Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 30 Agosto 2026
“In quel tempo. Il tetrarca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elia», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti». Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo. Al loro ritorno, gli apostoli raccontarono a Gesù tutto quello che avevano fatto. Allora li prese con sé e si ritirò in disparte, verso una città chiamata Betsàida. Ma le folle vennero a saperlo e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlare loro del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure.” (Lc 9,7-11)
Dopo il martirio di Giovanni il Battista, il tetrarca Erode si domandava chi era Gesù, e diversi erano i pareri a riguardo. Non di certo poteva essere colui che aveva fatto decapitare o altri ancora. Nel dubbio lo cercava, cercava di vedere Gesù. Erode rimane con la perplessità e sa bene che la sua decisione di decapitare san Giovanni Battista era stata eccessiva ma non se ne pente. Sembra spinto forse da una curiosità per capire chi è veramente questa persona ma non riesce ad andare oltre con quella disponibilità a convertirsi perché troppo legato alla gloria terrena. Preferisce il potere, essere qualcuno fra i potenti, attraverso l’iniquità.
Intanto i Dodici tornano dalla loro missione ma non riescono ad appartarsi dalle folle e non possono che osservare Gesù nel suo instancabile annuncio del regno di Dio e nelle guarigioni dei malati. La storia della salvezza va avanti nonostante persone che la vorrebbero in qualche misura impedire. Ma il bene è più forte del male, sempre.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luc a 9,7-11, Domenica 30 Agosto 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)