san Bernardo, abate e dottore della Chiesa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Giovedì 20 Agosto 2026
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ancora alle folle: «Perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto? Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo». In quello stesso tempo si presentarono alcuni a riferirgli il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».” (Lc 12,54a.57-13,5)
Gesù dalla esperienza umana porta due esempi, il primo come comportarsi nei confronti di un avversario e il secondo come un giudizio generalizzato e tradizionalmente consolidato sia spesso errato.
La prima riflessione riguarda un avversario che si accanisce contro di te. È necessario cercare innanzitutto un punto di contatto, un dialogo perché la cosa si possa ricomporre prima che sia troppo tardi. Il tuo avversario è tuo fratello, per questo necessita dialogo, comprensione, accordo per riappacificarsi.
La seconda riflessione è quel giudizio popolare e in questo caso riguarda due drammi, alcuni Galilei uccisi da Pilato e quei 18 rimasti uccisi a causa del crollo della torre di Siloe. Si pensava che certamente queste persone avessero subito queste disgrazie a causa dei loro peccati. Non è così. Non c’è un collegamento diretto ed esclusivo con una disgrazia e il peccato personale. Quelli erano peccatori come tutti gli altri. La disgrazia può capitare non legata al peccato personale.
«quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo»
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,54a.57-13,5, Giovedì 20 Agosto 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)