II Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 6 Settembre 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù riprese a parlare e disse: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati. Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.
In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita».” (Gv 5,19-24)

Gesù aveva compiuto molte guarigioni nel giorno di Sabato, giorno di riposo. Secondo la Legge ebraica solo alcune attività erano permesse e fra queste non vi erano le guarigioni. Per questo i Giudei erano contrari a Gesù il quale con loro tenta sempre una riflessione, un dialogo, un discorso di auto difesa anche se faticoso.
Gesù afferma alcune importanti cose. Il Figlio osserva il Padre e agisce allo stesso modo attingendo dal Padre che è il maestro. Fra i due c’è una relazione di un amore unico, intenso, divino. C’è un valore che è immenso nel Figlio che dà la vita a chi vuole. C’è anche un importante ruolo del Figlio nel giudizio che gli è donato dal Padre, perché ognuno possa guardarlo come fosse il Padre che lo ha mandato. È un tentativo di comunicare che c’è la divinità presente in Gesù, la stessa di Dio Padre.
Poi aggiunge una rivelazione importante, una espressione della misericordia di Dio per ogni sua caratura: chi dà importanza alla Parola del Signore e crede in Colui che lo ha mandato, in altre parole, chi ascolta il Vangelo e crede in Dio Padre come colui che ha mandato Gesù per salvare l’uomo, non viene giudicato ed è nella vita, «è passato dalla morte alla vita».

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 5,19-24, Domenica 6 Settembre 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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