Martedì della V settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
martedì 5 Maggio 2026

In quel tempo. Di nuovo i Giudei raccolsero delle pietre per lapidarlo. Gesù disse loro: “Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?”. Gli risposero i Giudei: “Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio”. Disse loro Gesù: “Non è forse scritto nella vostra Legge: Io ho detto: voi siete dèi? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata -, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre”. Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.
Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: “Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero”. E in quel luogo molti credettero in lui. ” (Gv 10,31-42)

Secondo la legge mosaica, il farsi come Dio era un reato gravissimo punito con pena di morte. Alcuni Giudei volevano lapidare Gesù perché aveva detto “Sono Figlio di Dio”. Non poteva essere che un uomo sia apparentato con Dio perché così facendo si fa Dio e nessun uomo può affermare questo. Questa convinzione impediva loro di percepire le numerose opere di Gesù che indicavano lui come il Cristo, il Figlio di Dio, Dio stesso. Potevano credere almeno per quelle opere che Gesù aveva compiuto, in esse si vedeva il dito di Dio: guarigioni e liberazioni dal male.
Ma altre persone ebbero fiducia in lui e credevano grazie alla testimonianza di Giovanni il Battista che gli aveva preparato i cuori ad accoglierlo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 10,31-42 – Martedì 5 Maggio 2026 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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