persona mandata da Dio con sapienza e verità.
Giudicare bene nella verità e nella umiltà è la via per non cadere in giudizi sbagliati. Quando siamo costretti a giudicare dovremmo mettere da parte l’io (l’egoismo), ampliare lo sguardo per il bene dell’uomo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 7,14-24 – Giovedì 30 Aprile 2026 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)